Cristina Sciannamblo

YouTube, già finita la tregua in Turchia

Il governo di Ankara decide di richiudere i rubinetti del Tubo. Questa volta, motivo della contesa è la presenza di video prova dello scandalo sessuale riguardante il leader dell'opposizione

Roma - A nemmeno ventiquattro ore di distanza dall'annuncio della riapertura di YouYube in Turchia, una corte di Ankara ha nuovamente ordinato la chiusura dei rubinetti. Secondo quanto riportato da un'agenzia giornalistica dell'Anatolia, il motivo del nuovo, ennesimo blocco riguarda la pubblicazione di video che includono il leader dell'opposizione Deniz Baykal.

La pietra dello scandalo, in questo caso, ha a che fare in particolare con un video che mostra il leader del Partito Repubblicano in una stanza d'albergo insieme alla sua amante. Il filmato girato in segreto è stato diffuso all'interno del paese e ha causato le dimissioni del politico.

Prima della riapertura dell'accesso al Tubo, le autorità turche, servendosi di alcuni "volontari", avevano provveduto a rimuovere quattro video ritenuti offensivi senza l'autorizzazione di Google. Per tutta risposta quest'ultima non si è attardata a dichiarare che avrebbe riabilitato i filmati (uno dei quali ritraeva, per l'appunto, il leader politico dell'opposizione), considerando inaccettabili le ragioni sul copyright addotte dal governo di Ankara. Il risultato di quest'ultimo scontro ha portato al nuovo ban.
Stando alle ultime notizie, dunque, la libera circolazione sul Tubo per molti turchi è durata solo alcune ore. Ed è probabile che siano già riprese le operazioni per eludere il nuovo divieto di accesso.

Cristina Sciannamblo
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