Mauro Vecchio

Google e la pace di Buzz

Un giudice californiano ha dato il primo via libera ad un accordo tra BigG e alcuni utenti di Gmail. Verrà istituito un fondo da 8,5 milioni di dollari per la tutela della privacy. E l'azienda di Mountain View lo fa sapere a tutti

Roma - C'è chi ha sottolineato come in fondo si tratti di scuse pubbliche. Tutti gli utenti statunitensi del servizio di posta elettronica Gmail hanno infatti ricevuto un messaggio del tutto inusuale. A spedirlo, Google, che ha così deciso di annunciare a tutti i suoi utenti il raggiungimento di un accordo ormai atteso, che verrà ufficializzato alla fine del prossimo gennaio.

Una corte di San José ha infatti dato un preliminare via libera all'istituzione di un fondo di circa 8,5 milioni di dollari, che andranno a varie organizzazioni impegnate nella tutela della privacy degli utenti. Questo fondo indipendente servirà a dimostrare un rinnovato impegno da parte dell'azienda di Mountain View, in particolare verso un'esperienza online che risulti migliore in quanto protetta.

Un'esperienza certamente poco gradita da alcuni utenti del social network Buzz, che poco dopo il lancio ufficiale erano ricorsi alla class action contro il colosso di Mountain View. Al centro delle recriminazioni, macroscopici problemi di privacy, relativi alla gestione dei profili pubblici, alla trasparenza delle impostazioni e alla mancanza di visibilità dei meccanismi di scelta delle opzioni di condivisione.
La vita di Buzz non si è rivelata poi così lunga e felice. Ma Google sembra volerci riprovare, soprattutto per riconquistare la fiducia di certi utenti: "Faremo di più per insegnare alle persone come controllare la propria privacy, nello specifico in Buzz". Con una precisazione, relativa al fatto che nessun utente di Gmail potrà ricevere denaro nell'ambito dell'accordo. In pratica, tutti i soldi del fondo andranno alle organizzazioni.

Mauro Vecchio
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