Claudio Tamburrino

UK, in dubbio la net neutrality

O2 vuol far pagare le aziende del Web. Così come Vodafone, Telecom e, in parte, Verizon. Cambieranno davvero gli assetti del fare business online?

Roma - Nel corso dell'eForum ospitato a Westminster, Ronan Dunne, CEO di O2, ha avanzato la possibilità di far pagare le grandi aziende che operano online, con lo scopo di bilanciare la crescente richiesta di passaggio dati sulla rete (recentemente esplosa trainando in alto i costi per le telco) e il mantenimento dell'efficienza dei network.

"Se pagano solo i consumatori è difficile che i content provider siano incentivati ad un utilizzo efficiente della rete" ha detto il CEO di O2.

Questo, spiega d'altronde, rende insostenibili le offerte flat che subiscono anche gli effetti della sproporzione nei consumi degli singoli utenti, il fatto, cioè, che un piccola porzione della popolazione usi una quantità molto significativa della banda, con conseguenti ricadute anche sugli altri netizen.
Anche se la proposta chiama in causa solo le grandi aziende della Rete (come Skype e YouTube), piazza O2 su posizioni familiari: in Gran Bretagna, per esempio, ne aveva già parlato il CEO di Vodafone Vittorio Colao e lo stesso discorso, in Italia, è stato portato avanti dall'AD di Telecom Franco Bernabé, così come una proposta simile l'ha fatta il presidente del Gruppo L'Espresso Carlo De Benedetti.

Da un lato si parla sempre di superamento della neutralità della rete e della possibilità di far pagare di più per servizi extra (una sorta di "corsia preferenziale") i fornitori di contenuti interessati, dall'altra di veri e propri balzelli per content provider, al momento tacciati di essere non altro che "free rider" che approfittano, senza contribuirvi, alle risorse di connessione nazionali.

Quando si parla di far pagare i fornitori di contenuto per banda più veloce, il riferimento diretto è alle connessioni mobile: stesso ragionamento portato aventi dalla dibattuta proposta targata Google-Verizon e da una presunta proposta di legge statunitense filtrata online da fonti anonime.

Claudio Tamburrino
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12 Commenti alla Notizia UK, in dubbio la net neutrality
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    Da domani Autostrade SpA riceverà una piccola parte degli introiti derivanti dalle vendite di veicoli commerciali e non da tutti i costruttori di autoveicoli e camion.
    In questo modo il crescente traffico sulla loro rete contribuirà al mantenimento della stessa.

    Ha senso, no?
    non+autenticato
  • Errore: col tuo esempio, prenderebbe soldi SIA dai conducenti CHE dai produttori.

    Comodo, facile, in fondo chiedere è gratis...
  • No, tu fai confusione. Le autostrade in Italia le paga di volta in volta e per ogni viaggio, il conducente o il padrone del mezzo. Se faccio un viaggio, pago 1 e per il percorso fatto. Quindi proprio quello che alcuni vorrebbero per la rete. In Italia paghi le autostrade solo le usi ma se viaggi solo per strade comunali, provinciali e statali alle autostrade non dai nulla. é una tariffazione a consumo e non FLAT come in Svizzera o Austria dove tutti pagano uguale per ogni auto che hanno che sale sulle autostrade; li si che non è equo, si paga tutti uguale anche se in autostrada fai 5 km una volta l'anno, anche se in compenso pagando tutti pagano "relativamente" poco, relativamente per chi viaggia tanto ma certo molto per chi viaggia poco.

    Io consumo molto su internet, leggendo, chattando, giocando e vedendo tv e film in streaming, consumo molta, enormemente molta di più banda dei miei che navigano un po' e mandano qualche mail e foto; a rigor di logica io dovrei pagare di più perchè uso l'autostrada molto di più di loro mentre invece per i miei è iniquo pagare quanto me visto che usano internet molto meno.

    Pur non avendo voglia di pagare di più ammetto che la tariffizione flat dovrebbe essere rapportata al consumo reale e non al mero fatto di aver accesso alla rete, la luce si paga in base al consumo e il gas pure e pure il telefono e non solo per il fatto di averlo.

    Far pagare in parte chi eroga contenuti permetterebbe di non far pagare più l'utenza telefonica ed avere un ritorno da chi si fa lautissimi guadagni proprio grazie alla rete, certamente più lauti delle compagnie telefoniche.
    non+autenticato
  • senza un esempio o un riferimento concreto si puo' fare buona poesia, si puo' dire tutto e il contrario di tutto, nonostante cio', si preferisce ugualmente questa tipologia d'espressione forse perche' e' l'unico modo per far passare inosservate eresie megagalattiche senza poter essere contraddetti!

    ...e come fai a contraddire qualcuno che parla senza una logica? ...per esempio qualcuno che propone l'abbandono della net neutrality come unica soluzione per la ripartizione equa delle risorse di rete?
    non+autenticato
  • E' chiaro che a questo punto è necessario stabilire chi paga cosa.

    Introdurre una tariffazione variabile che fa sì che chi usa ad esempio youtube paghi per quello un extra (piccolo ma non zero) permetterebbe alle Telco di ridurre la parte di costo fisso dell'ADSL.
    O di non aumentarlo e finanziare le nuove tecnologie per chi vorrà più larga banda.

    Dall'altra non ha tutti i torri nemmeno Bernabè quando dice che google tiene il suo business in america e non paga tasse qua.
    Se google guadanga vendendo pubblicità ad aziende che dall'america poi vendono servizi o prodotti agli europei è chiaro che poi di tasse entrano quelle sui prodotti (se regolarmente sdoganati), aramente quelle sui servizi, ma zero di quanto a lucrato google sulla pubblicità.

    Questo crea un flusso di ricchezza a vantaggio di google e dell'america sulle spalle dell'europa e dell'asia.
    Se l'asia rientra vendendo tecnologia, noi europei che compriamo pc dall'asia e serivizi dall'america perdiamo sempre.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Blue turtle
    > E' chiaro che a questo punto è necessario
    > stabilire chi paga
    > cosa.
    >
    > Introdurre una tariffazione variabile che fa sì
    > che chi usa ad esempio youtube paghi per quello
    > un extra (piccolo ma non zero) permetterebbe alle
    > Telco di ridurre la parte di costo fisso
    > dell'ADSL.

    Qualunque cosa tu possa inventare per far pagare un contenuto che altrove viene fruito gratuitamente, ci sara' sempre qualcuno che aggirera' il controllo e fara' fruire gratuitamente tale contenuto.

    E' una battaglia persa.

    Il destino di internet e' quello di diventare libero, gratuito ed universalmente accessibile.
  • appunto, quello che va in crisi semmai e' il modello flat, ma non certo la net neutrality!!

    ...far pagare "a consumo" il traffico (e non il contenuto) sarebbe troppo difficile?
    non+autenticato
  • cosi torniamo ventanni indietro ? Te pensi che certi servizi fossero nati ugualmente con un limite simile ?
    Sgabbio
    26178
  • e' vero che torniamo indietro, ma se non ci fosse altra soluzione, sarebbe sempre meglio che intaccare la neutrality dei contenuti:
    per esempio io compro 128 kbps minimi garantiti per 4 ore, oppure compro 1 gb di traffico e ci faccio quello che mi pare e piace, scarico da youtube, faccio p2p, leggo, oppure scarico tutta l'enciclopedia treccani, in pratica come io uso il traffico sono cavoli miei e a al provider non deve fregare niente di cosa ci sta in quel gb... lui me lo vende e basta!
    non+autenticato
  • - Scritto da: univoco
    > appunto, quello che va in crisi semmai e' il
    > modello flat, ma non certo la net
    > neutrality!!
    >
    > ...far pagare "a consumo" il traffico (e non il
    > contenuto) sarebbe troppo
    > difficile?

    No, non e' difficile, e' semplicemente idiota, e nuovamente parte dalla presunzione che la gente utilizzi la rete per scaricare.
  • Ma neanche per sogno. Ti pago tot megabit al secondo, se voglio posso usarli per guardarmi youtube 24h/24, e tu non puoi venire a rompermi il ca**o cercando di farmi sentire in colpa (ma di che cosa?).
    Non hai banda a sufficienza per tutti i tuoi clienti? Allarga il tubo o evita di procacciartene altri. Altro che rete non neutrale, ci vorrebbero controlli sulle telco che fanno le furbe...
    Funz
    12989
  • - Scritto da: Blue turtle
    > E' chiaro che a questo punto è necessario
    > stabilire chi paga cosa.

    Al momento, l'utente paga tutto.
    Le infrastrutture, la banda, tutto.

    > Introdurre una tariffazione variabile che fa sì
    > che chi usa ad esempio youtube paghi per quello
    > un extra (piccolo ma non zero) permetterebbe alle
    > Telco di ridurre la parte di costo fisso
    > dell'ADSL.
    > O di non aumentarlo e finanziare le nuove
    > tecnologie per chi vorrà più larga
    > banda.

    Azz. Solo?
    A quando pedaggi diversi a seconda della corsia utilizzata in autostrada?
    Forse ti sfugge un punto, eh: se pago per un accesso ad internet, voglio usufruire di tutto quello che è web.
    Che poi faccia il refresh della home del Corriere ogi 3 secondi o stia su YT cambia poco.
    Io pagare banda, io utilizzare.

    > Dall'altra non ha tutti i torri nemmeno Bernabè
    > quando dice che google tiene il suo business in
    > america e non paga tasse qua.

    ???????????????????????

    > Questo crea un flusso di ricchezza a vantaggio di
    > google e dell'america sulle spalle dell'europa e
    > dell'asia.
    > Se l'asia rientra vendendo tecnologia, noi
    > europei che compriamo pc dall'asia e serivizi
    > dall'america perdiamo
    > sempre.

    Ehm... Come dire... Ca**i nostri che non innoviamo / produciamo / vendiamo?