WiFi, liberi di essere identificati?

di Andrea Lisi - WiFi Libero sì, ma con Carta d'Identità Elettronica, sin da quando sei neonato: è una contraddizione o no?

Roma - Eccoci tutti a brindare (in modo piuttosto acritico) per le nuove dichiarazioni di Maroni sul WiFi libero. Decreto Pisanu in soffitta, si legge in giro.

Salvo qualche voce isolata un po' critica (leggo con interesse gli amici Guido Scorza e Fulvio Sarzana di Sant'Ippolito che qualche dubbio timidamente se lo pongono), tutti intenti ad applaudire l'avvio di un'ondata di libertà su Internet! Finalmente la rete torna ad essere il Far Web di sempre, come nel resto del mondo! E il fatto che il Procuratore Nazionale Antimafia Grasso si permetta di dire che Internet possa essere anche un luogo dove ladroni, mascalzoni, mafiosi e pedofili viaggino indisturbati fa solo sorridere ai più, perché il solito "poliziotto" non si rende conto di cosa è Internet e che i "vecchi metodi" ("favorisca i documenti, prego!") non servono, ma al massimo ci si deve adoperare con filtri preventivi alla navigazione e altri strumenti sofisticati di lotta alla cybercriminalità, più in linea con la realtà virtuale.

Ma davvero questi nuovi metodi possono controllare Internet e possono aiutare i "poliziotti" nella lotta ai cybercriminali e soprattutto siamo abbastanza evoluti sotto questo punto di vista? E stiamo andando veramente verso questa direzione?
Nessuno, almeno da quello che ho letto in giro, nella foga di scrivere il "pezzo giusto" sul WiFi libero ha provato a legare due diverse dichiarazioni di Maroni fornite lo stesso giorno e nello stesso momento davanti alla stampa. Da una parte il Ministro ha spiegato che il Decreto Pisanu "va in soffitta" (ammesso che sia veramente questa l'intenzione e lo vedremo), dall'altra ha riferito che il medesimo "pacchetto sicurezza" prevede la reintroduzione (gratuita per tutti) della Carta d'Identita Elettronica (che sarà rilasciata sin dalla nascita: "da quando si è neonati", ha dichiarato solennemente e con grande entusiasmo il Ministro!). Ma lo sappiamo a che potrebbe servire questo (criticatissimo) strumento? Semplicemente ad essere riconosciuti sul Web!

È giusto? È sbagliato? La direzione appare sempre la stessa: non può esserci un "Far Web" e occorre dotarsi di strumenti di identificazione in modo che il mondo virtuale coincida con quello reale e le identità personali digitali coincidano con le identità fisiche. Giusto o sbagliato che sia, si andrà inevitabilmente verso questa direzione, ci piaccia o non ci piaccia. Perché sempre di più la nostra appartenenza ad una comunità si misurerà nella Società dell'Informazione, la quale ci vorrà conoscere, pretenderà di identificarci per offrirci i suoi servizi e ci chiederà forme di riconoscimento sempre più invasive, non per pruriti voyeuristici, ma per esigenze di tutela e di controllo proprie di qualsiasi assetto organizzativo e sociale.

Questo è il futuro che ci aspetta: ci libereremo (forse) della carta di identità cartacea da fornire preventivamente al nostro fornitore di rete WiFi, ma probabilmente accederemo a Internet previa (necessaria) identificazione con carta d'identità elettronica.
E, forse, è inutile urlare al vento la nostra acritica rabbia, ma dobbiamo iniziare ad accettare questa evoluzione verso la vita digitale e magari chiederci semplicemente se questi strumenti che ci continua a propinare il nostro legislatore siano realmente efficaci ad identificarci o se dobbiamo utilizzarne altri.

Intanto, una cosa è certa: questo Governo, in un paio d'anni, in un modo o nell'altro sta cercando di recuperare due strumenti che si erano rivelati un fiasco completo tutto italiano: prima la PEC e adesso la CIE!

Andrea Lisi
Digital&Law Department - Studio Legale Lisi
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55 Commenti alla Notizia WiFi, liberi di essere identificati?
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  • Non so se per navigare ci chiederanno di usare la carta di identita' elettronica (spero tanto tanto di no).

    Se lo facessero sarebbe come chiederci di attaccare la carta di identita' sulla fronte ogni volta che usciamo per strada.

    Cioe' sono gusti. A me non piacerebbe.
    non+autenticato
  • IMHO la richiesta della CIE sarà se devi navigare in qualche hot spot o ciber cafè.

    Per navigare a casa/ufficio con il TUO abbonamento internet, o con la tua Internet Key, sei già identificato.
  • Ho sentito parlare che vogliono prendere le nostre impronte digitali anche.....che significa?
    non+autenticato
  • tratto dall'articolo di P.I diIeri....:" Obiettivo di breve termine, la registrazione delle impronte digitali di cui Maroni ha parlato esplicitamente assicurando che gli strumenti necessari alla loro raccolta saranno messi a disposizione di tutti i comuni."......
    non+autenticato
  • che quando vai a fare la carta d'identità di prenderanno le impronte digitali, fosse per me farei anche la scansione della retina, ma probabilmente costerebbe troppo.

    fatto sta che con una carta d'identità fatta così, se ad ogni sim c'e' un documento associato, basterebbe un semplice sms per garantire l'accesso al wifi, con buona pace degli internet-point destinati ad una morte inesorabile
  • Ma io non voglio farmi prendere le impronte digitali.....troppo facile sarebbe se poi commetto crimini risalire a me. lascia che debbano tribolare un po' 'sti poveri investigatori......
    non+autenticato
  • no, tra un po' prenderanno un po' di cellule e si faranno un piccolo db del nostro dna
    poi quando dovremmo fare qualunque operazione per identificarci ci prenderanno un piccolo pezzo di tessuto/capelli/unghie/sangue e ci indentificheranno subito (vedi gattaca)

    se non verremo identificati correttamente ci scioglieranno direttamente nell'acido!
    non+autenticato
  • .. ci si deve addoperare in maniera che l'IP identificato come causa di spam ecc., venga SBATTUTO fuori dalla rete e non che gli ISP se ne freghino o che l'utente, un attimo dopo, possa entrare da un'altra parte.
    Ci sono compagnie lì fuori che ignorano bellatamente le e-Mail inviate alle relative "Abuse@" e, sebbene nei loro ToS siano presenti tutte le clausole anti-abuso necessarie a stanare pure bin-laden, quest'ultime vengono sistematicamente ignorate (al momento della loro effettiva applicazione).

    Gli enti di controllo reputazionali esistono, devono solo essere ascoltati, così come le Blacklist applicate. Inoltre, servizi quali il portale ATLAS di Arbor Networks (ad es.) dovrebbero essere liberalizzati in maniera che tutti possano consultare lo stato della rete e decidere a soluzioni definitive. E le blacklist devono essere applicate al primo hop, evitando il formarsi di isole-felici ove i pirloni di turno possano fare quello che pare e piace a loro, che tanto nessuno li farà mai sparire definitivamente. Internet non è un giocattolo.
    non+autenticato
  • Ho sempre cercato, nei miei commenti, la morigeratezza, la calma e la riflessività adducendo alle mie affermazioni argomentazioni, per quanto veementi, che prendessero atto di tutti i punti di vista.
    Stavolta no e non starò neanche a perdere tempo a dire il perchè.
    Ho partecipato all'interrogazione del Governo sulle nuove regolamentazioni in materia di diritto d'autore nell'apposito forum e quelli, con me, che la pensavano in maniera veramente liberale e pragmatica sono stati boicottati.
    Stesso dicasi per la mailing-list del codice Azuni dove addirittura alcuni miei interventi per niente offensivi e provocatori (ma pragmatici ed informativi) sono stati "moderati".
    A titolo di prova posso fornire le email inviate ai moderatori e i miei interventi a chiunque ne faccia richiesta.
    Vox populi vox dei?
    Ma quando mai?
    Ricordo l'ex presidente Scalfaro dire "io non ci sto" ai fischi dimenticando che la massa non ha altro modo di manifestare il dissenso.
    Stesso dicasi per le affermazioni di Prodi e dell'attuale presidente del consiglio Berlusconi che fanno fuori le "piazze" e le manifestazioni.
    Ecco, laddove il popolo non viene ascoltato, laddove vi è ipercontrollo io temo il peggio.
    Questa non è più una Nazione (lungi da me il concetto nazionalista del termine) ne' uno Stato liberale.
    Quando uno Stato condanna un Senatore per reati di Mafia e fa causa ad uno sviluppatore perchè identifica l'Italia con la Mafia c'è da chiedersi chi sia nel torto.
    Oligarchia. Questo è il suo vero nome.
    A fronte della morte (quasi) definitiva dello stato di diritto mi impegno personalmente a manifestare il mio dissenso con manifestazioni pacifiche, ma decise.
    Come? Adoperandomi per scoprire, studiare, ingannare queste normative, aggirandole ed eludendo ogni forma di controllo, ma soprattutto insegnando ad altri a fare lo stesso e a dimostrare come sia fallibile questo sistema.
    Nel più pieno rispetto della legge fintanto questa me lo permetta.
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    Modificato dall' autore il 08 novembre 2010 20.19
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    H5N1
    1641
  • - Scritto da: H5N1
    > Ho sempre cercato, nei miei commenti, la
    > morigeratezza, la calma e la riflessività
    > adducendo alle mie affermazioni argomentazioni,
    > per quanto veementi, che prendessero atto di
    > tutti i punti di
    > vista.
    > Stavolta no e non starò neanche a perdere tempo a
    > dire il
    > perchè.
    > Ho partecipato all'interrogazione del Governo
    > sulle nuove regolamentazioni in materia di
    > diritto d'autore nell'apposito forum e quelli,
    > con me, che la pensavano in maniera
    > veramente liberale e pragmatica sono stati
    > boicottati.
    > Stesso dicasi per la mailing-list del codice
    > Azuni dove addirittura alcuni miei interventi per
    > niente offensivi e provocatori (ma pragmatici ed
    > informativi) sono stati
    > "moderati".
    > A titolo di prova posso fornire le email inviate
    > ai moderatori e i miei interventi a chiunque ne
    > faccia
    > richiesta.
    > Vox populi vox dei?
    > Ma quando mai?
    > Ricordo l'ex presidente Scalfaro dire "io non ci
    > sto" ai fischi dimenticando che la massa non ha
    > altro modo di manifestare il
    > dissenso.
    > Stesso dicasi per le affermazioni di Prodi e
    > dell'attuale presidente del consiglio Berlusconi
    > che fanno fuori le "piazze" e le
    > manifestazioni.
    > Ecco, laddove il popolo non viene
    > ascoltato, laddove vi è ipercontrollo io temo il
    > peggio.
    > Questa non è più una Nazione (lungi da me il
    > concetto nazionalista del termine) ne' uno Stato
    > liberale.
    > Quando uno Stato condanna un Senatore per reati
    > di Mafia e fa causa ad uno sviluppatore perchè
    > identifica l'Italia con la Mafia c'è da chiedersi
    > chi sia nel
    > torto.
    > Oligarchia. Questo è il suo vero nome.
    > A fronte della morte (quasi) definitiva dello
    > stato di diritto mi impegno personalmente a
    > manifestare il mio dissenso con manifestazioni
    > pacifiche, ma
    > decise.
    > Come? Adoperandomi per scoprire, studiare,
    > ingannare queste normative, aggirandole ed
    > eludendo ogni forma di controllo, ma
    > soprattutto insegnando ad altri a fare lo
    > stesso e a dimostrare come sia fallibile questo
    > sistema.
    > Nel più pieno rispetto della legge fintanto
    > questa me lo
    > permetta.
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    > Modificato dall' autore il 08 novembre 2010 20.19
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    non+autenticato
  • In questo luogo molti locali pubblici hanno WiFi libera, accessibile con una login e pass stile "gratta e vinci".
    Te la danno al solo costo di una piccola consumazione e NON scadono MAI.

    Vivo qua da 4 anni e NESSUNO ha MAI chiesto uno straccio di documento.

    Personalmente lavoravo in un ristorante e ne potevo avere quanti ne volevo e regalarli alla clientela (chiaramente funzionava solo col router del locale che le distribuiva).

    Quindi, in questo luogo, nulla è cambiato e cambierà con questa newsSorride
  • Ma certo ci mancherebbe, va tutto bene finché non ti controllano.
    Puoi risparmiare il biglietto del treno, portare il cane in spiaggia, superare del doppio i limiti di velocità, e chissà quante altre cose, e non ti accade nulla... finché quella singola volta capita che qualcuno stia lì apposta per controllare che tu non faccia quelle cose, ed allora piangiTriste
  • questo è un po' il pensiero all'italiana, lo faccio tanto nessuno mi controlla, ma ... dura fin che dura ... il problema di questo paese è che spesso durano per sempre ....
    non+autenticato
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