Mauro Vecchio

USA, in galera per il DDoS

Un'ex-studente di 23 anni Ŕ stato condannato a due anni e mezzo di prigione per aver manovrato una botnet contro i siti di alcuni esponenti politici. La rete della sua universitÓ era finita KO

Roma - Dovrà passare due anni e mezzo in carcere, reo di aver lanciato una serie di attacchi DDoS contro i siti web di alcuni esponenti politici a stelle e strisce. Mitchell Frost - 23enne di Bellevue, Ohio - dovrà inoltre pagare una multa di circa 50mila dollari, come recentemente stabilito da un giudice locale. 40mila dollari andranno al conservatore Bill O Reilly, il cui spazio web era stato attaccato fino al definitivo KO. Mitchell Frost aveva allora vent'anni, studente al primo anno all'Università di Akron.

La sua era una botnet fatta in casa, che aveva sfruttato la rete interna all'università per inondare di richieste di connessione siti come quello dell'ex-sindaco di New York Rudolph Giuliani. I restanti 10mila dollari andranno appunto allo stesso ateneo statunitense, la cui rete era stata compromessa per un periodo di circa 8 ore e mezza.

Due settimane dopo, la stanza di Frost era stata perquisita dalla polizia. Il ragazzo aveva però mentito al momento dell'arresto, dichiarando di aver soltanto messo su un sito per la vendita di una specie sintetica di cannabis utile come fertilizzante per le piante bonsai.
Una pratica del tutto legale in stati come l'Ohio. Ma si era trattato di una menzogna, come successivamente ammesso dallo stesso Frost. L'accusa aveva dunque richiesto nello scorso maggio la più severa delle pene. L'ex-studente è così stato condannato a 30 mesi di prigione.

Mauro Vecchio
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