Claudio Tamburrino

Java, accordo Apple-Oracle

Cupertino si unisce a IBM nel progetto OpenJDK. Google, intanto, ha ben chiaro come difendersi dalle accuse di Oracle. È tutta questione di brevetti

Roma - Apple e Oracle hanno raggiunto un accordo per la collaborazione nel progetto OpenJDK per Mac OS X. OpenJDK è l'implementazione libera della virtual machine Java sotto licenza open source voluta da Sun nel 2006, e da oggi metterà la tecnologia Java di Apple a disposizione degli sviluppatori open source interessati a lavorare su Mac OS X.

Da parte sua, Apple fornirà la maggior parte delle componenti chiave dei tool e della tecnologia richiesta per l'implementazione Java SE 7 su Mac OS X, da una Java Virtual Machine a 32 e 64 bit basata su HotSpot alle basi per un nuovo client grafico, passando per librerie di classi e uno stack di rete.

"Vogliamo rassicurare la comunità di sviluppatori Java sul fatto che l'ambiente Java d'avanguardia sarà disponibile su Mac OS X anche in futuro" ha rassicurato Oracle. Mentre Bertrand Serlet, vicepresidente addetto allo sviluppo software Apple, ha rievocato la recente scelta di Cupertino di riorganizzare il metodo con cui Java runtime viene installato su Mac OS X e le ipotesi di affidarsi completamente e semplicemente agli aggiornamenti prodotti da Oracle e Sun: affermando che "il modo migliore per i nostri utenti di avere sempre la versione più aggiornata e sicura di Java sarà averla direttamente da Oracle".
Il mese scorso era entrata nella comunità Open JDK anche IBM, delineando di fatto un'alleanza Java che per il momento esclude il grande avversario Google, che proprio per questioni di virtual machine è stata trascinata in tribunale da Oracle.

Mountain View, proprio mentre le linee nemiche si infoltiscono, sta puntellando le sue difese: pur avendo definito la causa sempre "senza basi", la particolare licenza sotto cui Sun aveva rilasciato in open source il codice Java (Community Source), nonché l'utilizzo di linee di codice prese da un altro progetto open source "Harmony" di Apache, complica la sua situazione.

Così Google ora declina ogni responsabilità, dichiarando che, eventualmente, sarebbe colpa delle parti terze se qualche linea di codice da loro implementata risultasse effettivamente copiata in violazione della licenza Community Source con cui il codice Java è stato originariamente divulgato da Sun.

"Ogni utilizzo nella piattaforma Android di elementi protetti di lavori soggetti a particolari forme di diritto d'autore sono state effettuate da parti terze senza la conoscenza di Google, per cui quest'ultima non si deve ritenere responsabile", specifica poi un comunicato che sembra far riferimento più agli sviluppatori delle app che direttamente alla questione della Dalvik Machine.

Dopo la difesa, poi, Mountain View ha delineato il contrattacco: le rivendicazioni Oracle dovrebbero essere negate, sia perché invalide perché facenti riferimento ad idee astratte, sia in base alla dottrina brevettuale dell'abuso, perché avrebbe "richiesto licenze per tecnologie non coperte dalla sua presunta proprietà intellettuale".

Claudio Tamburrino
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28 Commenti alla Notizia Java, accordo Apple-Oracle
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  • che con Apple non si scherza più. Flash docet.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo

    > che con Apple non si scherza più. Flash docet.

    Ci vorrebbe adesso una bella risposta di WinaroSorride
    FDG
    10990
  • Forse hai sbagliato il titoloA bocca aperta
    Con Oracle non si scherza più, è Apple che ha chiuso lo sviluppo della sua Virtual Machine per correre da Oracle a farsela fare, e chi lo sa se un giorno va ad elemosinare il flash player da Adobe
    non+autenticato
  • guarda che il flash player per Mac lo ha sempre fatto Adobe...
    MeX
    16902
  • sì va bhe, ciao. Chi vuol intendere intenda, chi vuol dire altre ovvietà si accodi a MeX. Ne dico un paio per solidarietà:
    guarda che Office per Mac lo ha sempre fatto Microsoft...
    guarda che BBEdit per Mac lo ha sempre fatto Bare Bones...
    guarda che OmniGraffle per Mac lo ha sempre fatto Omni Group...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Emoticon e video

    > sì va bhe, ciao. Chi vuol intendere intenda...

    Si, flash, fondamentale per lo sviluppo di iPhone. Il tempo che le peggiori profezie sul futuro dell'iPhone si avverano, Adobe fa a tempo ad abbandonare Flash.

    Molto più probabile che alla fine le App per smartphone (iOS, Android, MeGoo...) si svilupperanno come web app e che le api native saranno usate solo in casi particolari.

    p.s.: ho ritrovato il link di un articolo interessante:
    http://venturebeat.com/2010/11/08/the-iphone-app-i.../
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 13 novembre 2010 20.53
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    FDG
    10990
  • - Scritto da: FDG

    > Molto più probabile che alla fine le App per
    > smartphone (iOS, Android, MeGoo...) si
    > svilupperanno come web app e che le api native
    > saranno usate solo in casi
    > particolari.

    Il che ci riporta all'idea iniziale dell'iPhone, un prodotto molto efficiente, più efficiente di quanto non lo sia oggi.

    > p.s.: ho ritrovato il link di un articolo
    > interessante:
    > http://venturebeat.com/2010/11/08/the-iphone-app-i

    Un articolo che manderebbe in crisi Enjoy, se sapesse legge l'inglese.
    Comunque, in merito a tale articolo, per l'utente iPhone non c'è alcuna difficoltà a fruire un sito tramite app, con i vantaggi che ne derivano. Le difficoltà a cui si riferisce riguardano i sistemi operativi pc. Da parte del fornitore, invece, certamente mantenere un sito web HTML5 è meno dispendioso. In ogni caso iPhone è già pronto.

    Spero che Punto Informatico legga questo articolo, chissà che non cambino questo forum con qualcosa di fruibile nel mondo mobile senza dover smadonnare!
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo

    > In ogni caso iPhone è già pronto.

    Io sto già lavorando così. Le applicazioni "vetrina" vanno realizzate come un contenitore nativo, una App sviluppata con XCode, che incorporano un widget web dentro cui va tutto il resto. Nel mio piccolo sono riuscito a fare in modo che dalle pagine web incorporate si possano invocare funzioni realizzate in codice nativo. Non ho ancora trovato il modo di rendere questa comunicazione bidirezionale, anche solo per leggere un risultato restituito dalle funzioni native. Esistono però degli SDK che permettono di fare questo ed altro. Ad esempio:

    http://www.phonegap.com/

    È molto interessante perché fa in modo che si possano usare le funzioni del sistema dagli script javascript incorporati nella propria applicazione. Non so come faccia, però indagherò visto che è un framework open sourceSorride
    FDG
    10990
  • - Scritto da: FDG

    > p.s.: ho ritrovato il link di un articolo
    > interessante:
    > http://venturebeat.com/2010/11/08/the-iphone-app-i

    Tutto molto bello, peccato a dispetto delle belle parole del capoccione di Microsoft – Windows Phone 7 NON supporta HTML 5 dato che ha una versione lobotomizzata di IE 7.

    O mi sbaglio?

    Fan Apple

    PS: comunque non sono d'accordo su questa visione per diversi motivi, ma è tardi ho sonno e non ho voglia di dilungarmi, magari la prossima volta che capita occasione.

    Un motivo per tutti, se poi non hai campo il tuo smartphone non serve più a nulla?
    Ogni App ha un suo perché, generalizzare in questo modo è stupido.
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    Modificato dall' autore il 15 novembre 2010 00.39
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  • - Scritto da: FinalCut

    > Windows Phone 7 NON supporta HTML 5 dato che ha una
    > versione lobotomizzata di IE .
    >
    > O mi sbaglio?

    Si, ma WP per ora conta poco. E comunque, fanno in tempo a metterci su la 9.
    FDG
    10990
  • - Scritto da: FDG
    > - Scritto da: FinalCut
    >
    > > Windows Phone 7 NON supporta HTML 5 dato che ha una
    > > versione lobotomizzata di IE .
    > >
    > > O mi sbaglio?
    >
    > Si, ma WP per ora conta poco.

    e questo è vero...

    > E comunque, fanno
    > in tempo a metterci su la 9.

    intendi prima che falliscano del tutto? No perché ad occhio e croce IMHO Windows Phone 7 batterà lo Zune nel senso che creperà molto prima.

    Fan Apple