Guido Scorza

HADOPI all'italiana: AGCOM e il coraggio dell'indipendenza

di G. Scorza - La palla di regolamentare la tutela del diritto d'autore passa all'AGCOM. Cosa è accaduto, costa sta accadendo, cosa potrebbe accadere. E cosa si dovrebbe scongiurare

HADOPI all'italiana: AGCOM e il coraggio dell'indipendenzaRoma - Negli ultimi giorni, in Rete, sono circolate indiscrezioni trapelate dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni secondo le quali quest'ultima starebbe lavorando ad una disciplina sull'enforcement dei diritti d'autore ispirata alla famigerata HADOPI francese.
Vale, pertanto, la pena di provare a fare il punto di quanto accaduto, quanto potrebbe accadere e quanto, invece, non è né costituzionalmente, né socialmente sostenibile accada davvero.

Cominciamo dai fatti certi e da quelli meno certi.
Non c'è nessun dubbio che l'Autorità, in questi giorni, stia lavorando alla bozza - se non addirittura ad un testo definitivo - di regolamento per l'enforcement dei diritti d'autore nelle attività di fornitura di servizi media audiovisivi.
Tanto, infatti, le impone l'art. 6 del Decreto Romani (D.Lgs. 15 marzo 2010 n. 44).
Non c'è tuttavia alcun modo - data la mancata reazione dell'Autorità - dinanzi alle indiscrezioni sin qui trapelate, per dire in che termini il documento i cui stralci sono stati pubblicati online rifletta l'orientamento definitivo degli uffici del Presidente Calabrò.
Sul punto torneremo, però, più avanti.

Non credo, invece, che vi sia alcun pactum sceleris tra internet service provider ed AGCOM, in forza del quale i primi si sarebbero dichiarati disponibili ad agire quali "braccio armato" della seconda nell'attività di contrasto alla pirateria online, come ipotizzato nei giorni scorsi su queste stesse pagine.
La posizione dei provider italiani, infatti, al riguardo è sempre stata diametralmente contraria all'idea di lasciarsi trasformare in sceriffi della Rete e l'esperienza francese, nella quale proprio i provider sono oggi i principali nemici della HADOPI per i costi che l'attuazione di tale legge impone loro di sostenere, dovrebbe, da sola, valere a fugare ogni dubbio in questa direzione.
Sin qui su quanto accaduto negli ultimi giorni.
Veniamo ora a quanto, forse, sta per accadere ed a quanto occorre scongiurare il rischio che accada.
Nel febbraio del 2010, solo un mese prima che l'attuale Ministro Paolo Romani sganciasse sulla Rete il suo Decreto contro internet, minacciando di trasformarla in una grande TV, l'Autorità Garante aveva pubblicato un'indagine conoscitiva proprio sul "diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica".
Nello Studio - indubbiamente equilibrato, ponderato e frutto di un'attenta riflessione - l'Autorità ha rappresentato alcuni principi che non può ora né ritrattare né tradire senza correre il rischio di apparire "tirata per la giacchetta" dai titolari dei diritti.

Cominciamo dal primo di tali principi. L'Autorità, nel proprio Studio, dà atto, con grande onestà intellettuale, che non esistono, allo stato, dati affidabili né circa le conseguenze della cosiddetta pirateria online, né circa l'entità del fenomeno, né in relazione alle conseguenze della progressiva diffusione di risorse di connettività a banda larga sul fenomeno stesso.
Al riguardo, anzi, gli uffici di Calabrò ipotizzano addirittura che "la diffusione della banda larga in Italia, dando impulso allo sviluppo del mercato legale dei contenuti digitali audiovisivi, potrebbe anche agire da deterrente rispetto al P2P".
Si tratta di dati ed informazioni imprescindibili per l'elaborazione ed il varo di qualsiasi misura di contrasto alla pirateria audiovisiva.
In assenza di questi dati ogni iniziativa dell'Autorità sarebbe incoerente con quanto emerso nell'ambito della citata indagine conoscitiva e risulterebbe pertanto ingiustificata.

Sul punto occorre essere estremamente chiari: la materia del diritto d'autore in Rete investe - come peraltro riconosciuto dalla stessa Autorità - troppi interessi costituzionalmente rilevanti perché la sua disciplina possa essere dettata sulla base del "sentito dire" o del "dedotto" da parte dei soliti noti dell'industria audiovisiva e della SIAE.
Servono studi, ricerche, monitoraggi seri ed imparziali e solo dopo potrà ipotizzarsi - ove risulti effettivamente necessario - di introdurre nell'Ordinamento ulteriori e più efficaci misure di contrasto alla pirateria.
In difetto l'Autorità correrebbe il rischio di coprirsi di ridicolo come già accaduto al Prof. Masi che, nel settembre del 2008 annunciò al mondo, in una solenne conferenza stampa a Palazzo Chigi che, in due mesi, il suo neo-istituito Comitato contro la pirateria audiovisiva avrebbe elaborato un pacchetto di misure idonee a contrastare un fenomeno che produceva all'industria danni per oltre 2 miliardi di euro l'anno.
La storia racconta che, ad oltre due anni da allora, il Prof. Masi ed i suoi uomini non siano stati, sin qui, in grado né di confermare i numeri stratosferici sul preteso danno da pirateria né di elaborare alcuna possibile soluzione.

L'Autorità Garante, nella sua indagine conoscitiva, ha fissato inoltre un altro importante principio del quale, oggi, non ci si può dimenticare: sul terreno della disciplina del diritto d'autore vengono in rilievo una pluralità di interessi contrapposti, tutti egualmente meritevoli di tutela.
Accanto a quelli ovvi e mai dimenticati dei titolari dei diritti, si collocano infatti - e gli uffici del Presidente Calabrò dimostrano di esserne consapevoli - quelli di tutti i cittadini alla libertà di espressione, all'accesso alla cultura, all'accesso ad Internet ed alla privacy.
Si tratta di una constatazione inconfutabile e dalla quale l'eventuale futura regolamentazione della materia non potrà prescindere.
Ogni eventuale ulteriore misura antipirateria, per essere costituzionalmente sostenibile, deve risultare dal bilanciamento dei citati contrapposti interessi.
Nessuna compressione della libertà di manifestazione del pensiero, del diritto alla privacy o di quello ad accedere alla cultura - fine ultimo, troppo spesso dimenticato e tradito, della legge sul diritto d'autore - è ammissibile in assenza della prova che si tratti di un sacrificio indispensabile per la tutela di un interesse collettivo valutabile come superiore e preponderante. In questa prospettiva non può mai essere dimenticato che, in genere, quando si parla di enforcement dei diritti d'autore, si parla di diritti patrimoniali di pochi che si contrappongono a diritti fondamentali di molti.
Soluzioni che contemplino monitoraggi o tracciamenti diffusi delle comunicazioni elettroniche e/o schedature di massa degli utenti così come oscuramenti di siti internet o filtraggi di contenuti sono, pertanto, sempre da ritenersi privi di cittadinanza nel nostro Ordinamento.
La nostra costituzione non tollera che un cittadino onesto si veda compresso l'esercizio di proprie libertà fondamentali nel tentativo - peraltro spesso vano - di sanzionare un cittadino disonesto, né che un bit di informazione lecita sia resa inaccessibile per precludere l'accesso ad un bit di informazione illecita.
Trovare una soluzione costituzionalmente sostenibile è la sfida che l'Autorità Garante si trova ora a dover affrontare ed alla quale non può e non deve sottrarsi.

Nella propria indagine conoscitiva del febbraio scorso, l'AGCOM fissava un altro principio che oggi non può né dimenticare né tradire.
La SIAE - nonostante l'ipertrofia dei profili pubblicistici dei quali lo Stato ha lasciato si ammalasse - è un ente rappresentativo di interessi privati e di parte e, dunque, in ogni dinamica e procedimento di contrasto alla pirateria, non può essere chiamata né autorizzata a svolgere funzioni di diversa natura, né possono esserle attribuiti poteri maggiori di quelli riconosciuti ad ogni altro soggetto portatore di interessi privati.
In particolare, la SIAE, non è - come spesso sembra ritenere e ritenersi - soggetto super partes, né "garante" della cultura nel nostro Paese in ambito digitale come, d'altra parte, in ambito analogico.
Ogni eventuale nuova regolamentazione di contrasto alla pirateria audiovisiva, pertanto, dovrà tener conto di tali circostanze e non attribuire alla SIAE nessun compito diverso dal segnalare ipotesi di violazione di diritti d'autore delle quali, peraltro, quest'ultima, dovrà venire a conoscenza senza poter contare su alcun "potere ispettivo" speciale.
L'accertamento dell'effettiva violazione e, a maggior ragione, l'irrogazione di eventuali sanzioni dovrà, sempre, essere compito esclusivo di un'Autorità terza e non portatrice di alcun interesse di parte.
Ma c'è di più.

Nel proprio studio del febbraio scorso, infatti, l'AGCOM riconosceva come fosse da "escludere, de iure condito, la possibilità per l'Autorità di intervenire a infliggere una sanzione amministrativa in capo all'autore dell'accertata violazione".
Le sanzioni a carico degli utenti, pertanto, non possono che restare appannaggio esclusivo dell'Autorità Giudiziaria non essendovi, peraltro, nessuna buona ragione per la quale, in materia di diritto d'autore, dovrebbe derogarsi alle regole generali che sovrintendono l'accertamento e l'irrogazione delle sanzioni in ogni altro ambito.
Nessun regime né potere speciale.
Non può competere ad un'Autorità Amministrativa semi-indipendente - spiace doverlo sottolineare ma si tratta di circostanza che sfortunatamente trova conferme tanto nel meccanismo di nomina dei commissari che in taluni gravissimi episodi di cronaca - la gestione di un procedimento di accertamento di un illecito e quello di irrogazione di sanzioni che hanno per oggetto o per effetto l'inibitoria all'accesso di taluni contenuti, poco importa come ottenuta sotto un profilo tecnico.

Tale genere di provvedimenti, infatti - come correttamente riconosciuto dalla stessa AGCOM nella propria indagine conoscitiva - è legato a doppio filo a questioni connesse all'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero e, dunque, ad un tema ben più sensibile politicamente di quanto non sia il diritto d'autore. Un ordinamento democratico non può affidare ad un soggetto di nomina politica il potere di decidere di rendere inaccessibili a tutti i cittadini taluni contenuti.
E se domani l'AGCOM si trovasse ad ordinare ai nostri ISP di inibire l'accesso alle pagine del Times online, giornale - lo si dice solo per ipotesi - con una linea editoriale avversa alla maggioranza di governo? Chi o cosa potrebbero sottrarre l'AGCOM al comprensibile sospetto che con la scusa della tutela del diritto d'autore si sia, in realtà, perseguito o protetto un interesse politico?
Sono scenari dei quali occorre preoccuparsi oggi e che devono essere scongiurati.

La parola ora spetta all'AGCOM, dalla quale cittadini ed utenti - tutti onesti sino a prova contraria - si attendono un comportamento ponderato, responsabile, imparziale ed indipendente.
L'Autorità, per non deludere tali aspettative, dovrebbe avviare uno studio attento del fenomeno della circolazione dei contenuti audiovisivi leciti ed illeciti sulle Reti di comunicazione elettronica allo scopo di verificare tanto lo sviluppo ed i limiti del mercato che l'entità del pregiudizio eventualmente ad esso arrecato dalla cosiddetta pirateria audiovisiva.

Nell'ambito dello stesso studio, inoltre, l'Autorità potrebbe e dovrebbe indagare l'esistenza di nuovi modelli di business, eventualmente, da promuovere ed incentivare.

Solo a valle dell'acquisizione dei risultati di tali ricerche e, in relazione a quanto eventualmente emerso si potrebbe poi pensare ad una massiccia campagna educativa sul "valore dei bit e della creatività", stimolare lo sviluppo da parte dell'industria - quella cinematografica in particolare - di un'offerta lecita e multicanale online, sin qui completamente mancata, e eventualmente promuovere best practice trasparenti ed equilibrate tra utenti ed internet service provider per l'uso della Rete.
Sono queste le carte che un'Autorità indipendente e moderna si giocherebbe.

L'AGCOM ne avrà il coraggio o preferirà ripiegare sul facile approdo di far contenti i soliti noti, immolando i diritti degli utenti e consumatori?
Non resta che stare a vedere ed augurarci che prevalga il buon senso e, per una volta, esca sconfitta la tracotanza e l'egocentrismo di certi titolari dei diritti (generalizzare è sempre sbagliato) che sin qui hanno preteso di dettare le regole di un gioco che per loro vale solo qualche decina di milioni di euro in più o in meno, mentre per milioni di utenti e cittadini onesti significa la possibilità o l'impossibilità di esercitare diritti e libertà fondamentali di incommensurabile valore economico.

Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione
www.guidoscorza.it
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342 Commenti alla Notizia HADOPI all'italiana: AGCOM e il coraggio dell'indipendenza
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  • - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > Allora metto solo il link, tanto ci sono scritte
    > le stesse cose che dicevo nel
    > post.
    > http://www.giornalettismo.com/archives/96735/renat

    Il bello è che poi scrivono articoli indignati sulla censura su Facebook. Fanno ridere i polli.

    Tu credi che su Facebook un messaggio come quello sul tuo "wall" lo avrebbero censurato? Beh, te lo dico io: no. Neanche per idea.

    Su Facebook censurano decisamente troppo, ma non sono NEANCHE LONTANAMENTE ai livelli di PI.

    Fanno ridere i polli, ripeto.
    non+autenticato
  • sono videonoleggini, bisogna compatirli
    non+autenticato
  • tecnicamente si chiamano videoteladri
    non+autenticato
  • Figo superfigo !!! E' troppo bello leggere 254 commenti tra i più disparati ad una notizia come questa, caspita vuol dire che i funghi cominciano a sentirsi in padella Sorride
    arrafate più che potete finchè siete in tempo sta per arrivare la mannaia l'era del tutto a gratis sta per finire!!!
    lo sapete vero che cosa è un fungo ??? se non lo sapete ve lo dico io : E' UN PARASSITA !!!
    asta la vista pirata !
    non+autenticato
  • - Scritto da: OBSOLETO
    > Figo superfigo !!! E' troppo bello leggere 254
    > commenti tra i più disparati ad una notizia come
    > questa, caspita vuol dire che i funghi cominciano
    > a sentirsi in padella
    > Sorride
    > arrafate più che potete finchè siete in tempo poi
    > cominciate ad usare sistemi crittati e irrintracciabili:
    > WASTE, MUTE, ANTS, FREENET, TOR, I2P e compagnia bella!
    > E per i protocolli attuali usate VPN anonime!


    FixedPirata

    > lo sapete vero che cosa è un fungo ??? se non lo
    > sapete ve lo dico io : E' UN PARASSITA
    > !!!

    Quindi quelli delle major (chi è che cerca di vendere OSSIMORI e pretende pure che gli si dia soldi in cambio di OSSIMORI? di certo non io...) che sono dei funghi. Beh, sicuramente non sono dei funghi commestibili. I funghi velenosi vanno estirpati. Quindi siamo d'accordo: le major vanno abbattute. E l'unico modo per farlo è non dandogli più soldi. I parassiti vanno annientati.

    > Hasta la victoria pirata !

    Siempre.Pirata
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 18 novembre 2010 21.16
    -----------------------------------------------------------
  • > lo sapete vero che cosa è un fungo ??? se non lo
    > sapete ve lo dico io : E' UN PARASSITA

    Ti sbagli: un fungo è un SAPROFITA.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Saprofita

    Vale a dire, una creatura che prolifera dovunque ci sia del marcio, o delle creature morte o morenti. Il fungo non attacca le creature sane, ma distrugge gli organismi malati e putridi, raccogliendo tutto ciò che può ancora essere utile, e lasciando solo un po' di terriccio inerte.

    Strappa un fungo, ne cresceranno altri 100. E quando addenterai il primo fungo, ricordati che tutti i funghi si possono mangiare... ma alcuni una volta sola!

    Buona lavanda gastrica...
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > lo sapete vero che cosa è un fungo ??? se non lo
    > > sapete ve lo dico io : E' UN PARASSITA
    >
    > Ti sbagli: un fungo è un SAPROFITA.
    >
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Saprofita
    >
    > Vale a dire, una creatura che prolifera dovunque
    > ci sia del marcio, o delle creature morte o
    > morenti. Il fungo non attacca le creature sane,
    > ma distrugge gli organismi malati e putridi,
    > raccogliendo tutto ciò che può ancora essere
    > utile, e lasciando solo un po' di terriccio
    > inerte.
    >
    > Strappa un fungo, ne cresceranno altri 100. E
    > quando addenterai il primo fungo, ricordati che
    > tutti i funghi si possono mangiare... ma alcuni
    > una volta
    > sola!
    >
    > Buona lavanda gastrica...

    peccato che i funghi parassiti se li sta per mangiare l' AGCOM in Italia e le sorelle come HADOPI se li stanno già mangiando, per quanti possano essere e per quanto velenosi e SONO BELLE SANE!!!

    viva il risotto di funghi ALLA Romani !!! Sorride
    non+autenticato
  • Ricerca su Google:
    Streaming: Circa 85.100.000 risultati
    Torrentz: Circa 13.100.000 risultati

    Puoi mangiare fino a farti scoppiare le budella, ma non li intaccherai nemmeno.
    Iltuo nick è appropriato: tu sei obsoleto, e la tua attività andrà a fare compagnia ai venditori di ghiaccio. Tempo dieci anni, e nessuno se ne ricorderà nemmeno. L'idea stessa di pagare per un film è obsoleta, e suona sempre più ridicola.
    Tra un po', poi, non faranno nemmeno più nuovi film (o li faranno solo per il cinema), e così anche i pochi ancora convinti di dover pagare non verranno più.
    non+autenticato
  • Noi ce la stiamo facendo sotto. E voi ?

    Quali sono le prossime regioni con copertura esclusiva DVB-T ???
  • - Scritto da: Joe Tornado
    > Noi ce la stiamo facendo sotto. E voi ?
    >
    > Quali sono le prossime regioni con copertura
    > esclusiva DVB-T
    > ???

    Quelle dove se vuoi vedere una pay TV ti devi abbonaree spendi centinaia di euro l' anno che vedi e che non vedi con qualità DVX, tanto sei abituato a quel prodotto, e sempre le stesse dove contribuisci a far comprare a Silvio la 1500^ villa ai Caraibi o piersilvio il nuovo Jet privato, o magari lo yatch da 100 mt a Marina, spero almeno tu sia del Milan, almeno contribuisci a comprare un altro Ronaldigno !!
    l 'unica cosa che non capisco e che vi chiedo, che cosa vi hanno fatto le videoteche, per odiarle così tanto dopo che vi hanno servito per 25 anni ??? forse l 'errore di chiedere lo stop della pirateria su internet ?? non vedo altri motivi, se ci sono spiegateli.
    non+autenticato
  • il voler portare avanti ad oltranza un buisness morto da anni. Avete voluto fare gli ingordi e non vendere le videoteche al momento più giusto? Ora sono 'azzi vostri!

    PS: per quando riguarda le case non voglio nemmeno aiutare il tuo collega della provincia di verona che non sarà grande come una di quella del berlusca ma è una signora casa che un'operaio che spacca il fondoschiena da anni se la sogna.
    non+autenticato
  • > > Quali sono le prossime regioni con copertura
    > > esclusiva DVB-T
    > > ???
    >
    > Quelle dove se vuoi vedere una pay TV ti devi
    > abbonaree spendi centinaia di euro l' anno

    Al limite decine ... non esagerare ! E non sono obbligato ad abbonarmi, con canali gratuiti che spuntano come funghi ... questo è il risotto che mi piace !


    che
    > vedi e che non vedi con qualità DVX, tanto sei
    > abituato a quel prodotto,

    Si scrive DivX ! Si, sono abituato a questo prodotto ... si va dalla compressione molto forte di La7 (che in passato trasmetteva a 544 X 576) all'altissima qualità delle reti RAI e Mediaset su DVB-S (720 X 576, audio @ 192 Kbps). In ogni caso un file compresso con DivX ad un bitrate decente o almeno con un buon rapporto rispetto alla risoluzione si avvicina molto al DVD, è inutile che disprezziate il formato. E alle brutte, mi tengo i files in formato *.TS.


    e sempre le stesse dove
    > contribuisci a far comprare a Silvio la 1500^
    > villa ai Caraibi o piersilvio il nuovo Jet
    > privato, o magari lo yatch da 100 mt a Marina,
    > spero almeno tu sia del Milan, almeno
    > contribuisci a comprare un altro Ronaldigno
    > !!

    Me ne sbatto le palle; la pubblicità la vedo solo la prima volta, per tagliarla via prima di ricomprimere il tutto.



    > l 'unica cosa che non capisco e che vi chiedo,
    > che cosa vi hanno fatto le videoteche, per
    > odiarle così tanto dopo che vi hanno servito per
    > 25 anni ???

    Possiamo girare la domanda a voi ... dopo avervi ingrassato per 25 anni abbiamo trovato altre alternative. Non vi è bastato quello che avete accumulato ? Per voi il cliente è buono solo quando paga e sta zitto.

    forse l 'errore di chiedere lo stop
    > della pirateria su internet ?? non vedo altri
    > motivi, se ci sono
    > spiegateli.

    La vostra ipocrisia di fondo : difendete il copyright (come categoria) perchè vi fa comodo. Finchè avete potuto, nelle vostre attività - non tutte, ovviamente - avete copiato l'impossibile. Probabilmente nel privato lo fate ancora, sarebbe bello vedere se in casa vostra ci sono solo audiocassette/cd/dvd/software originale, fotocopie di libri, oggetti con marchi contraffatti, ecc.

    Poi, dal momento che forse vi piace il cinema, se non foste videonoleggiatori, avreste scaricato l'impossibile pur di soddisfare la vostra passione !
  • - Scritto da: Joe Tornado
    > > > Quali sono le prossime regioni con copertura
    [...]
    > Al limite decine ... non esagerare ! E non sono
    > obbligato ad abbonarmi, con canali gratuiti che
    > spuntano come funghi ... questo è il risotto che
    > mi piace
    > !
    Frena.
    Decine di euro al mese. Ricorda di moltiplicare per 12.
    Per l'esistenza dei canali gratuiti dovrei chiedere a mia madre cosa c'e' oltre i canali rai e media$et. Televisione non ne guardo piu' da 12 e passa anni.

    > Si scrive DivX ! Si, sono abituato a questo
    > è inutile che disprezziate il formato. E alle
    > brutte, mi tengo i files in formato
    > *.TS.
    Concordo.


    [...]
    > Me ne sbatto le palle; la pubblicità la vedo solo
    > la prima volta, per tagliarla via prima di
    > ricomprimere il tutto.
    E fare a meno della TV? Non si sta affatto male.


    > Possiamo girare la domanda a voi ... dopo avervi
    > ingrassato per 25 anni abbiamo trovato altre
    > alternative. Non vi è bastato quello che avete
    > accumulato ? Per voi il cliente è buono solo
    > quando paga e sta
    > zitto.
    Si, mi e' piaciuto. All'epoca guadagnavo pochino e poter risparmiare bei quattrini mi faceva comodo.
    Il guaio e' che il risparmio si e' ridotto.
    Ai bei tempi una videocassetta di un film in prima visione era di circa 25.000 lire. Il mio stipendio al netto da tasse e contributi sfiorava i 1.200.000
    Il che mi faceva lasciare nelle tasche del venditore circa il 2% del mio reddito mensile netto.
    E' tanto. Il noleggio mi costava circa 5000 lire per tre giorni... ci avrei messo la firma subito. Con quello che spendevo per UNA videocassetta originale ci vedevo ben cinque film in prima visione e poi anche qualcosa di piu'.

    Adesso un DVD di prima visione sta intorno ai 17 euro (grazie ai fessi che si prendono i BR), quelli normali hanno prezzi che vanno da 5,90 in su. Il mio potere d'acquisto e' quasi raddoppiato rispetto al 1999 e lo sbattimento di andare e venire dal videotecaro l'ho archiviato in soffitta. In compenso ho una bella videoteca con piu' di 200 titoli originali.

    > La vostra ipocrisia di fondo : difendete il
    [...]
    > contraffatti,
    > ecc.
    Dissento: la videoteca aveva i suoi vantaggi e talvolta li ha ancora, semplicemente costa troppo mantenerla. Pirateria a parte (vuoi mettere la comodita' di rippare il DVD noleggiato, piuttosto che intasare la banda di casa tenendo il mulo acceso h24?) e' troppo piu' comodo vedere in streaming un film prelevandolo da un catalogo di xmila titoli.
    Per ora c'e' il mulo, ma se iTunes si attrezza e altri seguono la medesima strada sai che comodita'? Scegli il film, te lo vedi quando e come vuoi tu, scegli se pagarlo e vederlo senza spot, oppure pagare poco o nulla e vederlo con un po' di spot o un bel po' di spot.
    Tutti mirati sui tuoi gusti e le tue preferenze per cui nemmeno troppo sgraditi.

    > Poi, dal momento che forse vi piace il cinema, se
    > non foste videonoleggiatori, avreste scaricato
    > l'impossibile pur di soddisfare la vostra
    > passione
    > !
    Dissento: chi ama il cinema va al cinema.
    Il download e' un'altra cosa.

    Ciao
    GTFS
    non+autenticato
  • - Scritto da: Joe Tornado
    > Si scrive DivX ! Si, sono abituato a questo
    > prodotto ... si va dalla compressione molto forte
    > di La7 (che in passato trasmetteva a 544 X 576)

    La7 su Atlantic Bird 1 (12,5°Ovest) trasmetteva (è un po' che non controllo) a 720x576.
    Ovvio per vederla devi avere un motorizzato (come me) o un multifeed. Oppure diventare pazzo a spostare la parabola.

    > all'altissima qualità delle reti RAI e Mediaset
    > su DVB-S (720 X 576, audio @ 192 Kbps).

    Per Mediaset ti quoto, per RAI... il bitrate è crollato rispetto a una volta, ora è al livello del DVB-T (e mi riferisco alle versioni generalmente FTA, perché come saprai ci sono due pacchetti RAI sul satellite, uno sempre crittato che è quello trasmesso sul DVB-T e l'altro FTA con alcuni programmi crittati, con qualità migliore, ma non troppo)

    > In ogni
    > caso un file compresso con DivX ad un bitrate
    > decente o almeno con un buon rapporto rispetto
    > alla risoluzione si avvicina molto al DVD, è
    > inutile che disprezziate il formato. E alle
    > brutte, mi tengo i files in formato
    > *.TS.

    Per non parlare dei file in HD che grazie alla pirateria io posso godermi SENZA avere un lettore BR/HD-DVD/sarcaxxo

    > Me ne sbatto le palle; la pubblicità la vedo solo
    > la prima volta, per tagliarla via prima di
    > ricomprimere il tutto.

    mpeg_streamclip (per ts)
    virtualdub (per avi)
    avidemux (a dispetto del nome) per gli altri formati

    > Possiamo girare la domanda a voi ... dopo avervi
    > ingrassato per 25 anni abbiamo trovato altre
    > alternative. Non vi è bastato quello che avete
    > accumulato ? Per voi il cliente è buono solo
    > quando paga e sta zitto.

    Quoto

    > La vostra ipocrisia di fondo : difendete il
    > copyright (come categoria) perchè vi fa comodo.
    > Finchè avete potuto, nelle vostre attività - non
    > tutte, ovviamente - avete copiato l'impossibile.
    > Probabilmente nel privato lo fate ancora, sarebbe
    > bello vedere se in casa vostra ci sono solo
    > audiocassette/cd/dvd/software originale,
    > fotocopie di libri, oggetti con marchi
    > contraffatti, ecc.

    Probabilmente ci troveremmo di tutto e di più... non mi stupirei se poi se ne uscissero dicendo che sono copie di sicurezza di ciò che hanno in negozio

    > Poi, dal momento che forse vi piace il cinema, se
    > non foste videonoleggiatori, avreste scaricato
    > l'impossibile pur di soddisfare la vostra
    > passione !

    Di appassionati VERI di cinema in videoteca non ce ne sono più.
    Anche perché OGGI in videoteca ci trovi solo roba da catalogo, la stessa che trovi in qualunque centro commerciale (e allora perché non andare lì?).
    Blockbuster è (era, per fortuna) l'esempio lampante. Paradossalmente anche nel settore videogiochi, dove il divario era ancora maggiore che nei film e, per certe console, i titoli disponibili a noleggio si contavano sulle dita di una mano. Paradossalmente proprio per le console più piratate (Wii e DS) erano disponibili MENO titoli. Ed è così che volevano contrastare la pirateria? Creando un vuoto del tipo "o pirati o a quel gioco non ci giochi perché io non te lo noleggio"? Beh, mi sembra lapalissiano cosa abbiano scelto gli utenti, decretando (fortunatamente) la fine di blockbuster (per gli amici blocbastard). Che sarà solo il primo di una lunga serie.

    PS I sexy shop una volta vivevano principalmente della vendita di VHS/DVD a luci rosse, LORO han capito che il vento stava cambiando e oggi vivono principalmente di oggettistica. Forse farebbe bene, ad uno di questi videonoleggiatori, fare una visita in qualunque sexy shop e capire cosa significa cercare di rimanere in piedi pur cambiando il principale oggetto di guadagno. E i sexy shop oggi stanno in buona salute, nonostante il porno sia la cosa più scaricata in assoluto su internet e la concorrenza dei siti porno a pagamento sia terribilmente conveniente, senza contare la discrezione (che è fondamentale per il porno)...
  • la discussione è troppo lunga per poter proseguire e dare risposte, chiedo scusa se a qualcuno non ho risposto, ma per quanto mi riguarda finisce quì, è stato un piacere dialogare con voi tutti, anche se di opinioni divergenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: spacevideo
    > la discussione è troppo lunga per poter
    > proseguire e dare risposte, chiedo scusa se a
    > qualcuno non ho risposto, ma per quanto mi
    > riguarda finisce quì, è stato un piacere
    > dialogare con voi tutti, anche se di opinioni
    > divergenti.

    Detto cosi' sembra proprio che letto il 5' post uno non sia piu' in grado di ricordarsi il primo...
    Anonimo
    krane
    22534
  • è stato un piacere
    > dialogare con voi tutti, anche se di opinioni
    > divergenti.

    Iscriviti e partecipa alle discussioni successive, che non mancheranno ... chi te lo impedisce !
  • cercherò di farlo.
    non+autenticato
  • azz, proprio adesso che ti mancava solo un paio di rispostine da dare (quelle che hai evitato dall'inizio, ndr) te ne vai. PeccatoTriste
    Ciao e buon "lavoro", a presto.
    non+autenticato
  • vediamo di porre rimedio, chiedo solo di indicarmi le risposte mancanti, purtroppo guardo la discussione mentre faccio altre cose, chiedo ancora scusa della mia poca attenzione, ma rispondo volentieri.
    non+autenticato
  • quelle di Luco, alle quali stai rispondendo adesso
    non+autenticato
  • > la discussione è troppo lunga per poter
    > proseguire e dare risposte

    Troppo lunga?
    Guarda le tipiche discussioni che si fanno qui... sono tutte molto più lunghe.

    Tu hai appena cominciato, e te ne vai già? Mi spiace sentirtelo dire.

    >, chiedo scusa se a
    > qualcuno non ho risposto, ma per quanto mi
    > riguarda finisce quì, è stato un piacere
    > dialogare con voi tutti, anche se di opinioni
    > divergenti.

    Anche per me è stato un piacere. Mi piacerebbe anche poter ricambiare la visita, e venire a rispondere qualche volta sul vostro forum. Perchè non ne aprite una sezione, in modo da poter avere un po' di confronto?
    non+autenticato
  • molte aree del forum sono libere e chiunque può scrivere, chiedo solo di avere un po' di tatto, perchè la situazione è delicata, a volte scappa la pazienza, ma credo sia ben comprensibile, sono anni che stiamo dietro alle stesse cose nell'indifferenza della politica.
    non+autenticato
  • - Scritto da: spacevideo
    > molte aree del forum sono libere e chiunque può
    > scrivere, chiedo solo di avere un po' di tatto,
    > perchè la situazione è delicata, a volte scappa
    > la pazienza, ma credo sia ben comprensibile, sono
    > anni che stiamo dietro alle stesse cose
    > nell'indifferenza della politica.

    "Indifferenza della politica" sarebbero le porcate come:
    1) a suo tempo avete agito VOI videoteche nell'illegalità e nessuno vi diceva mai niente
    2) iva al 20% sui prodotti audiovisivi
    3) chiusura di siti innocui e di importanza cultural-storica, come il Progetto Prometeo
    4) equo compenso sui supporti vuoti per l'audio e per il video
    5) equo compenso sui supporti vuoti in genere
    6) legge Urbani
    7) filtri sul traffico P2P attuati da alcuni provider
    8) censura di TPB
    9) chiusura di forum, blog, siti vari, sempre molto prima di assai eventuali ed improbabili condanne (vedasi la vicenda coolstreaming/calciolibero poi dissequestrati, ma con grave danno d'immagine per i loro gestori)
    10) retate contro il p2p cioè contro i clienti o potenziali tali che di certo saranno incattiviti contro le major, le FFOO, la magistratura, i politici corrotti e di certo non avranno più alcun motivo per comprare
    11) varie ed eventuali
  • "Indifferenza della politica" sarebbero le porcate come:
    1) a suo tempo avete agito VOI videoteche nell'illegalità e nessuno vi diceva mai niente

    space video nata nel 2003 opera perfettamente in legalità, nessun masterizzato nè sell a noleggio, nessuna porcata, abbiamo tutte le fatture e bollini SIAE

    2) iva al 20% sui prodotti audiovisivi

    le edicole pagano il 4% mentre noi il 20% non mi sembra un vantaggio nostro

    3) chiusura di siti innocui e di importanza cultural-storica, come il Progetto Prometeo

    se è sato chiuso forse violava qualche legge

    4) equo compenso sui supporti vuoti per l'audio e per il video
    mai voluto e lo giudichiamo iniquo e a nostro discapito

    5) equo compenso sui supporti vuoti in genere
    mai voluto e lo giudichiamo iniquo e a nostro discapito

    6) legge Urbani
    magari ci avessero dato ascolto ...

    7) filtri sul traffico P2P attuati da alcuni provider
    magari li applicassero seriamente ....

    8) censura di TPB
    ha durato fin troppo ....

    9) chiusura di forum, blog, siti vari, sempre molto prima di assai eventuali ed improbabili condanne (vedasi la vicenda coolstreaming/calciolibero poi dissequestrati, ma con grave danno d'immagine per i loro gestori)

    questo è l'operato degli organi preposti, magari riuscissimo a far chiudere blog e siti, ne avremmo liste intere

    10) retate contro il p2p cioè contro i clienti o potenziali tali che di certo saranno incattiviti contro le major, le FFOO, la magistratura, i politici corrotti e di certo non avranno più alcun motivo per comprare

    dovrebbero essere più frequenti e all'ordine del giorno

    11) varie ed eventuali

    i 20 multati per streaming non ricordo su quale sito, le pressioni fatte al governo per muoversi contro la pirateria ...

    si, la stretta sulla pirateria è anche opera nostra e ne siamo fieri.
    non+autenticato
  • con le vostre ragioni, tanto non siete voi quelli che risolverete il problema, si fa per ragionare, ognuno rimane della sua posizione, quello che mi amareggia è che l'italiano finch'è non viene mazziato (costretto a pagare multe o altro) non capisce mai il limite, questo in tutte le cose, vedi alcol, vedi velocità, vedi evasione fiscale ... vedi ...

    quindi noi continueremo a fare i nostri investimenti per sfruttare le nuove tecnologie, aspetteremo il nostro nemico, poi allora vedremo chi sarà dalla parte giusta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: spacevideo
    > con le vostre ragioni, tanto non siete voi quelli
    > che risolverete il problema, si fa per ragionare,
    > ognuno rimane della sua posizione,

    Si, soprattutto se sono tanti monologhi senza contraddittorio, a proposito aspetto ancora una tua risposta qui:
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3036210&m=303...

    > quello che mi amareggia è che l'italiano
    > finch'è non viene mazziato (costretto a
    > pagare multe o altro) non capisce mai il
    > limite, questo in tutte le cose, vedi
    > alcol, vedi velocità, vedi evasione
    > fiscale ... vedi ...

    E aggiungiamoci anche le leggi razziali, che sono state in voga anche in questo paese poco di una 50ina di anni fa.

    > quindi noi continueremo a fare i nostri
    > investimenti per sfruttare le nuove tecnologie,

    Cioe' quali ? Vorreste battervi con le major che fanno streaming ?

    > aspetteremo il nostro nemico,

    Ma chi e' il nemico secondo te ?

    > poi allora vedremo chi sarà dalla parte giusta.

    Qual e' la parte giusta secondo te ?
    krane
    22534
  • - Scritto da: krane
    > > aspetteremo il nostro nemico,
    >
    > Ma chi e' il nemico secondo te ?

    Quelli che fino a qualche anno prima li pagavano per avere in noleggio una copia per la vendita. O una copia pirata, magari di un film di prima visione al cinema in quel momento.
    E' così, inutile negare l'evidenza.
  • abbiamo un nostro servizio di streaming, tutto italiano creato da un network di aziende, ho risposto poco fa al link da te indicato.

    i nostri nemici attuali chi sono?
    i downloaders, i pirati della rete che mettono e prelavano materiale illegalmente e a nostro danno, anzi a danno di tutta l'H.E.

    la parte giusta?, quella che non viola regole, quella che non si appropria del lavoro altrui senza remunerarlo, ma tu lavoreresti gratis?
    non+autenticato
  • - Scritto da: spacevideo
    > abbiamo un nostro servizio di streaming

    In cui nemmeno voi credete, agiudicare dai commenti sul vostro forum

    >, tutto
    > italiano creato da un network di aziende, ho
    > risposto poco fa al link da te
    > indicato.

    E dici anche: "per il momento abbiamo pochi film, ma ne arriveranno,". Invece, su megavideo ci sono tutti.

    Insomma, cosa ci stai promettendo? Non ci proponi altro che un servizio che forse, in futuro, ci offrirà le stesse cose che megavideo ci offre già adesso. Non ci serve, ci basta e avanza megavideo.

    E per giunta, il vostro servizio è a pagamento: ma perchè mai dovremmo pagarvi per realizzare una cosa che esiste già? E che per giunta ci offre di più, e gratis?
    Lasciate perdere, non ci interessa.


    >
    > i nostri nemici attuali chi sono?
    > i downloaders, i pirati della rete che mettono e
    > prelavano materiale illegalmente e a nostro
    > danno, anzi a danno di tutta
    > l'H.E.

    Questo è un problema vostro: i venditori di ghiaccio sono stati danneggiati dai frigoriferi, i maniscalchi dalle auto, e così via.

    A noi utenti non interessa preservare il vostro settore: perchè non offrite più un servizio utile.

    >
    > la parte giusta?, quella che non viola regole,

    Le regole di chi?

    > quella che non si appropria del lavoro altrui

    Noi non ci appropriamo del lavoro, guardiamo i film.
    Il film non è un lavoro, ma il prodotto di un lavoro. E se lo vendi, non è più tuo. Non hai nessun diritto di impedire a chi l'ha comprato di farne cosa vuole.

    > senza remunerarlo, ma tu lavoreresti
    > gratis?

    E allora, se non ti paghiamo, tu non lavorare: è così difficile?
    non+autenticato
  • sul monologo: non sempre leggo e cerco di rispondere il meno possibile, il tempo ha un costo, comunque in questa discussione mi sono spinto più del dovuto e mi pare educato cercare di concluderla.
    non+autenticato
  • - Scritto da: spacevideo
    > sul monologo: non sempre leggo e cerco di
    > rispondere il meno possibile, il tempo ha un
    > costo, comunque in questa discussione mi sono
    > spinto più del dovuto e mi pare educato cercare
    > di concluderla.

    Mi piacerebbe continuarla civilmente, tra un troll e l'altro.
    Purtroppo il forum di videoteche e' chiuso a chiunque abbia opinioni contrarie e qui raramente si ha occasione di sentire altre campane.
    krane
    22534
  • Rispondi pure. Non posso parlare a nome degli altri, ma a me personalmente fa piacere discutere con chi ha opinioni diverse dalla mia.

    Solo, tieni presente che qui le discussioni si scaldano subito. Nulla di grave, il peggio che può capitarti è di ricevere qualche insulto, ma capisco che non faccia piacere.

    Quindi, ribadisco: se vuoi discutere, sei il benvenuto, ma aspettati risposte "energiche". E ricordati che tu puoi essere la persona migliore del mondo, ma finchè sei qui sei un mio avversario, e ti tratterò come tale. Vedilo come un incontro di boxe: nessuno ce l'ha con te, ma quando sei sul ring dovrai picchiare o essere picchiato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: spacevideo
    > con le vostre ragioni, tanto non siete voi quelli
    > che risolverete il problema

    Il problema è il copyright.
    E noi non vogliamo risolverlo. Vogliamo eliminarlo.


    , si fa per ragionare,
    > ognuno rimane della sua posizione, quello che mi
    > amareggia è che l'italiano finch'è non viene
    > mazziato (costretto a pagare multe o altro) non
    > capisce mai il limite, questo in tutte le cose,
    > vedi alcol, vedi velocità, vedi evasione fiscale
    > ... vedi
    > ...

    Tu sei già stato mazziato, e ancora non hai capito.

    >
    > quindi noi continueremo a fare i nostri
    > investimenti per sfruttare le nuove tecnologie,

    Quali? Il dvd-time? alfabat? Sono questi i risultati dei vostri investimenti?


    > aspetteremo il nostro nemico, poi allora vedremo
    > chi sarà dalla parte
    > giusta.

    Vediamo soprattutto chi sopravvivrà.
    non+autenticato
  • non siamo proprio stati mazziati, da chi poi?

    la popolazione non è fatta solo da chi scrive sul web, la stragrande maggioranza di chi oggi pirata al primo intervento smette, perchè consapevole di quello che fa, ma l'impunità li spinge a proseguire.

    tu dici di voler togliere il copyright, ma pensi che i film si producano gratis?, secondo te tutte quelle persone che lavorano nel e per l'audiovisivo come li paghi?

    nessuno lavora gratis, i tuoi sono discorsi fini a se stessi, un po' utopici ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: spacevideo
    > non siamo proprio stati mazziati, da chi poi?
    >
    > la popolazione non è fatta solo da chi scrive sul
    > web, la stragrande maggioranza di chi oggi pirata
    > al primo intervento smette, perchè consapevole di
    > quello che fa, ma l'impunità li spinge a
    > proseguire.

    Ma questa fantomatica stragrande maggioranza di chi pirata, quanto zero virgola e' rispetto alla popolazione?

    In italia non c'e' banda larga, non c'e' diffusione di internet, non c'e' diffusione di computer.

    Inoltre un articolo di oggi dice che un vecchio videogame messo in vendita su Stream (piattaforma di download digitale) e' stato scaricato (e pagato) cosi' tante volte che non sono stati in grado di soddisfare tutti i clienti.

    Quindi finiscila di menarla per questi 4 gatti che scaricano e che neanche se le guardano o ascoltano le cose che scaricano.

    Le cause della fine delle videoteche si chiamano SKY e MEDIASET, non P2P.

    > tu dici di voler togliere il copyright, ma pensi
    > che i film si producano gratis?, secondo te tutte
    > quelle persone che lavorano nel e per
    > l'audiovisivo come li paghi?

    I film in italia oggi si producono, spesso, grazie a finanziamenti statali, e i risultati si vedono.

    Invece di produrre un film, e poi aspettare gli incassi, perche' non apri una sottoscrizione pubblica proponendo il tuo script?
    La gente interessata ti manda 5 euro oggi invece di pagarne 7.50 domani quando il film sara' in sala.
    Tu incassi, produci il film e poi la gente se lo scarica liberamente.
    Se la sottoscrizione non raggiunge il budget necessario alla produzione, vuol dire che lo script faceva schifo. Restituisci i soldi, non produci, e il mondo ti ringraziera' per non aver prodotto un flop.

    > nessuno lavora gratis, i tuoi sono discorsi fini
    > a se stessi, un po' utopici
    > ...

    Tu sei ancora fermo al secolo scorso.
    Guarda il calendario: siamo nel XXI secolo.
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