Mauro Vecchio

Quanto valgono le lingue del web?

Presentata una speciale classifica degli idiomi con maggior potenziale commerciale su Internet. Al primo posto l'inglese, poi cinese e lo spagnolo. Italiano all'undicesimo posto

Roma - Si chiama T-Index ed è una speciale classifica recentemente stilata dall'agenzia di traduzione online Translated. Un indice statistico, sviluppato con il preciso obiettivo di capire quali siano attualmente le lingue che più contano sul web. Identificando un valore percentuale che indichi la quota di mercato di ciascun idioma su Internet, arrivando ad una classifica di quelli con maggior potenziale d'acquisto.

Nello specifico, l'algoritmo di T-Index ha combinato ciascuna popolazione nazionale di Internet con il relativo Prodotto Interno Lordo (PIL) pro capite. Ottenendo così una stima del potere d'acquisto di ogni lingua presente sul web. Stima che aiuterà - almeno secondo un comunicato di Translated - ad individuare gli idiomi ideali da impiegare per raggiungere i netizen interessati ad acquistare beni, servizi o spazi pubblicitari.

In cima a questa classifica si è così posizionato l'inglese - con un T-Index del 34,5 per cento - che può attualmente contare su una popolazione di Internet pari a 400 milioni e un PIL pro capite di quasi 45mila dollari. Al secondo posto il cinese semplificato, forte della più vasta comunità di utenti al mondo. A completare il podio la lingua spagnola, con un valore percentuale T-Index del 7,4 per cento.
Queste tre lingue sarebbero dunque sufficienti per superare il 50 per cento del potenziale d'acquisto mondiale, mentre con le prime dieci - tra queste tedesco, francese e giapponese - si arriverebbe ad una copertura pari all'81 per cento. L'italiano si è invece piazzato all'undicesimo posto in classifica, con un valore percentuale pari al 2,4 per cento e una popolazione di Internet di circa 30 milioni.

I responsabili di Translated hanno infine sottolineato come il T-Index rappresenti un valore potenziale: "Paesi come la Cina risultano avere un potenziale enorme solo per chi commercializza prodotti o servizi in grado di adattarsi al mercato locale e che riescano a superare la censura Internet" spiegano gli autori della classifica.

Mauro Vecchio
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21 Commenti alla Notizia Quanto valgono le lingue del web?
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  • Informatici!: state scrivendo un sacco di parole latine, anche se la pronuncia è inglese o inglesizzata.
    Antate a vedere:
    http://www.etymonline.com/index.php
  • Esperanto

    facile da apprendere risolve i problemi di comunicazione

    è una ottima lingua ponte: 2 interpreti che hanno in comune la conoscenza dell'esperanto possono far comunicare 2 persone che non hanno lingua in comune quando non è presente un interprete che conosce le lingue delle 2 persone. Quanti soldi risparmiati al Parlamento europeo.
    non+autenticato
  • Sì, come no... la verità è che l'esperanto non lo conosce nessuno.

    La lingua internazionale per il momento è l'inglese. Con buona pace di francesi, spagnoli e tedeschi... nei prossimi decenni probabilmente il mandarino prenderà sempre più campo con l'ascesa della Cina come superpotenza economica... per il momento chiunque gira il mondo parla inglese. Non esperanto o altre interlingue più o meno inventate
    non+autenticato
  • Ancora con questa utopia dell'esperanto?
    Esilerante.
    non+autenticato
  • Se non fosse che l'inglese è una lingua povera di vocaboli, ha bensì il vantaggio di essere relativamente facile da apprendere. Tuttavia un linguaggio un tantino forbito non è possibile tradurlo in inglese.
    Non solo ma date le incongruezne da come si scrive e come poi lo si legge (persino necessario lo spelling quando si tratta di nomi di persone), si creano difficoltà nelle comunicazioni immediate. Se si usasse una lingua più evoluta non vi sarebbero problemi. Inoltre in Europa abbiamo numerose lingue "vive" e parecchie sono lingue piuttosto evolute (tedesco, francese, ed anche italiano, spagnolo, russo: per citarne alcune). Occorrerebbe trovare una lingua comune internazionale ma anche evoluta come lo era il Latino. Lingua ampiamente usata anche a livello scientifico tutt'ora, quindi niente da invidiare a lingue anche evolute e moderne.
    L'esperanto forse era un "giusto compromesso" ma se non c'è una volontà internazionale, per lo meno europea per adottarlo come seconda lingua non si arriverà mai a niente. Forse sarebbe opportuno rispoverare il latino che sicuramente con poche implementazioni potrebbe anche diventare una ligua adatta per l'informatica. Ma siamo troppo pigri per una cosa del genere.Triste
  • - Scritto da: ninjaverde
    > Forse sarebbe
    > opportuno rispoverare il latino che sicuramente
    > con poche implementazioni potrebbe anche
    > diventare una ligua adatta per l'informatica.

    Considerando che in latino, i numeri si scrivono I, II, III, IV... e la parola "zero" neanche esiste, direi che il suo utilizzo in ambito informatico e' proprio quanto di meno adatto.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: ninjaverde
    > > Forse sarebbe
    > > opportuno rispoverare il latino che sicuramente
    > > con poche implementazioni potrebbe anche
    > > diventare una ligua adatta per l'informatica.
    >
    > Considerando che in latino, i numeri si scrivono
    > I, II, III, IV... e la parola "zero" neanche
    > esiste, direi che il suo utilizzo in ambito
    > informatico e' proprio quanto di meno
    > adatto.

    Ma veramente parlavo di lingua non di matematica....
  • - Scritto da: ninjaverde
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: ninjaverde
    > > > Forse sarebbe
    > > > opportuno rispoverare il latino che
    > sicuramente
    > > > con poche implementazioni potrebbe anche
    > > > diventare una ligua adatta per l'informatica.
    > >
    > > Considerando che in latino, i numeri si scrivono
    > > I, II, III, IV... e la parola "zero" neanche
    > > esiste, direi che il suo utilizzo in ambito
    > > informatico e' proprio quanto di meno
    > > adatto.
    >
    > Ma veramente parlavo di lingua non di
    > matematica....

    E mi spieghi come fai a parlare di informatica senza tirare in ballo la matematica?
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: ninjaverde
    > > - Scritto da: panda rossa
    > > > - Scritto da: ninjaverde
    > > > > Forse sarebbe
    > > > > opportuno rispoverare il latino che
    > > sicuramente
    > > > > con poche implementazioni potrebbe anche
    > > > > diventare una ligua adatta per
    > l'informatica.
    >
    > > >
    > > > Considerando che in latino, i numeri si
    > scrivono
    > > > I, II, III, IV... e la parola "zero" neanche
    > > > esiste, direi che il suo utilizzo in ambito
    > > > informatico e' proprio quanto di meno
    > > > adatto.
    > >
    > > Ma veramente parlavo di lingua non di
    > > matematica....
    >
    > E mi spieghi come fai a parlare di informatica
    > senza tirare in ballo la
    > matematica?

    guarda che in "latino" le cifre arabe sono state usate dai tempi del fibonacci. L'uso del latino come lingua non implica l'uso della notazione additiva al posto di quella posizionale. potremmo continuare ad usare il computatrumOcchiolino
  • - Scritto da: shevathas

    > > E mi spieghi come fai a parlare di informatica
    > > senza tirare in ballo la
    > > matematica?
    >
    > guarda che in "latino" le cifre arabe sono state
    > usate dai tempi del fibonacci. L'uso del latino
    > come lingua non implica l'uso della notazione
    > additiva al posto di quella posizionale. potremmo
    > continuare ad usare il computatrum
    >Occhiolino

    Ok. E lo zero?
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: shevathas
    >
    > > > E mi spieghi come fai a parlare di informatica
    > > > senza tirare in ballo la
    > > > matematica?
    > >
    > > guarda che in "latino" le cifre arabe sono state
    > > usate dai tempi del fibonacci. L'uso del latino
    > > come lingua non implica l'uso della notazione
    > > additiva al posto di quella posizionale.
    > potremmo
    > > continuare ad usare il computatrum
    > >Occhiolino
    >
    > Ok. E lo zero?

    in che senso ? il termine latino per lo zero, usato dal fibonacci, è "zephirum".
  • - Scritto da: shevathas
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: shevathas
    > >
    > > > > E mi spieghi come fai a parlare di
    > informatica
    > > > > senza tirare in ballo la
    > > > > matematica?
    > > >
    > > > guarda che in "latino" le cifre arabe sono
    > state
    > > > usate dai tempi del fibonacci. L'uso del
    > latino
    > > > come lingua non implica l'uso della notazione
    > > > additiva al posto di quella posizionale.
    > > potremmo
    > > > continuare ad usare il computatrum
    > > >Occhiolino
    > >
    > > Ok. E lo zero?
    >
    > in che senso ? il termine latino per lo zero,
    > usato dal fibonacci, è
    > "zephirum".

    Benissimo. Ora resta solo da trovare un termine per traddurre in latino "utonto" e poi possiamo cominciare.
  • Sul sito (italiano) viene indicato che in Corea (la nazione con la maggior diffusione di fibra ottica), la maggioranza della popolazione non ha accesso ad Internet. Non è che fanno confusione tra Corea del Sud, dove Internet è ai massimi livelli e il mercato vale parecchio, e Corea del Nord, dove manca Internet e i soldi per mangiare?
    Probabilmente il dato si riferisce alla sola Corea del Sud e la nota (senza molto senso) a quella del Nord.
    non+autenticato
  • Veramente la nota che tu citi si riferisce al coreano, la lingua, non al Paese. Dato quindi che il coreano lo parlano in entrambe le Coree (la statistica è sulle lingue più che sui Paesi) entra in gioco la censura della Corea del Nord. In quella del Sud, come giustamente fai notare, c'è una penetrazione informatica impressionante e hanno collegamenti velocissimi.

    Poi, se come tutte le statistiche... lasciano il tempo che trovano...
    non+autenticato
  • Ciao Pino,

    La fonte utilizzata per la popolazione internet è internetworldstats.com sul quale non sono disponibili dati aggiornati sulla Corea del Nord (come puoi verificare http://www.internetworldstats.com/asia.htm#kp ).

    La Corea del Sud è in ottima posizione al decimo posto, dobbiamo però considerare i dati sulla censura riportati da Reporters sans Frontières http://en.rsf.org/surveillance-south-korea,36667.h...

    Grazie per il tuo feedback!
    non+autenticato