Gabriele Niola

2010, per la distribuzione l'alba del digitale

Rapporto Confindustria Cultura sullo stato del mercato dei contenuti. La trasformazione digitale è in corso, ma non c'è ancora condivisione degli obiettivi. In stallo il cinema, causa licenze, crescono musica e videogiochi

2010, per la distribuzione l'alba del digitaleRoma - L'Osservatorio dei contenuti digitali (costituito nel 2007 da FIMI e Cinecittà Luce e ora parte di Confindustria Cultura Italia) dal 2007 monitora, in collaborazione con Nielsen Italia, il consumo di contenuti digitali in Italia, cercando anche di comprendere i margini per un'azione di mercato, ovvero la propensione alla spesa digitale degli italiani. Parte decisamente più spinosa e meno certa di un report complesso.

Nella ricerca che confronta i risultati del 2010 con quelli registrati a partire dalla prima edizione del 2007, si evidenzia in particolar modo come le diverse tipologie di consumatori, riuniti in 5 categorie a seconda del rapporto fruizione di contenuti/competenza tecnologica, hanno tutte quante subito un calo a vantaggio di quella categoria ad alta competenza tecnologica e bassa propensione alla fruizione. Si ingrossa quindi il nucleo di persone che i contenuti digitali li fruisce poco (sia legalmente che illegalmente) ma che è interessata e competente tecnologicamente.

Dal 2007 ad oggi la categoria dei tecnologicamente competenti si è ingrossata di 3,4 milioni di individui, provenienti più che altro dal settore che meno fruisce di prodotti culturali: inoltre al suo interno almeno 2 milioni di individui (la maggior parte dei quali tra i 14 e i 24 anni) sono passati dall'alta alla bassa propensione al consumo culturale. Dunque cresce la competenza tecnologica e diminuisce il consumo culturale di film, libri, videogiochi, spettacoli dal vivo e musica, specie se legale.
Sebbene quindi il segmento ad alta tecnologizzazione e bassa propensione al consumo culturale sia il più grosso in termini di numeri assoluti (e di conseguenza sia anche quello che compra di più), in termini relativi non ha un buon rapporto di acquisti pro capite. "Sono in molti a comprare ma comprano poco" sintetizza la slide di Nielsen. Gli unici mercati che smentiscono quest'assunto generale sono quello dei videogiochi e, in maniera minore, quello dei DVD e Blu-ray.

Il segmento che compra di più invece è quello ad alta tecnologizzazione e alta propensione al consumo culturale, particolarmente forti su file musicali, cinema e videogiochi (in quest'ordine), i cui appartenenti sono in calo del 2 per cento rispetto al 2007. Solo per i settori di libri e eventi dal vivo invece il segmento più propenso al consumo culturale è quello ad alta competenza culturale e basso interesse tecnologico, anch'esso dotato del 2 per cento in meno di appartenenti.

Interessante anche la parte dello studio Nielsen che cerca di capire le abitudini online del segmento più giovane preso in esame, quello dai 14 ai 34 anni. Negli ultimi 3 anni è aumentata dell'8 per cento la propensione alla partecipazione a Forum e Blog, del 32 la partecipazione a siti di condivisione audiovisuale (cioè YouTube), dell'11 per cento l'uso della messaggistica istantanea, del 68% per centol'uso dei social network e di un sorprendente 24 l'uso di Wiki. Incompleto purtroppo il dato sulla pirateria: lo studio Nielsen comunica che il file sharing è in diminuzione dell'11 per cento ma non considera, per propria ammissione, lo streaming illegale. Dunque, non indicando quanto di quel calo è dovuto al passaggio ad altre forme di fruizione illegale, e quanto invece è frutto di una conversione al legale, non è in grado di parlare di pirateria in generale ma solo dei sistemi P2P.

Più audace e spiazzante è invece l'analisi della disposizione a pagare, cioè la propensione di certe fasce ad accettare un'offerta legale. Stando alla ricerca Nielsen il 40 per cento del campione preso in esame sarebbe propenso ad aprire il portafogli per prodotti digitali (sia materiali che immateriali, cioè sia file che CD e DVD), percentuale nella quale la quota maggiore la avrebbero i ragazzi tra i 14 e i 19 anni (ben il 54 per cento di loro), seguiti dal 53 per cento dei meno ragazzi (tra i 25 e 44 anni). Il numero totale sale poi al 52 per cento (con segmentazione quasi uguale) se si considera solo quella parte del campione che si è dichiarato utilizzatore di internet.
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59 Commenti alla Notizia 2010, per la distribuzione l'alba del digitale
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  • Esiste un diritto sacrosanto: quello di copiare qualsiasi cosa!
    E' vero questo diritto mina alle fondamenta chi fa affari con film, musica, libri e quant'altro, ma se il mondo cambia vuol dire che devone cambiare anche le modalità per "portare a casa la pagnotta". Io penso che il famoso "libero mercato" andrebbe applicato sempre e comunque per tutti, oppure mai per tutti...
    In pratica gli editori che riescono più a fare affari in un ambiente che è diventato ostile non possono pretendere di bloccare il mondo per continuare una attività non più lucrosa, devo semplicemente cambiare mestiere e modo di operare. E' una scelta dura ma reale. Spero solo che i proprietari delle reti telematiche non cadano nell'errore di continuare a fare da tramite per far pagare una qualche tassa per campare un'altra categoria di cittadini. E' la dura realtà.
    non+autenticato
  • 1) per vedere iniziata una vera azione contro la pirateria ci sono voluti 6 anni ed ancora manca l'applicazione

    2) abbiamo piattaforme pronte per l'offerta digitale ma le trattative sono sempre estenuanti, finalmente sembra che entro dicembre si sblocchino, ma ci fate sudare...

    3) sono anni che chiediamo appoggio e continuate con politiche dissennate, ci siamo adeguati per altre strade, ma anche quì ci avete fatto penare

    4) Il nodo: linkare materiale illegale non è reato rimane ancora da sciogliere, non ci impieghiamo altri 6 anni, è chiaro che l'nkare materiale illegale equivale all'istigazione a delinquere, quindi affrettiamo i tempi.

    come sempre siamo noi sul campo che dobbiamo risolvere i problemi spesso da soli, avete avviato cause costose e fallimentari, per anni contro soggetti che facevano solo da tramite, solo ora vi rendete conto che è l'utente il colpevole insieme a chi rende disponibile il materiale illegale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: spacevideo

    5) Prestare un DVD al vicino di casa deve essere un reato equiparato al genocidio e all'alto tradimento, da poter punire con pena capitale, e possibilmente senza dilungare troppo la cosa con un inutile e costoso processo.
  • E l'esecuzione va mostrata in mondovisione a reti unificate e anche ai minori così imparano che qui non si scherza!!!
    non+autenticato
  • Voi vi siete inginocchiati davanti alle majors, e soffrite.

    Megavideo se ne sbatte della volontà delle majors, e ottiene risultati.

    Quindi, chi è che ha agito nel modo più efficace?

    Linkare un film su megavideo non è un reato, e non deve esserlo.

    Le majors vi hanno trattato peggio che se foste schiavi, e voi siete ancora lì a supplicarle? Vi hanno fatto solo del male. Abbandonatele. O, se volete essere tanto sciocchi da continuare a baciare il piede che vi ha preso a calci, meritate di continuare a subire.
    non+autenticato
  • potrei spacciare droga e fare soldi velocemente, megavideo non può essere nè un paragone nè un esempio perchè opera nella piena illegalità, il fatto che non sia ancora perseguito è un altro discorso.

    il modo più efficace in questo caso è illegale e quindi non percorribile.

    non abbiamo baciato nessuno, nè siamo schiavi di nessuno, il discorso con le Major non è di dipendenza, infatti oggi abbiamo altre strade oltre al rental per poter continuare a lavorare con i supporti, però per arrivare a queste soluzioni c'è voluto del tempo, oggi ne traiamo i benefici, ma le major non ci hanno agevolato, questo era il senso

    partiremo anche con i contenuti digitali, riusciremo a fare tutto, quello che lamentiamo è che se le Major avessero collaborato prima, saremmo più avanti ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: spacevideo
    > potrei spacciare droga e fare soldi velocemente,
    > megavideo non può essere nè un paragone nè un
    > esempio perchè opera nella piena illegalità, il
    > fatto che non sia ancora perseguito è un altro
    > discorso.

    La legge e' una fesseria.

    Dimmi perche' se compro un'auto la posso prestare a uno qualsiasi, mentre se compro un DVD non lo posso prestare a uno qualsiasi.

    E' una proibizione peggio che medievale.
  • il DVD lo puoi prestare come l'auto ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: spacevideo
    > il DVD lo puoi prestare come l'auto ...

    La normativa sul copyright me lo proibisce.
    Quindi va cambiata.

    E io sono libero di prestare il mio DVD a uno qualunque, come stiamo chiedendo di fare da sempre.

    E allora di che stiamo discutendo?
    Io infilo il mio DVD nella mia apparecchiatura di riproduzione.
    Tiro un cavo dalla mia apparecchiatura fino a casa di uno qualunque.
    Gli do' il telecomando e gli dico: quando vuoi vederti il mio DVD premi questo bottone.

    Lo posso fare.
    Lo voglio fare.
    Lo devo poter fare.
    Non mi si deve dare ne' del ladro, ne' del pirata se lo faccio.
    E neppure a uno qualunque.
  • non stiamo discutendo, ma chiaccherando, ognuno alla fine dei giochi rimarrà sulla propria posizione, e andrà avanti sulla propria strada, io se scarichi materiale illegalmente ti chiamo ladro perchè è stabilito già dalla normativa vigente (non chiedetemi norme o altro non sono un legale)

    nel tuo discorso sul filo tralasci una considerazione, se metti il dvd nel tuo lettore ed il vicino lo guarda con un cavo lungo non violi alcuna regola, perchè:
    1) non hai manomesso il prodotto
    2) non hai violato nessuna protezione
    3) garantisci una sola visione

    se lo metti in rete violi tutti i punti ed altri che non cito, ripeto non sono un legale, mi appoggio a loro quando voglio appunto pareri e per il momento nessuno mi ha mai detto che è legale quello che tu stai affermando.
    non+autenticato
  • - Scritto da: spacevideo

    > nel tuo discorso sul filo tralasci una
    > considerazione, se metti il dvd nel tuo lettore
    > ed il vicino lo guarda con un cavo lungo non
    > violi alcuna regola,
    > perchè:
    > 1) non hai manomesso il prodotto
    > 2) non hai violato nessuna protezione
    > 3) garantisci una sola visione

    Perche' garantirei una sola visione?
    Se lo puo' guardare tutte le volte che vuole.
    Oppure viene da me e ce lo guardiamo insieme.

    Inoltre il mio riproduttore ha due scart, che posso collegare a due schermi: il mio e il suo, quindi possiamo guardarci il film ognuno a casa sua.

    > se lo metti in rete violi tutti i punti ed altri
    > che non cito,

    Adesso ci arriviamo alla rete...
    non e' tanto diverso.
  • per garantire la visione intendo visione contemporanea

    ho capito dove ti vuoi dirigere, il dvd è nato per uso domestico, es. non lo puoi vedere su un maxischermo al cinema o in piazza basta leggere quanto riportato sul dvd stesso e in linea teorica potresti far vedere il film via internet ad un tuo amico, ma non riversando il dvd su pc e dovresti, altrimenti violi le protezioni del supporto.

    che poi tecnicamente sia possibile è un discorso diverso, lo fai ma in violazione del diritto d'autore, perchè il tuo amico avrà ottenuto una copia del dvd in maniera illegale.
    non+autenticato
  • "Il pubblico è molto preso dalle novità, anche lo scarico da Internet è una novità e io credo che si sgonfierà. Del resto anche i dati dell'osservatorio in materia parlano chiaro"

    e da 10 anni che scaricano a gratis.... non credo che sparirà la cosa... che ingenui....
    Sgabbio
    26177
  • Cazzolina... in confronto alle baggianate di questo, il pendolino di Mosca e il mago Otelma erano Nostradamus...

    novita'??? scomparira' presto??? TU scomparirai presto se continui a sparare queste cavolate...

    e' mai possibile che i grandi nomi dell'intrattenimento mondiale in Italia nomino sempre dei fenomeni da baraccone???
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sgabbio
    > "Il pubblico è molto preso dalle novità, anche lo
    > scarico da Internet è una novità e io credo che
    > si sgonfierà. Del resto anche i dati
    > dell'osservatorio in materia parlano
    > chiaro"
    >
    > e da 10 anni che scaricano a gratis.... non credo
    > che sparirà la cosa... che
    > ingenui....

    beh sono ottimisti dato che un "contenuto" prodotto per essere distribuito nel nostro paese attende dai due ai quattro anni per una distribuzione "legale".....senza contare che da noi arriva si e no un 5%-10% della produzione disponibile in altri paesi.....
    non+autenticato
  • vero, poi definire una novità lo scaricare su internet, mi sembra una idiozia visto che la diffusione di massa della rete è partita dal 2000 se non erro.
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio
    > vero, poi definire una novità lo scaricare su
    > internet, mi sembra una idiozia visto che la
    > diffusione di massa della rete è partita dal 2000
    > se non
    > erro.

    gia' fine '99 e li dobbiamo ringraziare la futura scalata a sip-telecom altrimenti nel nostro paese stavamo pagando contratti folli per un dialup....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sgabbio
    > "Il pubblico è molto preso dalle novità, anche lo
    > scarico da Internet è una novità e io credo che
    > si sgonfierà. Del resto anche i dati
    > dell'osservatorio in materia parlano
    > chiaro"
    >
    > e da 10 anni che scaricano a gratis.... non credo
    > che sparirà la cosa... che
    > ingenui....

    640K di memoria saranno sufficienti per tutti.
  • EsattoA bocca aperta Mi sembra che questi personaggi pensano che internet esista da 2 anniA bocca aperta
    Sgabbio
    26177
  • 1) che gli editori (e le lobby che li rappresentano) anche all'alba del 2011 continuano con la manfrina definita dal termine aulico "chiagni e fotti". Ossia da un lato piangi miseria e dall'altro continui a "f0ttere" l'utente e ingrassare i bilanci

    2) le major all'alba del 2011 continuano ad avere lo stesso spirito imprenditoriale (che, ricordo, e' un attività a rischio) e di innovazione di un criceto morto.
    Ossia PRIMA vogliono una base certa di consumatori, POI investono. PRIMA vogliono le protezioni legali, POI (forse) si accorderanno. VOGLIONO lanciare un prodotto, MA SOLO se ha dei lock-in per indirizzare gli utenti solo su di se. MA POI SI LAGNANO se ci sono veti incrociati che "non fanno sistema" e "la base utenti e' piccola" ecc.
    non+autenticato
  • Nonostante l'evidenza dei fatti (i Beatles su iTunes, Risen su Steam) che dimostrano che la pirateria non danneggia affatto il download di prodotti digitali e nonostante vi sia un problema di infrastruttura a causa del digital divide, lo sport del tiro al P2P non smette mai di passare di moda.

    Invece di ammettere la propria INCAPACITA' a stare sul mercato, e di ammettere di non avere il coraggio di abbandonare una metodologia vecchia di secoli basata su diritti di distribuzione in esclusiva, queste MUMMIE IMBALSAMATE additano come causa della PROPRIA INETTITUDINE quello zero virgola percento di utenti ragazzini, che scaricano ipercompressi mp3, che non sarebbero comunque loro clienti.

    Disgustosamente penosi.
  • Purtroppo non sanno quello che fanno...

    Almeno Tozzi dice:
    "Certo è che se vogliamo davvero chiedere la repressione prima dobbiamo creare un'offerta, prima di scagliarci contro il mercato nero serve aver messo in piedi un mercato bianco"

    almeno è qualcosa....

    ...invece, per la musica, pensano che vendere il singolo brano (compresso) a un euro e trenta sia una proposta valida...

    Bhà!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ziovax
    > Purtroppo non sanno quello che fanno...
    >
    > Almeno Tozzi dice:
    > "Certo è che se vogliamo davvero chiedere la
    > repressione prima dobbiamo creare un'offerta,
    > prima di scagliarci contro il mercato nero serve
    > aver messo in piedi un mercato
    > bianco"

    Appunto. Solo parole.
    La pratica dimostra che mettere in piedi un mercato, di qualunque colore, e' cosa banale e a portata di chiunque (infatti chiunque, senza alcuna bega di infrastruttura, contribuisce alle reti di distribuzione torrent-based).

    > almeno è qualcosa....

    > ...invece, per la musica, pensano che vendere il
    > singolo brano (compresso) a un euro e trenta sia
    > una proposta valida...

    Peggio per loro. Andranno a far compagnia ai maniscalchi.
  • - Scritto da: panda rossa

    >
    > Disgustosamente penosi.

    La situazione piu' "tragica" e' che con il blocco territoriale uno che vuole vedere e pagare "legalmente" in anteprima contenuti al di fuori del nostro paese ( americani ad esepmio) e' impossibilitato a farlo , fintanto non siano distribuiti da un elemento di quello che hanno commissionato la ricerca; mentre dal lato "illegale" questi sono a disposizione quasi subito....

    C'e' da dire comunque che la produzione nazionale di film audiovisivi software ed altro a livello consumer oramai e' "obsoleta".... quindi i signori sopra sopravvivono solo perche' sono degli esattori delle tasse per conto dello stato...
    non+autenticato
  • bhe oddio, c'è da dire che per i DVD la cosa e risolvibile, se non erro i lettori DVD sono a regione zero, quindi leggono tutto, poi si può creare una iso del DVD a regione zero per essere compatibile con tutti le regioni.

    Il problema è ansioso per le console, dove per loro fare una modifica = Pirateria.

    La nintendo gli ha pure messi sulla sua console portatile...
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio

    >
    > Il problema è ansioso per le console, dove per
    > loro fare una modifica =
    > Pirateria.
    >
    > La nintendo gli ha pure messi sulla sua console
    > portatile...

    piu' che altro lo streaming dei siti americani tipo cbs o similia che mettono online subito le loro produzioni e blocccano gli stati con cui hanno partner per la distribuzione, ora e' vero che c'e' la possibilità "tecnica" per bypassare la cosa ma legale no; ed un "patito" chiuque esso sia vuole vedere SUBITO la novità...attendere uno o due anni per vedere un film una serie o un documentario nel mondo di oggi e' veramente pazzesco....senza contare la "censura" per cui un'opera qui nel nostro paese non viene vista al completo...pensiamo alla serie ROME ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Picchiatell o
    > - Scritto da: panda rossa
    >
    > >
    > > Disgustosamente penosi.
    >
    > La situazione piu' "tragica" e' che con il blocco
    > territoriale uno che vuole vedere e pagare
    > "legalmente" in anteprima contenuti al di fuori
    > del nostro paese ( americani ad esepmio) e'
    > impossibilitato a farlo ,

    Ci si potrebbe rivolgere alla corte europea per una palese violazione del trattato di Schengen che consente la libera circolazione di cose e persone.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Picchiatell o
    > > - Scritto da: panda rossa

    > > > Disgustosamente penosi.

    > > La situazione piu' "tragica" e' che con il
    > > blocco territoriale uno che vuole vedere e
    > > pagare "legalmente" in anteprima contenuti
    > > al di fuori del nostro paese ( americani
    > > ad esepmio) e' impossibilitato a farlo,

    > Ci si potrebbe rivolgere alla corte europea
    > per una palese violazione del trattato di
    > Schengen che consente la libera circolazione
    > di cose e persone.

    Ma chi potrebbe farlo ? Chiunque ? Gruppi di cittadini ? Associazioni ?
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: Picchiatell o
    > > > - Scritto da: panda rossa
    >
    > > > > Disgustosamente penosi.
    >
    > > > La situazione piu' "tragica" e' che con il
    > > > blocco territoriale uno che vuole vedere e
    > > > pagare "legalmente" in anteprima contenuti
    > > > al di fuori del nostro paese ( americani
    > > > ad esepmio) e' impossibilitato a farlo,
    >
    > > Ci si potrebbe rivolgere alla corte europea
    > > per una palese violazione del trattato di
    > > Schengen che consente la libera circolazione
    > > di cose e persone.
    >
    > Ma chi potrebbe farlo ? Chiunque ? Gruppi di
    > cittadini ? Associazioni
    > ?

    Potrebbe farlo il partito pirata.