Mauro Vecchio

Facebook, attenti al malware

Secondo recenti statistiche degli analisti di BitDefender, gli utenti in blu sarebbero seriamente minacciati da codici malevoli, nascosti dietro link e applicazioni terze

Roma - Statistiche preoccupanti, recentemente pubblicate in un report dagli analisti di BitDefender, società rumena specializzata in sicurezza informatica. Nonostante gli sforzi finora compiuti dai responsabili di Facebook, intrusioni nocive come quelle di trojan e malware starebbero pericolosamente minacciando migliaia di utenti della piattaforma in blu. Che dovrebbero dunque prestare attenzione soprattutto a link e applicazioni gestite da terze parti.

Gli esperti di BitDefender hanno sfruttato Safego, una specifica app su Facebook che procede con la scansione dei vari profili, alla caccia di eventuali falle, link malevoli e qualsivoglia forma di malware nascosto in video, messaggi di posta e contenuti postati in bacheca. La società rumena ha scoperto che il 20 per cento dei circa 14mila utenti che hanno scaricato l'applicazione è stato vittima di intrusioni silenti a mezzo social network.

Il 60 per cento del malware presente su Facebook colpirebbe questi stessi utenti attraverso applicazioni terze dall'aria innocua, in genere giochi o quiz. Comprese quelle app che permetterebbero agli iscritti di guadagnare premi extra all'interno di popolari giochi casual come FarmVille e Mafia Wars. Gli utenti scaricherebbero codice malevolo al momento stesso dell'accesso a queste applicazioni.
Continuando con le statistiche, il report di BitDefender ha poi sottolineato come il 21 per cento dei download nefasti provenga da quelle feature che permetterebbero agli utenti di compiere azioni normalmente non previste da Facebook. Come ad esempio conoscere chi abbia bloccato un determinato profilo o chi invece l'abbia visitato di recente. Ma anche cambiare sfondi e ottenere un pulsante di tipo dislike.

Una volta installato da un singolo utente, il worm inizierà la sua propagazione virale, innanzitutto invogliando tutti gli amici in lista a provare una determinata feature o guardare un particolare video (spesso viene chiesto di cliccare un certo numero di volte su un banner per farlo). Pare dunque che a poco siano serviti gli sforzi del team di Facebook per prevenire minacce in stile Koobface - virus che aveva attaccato i vari profili tra il 2008 e il 2009 - il malware è tornato a vestirsi di blu.

Mauro Vecchio
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