massimo mantellini

Contrappunti/ La prioritÓ del mobile

di M. Mantellini - Oggi non c'Ŕ neutralitÓ e non c'Ŕ vera concorrenza sui servizi. Ma va bene cosý. ╚ solo l'inizio di quella che, in futuro, dovrÓ essere una connettivitÓ molto diversa dall'offerta presente

Roma - Contrappunti della settimana scorsa provava a immaginare quali siano gli interessi dei cittadini nei confronti dell'accesso alla rete fissa. Perché l'accesso da rete fissa, è bene sottolinearlo ancora, dovrebbe precedere quello in mobilità in una presunta scala del bene comune applicata alla connettività. Occorre tenerlo a mente perché l'interesse economico delle compagnie telefoniche va oggi in direzione esattamente opposta, e i denari freschi dell'accesso giungono loro prevalentemente dal traffico mobile.

Da questo punto di vista eventuali incentivi pubblici che vadano nella direzione di ridurre il digital divide e di considerare l'accesso a Internet come qualcosa di simile ad un diritto dei cittadini, dovranno domani (oggi no, dicono che non ci sono i soldi) essere riservati agli accessi residenziali.

L'accesso in mobilità è cresciuto molto in questi anni, sia grazie all'incremento, almeno a quello nominale, delle velocità di navigazione, sia grazie a terminali che ormai consentono esperienze di utilizzo molto soddisfacenti. E con la crescita dell'ambiente tecnologico sono nati e si sono sviluppati molti nuovi utilizzi particolarmente apprezzati dagli utenti, basati in parte sulla geolocalizzazione (ultimo fra i tanti, Facebook Places), in parte sulla continua reperibilità (pensate ai sistemi di instant messaging), anche se la parte del leone la fanno la consultazione mobile delle news e l'accesso alle reti sociali.
Così oggi Internet in mobilità è diventata socialmente importante, e da residuale componente dell'accesso sta diventando sempre di più una parte non trascurabile della connettività dei cittadini. ╚ però, contemporaneamente, anche un pericoloso territorio di confine fra una serie di regole consolidate della rete Internet, prima fra tutte quella della neutralità del network, che su rete fissa vengono date per silenziosamente accettate, e una tendenza alla ipergestione del traffico che le telco applicano da sempre ai propri network mobili. Le ragioni tecniche legate alla esiguità di banda mobile hanno fino ad oggi giustificato una lunga serie di comportamenti impositivi degli operatori verso il traffico che i propri clienti effettuano in mobilità: dopo un tentativo durato alcuni anni di spezzettare Internet in tanti differenti servizi (una idea furba in termini di gestione economica del network ma sconsiderata in termini di scenario generale), oggi più o meno tutti offrono più ragionevoli contratti di accesso flat per terminali mobili (pur con alcune limitazioni) a tariffe sostenibili, quando non concorrenziali. E questa è certamente una buona notizia.

Così l'interesse pubblico dei cittadini sarebbe oggi non tanto che le reti mobili diventassero già ora neutrali (come dovranno essere in futuro quando le tecnologia lo consentirà, come dice sempre un mio amico tecnologo le connessioni mobili sono mobili solo fino alla cella più vicina poi si tratta di normale traffico dati), quanto che non si verificasse una scivolamento delle consuetudini di connettività dal fisso al mobile. In altre parole trovo naturale che esistano oggi limitazioni imposte dagli operatori per esempio al traffico P2P su terminale mobile, così come trovo accettabile che i contratti in mobilità siano sempre più spesso a volume piuttosto che a tempo, ma sono per esempio dubbioso sul fatto che prima le telco abbiano venduto per molto tempo chiavette per l'accesso a Internet attraverso la propria rete mobile a prezzi concorrenziali (chiavette ovunque utilizzate in Italia in sostituzione dell'accesso fisso), per poi lamentarsi pubblicamente del collasso della infrastruttura utile a giustificare limitazioni e controlli.

L'altro aspetto importante della connettività mobile dal punto di vista dell'interesse comune è che le sue tariffe siano sfilate dal meccanismo di eterna incertezza che le ha avvolte in questi anni. Alcuni operatori, anche sulla scorta delle imposizioni dell'AGCOM, si stanno infine attrezzando, ma non è concepibile che appena scaduto il plafond contrattuale da anni quasi tutte le telco impongano un costo economico considerevole alla sbadatezza dei propri clienti. Può il valore di un servizio passare in un istante e senza grandi preavvisi da 1,5 euro a gigabyte a 2 euro a megabyte? Come può essere definita all'interno di un contratto commerciale una eventualità del genere? Io qualche idea al riguardo ce l'ho, ma preferisco non esprimerla.

Per concludere: che esista o meno un diritto naturale all'accesso per tutti i cittadini che vada tutelato, oggi esistono certamente una serie di priorità legate al bene comune per la connettività alla Rete. La prima è quella della certezza della sua diffusione: la banda vede poter arrivare a tutti in condizioni di parità e deve adeguarsi velocemente alle contingenze tecnologiche. Dove non arriva il mercato provveda lo Stato. La seconda è quella della priorità dell'accesso fisso su quello mobile, la terza quella di una attesa maturazione del mobile, che dovrà sempre di più assomigliare al fisso e non viceversa.

La premessa a tutto questo è che si comprenda, là dove si prendono le decisioni, che il bene comune dei cittadini connessi equivale oggi all'interesse diffuso di tutta la collettività. E questa è forse la parte più complessa del tutto.

Massimo Mantellini
Manteblog

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11 Commenti alla Notizia Contrappunti/ La prioritÓ del mobile
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  • Per forza gli operatori preferiscono le reti mobili.
    Non dovendo investire per l'ultimo miglio i guadagni sono più alti.
    Anche in Africa le reti mobili si stanno sviluppando molto più rapidamente di quelle fisse. Mica credevate di vivere in un paese sviluppato.
    guast
    1319
  • io veramente manco credevo di vivere in un paese;)
    non+autenticato
  • - Scritto da: guast
    > Per forza gli operatori preferiscono le reti
    > mobili.
    > Non dovendo investire per l'ultimo miglio i
    > guadagni sono più
    > alti.
    > Anche in Africa le reti mobili si stanno
    > sviluppando molto più rapidamente di quelle
    > fisse. Mica credevate di vivere in un paese
    > sviluppato.

    la similitudine mi e' piaciuta infatti lo "sviluppo" tecnico del cliente medio italiano ( che si beve ogni pubblicità) ben si presta a rivaleggiare con la "verginità" di quello del continente africano....
    non+autenticato
  • Non sono daccordo con l'articolo...la neutralita' della rete deve valere sia per le connessioni fisse che per quelle mobili...
    Poi l'articolo non tiene conto della evoluzione della tecnologia mobile...
    nel senso che sono state sperimentate tecnologie trasmissive fino ad un 1Gb/s ... pertanto quando gli operatori si decideranno a portare le loro reti a questi standard...non credo che ci sarannno i problemi di sovraccarico di oggi...poi occorre tenere presente che ancora oggi nel 2010 ci sono aree non coperte dall'adsl ma coperte dall'HSDPA...ecco spiegato anche il boom di accessi...
    Invece una cosa che andrebbe fatta e' adottare la tecnologia Powerline per connettersi direttamente tramite la rete elettrica...non capisco perche' l'Enel non l'abbia resa disponibile... questioni di burocrazia...o cosa? Powerline sarebbe molto comoda....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franky
    > Non sono daccordo con l'articolo...la neutralita'
    > della rete deve valere sia per le connessioni
    > fisse che per quelle
    > mobili...
    > Poi l'articolo non tiene conto della evoluzione
    > della tecnologia
    > mobile...
    > nel senso che sono state sperimentate tecnologie
    > trasmissive fino ad un 1Gb/s ... pertanto quando
    > gli operatori si decideranno a portare le loro
    > reti a questi standard...non credo che ci
    > sarannno i problemi di sovraccarico di oggi...poi
    > occorre tenere presente che ancora oggi nel 2010
    > ci sono aree non coperte dall'adsl ma coperte
    > dall'HSDPA...ecco spiegato anche il boom di
    > accessi...
    > Invece una cosa che andrebbe fatta e' adottare la
    > tecnologia Powerline per connettersi direttamente
    > tramite la rete elettrica...non capisco perche'
    > l'Enel non l'abbia resa disponibile... questioni
    > di burocrazia...o cosa? Powerline sarebbe molto
    > comoda....

    Tendezialmente reputo che il mobile deve essere solamente da supporto alla rete fissa, se fossimo in un paese dove esiste una buona rete fissa e dei buoni e poco costosi (magari gratuiti) hotspots l'internet mobile potrebbe essere usato solo in caso di bisogno dall'utente con un beneficio per i costi e dei servizi per tutti....cosi' non e'dato che attualmente il mobile e' la vera vena d'oro per le telco nazionali.
    In pratica
    1) non esiste copertura del territorio nazionale della rete fissa
    2) non viene sbloccata la questione relativa alle connessioni (ex legge pisanu)
    3) contratti wifi questi sconosciuti ( ed altre tecnologie come hai descritto)
    4) contratti mobile flat inesistenti e quindi costi "sconosciuti" dalle aziende.

    il brutto e' che piu' gli utenti utilizzano il mobile internet piu' i punti sopra non verranno mai affrontati...
    non+autenticato
  • Ma cosa ci aspetta in un paese dove il cellulare è un feticcio e ce l'hanno ancora un po' anche i gatti? Grazie a questo e ai costi della bolletta di telefonia fissa, la mancanza di copertura ADSL, il sempre più raro uso del fisso ecc. molti non hanno più un contratto di rete fissa e di questo ne hanno approfittato gli operatori mobili (che poi tanto fanno tutti voce e dati sia fisso che mobile quindi sempre degli stessi 4 gatti stiamo parlando) promuovendo Internet mobile come forsennati, chiavette e chiavettine, contratti e contrattini. Hanno saturato le reti così come hanno fatto col fisso. Le comunicazioni dovrebbero essere un servizio pubblico, avete voluto privatizzarlo e questo è il risultato. ╚ ovvio che il privato corre dietro all'euro. Se a ciò aggiungiamo il livello di ladrocinio e menefreghismo delle imprese e la visione medieviale di chi ci governa (senza contare i tornaconto che hanno a non sviluppare e diffondere le nuove tecnologie...)
    non+autenticato
  • - Scritto da: gnugnolo

    > ovvio che il privato corre dietro all'euro.

    no non e' tanto ovvio noi siamo un paese dove c'e' ancora una "abbonamento" da parte del reseller per eccellenza a cui e' stato affidata una rete pubblica e questo in decenni di "concorrenza" non si e' premunito di ampliare questa rete....mi verrebbe da pensare che questo non miri agli "euro" di nuovi possibili clienti ma solo a quelli che ha gia'( ma e' solo supposizione).... e qui il "libero capitalismo" si sarebbe inceppato....poi come giustamente hai fatto notare ci sono paesi che hanno fatto scelte diverse....noi non possiamo tornare indietro ne tantomeno dare fondi pubblici a private company...gli ispettori europei si fionderebbero ...
    non+autenticato
  • Siccome la Telecom pubblica l'hanno svenduta e poi abbiamo visto tutti com'è andata a finire, già là coi soldi risparmiati rispetto al prezzo vero, avrebbero potuto investire nella rete (che poi una rete di telco di una nazione sia in mano ai privati è un'abberrazione su cui non commento). Tanto quello che non incassa dal fisso incassa dal mobile.

    Soldi pubblici non vanno dati per principio, al di là dell'UE o meno. ╚ comodo fare l'imprenditore privato se poi ti finanzia lo Stato e magari ti sana anche i debiti... allora non fai più "impresa" ma sei un parassita. Invece di spendere cifroni x la pubblicità e menate varie, in affitti di immobili che erano tuoi, investi in infrastrutture di rete, personale preparato ecc. Non venirmi a dire che se avessero speso anche solo 1/3 di quello che hanno sperperato in minchiate in questi 10 anni non ci saltava fuori qualche paesetto e città coperte meglio o comqunque coperte rispetto al nulla totale di oggi... SEnza contare che i soldi dalla Stato li prendono già tutti gli operatori quando si fanno pagare le intercettazioni... roba da manicomio... hai una concessione pubblica e io devo pagare per mettere sotto controllo un tuo abbonato...
    non+autenticato
  • - Scritto da: gnugnolo
    > (che poi una rete di telco di una nazione sia in mano
    > ai privati è un'abberrazione su cui non
    > commento).

    cosa che è vera in praticamente tutta Europa, o comunque sicuramente nei maggiori Paesi europei (senza pensare poi agli USA, per dire). Informarsi prima di spararle e fare commenti populistici?



    > Invece di spendere cifroni x la pubblicità e menate
    > varie,

    Come se senza pubblicità un'azienda avesse speranze di sopravvivere. Possiamo parlare degli investimenti sbagliati, delle "furbate" fatte, ma la pubblicità è fondamentale per lo sviluppo del bussiness

    > hai una concessione pubblica e io
    > devo pagare per mettere sotto controllo un tuo
    > abbonato...

    Vedi in quest'ottica: io ti concedo un servizio, che tu mi paghi.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 29 novembre 2010 18.01
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    pippuz
    1260
  • - Scritto da: pippuz
    > - Scritto da: gnugnolo
    > > (che poi una rete di telco di una nazione sia
    > in
    > mano
    > > ai privati è un'abberrazione su cui non
    > > commento).
    >
    > cosa che è vera in praticamente tutta Europa, o
    > comunque sicuramente nei maggiori Paesi europei
    > (senza pensare poi agli USA, per dire).
    > Informarsi prima di spararle e fare commenti
    > populistici?
    >
    >
    >


    dove avrei scritto che succede solo da noi, scusa? Il fatto che lo facciano anche gli altri non vuol dire che vada bene. Se tutto il condominio caga per le scale non vuol mica dire che è un'idea furba e azzeccata;)

    > > Invece di spendere cifroni x la pubblicità e
    > menate
    > > varie,
    >
    > Come se senza pubblicità un'azienda avesse
    > speranze di sopravvivere. Possiamo parlare degli
    > investimenti sbagliati, delle "furbate" fatte, ma
    > la pubblicità è fondamentale per lo sviluppo del
    > bussiness
    >

    I costi della pubblicità sono gonfiati fuori misura su tutti i fronti. Puoi vendere benissimo e sopravvivere anche senza pagare milionate tra agenzie, attori e salassi in TV, specie se se a) offri servizi decenti e b) sei uno dei pochi in giro che lo fanno...


    > > hai una concessione pubblica e io
    > > devo pagare per mettere sotto controllo un tuo
    > > abbonato...
    >
    > Vedi in quest'ottica: io ti concedo un servizio,
    > che tu mi
    > paghi.


    Sono io Stato che concedo a te di esistere e di operare altrimenti venderesti fiori al cimitero. Le fai gratis come lo fanno le banche x le indagini bancarie o mi fai una tarffa forfettaria/agevolata come fanno in molti altri paesi.

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    > Modificato dall' autore il 29 novembre 2010 18.01
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    non+autenticato
  • - Scritto da: pippuz

    >
    > Come se senza pubblicità un'azienda avesse
    > speranze di sopravvivere. Possiamo parlare degli
    > investimenti sbagliati, delle "furbate" fatte, ma
    > la pubblicità è fondamentale per lo sviluppo del
    > bussiness
    >

    con i propri soldi ( alias azioni e obbligazioni) ogni azienda privata puo' per me fare qualsiasi cosa anche la pubblicità con la donnina pippante di turno....altro caso pero se i soldi "investiti" nella publicità vengono dal canone del fisso di una linea che almeno in via di "principio" dovrebbero servire a migliorare la linea stessa, non poniamo poi il caso di aiuti di stato ricevuti....


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    > Modificato dall' autore il 29 novembre 2010 18.01
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    non+autenticato