Cristina Sciannamblo

Chi ha paura di Internet in Parlamento?

Giorgio Jannone del PDL presenta tre interrogazioni parlamentari riguardo i danni provocati dall'uso di Internet e delle nuove tecnologie. In attesa della risposta degli interessati

Roma - Giorgio Jannone è un parlamentare del PDL, eletto alla Camera nel 1994, attualmente presidente della Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.

A dare uno sguardo alla recente attività parlamentare dell'onorevole, si nota una certa insistenza sul tema di Internet, nuove tecnologie, new media e sui danni che provocherebbero in diverse circostanze. Jannone, infatti, è stato il promotore di tre interrogazioni parlamentari rivolte al Ministro della Salute, al Presidente del consiglio dei Ministri e al Ministro della Difesa.

Nella prima interpellanza destinata al ministro Fazio, Jannone si scaglia contro i "comportamenti compulsivi nei confronti dei social network" che caratterizzano persone adulte e adolescenti, spingendole a eliminare ogni occasione di incontro, fino ad arrivare, sostiene il parlamentare, a sindromi depressive causata dall'astinenza. Per questo motivo, si chiede al ministro quali iniziative intenda adottare al fine di aiutare persone affette da comportamenti compulsivi nei confronti dei social network.
Nella seconda interrogazione, rivolta al premier Berlusconi in persona, Jannone cita il rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza, in particolare la relazione tra i minori e le nuove tecnologie. Si legge: "Anche al di là di possibili rischi, non si può fare a meno di osservare come in molti casi i new media svolgano un ruolo, soprattutto per i più giovani, di invito e supporto al superfluo. Cellulari, ne possiedono uno il 53,7 per cento dei bambini ed il 97,8 per cento degli adolescenti, ed I-pod (sic), connessione ad Internet e social network rappresentano una sorta di appendice irrinunciabile per tanti adolescenti". Persuaso che le moderne tecnologie "dovrebbero favorire l'incontro non la chiusura o un confronto vuoto e mascherato con il mondo esterno", l'onorevole giudica Facebook "un ulteriore esempio emblematico delle potenzialità spesso sprecate dei nuovi media". Affermando che "i nuovi mezzi di comunicazione troppo spesso amplificano i comportamenti devianti", Jannone chiede al Presidente del Consiglio quali iniziative il governo intenda adottare al fine di migliorare la tutela dei bambini e degli adolescenti, preservandoli maggiormente dai pericoli incombenti dall'eccessivo utilizzo di Internet e dei social network.

Non contento, il parlamentare ha interrogato anche il ministro La Russa, per chiedergli quali interventi intenda adottare per contrastare le possibili minacce di "hacker" all'interno del cyber-spazio delle forze armate e della pubblica amministrazione italiane.

Come notano alcuni addetti ai lavori, è singolare che tutte le interrogazioni, presentate a ridottissima distanza l'una dall'altra, evidenzino una forte preoccupazione circa la dipendenza tecnologica nonostante gli italiani risultino quasi ultimi in tutte le classifiche relative all'utilizzo di Internet.

Cristina Sciannamblo
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