Alfonso Maruccia

Rea, ossigeno nell'atmosfera

La sonda Cassini ha rilevato un sottile strato di ossigeno e anidride carbonica sul satellite di Saturno. Rea è inospitale per la vita, ma l'ossigeno potrebbe essere diffuso in tutto il Sistema Solare

Roma - La missione Cassini di NASA continua a stupire, rivelando informazioni sorprendenti sulle caratteristiche del complesso sistema satellitare che orbita attorno a Saturno. Ancora attiva e operante dopo 12 anni di onorata "carriera", nonostante i numerosi periodi di standby, la sonda dal cuore italiano ha ora scoperto che Rea - il secondo satellite di Saturno in ordine di grandezza - è circondato da una sottile atmosfera composta da ossigeno e anidride carbonica.

Cassini è riuscita a individuare l'atmosfera del planetoide saturniano in un volo ravvicinato avvenuto lo scorso marzo, quando la sonda è passata a non più di 100 chilometri di distanza dalla superficie. Troppo sottile è l'atmosfera di Rea per poterla individuare dalla lunga distanza, spiegano dal JPL (Jet Propulsion Laboraty), rimarcando come la nuova scoperta rappresenti una "prima volta" di grande rilievo scientifico per l'esplorazione e lo studio del Sistema Solare.

Tracce di ossigeno nell'atmosfera di altri corpi celesti erano già state individuate in passato, ma solo indirettamente e facendo affidamento su strumenti di osservazione del calibro del telescopio spaziale Hubble. L'ossigeno di Rea, il primo mai individuato in maniera diretta al di fuori dell'atmosfera terrestre, è stato invece letteralmente "annusato" e "assaggiato" dalla sonda dicono i ricercatori NASA.
Stando ai dati raccolti dalla sonda Cassini, ogni metro cubo della sottile atmosfera di Rea - satellite con un diametro di 1.500 chilometri - contiene circa 50 miliardi di molecole di ossigeno e 20 miliardi di molecole di biossido di carbonio.

Gli autori dello studio sul volo di Cassini salutano con favore la nuova scoperta: "Una chimica attiva e complessa comprendente l'ossigeno potrebbe essere alquanto comune in tutto il Sistema Solare", ha commentato il leader del team Ben Teolis del Southwest Research Institute di San Antonio (Texas). Simili processi chimici "potrebbero essere un prerequisito per la vita" ha spiegato Teolis, anche se nel caso di Rea tutte le prove sin qui raccolte fanno credere che il satellite sia "troppo freddo e privo di acqua liquida necessaria alla vita per come noi la conosciamo".

Qual è l'origine della miscela di ossigeno e anidride carbonica presente nell'atmosfera di Rea? I ricercatori spiegano che la produzione di ossigeno potrebbe essere alimentata dal campo elettromagnetico di Saturno, le cui particelle impatterebbero sull'emisfero del satellite rivolto verso di esse. In tal modo il giaccio che ricopre la superficie libererebbe molecole nell'atmosfera, dando il via a un processo di ricombinazione che porterebbe appunto alla produzione dell'ossigeno individuato dalla sonda Cassini.

Alfonso Maruccia
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