Alfonso Maruccia

Brokep: vogliamo i nostri DNS

Lo storico portavoce di The Pirate Bay rilancia l'idea di un sistema di gestione dei nomi di dominio "alternativo" a quello attualmente nelle mani di ICANN. Si perderebbe in sicurezza, ma si guadagnerebbe in libertÓ

Roma - Per salvaguardare un reale libertà di espressione in Rete, le query di risoluzione dei nomi di dominio dovranno necessariamente essere gestite da un sistema DNS "alternativo" a quello attuale. L'ipotesi circola già da tempo, e ora anche Peter "Brokep" Sunde si dice convinto della necessità al punto da volersi impegnare in prima persona con l'aiuto di altri.

Brokep ha da tempo interrotto i suoi rapporti diretti con The Pirate Bay, dedicando la sua "seconda vita" informatica al neonato servizio di micropagamenti noto come Flattr. La recente sentenza in appello per favoreggiamento dell'infrazione del copyright inflitta ai gestori della Baia condanna Sunde a otto mesi di prigione e al pagamento di una somma milionaria, ma questo non è evidentemente sufficiente a far desistere lo smanettone svedese dal suo attivismo politico in funzione di una Internet più libera e meno dipendente dagli interessi che controllano il vapore digitale.

In un messaggio dei suoi su Twitter, Sunde dice di essere "stanco di ICANN" e della gestione centralizzata dei server root del sistema DNS, un sistema che si presta facilmente al controllo preventivo da parte del governo statunitense e non è più in grado di garantire la libertà telematica sin qui sperimentata dai netizen della prima ora.
Un mondo che vuole continuare ad avere libero accesso ai file dirompenti pubblicati da Wikileaks non può appoggiarsi ai server "radice" di un'organizzazione fortemente dipendente dalla Casa Bianca come ICANN, suggerisce Brokep, ragion per cui l'attivista svedese è alla ricerca di aiuto con l'obiettivo di mettere in piedi un sistema DNS alternativo a quello su cui attualmente si regge il World Wide Web.

Si tratta di una questione non facile da dirimere, dove in un sol colpo si mescolano motivazioni politiche, esigenze legittime di sicurezza - con un eventuale sistema DNS alternativo e decentralizzato più insicuro rispetto ai server di ICANN - e problematiche tecnologiche. L'entrata in gioco di Sunde alimenterà certamente un nuovo dibattito intorno ai sistemi DNS di terze parti, dibattito più che mai legittimo visto il latrato minaccioso elevatosi dai circoli del potere statunitense alla volta del fondatore di Wikileaks Julian Assange.

Alfonso Maruccia
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13 Commenti alla Notizia Brokep: vogliamo i nostri DNS
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  • Non mi risulta che wikileaks sia stato "oscurato" a livello dns.
    Che caspita dice questo?
    bah
    non+autenticato
  • Ma che caspita dici tu! Mi sembri il tipico seguace del tg4. Se Mariuccia scrive che non esisti tu smetti di mangiare??

    Sunde NON ha scritto proprio niente su Wikileaks, è un pensiero di Mariuccia, che essendo un grande giornalista si è dimenticato di specificare che era un pensiero suo. Tra parentesi la sua considerazione è assolutamente pertinente, solo che (come dici tu) Wikileaks non ha subito censura da parte dei dns; perciò andava spiegato che si tratta di un rischio certamente reale, certamente probabilissimo, certamente inaccettabile, ma comunque ipotetico.
    non+autenticato
  • Tutto bello e, viste le ultime notizie anche qui riprese, anche tutto vero dato che il quadro si tinge di fosco. In concreto cosa si propone? Al di là di Brokep quali sono le idee in merito a sistemi alternativi? Al solito dovremo aspettare i commenti dato che se aspettiamo qualcun altro stiamo freschi;)
    non+autenticato
  • - Scritto da: gnugnolo
    > Tutto bello e, viste le ultime notizie anche qui
    > riprese, anche tutto vero dato che il quadro si
    > tinge di fosco. In concreto cosa si propone?

    Root DNS non gestiti da ICANN, ma da terze parti.
    pippuz
    1260
  • - Scritto da: pippuz
    > - Scritto da: gnugnolo
    > > Tutto bello e, viste le ultime notizie anche qui
    > > riprese, anche tutto vero dato che il quadro si
    > > tinge di fosco. In concreto cosa si propone?
    >
    > Root DNS non gestiti da ICANN, ma da terze parti.

    Esistono da una vita, lo svedese ha scoperto l'acqua calda..

    Ricordo che nei primi anni '90 inserivo anche un paio di mie macchine a supporto di una rete alternativa di cui non faccio il nome, il problema e' che poi questa rete alternativa non e' piu' stata usata su larga scala trasformandosi in una nicchia underground prima e una divertente curiosita' poi.. eravamo troppo avanti.. Vediamo se a questo rilancio qualcuno e' piu' convinto nei fatti, forse i tempi son maturi..

    inutile scrivere (ma lo faccio) che
    su principi, basi, motivazioni, etc..,
    sono totalmente d'accordo su tutta la linea
    e non vedo come qualcuno possa non esserlo... a meno che non lavori per un governo.
    non+autenticato
  • Si ma vedi, "lo svedese" dice una cosa che vale la pena di leggere proprio perchè, invece di inventarsi assurdità, si limita a scoprire l'acqua calda. Freenet (nominiamola, non è mica un'azienda!!!) non è interessante perchè è un'alternativa elitaria - e lo è sempre stata, anche quando questa elite era un po' più numerosa. I DNS alternativi per avere un qualche valore devono funzionare con internet, non al di fuori di essa.
    non+autenticato
  • un tempo esistevano tanti siti web dove si poteva condividere foto, video, esperienze e cazzeggi vari

    poi venne Facebook e fece il botto

    capita la differenza? Sunde ha la capacità di trasformare qualcosa di elitario come freenet in un fenomeno di massa
    non+autenticato
  • In generale chi aspetta qualcuno o qualcosa sta fresco e se lo merita. Come scoprirai se avrai la curiosità di seguire uno dei link e di leggere esattamente 33 parole, puoi avere una risposta alla tua domanda compiendo un'azione semplicissima. Non occorrono particolari conoscenze tecniche.
    non+autenticato
  • Sì lo so. Sono curioso di natura e so seguire i link e leggere l'inglese (lo dico senza polemica nei tuoi confronti ma come semplice risposta). La mia voleva essere una provocazione per la redazione. L'avrò formulata male, non dico di no. Lo so che ormai articoli un attimino più tecnici sono un vecchio ricordo ma... buttare giù due righe a tema anche solo di copia & incolla sarebbe già stato un passo in avanti... i link vanno bene ma allora non serve una rivista e basta un aggregatore o un motore di ricerca;)
    non+autenticato
  • Il mio era un suggerire che a volte ci sono info più preziose nei commenti che non nell'articolo vero e proprio.

    Tornando a tema: instaurare un sistema alternativo di DNS a questo punto però si scontrebbe con la nuova normativa sull'installazione di apparecchiature di rete sulla rete pubblica...
    Poi, com'è stato fatto notare per Freenet... c'è il rischio che rimanga una cosa elitaria, quindi l'eventuale scopo politico va a farsi benedire
    non+autenticato
  • - Scritto da: gnugnolo
    > Il mio era un suggerire che a volte ci sono info
    > più preziose nei commenti che non nell'articolo
    > vero e
    > proprio.
    >
    > Tornando a tema: instaurare un sistema
    > alternativo di DNS a questo punto però si
    > scontrebbe con la nuova normativa
    > sull'installazione di apparecchiature di rete
    > sulla rete pubblica...
    La normativa (in divenire) parla di apparecchiature, non di software.

    GTFS
    non+autenticato