Alfonso Maruccia

Google, le cattive recensioni aiutano

Un artista della truffa sfrutta la tradizionale neutralità degli algoritmi di ricerca e ranking di Google per farsi un nome. Nella ricerca online ci vuole l'intervento umano, dice la concorrenza

Roma - Giusto in tempo per lo shopping del periodo natalizio arriva una brutta storia di truffa online e abuso del motore di ricerca più usato: Vitaly Borker, gestore del sito di e-commerce DecorMyEyes specializzato nella vendita di merce contraffatta e nel raggiro dei suoi clienti, si è servito di una "vulnerabilità" fondamentale del motore di ricerca di Google per far risaltare il sito nei ranking degli store specializzati.

Gli algoritmi di ranking di Google sono neutrali, e quando si tratta di decidere la prevalenza di un link rispetto a un altro non prendono in considerazione la differenza tra giudizi positivi o negativi espressi dai clienti. Borker ha colto la palla al balzo e ha fatto della calunnia un vanto, riuscendo a far salire DecorMyEyes in cima alla lista agli store specializzati in occhiali firmati (in questo caso falsi).

Le abilità truffaldine di Borker includono anche la capacità di "prendersi gioco" di Visa e MasterCard, e del limite imposto dalle due gestori finanziari al numero di protesti sopportabili da un esercente prima della sua espulsione dai due circuiti di pagamento. Non altrettanto bene è andata su Amazon, dove evidentemente per fare business non basta che "bene o male, purché se ne parli" e l'intervento correttivo umano ha ancora una sua utilità sull'automatizzazione dei processi appaltati alle macchine.
E della necessità di un maggior intervento umano nella selezione dei servizi di e-commerce presenti sul web parlano anche a Blekko, il motore di ricerca "alternativo" assurto agli onori delle cronache per la sua capacità di filtrare la rete per mezzo di apposite "slashtag" e con la collaborazione della community di utenti.

Proprio partendo dal profilo truffaldino di Vitaly Borker e dalla nefasta neutralità di Google, Blekko introduce la nuova slashtag "/safeshop" contenente una lista selezionata di siti di e-commerce su cui la cura del cliente continua a essere più importante della cattiva nomea. La speranza di Blekko è di attrarre nuovi utenti in tempi di festività e acquisti natalizi.

Alfonso Maruccia
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8 Commenti alla Notizia Google, le cattive recensioni aiutano
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  • "Gli algoritmi di ranking di Google sono neutrali, e quando si tratta di decidere la prevalenza di un link rispetto a un altro non prendono in considerazione la differenza tra giudizi positivi o negativi espressi dai clienti". Assolutamente falso. Google si serve di migliaia di persone in tutto il mondo per valutare la corrispondenza delle ricerche, possibili truffe, spam, giudizi negativi, traduzioni e tanto altro ancora.
    Che ci siano dei 'buchi' nell'algoritmo attuale è storia ben nota, ma questi algoritmi non sono statici e cambiano (la maggior parte delle volte in meglio) con una frequenza impressionante grazie al lavoro di ricerca dei quality raters. Chi ha scritto questo articolo non ha la minima idea di come funzioni Google e di che genere di struttura (sopratutto umana) ci sia dietro.
  • - Scritto da: Alexr71
    > "Gli algoritmi di ranking di Google sono
    > neutrali, e quando si tratta di decidere la
    > prevalenza di un link rispetto a un altro non
    > prendono in considerazione la differenza tra
    > giudizi positivi o negativi espressi dai
    > clienti". Assolutamente falso. Google si serve di
    > migliaia di persone in tutto il mondo per
    > valutare la corrispondenza delle ricerche,
    > possibili truffe, spam, giudizi negativi,
    > traduzioni e tanto altro
    > ancora.
    > Che ci siano dei 'buchi' nell'algoritmo attuale è
    > storia ben nota, ma questi algoritmi non sono
    > statici e cambiano (la maggior parte delle volte
    > in meglio) con una frequenza impressionante
    > grazie al lavoro di ricerca dei quality raters.
    > Chi ha scritto questo articolo non ha la minima
    > idea di come funzioni Google e di che genere di
    > struttura (sopratutto umana) ci sia
    > dietro.
    Ma sopratutto, se uno avesse la pazienza di leggere gli articoli linkati a questa notizia, la "notizia" non e' su google... ma su quel pezzo di m*rda di venditore... e' un truffatore, un harrasser, portato in tribunale per stalking, multato, fa telefonate false ecc... interessante è come nonostante tutto, continui nella sua attivita'..
    non+autenticato
  • Scusate, ma la notizia vera è un'altra.
    Partendo da questo dato di fatto, Google ha sviluppato alternative (che non illustra) al "troppo neutro" PageRank.
    http://www.webnews.it/2010/12/02/google-nuovo-algo.../
    non+autenticato
  • per sapere che linkando un sito ne migliori il pagerank su google indipendentemente da quello che scrivi. Quando si linkano siti ma non si vuole contribuire al loro posizionamento in Google sarebbe buona norma linkarli attraverso un servizio di shortening come tinyurl.
  • Ma soprattutto, se la rete e i risultati delle ricerche pullulavano di recensioni negative, la gente continuava ad andare a comprare lì?
    Informarsi un attimo prima di dare in giro numeri di carte di credito?!

    Non per giustificare questi truffatori, ma sto cominciando a pensare che questa "selezione naturale" degli stupidi sia normale e inevitabile...
    non+autenticato
  • Non è questione di essere stupidi... E' questione di non utilizzare il cervello... Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: rb1205
    > per sapere che linkando un sito ne migliori il
    > pagerank su google indipendentemente da quello
    > che scrivi. Quando si linkano siti ma non si
    > vuole contribuire al loro posizionamento in
    > Google sarebbe buona norma linkarli attraverso un
    > servizio di shortening come
    > tinyurl.

    Quante persone guidano un automobile, sebbene non ne siano capaci (e parlo pure di rispetto delle stesse regole pratiche basilari, che s'imparano alla scuola di guida). Eppure, tutti guidano.

    Secondo me, sebbene questo approccio sia giusto, è sempre stato fatto passare come necessario, quando in realtà è utopico. Occorre amalgamarlo in un'altra maniera o riconsiderarlo del tutto. Parlare di cose che non capiteranno mai, perchè non sentite dalle persone stesse, è inutile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: rb1205
    > che scrivi. Quando si linkano siti ma non si
    > vuole contribuire al loro posizionamento in
    > Google sarebbe buona norma linkarli attraverso un
    > servizio di shortening come
    > tinyurl.

    sicuro? io pensavo che siccome trattasi di normale redirect (301?) dopo elaborazione interna del server di tinyurl (per statistiche e vendita dati pubblicitariCon la lingua fuori) comunque il pagerank venisse acquisito anche attraverso i "riduttori"