Mauro Vecchio

Facebook e la privacy abusiva

Il sito in blu accusato dalla società Walker Digital: i suoi meccanismi per il controllo delle amicizie o della condivisione delle informazioni avrebbero violato un brevetto vecchio di dieci anni. Troppa riservatezza a scrocco

Roma - Le ironie più feroci non sono affatto state risparmiate, persino da parte di guel gruppo di osservatori solitamente non troppo morbido nei confronti di Facebook. Oggetto delle critiche, una causa legale recentemente avviata dalla società statunitense Walker Digital.

Una piccola guerra del brevetto, lanciata dal founder Jay S. Walker - già noto come uno dei padri dell'agenzia di viaggi online Priceline.com - contro alcune tecnologie sfruttate dal sito in blu. In particolare, quella tutelata dal brevetto numero 5,884,272: "Sistema e metodo per stabilire e mantenere comunicazioni anonime controllate dagli utenti".

In sostanza, Facebook avrebbe sfruttato illegalmente una tecnologia vecchia di dieci anni - relativamente all'età del brevetto indicato da Walker Digital - per garantire agli utenti il controllo sulla propria privacy. Per offire loro la possibilità di non accettare una determinata richiesta d'amicizia o decidere con chi condividere un certo post.
Riassumendo, l'accusa di Jay S. Walker ha puntato il dito contro il fatto che il social network permette ai suoi utenti di sfruttare determinate opzioni per avere il controllo sulle proprie informazioni. E questo violerebbe un'invenzione della società Walker Digital. Techcrunch ha controllato il calendario: non è ancora il primo d'aprile, eppure c'è qualcuno che si lamenta per la troppa privacy su Facebook.

Mauro Vecchio
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