Marco Calamari

Lampi di Cassandra/ Chi ha paura di Wikileaks?

di M. Calamari - PotrÓ essere un problema per i governi. PotrÓ essere un problema per i politici. Di certo Wikileaks non Ŕ problema per i cittadini: l'informazione non Ŕ mai abbastanza per loro

Lampi di Cassandra/ Chi ha paura di Wikileaks?Roma - Lunedì quasi la metà dei telegiornali nazionali di prima serata è stata occupata dall'ultimo e largamente preannunciato "leak" di Wikileaks. Mentre scrivo perfino Crozza ci sta facendo la sua gag di apertura a Ballarò.

Contenuti ed interpretazioni di quest'ultima tranche di rilasci è meglio lasciarli alla cronaca, le reazioni dei governi di mezzo mondo anche, le reazioni del nostro Ministro degli Esteri pure. Sembrano invece assai significativi e degni di commento, anche perché poco o niente discussi, gli atteggiamenti verso Wikileaks dei giornalisti di casa nostra e dei cittadini italiani della Rete.

I giornalisti italiani, già.
Mi sembra una contraddizione per l'intera categoria il fatto che la quasi totalità degli articoli apparsi quest'anno in Italia su Wikileaks e Assange siano poco lusinghieri, quando non decisamente critici. Mi riferisco ovviamente e quegli articoli che non sono traduzioni o scopiazzature dalla stampa estera.

In primo luogo Wikileaks (e prima ancora Cryptome) sono stati preziose fonti informative largamente usate dai giornalisti italiani e stranieri, talvolta citandole ma anche no. Come tutte le fonti informative Wikileaks deve essere usata con senso critico, dote che agli addetti ai lavori della comunicazione non può certo mancare e fatto che non può certo sfuggire: o no? Perché, a meno di non spiegarla con giudizi poco lusinghieri sulla categoria, la quasi monocorde descrizione negativa del fenomeno Wikileaks rimane per me inspiegabile.

I cittadini della Rete, già.

Mistero nel mistero. Un tassello della Rete fa (apparentemente) tremare i potenti della Terra, occupa le prime pagine ed il prime time per giorni, cosa che la Rete stessa non è mai riuscita a fare, e quasi nessuno si incuriosisce. Pochi scrivono l'indirizzo nella barra del proprio browser, molti di quei pochi rinunciano subito perché il sito è lento o irraggiungibile. Assolutamente nessuno dei miei conoscenti ha dato un'occhiata alla sezione dedicata all'Italia, che su Wikileaks era presente da molto tempo, ben prima del recente rilascio dei non sorprendenti commenti del Segretario di Stato degli Stati Uniti e dei suoi funzionari sull'Italia e sul suo attuale Presidente del Consiglio.

Le due suesposte categorie umane sembrano unite e concordi su alcuni giudizi di un candore e di un pressappochismo estremi. Si sente dire che Wikileaks è di parte perché rivela prevalentemente documenti americani od europei e mai cinesi o russi: il distorto senso di par condicio tanto speso ultimamente in Italia viene applicato anche qui? Si sente dire (ma pensa un po') che Wikileaks potrebbe essere parzialmente manovrato da agenzie a tre lettere, da paesi stranieri, da poteri economici o criminali e che quindi è inattendibile. Si sente dire (anche in Italia) che Julian Assange è un criminale che mette in pericolo vite di patrioti, e che dovrebbe essere subito arrestato per interrogarlo.

Non si sente dire invece che il problema Wikileaks è un problema solo per chi governa o esercita poteri in modo non trasparente e facendosi sfuggire informazioni riservate, che sicuramente finiscono sempre nelle mani delle spie e degli avversari, ma che stranamente danno molto più fastidio quando vengono messe in piazza e rese note a tutti.

Non si sente dire che per un normale cittadino sapere una mezza verità o una verità "di parte" è comunque molto, molto meglio che essere lasciato nell'ignoranza da parte dei media tradizionali, sempre meno oggettivi e decifrabili.

Soprattutto non si sente dire dai cittadini della Rete che Wikileaks è, dal punto di vista dell'informazione, una risorsa preziosa perché, nel bene e nel male, porta squarci di trasparenza in un mondo dell'informazione sempre più opaco e manovrato.

Marco Calamari
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90 Commenti alla Notizia Lampi di Cassandra/ Chi ha paura di Wikileaks?
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  • Continuo a dubitare della "spontaneità" della "fuga di notizie" veicolata da Wikileaks, e del fatto che metta in difficoltà il governo la cui corrispondenza è stata rivelata.
    Però ieri sera ho visto qualche minuto di Annozero e ho visto che si parlava degli affari tra l'azienda di punta italiana e quella russa.
    Nulla che fosse segreto, ma è un argomento venuto alla ribalta proprio in seguito al caso Wikileaks. Dubito anche (ma non posso esprimere un giudizio definitivo, dato che non ho seguito la trasmissione) che la discussione sia stata franca e che i telespettatori abbiano potuto farsi un'idea chiara.
    Ma su una cosa devo riconoscere che Calamari aveva ragione: Wikileaks ha contribuito (non mi importa se per sbaglio o meno, con risultati positivi o meno per i cittadini) a portare allo scoperto una questione veramente cardine della situazione politica italiana, ignorata finora dai media principali.
    Quindi per come sono andate le cose ha avuto ragione Calamari nel sostenere che un piccolo pezzo di verità è meglio che niente, perché è stata occasione (anche se temo mancata) per allargare questo sprazzo di verità.
    Avevo contestato a Calamari di vedere o tutto bianco o tutto nero, sostenendo anche la pericolosità di vedere tutto bianco. Ma ero io in torto, perché sono io che nel mio commento ho parlato come se esistesse solo il bianco e il nero senza accorgermi che bianco e nero potevano mescolarsi.
    In questo, onore a Calamari e onta per me.
  • Non so come sei di solito, ma quello che hai fatto qui ti fa onore.

    - Scritto da: reXistenZ
    > Continuo a dubitare della "spontaneità" della
    > "fuga di notizie" veicolata da Wikileaks, e del
    > fatto che metta in difficoltà il governo la cui
    > corrispondenza è stata
    > rivelata.

    è legittimo

    > Però ieri sera ho visto qualche minuto di
    > Annozero e ho visto che si parlava degli affari
    > tra l'azienda di punta italiana e quella
    > russa.
    > Nulla che fosse segreto, ma è un argomento venuto
    > alla ribalta proprio in seguito al caso
    > Wikileaks.

    serve anche questo. Di molte cose, compreso il comportamento di B, noi italiani non diciamo che sia un segreto, ma se lo dovessimo scrivere sul giornale sarebbero subito "comunisti" calunnie, denunce, ecc. Così queste cose che noi sappiamo non vengono scritte.

    >Dubito anche (ma non posso esprimere
    > un giudizio definitivo, dato che non ho seguito
    > la trasmissione) che la discussione sia stata
    > franca e che i telespettatori abbiano potuto
    > farsi un'idea chiara.

    Mi piacerebbe che esistesse una trasmissione dove c'è la garanzia che questo accada. Esiste?
    L'importante è che non si possa affermare il falso e che ci sia la possibilità che ognuno faccia la trasmissione: le vedi tutte e poi ti fai un'idea, poi magari premi quell'unico giornalista che ti è veramente utile come cittadino, seguendolo assiduamente.

    Esiste?


    > Ma su una cosa devo riconoscere che Calamari
    > aveva ragione: Wikileaks ha contribuito (non mi
    > importa se per sbaglio o meno, con risultati
    > positivi o meno per i cittadini) a portare allo
    > scoperto una questione veramente cardine della
    > situazione politica italiana, ignorata finora dai
    > media
    > principali.

    era appunto il suo "meglio che se ne parli"

    > Quindi per come sono andate le cose ha avuto
    > ragione Calamari nel sostenere che un piccolo
    > pezzo di verità è meglio che niente, perché è
    > stata occasione (anche se temo mancata) per
    > allargare questo sprazzo di
    > verità.

    Onore a te per averci ripensato e aver speso un po' del tuo tempo per dimostrare che la discussione è segno di civiltà.

    > Avevo contestato a Calamari di vedere o tutto
    > bianco o tutto nero, sostenendo anche la
    > pericolosità di vedere tutto bianco. Ma ero io in
    > torto, perché sono io che nel mio commento ho
    > parlato come se esistesse solo il bianco e il
    > nero senza accorgermi che bianco e nero potevano
    > mescolarsi.
    >
    > In questo, onore a Calamari e onta per me.

    Ripeto, non ti conosco e non so come fai di solito. Per cui io parto con la fiducia: come mi succede la prima volta che trovo una persona corretta, mi commuovo: è sempre più raro.

    Grazie.
    non+autenticato
  • sì, e onore anche a te per aver dato un esempio di apertura al confronto in un contesto in cui mettere in discussione le proprie idee è un atteggiamento definito, nel migliore dei casi, contraddittorio.
    non+autenticato
  • [riprendo un commento per creare una nuova discussione]

    - Scritto da: fox82i
    > Siamo arrivati al punto che il seno di una pinup
    > è più importante di una scoperta fatta al
    > CERN!

    Ci siamo arrivati gia' da tanti tanti tanti anni. E come e' stato possibile arrivare a tutto questo? T E L E V I S I O N E. Sono circa 30 anni che si e' duramente lavorato per arrivare alla splendida dittatura della stupida' nella quale ora viviamo.

    Gioia e gaudio, che i programmi televisivi ci saranno sempre.

    Volete iniziare a essere padroni di voi stessi? Ammettete le vostre debolezze, e agite di conseguenza. Regalate/vendete la vostra televisione. E' un elettrodomestico che NON deve essere presente nella vostra casa. Pian piano vi abituerete, e dopo non molto non potrete piu' concepire una vita passata a guardare quell'elettrodomestico.

    Ammettete le vostre debolezze, siete drogati di stupidita' e la fonte primaria e' la televisione. Non basta pensare di tenerla spenta, dovete non averla piu' a disposizione.
    non+autenticato
  • > essere presente nella vostra casa. Pian piano vi
    > abituerete, e dopo non molto non potrete piu'
    > concepire una vita passata a guardare
    > quell'elettrodomestico.

    Devi dire che l'ho fatto ed e' piacevole.
    Ora mi concedo report e qualche tolc sciooo
    dandogli la schiena mentre navigo su internet, tipo radio.
    non+autenticato
  • In casa (sn giovinotto) c'è ancora x i miei, ma tolti i tg(pessimi eccetto la7) durante la cena , praticamente l'ho abolita da 4 anni (motogp esclusa XD).
    in camera la tengo ma senza digitale terrestre(quindi no tv)giusto x dvd playstation.
    Si sta da dio consiglio a tutti di farloSorride!!
    non+autenticato
  • Sono ormai piu' di 10 anni che non ho una TV. Vivo benissimo e mi sento piu; felice di prima e non ho mai sofferto di crisi di astinenza. Vivendo all'estero da quasi 6 anni ho notato inoltre che la dipendenza da TV e' una questione popolar-italiota.

    Tuttavia, nello stesso tempo credo di aver sviluppato una qualche dipendenza dalla rete. Uso la rete per lavoro, per informarmi e per comunicare. Posso resistere qualche settimana (se in vacanza) senza accesso alla rete ma poi comincio a diventare nevrotico...

    Qualcuno suggerisce che sviluppando meglio le connessioni "spirituali" si potrebbe fare a meno di quelle in fibra, rame o onde elettromagnetiche. Per ora mi tengo stretta la mia dose quotidiana di Mbit.
    non+autenticato
  • Mi sembra tanto "fumo negli occhi". In cosa si differenzia dal gossip dei giornali? E-mail scritte da chissachi con opinioni presumibilmente personali. Insomma "fumo negli occhi" per nascondere quacos'altro?
    Il tipo non viene preso, e se preso per un'accusa che probabilmente è fasulla. Il sito attaccato comunque bene o male funziona... ma fa un sacco di collegamenti. E ciò dà da pensare.....
  • ovvero ?
    Sgabbio
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