Marco Calamari

Lampi di Cassandra/ Hanno tutti paura di Wikileaks!

di M. Calamari - Le ultime notizie non sono buone. E non perché un sito finisce offline o un contratto viene stracciato con motivazioni men che granitiche. Perché un pezzetto della trasparenza conquistata grazie alla Rete si dissolve

Roma - Nascosti solo da pannicelli caldi di legalità nazionale ed internazionale, una serie di atti di vera pirateria informatica sono stati compiuti e sono ancora in corso contro Wikileaks. Parlare di atti di pirateria informatica per descrivere azioni compiute da governi e da grandi aziende può sembrare estremista ma, come ribadito altre volte su queste pagine, non è che una descrizione disincantata e razionale della realtà.

Dopo l'improvvisa sospensione di tutti i servizi cloud che Amazon forniva (a pagamento, quindi come normale rapporto commerciale) a Wikileaks, superata grazie alla disponibilità di server presso altri provider, dalle prima ore di stamani una ulteriore serie di atti di "pirateria informatica" sono in corso contro Wikileaks.

Il primo è stato compiuto dal provider EveryDns, che ha deciso di interrompere la fornitura del suo servizio, cioè il nome di dominio Wikileaks.org al sito di Assange, rendendolo di fatto invisibile da tutto il mondo. EveryDns fornisce i servizi DNS a Wikileaks, grazie ai quali chi digita l'indirizzo www.wikileaks.org viene effettivamente condotto sui server di Assange. Interrompere i servizi DNS vuol dire impedire la corretta traduzione dell'indirizzo web da parte del protocollo Internet DNS, oscurando di fatto il sito, che rimane però accessibile utilizzando direttamente gli indirizzi IP.
Attualmente il sito risulta raggiungibile agli indirizzi:

http://88.80.13.160/
http://46.59.1.2/
http://213.251.145.96/

Ma la situazione potrebbe cambiare rapidamente se uno o più dei diversi server che hanno questi indirizzi venisse a sua volta "attaccato dai pirati" e posto fuori servizio. Wikileaks ha registrato un nuovo nome di dominio sotto il TLD .ch (Svizzera) e quindi dovrebbe presto essere consultabile online al nuovo indirizzo internet http://www.wikileaks.ch/.

Anche il provider Tablau ha cancellato l'account di Wikileaks. Si tratta del sito che conteneva fisicamente, e che permetteva di visualizzare e scaricare, i documenti delle ambasciate USA recentemente pubblicati. La società ha affermato di aver deciso di chiudere l'account di Wikileaks perché violava i termini di uso.

Per chi avesse dei dubbi sul fatto che questi atti di "pirateria informatica" siano coordinati, può essere utile la notizia, riportata dalle agenzie di stampa, che:
"(...) il senatore Usa indipendente Joe Lieberman e i colleghi repubblicani John Ensign e Scott Brown hanno presentato una proposta di legge per facilitare azioni giudiziarie e attacchi informatici contro Julian Assange e WikiLeaks. In un comunicato diffuso dall'ufficio di Lieberman, si spiega che lo "Shield Act" (legge-scudo) permetterebbe all'Amministrazione Usa una maggiore flessibilità per attaccare WikiLeaks e il suo fondatore fondatore Julian Assange in quanto definisce illegale la pubblicazione dei nomi degli informatori dell'esercito USA e della comunità dei servizi di intelligence. Assange e i suoi complici hanno stilato una lista di bersagli da colpire per i nostri nemici hanno denunciato i tre senatori, WikiLeaks non è un sito di informazione e Assange non è un giornalista".
Qualcuno aveva detto che il problema Wikileaks è un problema solo per chi governa od esercita poteri in modo non trasparente e facendosi sfuggire informazioni riservate, che sicuramente finiscono sempre nelle mani delle spie e degli avversari, ma che stranamente danno molto più fastidio quando vengono messe in piazza e rese note a tutti.

Qualcuno aveva detto che per un normale cittadino sapere una mezza verità od una verità "di parte" è comunque molto, molto meglio che essere lasciato nell'ignoranza da parte dei media tradizionali, sempre meno oggettivi e decifrabili.

Qualcuno aveva detto che si sente dire dai cittadini della Rete che Wikileaks è, dal punto di vista dell'informazione, una risorsa preziosa perché, nel bene e nel male, porta squarci di trasparenza in un mondo dell'informazione sempre più opaco e manovrato.

Wikileaks non è un fornitore di informazioni, prima di tutto è un fornitore di trasparenza. Trasparenza verso governi ed organizzazioni che spesso predicano bene ma razzolano poi ben diversamente. E se i "pirati" lo tireranno giù ne sentiremo tutti la mancanza.

Marco Calamari
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