Alfonso Maruccia

NASA scopre una nuova forma di vita

L'agenzia spaziale statunitense ha annunciato una scoperta di fondamentale importanza per la ricerca di nuove forme di vita: un batterio in grado di usare l'arsenico al posto del fosforo per i suoi processi cellulari

Roma - NASA ha scoperto una forma di vita "aliena", perlomeno se confrontata alla definizione classica di vita: un nuovo batterio in grado di funzionare integrando arsenico, un elemento sin qui quasi totalmente estraneo ai processi vitali degli esseri viventi, nelle sue componenti genetiche e non. L'alieno è un californiano, ma secondo l'agenzia spaziale statunitense getterà le basi per un tipo di esobiologia totalmente nuovo.

GFAJ-1, questo il nome del batterio estremofilo scoperto dai ricercatori NASA, è stato al centro di una conferenza stampa annunciata con insolito anticipo e con la promessa di ridefinire il concetto di "vita come la conosciamo". L'annuncio ha dato origine a ogni sorta di speculazioni sulla scoperta di "E.T." sulle lune di Saturno (magari Rea o Titano), su uno dei tanti esopianeti sin qui individuati o altrove, nondimeno qualcuno ha comunicato anzitempo quale fosse il reale oggetto dell'evento organizzato da NASA.

GFAJ-1 vive nel lago Mono nei pressi del parco nazionale Yosemite, in California, uno specchio d'acqua dotato di un ecosistema molto ricco. I ricercatori statunitensi hanno isolato il microrganismo e lo hanno "alimentato" con l'arsenico, un elemento generalmente impossibile da metabolizzare se non per alcuni rari organismi già noti alla scienza.
Ma GFAJ-1 è dotato di una capacità sorprendente, sin qui mai riscontrata in altri esseri viventi: non solo il batterio è in grado di usare l'arsenico per i suoi processi cellulari, ma è anche capace di adattarlo alla produzione interna di materiale genetico. I laboratori NASA hanno praticamente assistito alla nascita di una nuova forma di vita, in cui il fosforo presente negli elementi fosfato del DNA era stato sostituito in pianta stabile dall'arsenico.

La scienziata NASA Felisa Wolfe-Simon e il suo team non usano mezzi termini nella presentazione della nuova scoperta, scomodando paragoni "pop" con Star Trek (Horta) e sostenendo come l'arsenio-batterio rappresenti una chiave di volta senza precedenti per la ricerca di nuove forme di vita - su questo e sugli altri pianeti dell'universo.

Avere la prova provata dell'esistenza di organismi dotati di un DNA alieno, non basato sul gruppo di elementi tradizionalmente associati alla vita (carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto, fosforo e zolfo) apre prospettive di studio inedite. NASA è convinta di aver fatto una scoperta destinata a "espandere" la definizione di vita, per cui d'ora in poi i ricercatori dovranno aspettarsi l'inaspettato nell'esplorazione del cosmo.

Alfonso Maruccia
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65 Commenti alla Notizia NASA scopre una nuova forma di vita
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  • se invece che nel lago Mono nei pressi del parco nazionale Yosemite venissero a curiosare nelle discariche abusive che abbiamo qui da noi, chissà cosa potrebbero trovare ...

    Sorride
  • Buttatene qualche chilata nei nostri acquedotti così ci mangiano tutto l'arsenico in surplus Occhiolino
  • la mia preoccupazione (se la notizia non si rivelerà una bufala)è,se dovesse riprodursi ed entrare nell'ecosistema, potrebbe minacciare altre forme di vita "tradizionali"?
    non+autenticato
  • no, solo windows xp, vista e seven Occhiolino
    non+autenticato
  • lol, è un batterio mica un virus A bocca aperta
  • Certi bipedi ti inquinano le falde, vendono il latte per bambini velenoso, ti irradiano in aeroporto, e tu ti preoccupi per un batterio all`arsenico...
    non+autenticato
  • - Scritto da: silvano penzo
    > la mia preoccupazione (se la notizia non si
    > rivelerà una bufala)è,se dovesse riprodursi ed
    > entrare nell'ecosistema, potrebbe minacciare
    > altre forme di vita
    > "tradizionali"?
    E' un organismo che sopravvive solo in particolari condizioni ambientali, quindi fuori da quelle fa la fine di quei pesci di profondità che, portati in superficie con le reti, schiattano e si "squagliano" per sbalzo di pressione e temperatura.
    non+autenticato
  • corro a prendere il selenio, non si sa mai A bocca aperta
  • via di balsamo e patataA bocca aperta
    non+autenticato
  • Non è piu quella degli anni 80 si vede...
    Comunque questa scoperta delinea soltanto quanto siamo ancora ignoranti riguardo al nostro pianeta, figuriamoci all'universo.
    Ora che la smettano di guardare col microscopio nei fiumi, fin tanto che ci sono, e si preoccupino di fare in modo che esistano ancora a lungo, ad esempio sviluppando qualcosa che migliori le auto elettriche.
    non+autenticato
  • Mi sono spesso chiesto: ma se l'elettricità la si produce in maggior parte con centrali a combustione (gas, carbone, petrolio, ecc) o atomiche, dove sta il guadagno per l'ambiente? Non è solo una allontanare l'inquinamento dalle città e basta? Un po' come nascondere la polvere sotto al tappeto...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fai il login o Registrati
    > Mi sono spesso chiesto: ma se l'elettricità la si
    > produce in maggior parte con centrali a
    > combustione (gas, carbone, petrolio, ecc) o
    > atomiche, dove sta il guadagno per l'ambiente?
    > Non è solo una allontanare l'inquinamento dalle
    > città e basta? Un po' come nascondere la polvere
    > sotto al
    > tappeto...


    Beh suppongo che le centrali possano avere un sistema di filtraggio o quantomeno stoccaggio del particolato migliore di quello dei singoli veicoli.
    In più, in futuro l'elettricità potrebbe essere prodotta in modo più sostanziale da fonti pulite.
  • - Scritto da: Fai il login o Registrati
    > Mi sono spesso chiesto: ma se l'elettricità la si
    > produce in maggior parte con centrali a
    > combustione (gas, carbone, petrolio, ecc) o
    > atomiche, dove sta il guadagno per l'ambiente?

    Efficienza, principalmente. oggi bruciamo benzina per spostare una tonnellata di acciaio. La maggior parte dell'energia prodotta serve per scaldare l'aria attorno al motore. dal punto di vista pratico, non cambia la realtà dei fatti. Se anche convertissi il 100 % dell'energia da petrolio in energia utile (cosa termidinamicamente impossibile), prima o poi il petrolio finisce in ogni caso. Forse ne consumeresti meno per fare X, e il prezzo si abbasserebbe, ma sposteresti il problema: ne consumeresti di più per crescere (per esempio, produrre piu' cibo, sfamando più persone, aumentando la popolazione e il suo tenore di vita, e quindi aumentando la richiesta di petrolio). Alla fine tutto torna come prima, ma sempre con meno petrolio.

    l'energia atomica garantisce una produzione a lungo termine, e una buona efficienza, ma quanto sia sostenibile non ne ho idea.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fai il login o Registrati
    > Mi sono spesso chiesto: ma se l'elettricità la si
    > produce in maggior parte con centrali a
    > combustione (gas, carbone, petrolio, ecc) o
    > atomiche, dove sta il guadagno per l'ambiente?

    1) L'elettricita` non e` stoccabile quindi di notte c'e` un certo spreco (principalmente per il nucleare che ha tempi di partenza/spegnimento lunghi ma anche l'eolico ultimamente contribuisce); al posto scaricarla a terra meglio usarla per ricaricare le auto elettriche.
    Quindi si potrebbe muovere qualche % del parco circolante senza produrre nuova corrente ma usando quella che si butta di notte.

    2) Una moderna centrale "turbogas" arriva tranquillamente al 50% di efficienza ed e` controllata H24 per quanto riguarda le emissioni; un motore a metano per auto arriva al massimo al 30% di rendimento, non ha le cure di una centrale e consuma gas anche quando e` fermo ad uno stop o semaforo.
    Se poi parliamo di un motore a benzina o gasolio e` pure peggio, buttano fuori molte piu` schifezze del gas.
    Quindi anche se e` contro intuitivo si ha un vantaggio in termini di emissioni.

    PS: Ipotizzo di avere batterie con bassissima autoscarica come le Litio, se usiamo le vecchie Nickel/Cadmio o simili che perdono svariati % in una notte non so se ne vale ancora la pena.
    non+autenticato
  • - Scritto da: SonoIo
    > 1) L'elettricita` non e` stoccabile quindi di
    > notte c'e` un certo spreco (principalmente per il
    > nucleare che ha tempi di partenza/spegnimento
    > lunghi ma anche l'eolico ultimamente
    > contribuisce); al posto scaricarla a terra meglio
    > usarla per ricaricare le auto
    > elettriche.
    > Quindi si potrebbe muovere qualche % del parco
    > circolante senza produrre nuova corrente ma
    > usando quella che si butta di
    > notte.
    Non so chi ti abbia detto che si "butta" energia elettrica scaricandola a terra. Fantasie! Triste Le reti e il controllo della produzione compensano in continuazione richiesta e produzione, non si "butta via" un tubo. Semmai le centrali con rapidi tempi di reazione sono manovrate più spesso per compensare, e pure l'estensione a rete del sistema offre una certa compensazione, a meno di eventi inattesi che provochino stacchi automatici in caso di assorbimento eccessivo di energia.
    non+autenticato
  • moriremo tutti comunque
  • - Scritto da: MioNome
    > Non è piu quella degli anni 80 si vede...
    > Comunque questa scoperta delinea soltanto quanto
    > siamo ancora ignoranti riguardo al nostro
    > pianeta, figuriamoci
    > all'universo.
    > Ora che la smettano di guardare col microscopio
    > nei fiumi, fin tanto che ci sono, e si
    > preoccupino di fare in modo che esistano ancora a
    > lungo, ad esempio sviluppando qualcosa che
    > migliori le auto
    > elettriche.

    Il tuo nome è Ben AltrowCon la lingua fuori
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