massimo mantellini

Contrappunti/ Verità, finzione, Wikileaks

di M. Mantellini - Cos'è il giornalismo? E cos'è il buon giornalismo? E cos'è ancora un servizio reso all'umanità garantendo trasparenza? Un reato, ecco cos'è: lesa maestà dello status quo

Roma - Una quota non trascurabile delle informazioni che ci raggiungono tutti i giorni sono in violazione di un qualche patto o regolamento, nei casi più gravi sono il risultato di un reato. Appartengono a questo gruppo buona parte delle informazioni che, per esempio, in questo paese, raggiungono i giornali dalle stanze dei tribunali, dalle questure, dai consessi nei quali individui molto differenti sottoscrivono un patto di riservatezza che qualcuno di loro poi, invariabilmente, viola. Queste eccezioni a patti e regole non sono opera dei giornalisti, i quali si limitano a riferire i fatti di cui vengono a conoscenza, ma restano in genere nella responsabilità di soggetti terzi, ai quali, semplicemente, i giornalisti garantiscono in cambio un livello minimo di riservatezza previsto dalla legge.

Nel caso di Wikileaks, evidentemente, questo fondamentale distinguo ha perso gran parte della sua importanza. Così durante la settimana scorsa il sito web della associazione di Julian Assange è stato preso d'assalto dagli attacchi DDoS di un singolo hacker (solo e sperduto ma nonostante questo molto efficace), Amazon Web Services (fra mille polemiche) ha interrotto il servizio di hosting a Wikileaks, il fornitore del dominio .org (altra società americana, EveryDNS) ha improvvisamente cancellato il dominio, il governo svedese ha diramato una richiesta di arresto internazionale in 130 paesi per Julian Assange, accusato di aver, in due occasioni, iniziato rapporti sessuali dotato di preservativo con partner consenzienti (tanto consenzienti da aver poi vantato le proprie avventure su Twitter e via SMS) per poi terminarli senza. E questo, tecnicamente, per la legge svedese configura il reato di stupro.

Ultima in ordine di tempo fra le aziende americane corse in soccorso alla diplomazia USA in difficoltà, Paypal ha limitato il conto online di Wikileaks impedendo a migliaia di persone in tutto il mondo di utilizzare tale piattaforma per una donazione al progetto.
Cosa abbia Wikileaks di diverso da New York Times o dal Guardian che pubblicano i dispacci delle ambasciate esattamente come il sito di Assange è piuttosto evidente. Pur rappresentando un esempio di buon giornalismo il New York Times ed il Guardian, El Pais e Le Monde, fanno parte del sistema, Wikileaks no: e da questo discendono buona parte delle sue disgrazie.

Le cronache giornalistiche a margine dei cablogrammi di Wikileaks di questa settimana sono incredibili, e avrebbero bisogno di Carlo Emilio Gadda per descriverle. Ieri per esempio il sito web del Corriere della Sera raccontava che Julian Assange, ormai da tutti eletto a stupratore seriale e ricercato internazionale, si nascondeva in Gran Bretagna, che le autorità sapevano dove fosse e che le teste di cuoio stavano per tentare un blitz per arrestarlo. Le teste di cuoio scatenate per un preservativo: mancano solo gli ostaggi in banca per completare la scena di un film d'azione di quart'ordine.

Così la Internet che viene fuori dalla vicenda dei cablogrammi di Wikileaks è una Internet più triste di quello che forse sarebbe stato lecito pensare: quando il gioco si fa duro, i duri spengono Internet, in occidente esattamente come in Cina. Stessi metodi, stesso cipiglio. A poco contano i volonterosi mirror del sito abbattuto, i DNS recuperati, gli annunciati boicottaggi di Amazon e Paypal: quello che conta è che informazioni vere che nessuno è in condizione di smentire raggiungono milioni di cittadini in tutto il mondo, fuori dal filtro solito dei media, e per una volta l'ambasciator, in spregio al famoso detto, rischia di portar pena.

Il giudice La Barbera del Tribunale di Agrigento qualche giorno fa ha assolto il giornalista Fabrizio Gatti, che rischiava un anno di reclusione per aver dichiarato false generalità allo scopo di accedere al Centro temporaneo di permanenza per gli immigrati a Lampedusa per poi scriverne un articolo su L'Espresso. Il magistrato ha sancito la predominanza dell'articolo 21 della Costituzione che tutela il diritto di cronaca e di espressione non solo della stampa ma anche dei singoli cittadini.

Si tratta di una buona notizia ma resta la curiosità di capire cosa sarebbe accaduto se al posto del giornalista professionista Gatti ci fosse stato un semplice cittadino, e se al posto de L'Espresso ci fosse stato un blog letto da 10 persone. La Rete oggi non chiede generalità, titoli o cartellini a chi decide di esprimere il proprio pensiero, e le discussioni USA di questi giorni sul fatto che Wikileaks debba o non debba essere considerato parte integrante del sistema dei media raccontano la grande ansia di controllo di un mondo invecchiato. Le notizie sono vere o sono false e discernere le une dalle altre (in Rete come sui media) spesso è la vera complicazione. Quelle di Wikileaks sono vere, e per noi lettori tanto basta. Tutto il resto è uno spiacevole contorno molto potente al quale oggi, per una volta, non è chiaro se la rete Internet sarà in grado di far fronte.

Massimo Mantellini
Manteblog

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178 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Verità, finzione, Wikileaks
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  • Noi vogliamo UFO e alieni altro che !
    non+autenticato
  • Noi siamo il 999 esimo esperimento di genetica aliena finito in Vaccata, ora va resettato il counter.
    Be&O
    1121
  • Wikileaks, "PROSTITUTE E COCA PARTY IN ARABIA SAUDITA"

    Anche agli arabi ci piace 'u pilu... Sorride
    non+autenticato
  • Scusatemi, ma non capisco tutto questo entusiasmo per WikiLeaks che riesce a far vedere che "il re è nudo".
    Da quando mondo è mondo chi governa ha dei pensieri che non può e non deve comunicare ai governati. La cosa può non piacere, ma ditemi chi non ha sentito la necessità di confidare dei pensieri sui propri cari che non dovevano giungere alle loro orecchie! Chi non ha confidato ad amici pensieri sul proprio coniuge o sui propri figli che non voleva arrivassero da nessun'altra parte. La potenza della confessione cattolica sta proprio in questa necessità di esprimere i propri pensieri liberamente.
    E' evidente che i cosiddetti "servizi diplomatici" sono cose umane, gestite da persone magari dal cervello limitato, ma che confidano di poter parlare in segreto.
    Uno che decide di divulgare queste informazioni che venivano divulgate sotto segreto cosa può ottenere?
    Secondo me questo
    1. dimostrare che molti dei diplomatici sono di levatura molto molto inferiore a quello che alcuni pensano (ma i signori di Weakileaks sono sicuri di essere di levatura superiore?)
    2. mettere in difficoltà tanta gente, più o meno intelligente, che ha dato il giusto peso alle comunicazioni ricevute e quindi non le ha prese in considerazione, dicendo che invece le comunicazioni "riservate" sono automaticamente accettate dai superiori
    3. pensare che diffondere qualsiasi stupidaggine scritta da qualsiasi persona del governo aiuti a migliorare la trasparenza degli atti gocernativi.
    Secondo me, l'unica cosa che otterranno questi signori, sarà di contribuire ad aumentare i controlli su Internet; in altre parole WeakiLeaks otterrà di dar adottare in cerchi concentrici i controlli su Internet che già vengono da stati come Cina, Corea, Iran eccetera.
    Questo è almeno quello che penso io.
  • Se poi ci aggiungi che queste sconvolgenti rivelazioni, poi cosi sconvolgenti non sono visto che erano tutte cose risapute, si ottiene un clamore che sa più di pettegolezzo da portinaia che di giornalismo.
    Diciamolo chiaro i tremendi segreti che Assange diceva avrebbe rivelato in realtà se li è tenuti ben stretti (ammesso che li abbia).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Grappolo
    > Se poi ci aggiungi che queste sconvolgenti
    > rivelazioni, poi cosi sconvolgenti non sono visto
    > che erano tutte cose risapute, si ottiene un
    > clamore che sa più di pettegolezzo da portinaia
    > che di
    > giornalismo.
    > Diciamolo chiaro i tremendi segreti che Assange
    > diceva avrebbe rivelato in realtà se li è tenuti
    > ben stretti (ammesso che li
    > abbia).
    E si, mia nonna sapeve perfettamente quello che faceva la Clinton, sulle feste ad Arcore poi... Aveva pure gli inviti!
    :D
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippO

    > E si, mia nonna sapeve perfettamente quello che
    > faceva la Clinton, sulle feste ad Arcore poi...
    > Aveva pure gli
    > inviti!
    >A bocca aperta

    Certo perché a te e a tua nonna interessa sapere cosa fanno alle feste ad Arcore, se si fanno la escort o se si fumano una canna, invece di quello che fanno in parlamento.
    Per quelli come te torno a dire rivela più segreti novella 2000.
    non+autenticato
  • > > E si, mia nonna sapeve perfettamente quello che
    > > faceva la Clinton, sulle feste ad Arcore poi...
    > > Aveva pure gli
    > > inviti!
    > >A bocca aperta
    >
    > Certo perché a te e a tua nonna interessa sapere
    > cosa fanno alle feste ad Arcore, se si fanno la
    > escort o se si fumano una canna, invece di quello
    > che fanno in parlamento.

    Certo che mi interessa, se poi CONDIZIONA quello che fanno in parlamento!

    P.S. poi un conto è immaginare quello che fanno, un conto è vederlo SCRITTO da alti funzionari americani, non da novella 2000A bocca aperta
    non+autenticato
  • > Certo perché a te e a tua nonna interessa sapere
    > cosa fanno alle feste ad Arcore, se si fanno la
    > escort o se si fumano una canna, invece di quello
    > che fanno in parlamento.
    >
    > Per quelli come te torno a dire rivela più
    > segreti novella
    > 2000.

    Perche' almeno il nano non puo' dire che e' un complotto della sinistra o dei comunisti. Lo dicono gli americani. Prova a dargli dei comunisti !
    non+autenticato
  • > cosi sconvolgenti non sono visto
    > che erano tutte cose risapute

    In sostanza starebbero cercando (inutilmente) di tirare giù WikiLeaks perché diffonde cose risapute...

    Un ragionamento che non fa una piega... Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    W WIKILEAKS, W ASSANGE
    non+autenticato
  • - Scritto da: elioculot
    > Scusatemi, ma non capisco tutto questo entusiasmo
    > per WikiLeaks che riesce a far vedere che "il re
    > è
    > nudo".
    > Da quando mondo è mondo chi governa ha dei
    > pensieri che non può e non deve comunicare ai
    > governati. La cosa può non piacere, ma ditemi chi
    > non ha sentito la necessità di confidare dei
    > pensieri sui propri cari che non dovevano
    > giungere alle loro orecchie! Chi non ha confidato
    > ad amici pensieri sul proprio coniuge o sui
    > propri figli che non voleva arrivassero da
    > nessun'altra parte. La potenza della confessione
    > cattolica sta proprio in questa necessità di
    > esprimere i propri pensieri
    > liberamente.
    > E' evidente che i cosiddetti "servizi
    > diplomatici" sono cose umane, gestite da persone
    > magari dal cervello limitato, ma che confidano di
    > poter parlare in
    > segreto.
    > Uno che decide di divulgare queste informazioni
    > che venivano divulgate sotto segreto cosa può
    > ottenere?
    > Secondo me questo
    > 1. dimostrare che molti dei diplomatici sono di
    > levatura molto molto inferiore a quello che
    > alcuni pensano (ma i signori di Weakileaks sono
    > sicuri di essere di levatura
    > superiore?)
    > 2. mettere in difficoltà tanta gente, più o meno
    > intelligente, che ha dato il giusto peso alle
    > comunicazioni ricevute e quindi non le ha prese
    > in considerazione, dicendo che invece le
    > comunicazioni "riservate" sono automaticamente
    > accettate dai superiori
    >
    > 3. pensare che diffondere qualsiasi stupidaggine
    > scritta da qualsiasi persona del governo aiuti a
    > migliorare la trasparenza degli atti
    > gocernativi.
    > Secondo me, l'unica cosa che otterranno questi
    > signori, sarà di contribuire ad aumentare i
    > controlli su Internet; in altre parole WeakiLeaks
    > otterrà di dar adottare in cerchi concentrici i
    > controlli su Internet che già vengono da stati
    > come Cina, Corea, Iran
    > eccetera.
    > Questo è almeno quello che penso io.

    Non sono d'accordo con niente di quello che hai scritto. Si può dire "antiquoto"?Con la lingua fuori
    Funz
    12946
  • Insomma, la diplomazia americana sarebbe composta da un branco di imbecilli che mandano in patria gli articoli ritagliati da novella 2000...
    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    La realtà è che finalmente la verità viene a galla e tutti possono vedere, nero su bianco, il marcio che c'è sotto. Come, tanto per fare un esempio di casa nostra, gli intrallazzi affaristici tra berlusconi e quegli insulti ai diritti umani che sono putin e gheddafi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: elioculot
    > Scusatemi, ma non capisco tutto questo entusiasmo
    > per WikiLeaks che riesce a far vedere che "il re
    > è nudo".
    > Da quando mondo è mondo chi governa ha dei
    > pensieri che non può e non deve comunicare ai
    > governati. La cosa può non piacere, ma ditemi chi
    > non ha sentito la necessità di confidare dei
    > pensieri sui propri cari che non dovevano
    > giungere alle loro orecchie! Chi non ha confidato
    > ad amici pensieri sul proprio coniuge o sui
    > propri figli che non voleva arrivassero da
    > nessun'altra parte.

    Concordo. C'è anche chi sostiene che sia meglio non rivelare al partner che l'ha tradito, sebbene invece altri sostengano che sia meglio dirlo.
    Quello che è certo è che tutti abbiamo esperienza del dubbio: in talune occasioni, è meglio dire la verità o non dirla?

    > 2. mettere in difficoltà tanta gente, più o meno
    > intelligente, che ha dato il giusto peso alle
    > comunicazioni ricevute e quindi non le ha prese
    > in considerazione

    Sorride
    Sulla questione mi veniva in mente questo. La mia esperienza lavorativa (plurima, ho varie esperienze) mi dice che sei vuoi fare carriera quasi sempre è importante non quello che fai, ma la "fuffa" che ci metti di contorno. Un diplomatico serio che non dia peso a certe cose e quindi magari stia spesso "zitto", probabilmente viene superato da uno "iperattivo" che su ogni stupidaggine fa un dossier.. semplifico per sintesi.

    > Questo è almeno quello che penso io.

    Per fortuna, al momento possiamo ancora esprimere quello che pensiamo.
    non+autenticato
  • Sono d'accordo soprattutto sul come viene valutato il proprio lavoro.
    Ricordo una ditta di informatica che valutava i programmatori sulla base del numero di istruzioni scritte alla settimana. Sulle prestazioni del programma ovviamente nessuno sindacava!
    Scommetterei che in molti uffici dei Ministeri degli esteri uno dei metri di valutazione dei funzionari è il numero dei rapporti scritti, dato che il numero è più facile da controllare della qualità del contenuto.
    Sperabilmente (forse mi illudo) c'è anche qualcuno che sa distinguere la fuffa dalle informazioni utili e importanti.
  • http://www.guardian.co.uk/

    (e da notare, e ricordare, che il Guardian sta seguendo con meticolosa attenzione tutta la vicenda WikiLeaks. Complimenti. Anche a Punto Informatico ovviamente)

    piccola considerazione:

    quello che sta succedendo e' davvero molto grave e in generale estende e amplia a praticamente tutta l'informazione 'ufficiale' il mio piu' totale disgusto e disinteresse.
    non+autenticato
  • Quoto sul disgusto, invece sul disinteresse un po meno, se fanno quello che fanno è grazie al disinteresse comune, già il fatto che ci siano dei segreti per il popolo non va bene, perchè devono ommeterci notizie?

    Il problema è proprio questo, che con la segretezza coprono qualunque cosa!!
    non+autenticato
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