Raffaella Gargiulo

UE, multe antitrust al cartello degli LCD

Sei aziende coinvolte e cinque ad essere multate dal provvedimento continentale. Samsung ottiene l'immunitÓ per aver fornito informazioni sul cartello. Multa salatissima per Chimei Innolux

Roma - Cinque produttori asiatici di pannelli LCD sono stati multati dalla Commissione Europea per aver costituito un cartello sui prezzi, ovvero per essersi accordati tra loro per mantenere i prezzi artificialmente alti per trarne maggiore profitto. Ad annunciarlo è stato il commissario europeo Antitrust, Joacquin Almunia, specificando che ad essere colpiti dalla multa di 649 milioni di euro sono state cinque case costruttrici della Corea del Sud e di Taiwan: AU Optronics, Chimei InnoLux Corporation,Chunghwa Picture Tubes e HannStar Display Corporation, e la nota marca sud coreana LG Display.

Nel provvedimento è stata citata anche Samsung Electronics per aver preso parte al cartello. L'azienda però ha ottenuto l'immunità completa per essere stata la prima a fornire alla Commissione informazioni sull'esistenza di tale misura restrittiva della concorrenza. Allo stesso modo, le ammende contro LG, AU Optronics e Chunghwa sono state tutte ridotte per la loro collaborazione alle indagini.
Chimei InnoLux è stata l'azienda a ricevere la multa più alta (300 milioni di euro), seguita da LG Display (215 milioni),AU Optronics (116,8 milioni), Chunghwa Picture Tubes (9 milioni) e infine HannStar Display Corporation (8,1 milioni).

Le società in questione - secondo quanto riportato dalla Commissione Europea - hanno concordato i prezzi, fasce alte e minime, si sono scambiate informazioni sui piani di produzione e su altre condizioni commerciali per un lungo periodo che va dall'ottobre 2001 al febbraio 2006. Le aziende hanno organizzato circa 60 incontri, denominati "incontri di Cristallo", principalmente in hotel di Taiwan. Le indagini svolte hanno inoltre confermato che i partecipanti erano consapevoli di infrangere le regole della concorrenza ai sensi delle norme UE e avevano, per tale ragione, provveduto a nascondere la sede e i dati significativi fuoriusciti a fine incontri.
La Commissione a tal proposito ha citato un documento nel quale si "richiedeva a tutti di prendersi cura della sicurezza, della confidenzialità della materia e limitare le comunicazioni scritte, ricordando l'indagine sul mercato DRAM iniziata nel 2002". Inoltre, l'ente continentale ha dichiarato che il cartello ha avuto un impatto diretto sui consumatori europei, in quanto la stragrande maggioranza di televisori, monitor di computer e notebook con i pannelli a cristalli liquidi che vengono venduti in Europa provengono dall'Asia. Il mercato valeva più di sette miliardi di euro per il periodo che il cartello è esistito.

Questa è la settima decisione di quest'anno contro le attività di cartello, e porta l'importo totale delle ammende nel 2010 a poco più di 3 miliardi di euro. Per i produttori di pannelli LCD questa non è la prima condanna: l'anno scorso Nokia denunciò otto produttori di LCD (Seiko, Epson, Hitachi, LG Display, Philips, Samsung, Sharp, Toshiba e Chunghwa Picture Tubes), accusati di far cartello e di fissare i prezzi di mercato. Circa 585 milioni la pena inflitta alle società per la partecipazione al "complotto". O ancora, nel 2008 il Dipartimento di Giustizia statunitense condannò tre grandi produttori di monitor a cristalli liquidi, LG Display, Chunghwa Picture Tubes e Sharp, a pagare 585 milioni di dollari. In quel caso fu LG Display, anche all'epoca coinvolta, a pagare la multa più alta: circa 400 milioni di dollari.

Raffaella Gargiulo
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