Alfonso Maruccia

Wireless europeo, una tassa per la crescita

I carrier del Vecchio Continente suonano i tamburi di guerra e chiedono a Google, Apple e agli altri di contribuire economicamente alle infrastrutture. I provider vogliono far pagare tutti, anche gli utenti

Roma - Nuovo assalto dei carrier di telefonia cellulare contro l'accresciuto consumo di banda da parte dei siti web e i servizi di distribuzione dei contenuti più usati in Rete. Questa volta le accuse di "abuso di banda" arrivano dai colossi della telefonia europea, compatti nel chiedere alle grandi aziende che operano online di contribuire con una tassa obbligatoria al miglioramento dell'infrastruttura di comunicazione.

France Telecom, Telefonica, Vodafone e Telecom Italia sono alcuni dei carrier decisi a richiedere il contributo monetario diretto di aziende del calibro di Google, Apple e Facebook, realtà economiche imponenti che gestiscono servizi sempre più usati dagli utenti di smartphone evoluti pienamente compatibili con il web moderno.

L'uso, anzi l'abuso di banda cresce al pari dei video caricati e visualizzati su YouTube o Facebook, dicono i carrier, e stando all'opinione dell'ad di Telecom Italia Franco Bernabè la necessità di far fronte ai continui aggiornamenti infrastrutturali alla lunga porterà "alla compromissione della sostenibilità dell'attuale modello di business per le società di telecomunicazione".
A Bernabè fa eco l'amministratore di France Telecom Stephane Richard, che accusa i fornitori di servizio di "inondare le reti senza alcun incentivo a limitare la banda". Un sistema di pagamento in relazione a questo genere di utilizzo del traffico è secondo Stephane Richard "necessario", un'opinione condivisa dal collega Cesar Alierta (CEO della spagnola Telefˇnica) che definisce l'abuso gratuito dei network "una tragedia" che "non può continuare".

Nei piani di tassazione obbligatoria dei provider non ci sono solo le grandi aziende ma anche gli utenti finali: France Telecom ha già detto di essere pronta a passare a un nuovo modello di gestione delle connessioni, alternativo all'"approccio illimitato" e più sofisticato, che lavori in relazione a quanta banda viene fornita per la navigazione e in che modalità.

Alfonso Maruccia
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67 Commenti alla Notizia Wireless europeo, una tassa per la crescita
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  • Per come la vedo io, le infrastrutture chiave (rete elettrica, acquedotti, telefonia/dati, strade) dovrebbero essere pubbliche e lo Stato dovrebbe offrire la connettività base gratuitamente a tutti i cittadini che ne fanno richiesta.

    Se un cittadino desidera dei servizi più "articolati" (banda larga, ipTV ecc.), ecco il libero mercato. Le telco, appoggiandosi alla rete pubblica, offrono tutti gli extra che vogliono.

    Il problema dell'infrastruttura è risolto, il servizio base è garantito a tutti a costo zero e lo Stato, con la sua offerta minima, non entra in concorrenza con le telco, ma anzi fa da volano alla vendita di connettività extra.

    Liberal-statalismo!
    non+autenticato
  • Il problema è che noi (italiani) siamo, anche a causa di una pessima gestione della cosa pubblica, caduti con entrambi i piedi in un vortice anti-statalista.
    Sentimento che in realtà si è rivelato completamente idiota, perché uno stato che non ha potere su quelle risorse considerate "stategiche", non è in grado di garantire alcun servizio materiale se non tramite la tassazione dei beni e del reddito.
    In tempi di vacche grasse può anche andare, ma in momenti di crisi economica ci si ritrova con le chiappe all'aria: come noi ora.

    Alla fine della fiera siamo passati in TROPPI casi da un monopolio di stato (su cui comuqnue si poteva esercitare un controllo) ad un monopolio privato, dove il "privato" fa il bello ed il cattivo tempo: a spese nostre.
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    Modificato dall' autore il 11 dicembre 2010 02.03
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    Ubunto
    1350
  • Infatti... con la solita tiritera "eh ma nel pubblico non funziona nulla ci sono sprechi vedi invece come col privato si riga dritti"... seeeeeeeee e le marmotte....

    Il privato se ne sbatte anche piu' del pubblico e dal pubblico attinge come una zanzara. Senza contare poi che le privatizzazioni per come sono state fatte sono stati dei regaloni spaventosi ai privati... prezzi da mercatino cinese... Quindi ce lo siamo presi in quel posto da mille direzioni e ripetutamente...
    non+autenticato
  • Aggiungo anche sono passati ai privati i soli servizi redditivi. Quelli in perdita sono rimasti allo Stato. E tutti, destra e sinistra, hanno promosso le privatizzazioni come se fossero la panacea ai mali dell'Italia. Così siamo passati dal monopolio statale al mono-oligopolio privato. Vale a dire, dalla padella alla brace, quando il nocciolo della questione non è il dilemma pubblico-privato (liberalismo vs statalismo), ma è l'etica, la qualità della governance e la social responsibility, tanto dei privati quanto degli amministratori pubblici. Le variabili che decidono la qualità di un servizio sono sempre due: le politiche e le persone. E la variabile più importante è sempre quella umana.
    non+autenticato
  • Esatto... e visto che la natura umana è quella che è da sempre... stiamo freschiOcchiolino
    non+autenticato
  • > il servizio base è garantito a tutti a costo zero

    Ma prima o dopo che le marmotte hanno finito di incartare la cioccolata?
    pippuz
    1260
  • No perche' gli tremano le mani di continuo e non finiscono mai!:)))
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippuz
    > > il servizio base è garantito a tutti a costo
    > zero
    >
    > Ma prima o dopo che le marmotte hanno finito di
    > incartare la
    > cioccolata?

    Io credo che avverrà dopo. Mi spiego. Un possibile scenario è quello della differenziazione degli investimenti, perché il mono/oligopolio paga finché il settore tira. Alla minima crisi di un settore il mono/oligopolista resta in braghe di tela. Ergo, i mono/oligopolisti stanno (lentamente e faticosamente) realizzando che è meno rischioso avere il 5% in 20 settori diversi, piuttosto che il 100% in uno solo. Quindi prevedo nel medio-lugo periodo un ridimensionamento delle società mono/oligopoliste nel primitivo settore di appartenenza e un moltiplicarsi degli operatori di quel settore. A quel punto, quando nessun operatore sarà in grado di sostenere da solo gli investimenti per le infrastrutture, le strade saranno due: joint venture private (o miste pubblico-privato) oppure la cessione dell'intera infrastruttura al settore pubblico.
    non+autenticato
  • E nel secondo caso da te illustrato... ovviamente rivendono a prezzi UFO!;)
    non+autenticato
  • - Scritto da: AllYourBase AreBelongT oUs
    > - Scritto da: pippuz
    > > > il servizio base è garantito a tutti a costo
    > > zero
    > >
    > > Ma prima o dopo che le marmotte hanno finito di
    > > incartare la
    > > cioccolata?
    >
    > Io credo che avverrà dopo. Mi spiego. Un
    > possibile scenario è quello della
    > differenziazione degli investimenti, perché il
    > mono/oligopolio paga finché il settore tira.
    ?
    In che senso? Quale parte di risorsa strategica non ti è chiara?
    Gli oligopolisti, al massimo, tenteranno di abbattersi a vicenda per tenersi quello che rimane del mercato perché nell'ottica della massimizzazione del profitto (cioè quella di un monopolista) la parola investimento equivale a perdita secca.

    > Alla
    > minima crisi di un settore il mono/oligopolista
    > resta in braghe di tela. Ergo, i
    > mono/oligopolisti stanno (lentamente e
    > faticosamente) realizzando che è meno rischioso
    > avere il 5% in 20 settori diversi, piuttosto che
    > il 100% in uno solo.
    Ma anche no e nel caso delle TLC possono "dare il contentino" alle città più grosse e lasciare in braghe di tela il resto del paese.

    > Quindi prevedo nel
    > medio-lugo periodo un ridimensionamento delle
    > società mono/oligopoliste nel primitivo settore
    > di appartenenza e un moltiplicarsi degli
    > operatori di quel settore.
    Sara' un periodo bello lungo, prima dovremo liberarci di tutte quelle leggi e leggine che pongono pesanti barriere all'ingresso di altri operatori nel mercato TLC.

    > A quel punto, quando
    > nessun operatore sarà in grado di sostenere da
    > solo gli investimenti per le infrastrutture,
    ne sei sicuro?
    Chi e' che ha nominato FON prima?

    > le
    > strade saranno due: joint venture private (o
    > miste pubblico-privato) oppure la cessione
    > dell'intera infrastruttura al settore
    > pubblico.
    Secondo me invece saranno rafforzate le misure "protezionistiche" a difesa dell'oligopolio, le tariffe aumenteranno mascherate da miglioramenti del servizio come il passaggio da alice 7mega a alice 20mega e tutto continuerà ad andare allegramente a rotoli.

    GTFS
    non+autenticato
  • ... e su servizi a valore aggiunto (e a PAGAMENTO) per attirare potenziali clienti CONSAPEVOLI del fatto che l' attuale infrastruttura non poteva reggere l' enorme mole di traffico dati che si stava generando e adesso piangono miseria?

    Se di libero mercato si tratta allora facciano pagare di più a chi utilizza questi servizi in modo più intensivo così il mercato stesso si autoregolamenterà su livelli sostenibili.
    non+autenticato
  • l'abuso gratuito dei network "una tragedia" che "non può continuare"
    Quale abuso e quale gratuito?
    L'utenza paga (e profumatamente) le connessioni wireless dati e con tariffe a parte e neppure FLAT!
    In cosa consiste "l'abuso"? nell'adempimento da parte dei carrier dei loro obblighi contrattuali?
    Ma che cavolo vogliono questi già gli si lascia lucrare in modo vergognoso sul "traffico SMS" che fanno pagare in modo scandaloso rispetto a quello normale!
    ebbasta!!
    non+autenticato
  • per loro skype, watsapp e viber sono abuso
    non+autenticato
  • - Scritto da: pietro
    > per loro skype, watsapp e viber sono abuso

    Ma va' là... Non sanno nemmeno che cosa sono. Anzi, meglio non parlarne proprio, così non se ne accorgono e noi possiamo continuare a risparmiare sulle chiamate.
    non+autenticato
  • Passiamo tutti a Fon e il mobile ce lo facciamo noi con il WiFi, poi vedi come abbassano le pretese
    non+autenticato
  • ... però se fossi Apple, Google e Facebook chiederei anche una parte dei loro profitti.
  • si infatti, che senso ha?
    si e' creato un mercato nuovo grazie a queste aziende che creano servizi online, i gestori telefonici ci guadagnano sopra grazie alla richiesta di connettivita' che prima non esisteva, e si lamentano pure.. (perche' dubito fortemente che vadano in perdita)
    ora, non e' che spendendo soldi per gli spot di totti e compagnia bella il mio accesso ad internet mobile vada piu' veloce eh.. anzi.. invogliano ancora piu' persone ad abbonarsi a qualche offerta internet, quindi teoricamente vanno ad aggravare una situazione che a parer loro non e' piu' sostenibile.
    non capisco con che coraggio avanzino queste pretese (e noi paghiamo..)
    si stava meglio quando si stava peggio e non ci sono piu' le mezze stagioni
    non+autenticato
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