Roma - L'avvocato generale della Corte europea di giustizia Niilo Jaaskinen
ha detto che la casa di cosmetica
L'Oreal perfumes può
proibire la vendita su eBay di campioni omaggio e prodotti originariamente previsti per il mercato non europeo. Ciò non significa, però, che eBay non possa utilizzare parole chiave per l'advertising collegate direttamente ai marchi
L'Oreal.
L'azienda francese era ricorsa alla giustizia europea chiedendo il risarcimento di 3,5 milioni di euro dal sito d'aste online colpevole, secondo l'accusa, di favoreggiamento nel commercio di cosmetici contraffatti. La Corte di Giustizia cui si era rivolta dopo aver incassato le sconfitte davanti ad
un tribunale francese, uno belga e ad
uno britannico sta ora affrontando il caso
orientandosi sempre verso
la non responsabilità di eBay nei casi di contraffazione perpetrati dai suoi utenti e nei casi in cui il sito di ecommerce ha utilizzato il marchio L'Oreal nei suoi servizio per l'advertising su servizio come AdWords.
Uno degli avvocati generali ha tuttavia
sottolineato che la situazione potrebbe essere diversa non solo nel caso in cui (in qualità di fornitore del servizio) l'intermediario non adotti le necessarie misure una volta individuato una trasgressione, ma anche nei casi in cui,
in presenza di una violazione reiterata (e appurata), non pensi alla prevenzione.
Tiffany negli Stati Uniti (
uscita sconfitta in tutti i gradi di giudizio), nonché Hermès e Louis Vuitton in Francia, sono le altre marche che hanno chiesto la
responsabilizzazione degli intermediari e-commerce e queste ultime due si sono, in parte,
viste dare ragione.
Ora è
attesa per i prossimi mesi la nuova decisione della Corte di Giustizia europea sul tema. Anche perché
solitamente le opinioni degli avvocati generali sono prese in considerazione.
Claudio Tamburrino