Guido Scorza

AGCOM, enforcement e libertÓ

di G. Scorza - L'autoritÓ garante sta per tracciare il futuro dell'enforcement del diritto d'autore in Italia. Si profilano disconnessioni o si tutelerÓ l'utente? Alcuni pilastri dai quali non si dovrebbe prescindere

Roma - Un'intervista, pubblicata ieri, al Commissario Enzo Savarese, uno dei membri dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha riaperto il dibattito sullo schema di Regolamento sul quale l'AGCOM dovrebbe promuovere, il prossimo 17 dicembre, una consultazione pubblica allo scopo di poter varare il provvedimento in materia di enforcement dei diritti d'autore che l'art. 6 del famigerato Decreto Romani le impone di adottare.
Nell'intervista il Commissario sembra voler rassicurare gli utenti della Rete circa il fatto che l'Autorità intende assumere posizioni garantiste e che il modello di riferimento non sarà, in nessun caso, la francese Hadopi.

Stefano Quintarelli, sul suo blog, nel commentare l'intervista del Commissario Savarese attraverso un paio di virgolettati, sebbene usando il condizionale, avanza qualche dubbio circa il fatto che il Regolamento al quale l'AGCOM starebbe lavorando sia davvero garantista quanto riferito da Savarese. D'altra parte segnali analoghi aveva già lanciato Alessandro Longo qualche settimana fa, pubblicando alcuni stralci di un prima schema di regolamento al quale, pare, AGCOM stesse all'epoca lavorando.

Che abbia ragione il Commissario Savarese nello sforzarsi di distendere gli animi rassicurando tutti circa le "buone" intenzioni dell'Autorità o, piuttosto, le voci in circolazione a suggerire di attendere prima di tirare un sospiro di sollievo, l'occasione è comunque utile - alla vigilia del Consiglio AGCOM dal quale dovrà uscire lo schema di regolamento da discutere - per chiarire alcuni profili della questione che sarebbe opportuno l'Autorità tenesse nel debito conto sin d'ora.
Andiamo con ordine e cominciamo da un principio che dovrebbe essere ovvio ma, sempre più di frequente, sembra dimenticato dai più.
Ogni contenuto audiovisivo pubblicato in Rete costituisce, innanzitutto, una forma di manifestazione del pensiero di qualcuno e, dunque, una tessera di quello straordinario puzzle dello spazio pubblico dell'informazione che, probabilmente, rappresenta una delle conquiste più preziose rese possibili attraverso Internet. Si sbaglierebbe, quindi, nel guardare a queste tessere solo come ad un insieme di suoni ed immagini di proprietà di qualcuno e, magari, rubate da qualcun altro.
Dettare le regole relative all'enforcement dei diritti d'autore in Rete, come il Decreto Romani impone all'AGCOM di fare, pertanto, non significa semplicemente occuparsi di come garantire alle major dell'audiovisivo un adeguato ritorno dei propri colossali - ed in molti casi, ormai, inutili - investimenti ma, anche e soprattutto, preoccuparsi di scongiurare il rischio che il diritto d'autore divenga strumento - diretto o indiretto - di controllo sull'informazione diffusa nello spazio telematico.
Ad un tempo non si può e non si deve dimenticare che l'obiettivo ultimo della disciplina sul diritto d'autore è quello di garantire a quanti più cittadini possibile l'accesso al nostro patrimonio artistico-culturale e non già quello di assicurare il maggior possibile profitto ai titolari dei diritti.

Tali considerazioni sono, da sole, sufficienti a far comprendere quanto grande sia stato l'errore commesso dal nostro legislatore nel delegare ad un'Autorità amministrativa il compito di dettare le regole dell'enforcement dei diritti d'autore in Rete.
Governace dello spazio pubblico dell'informazione, bilanciamento tra libertà di manifestazione del pensiero di milioni di cittadini e diritti patrimoniali di pochi e, per finire, massimizzazione della circolazione dei prodotti culturali nello spazio telematico sono infatti temi che avrebbero meritato un ampio ed approfondito dibattito parlamentare.
Tanto basta per suggerire all'AGCOM di adottare, nell'avvicinarsi al problema, un profilo davvero basso, oserei dire quasi invisibile, e soprattutto di rifuggire l'idea di guardare all'enforcement dei diritti d'autore come ad una questione di tecnica.

C'è poi una seconda questione di principio che è bene l'Autorità tenga a mente prima di ipotizzare qualsivoglia genere di disciplina della materia.
Nessuno, allo stato - nonostante le parole del Commissario Savarese secondo il quale l'infrastruttura di rete italiana sarebbe lenta, inefficiente ed al collasso per colpa del download illegale - si è preso la briga di indagare a fondo le dinamiche di circolazione dei contenuti audiovisivi nello spazio telematico né di interrogarsi circa le conseguenze negative che tale download effettivamente produce al mercato di riferimento.
Tale incertezza del contesto di mercato è un dato, peraltro, condiviso dalla stessa AGCOM nello studio pubblicato nella scorsa primavera.
Si sbaglierebbe, pertanto, oggi se si dimenticassero tali buoni propositi e si volesse provare, comunque, a disciplinare una materia della quale si è consapevolmente ignoranti.

Ancora un principio da non dimenticare.
Il Commissario Savarese, nella sua intervista, fa riferimento esplicito al P2P ed ad altre piattaforme che renderebbero possibile e/o agevolerebbero l'accesso illegale a materiale protetto da diritto d'autore. A leggere le parole del Commissario Agcom e quelle ulteriori rimbalzate in Rete, vien da pensare che in Agcom stiano ipotizzando di dotarsi di poteri idonei ad intervenire direttamente - magari tramite gli ISP - per la limitazione dell'accesso degli utenti a taluni servizi, protocolli o piattaforme.
Guai a dimenticare che la tecnologia è sempre neutra e che sono, eventualmente, le sue forme di utilizzo a poter risultare lecite o illecite con la conseguenza che sarebbe un errore continuare a pensare che ci siano tecnologie cattive solo perché spesso utilizzate da presunti pirati.
Sin qui per quanto riguarda i principi.

Veniamo ora alle regole.
Il diritto d'autore è uno dei tanti beni giuridico-economici, ritenuti meritevoli di tutela dall'ordinamento e contro le cui violazioni è importante apprestare - specie nella società dell'informazione - adeguate forme di repressione delle eventuali violazioni. Non sussiste tuttavia nessuna ragione per adottare, in relazione a tali violazioni, uno speciale regime repressivo, diverso da quello elaborato per ogni altro reato contro il patrimonio. Non siamo di fronte ad un diritto sovra-ordinato e non c'è pertanto nessuna ragione perché l'AGCOM si sostituisca all'Autorità giudiziaria nell'accertamento delle eventuali violazioni e, soprattutto, nell'adozione di provvedimenti di natura inibitoria relativi alla diffusione di questo o quel contenuto. Provvedimenti che, per quanto detto, si traducono in ultima analisi in una limitazione della libertà di manifestazione del pensiero di qualcuno.

L'auspicio è pertanto che l'Autorità, nello schema di Regolamento, si limiti a disciplinare modalità e processi che l'aiutino - ed aiutino tutti gli operatori - a comprendere a fondo, attraverso monitoraggi o analoghe soluzioni, le dinamiche della circolazione dei contenuti audiovisivi nello spazio telematico e, quindi, rinvii ad un momento successivo rispetto all'accertamento di tali dinamiche l'adozione di qualsiasi provvedimento.
A volte aver il coraggio di ammettere di non sapere è il primo passo per la comprensione di un fenomeno e per l'individuazione di eventuali risposte e soluzioni.

Non resta che stare a guardare cosa accadrà il 17 dicembre, con la speranza che il buon senso prevalga su talune istanze che ormai appartengono più alla storia che al presente, e che sarebbe un peccato divenissero la base per la regolamentazione del futuro.

Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione
www.guidoscorza.it
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54 Commenti alla Notizia AGCOM, enforcement e libertÓ
Ordina
  • non è quello che viene paventato dai diplomatici americani come esempio per la censura nel regime cinese?
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 14 dicembre 2010 22.03
    -----------------------------------------------------------
    Ubunto
    1344
  • Egregio scorza, sono sicuro che se il suo ruolo non fosse quello di stare seduto dietro ad una scrivania con un bel PC a scrivere certe cose nel suo blog o in questo come nella bella foto che sfoggia, ma fosse quello di guadagnarsi la pagnocca tutti i giorni LAVORANDO dentro un negozio 10/12 ore al giorno dietro ad un banco, piuttosto che a smistare merce in un magazzino, o a replicare CD, DVD, BLU RAY in un' azienda di replicazione, o magari a vendere libri in qualche libreria, certe cose non le scriverebbe neanche in sogno. Per fortuna, certi ruoli le persone come lei non li ricopriranno mai, si dovranno solo accontentare di scrivere, tutto sommato le parole non fanno male a nessuno. tanti auguri per il suo lavoro...
    non+autenticato
  • hai dimenticato di firmarti : "un videotechino esagitato"
    non+autenticato
  • Oppure trollinoA bocca aperta
    Sgabbio
    26178
  • Io sono sicuro che non sai quasi leggere né capire il poco che comprendi dalla lettura.
    Ubunto
    1344
  • Ma forse lei è amico di quel gran MALEDUCATO che nel forum videoteche OFFENDE Scorza con toni criticati dal moderatore del forum stesso?
    non+autenticato
  • [quote]styx: hai dimenticato di firmarti : "un videotechino esagitato"

    Sqabbio: Oppure trollino

    Ubunto: Io sono sicuro che non sai quasi leggere né capire il poco che comprendi dalla lettura.

    nr 0110 :Ma forse lei è amico di quel gran MALEDUCATO che nel forum videoteche OFFENDE Scorza con toni criticati dal moderatore del forum stesso?
    [/quote]

    ma chi siete ? i topolini che seguono le sinfonie del pifferaio magico Sorride

    nr 0110, ti do un consiglio, cambiati nick, le persone non sono numeri...
    non+autenticato
  • > ma chi siete ? i topolini che seguono le sinfonie
    > del pifferaio magico
    > Sorride

    No: siamo gente che non la pensa come te.
    non+autenticato
  • > nr 0110, ti do un consiglio, cambiati nick, le
    > persone non sono
    > numeri...

    E nemmeno ladri.
    non+autenticato
  • Credo che dopo il voto di oggi alla Camera ci siano pochi dubbi su cosa varerà l'Agcom.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alessio
    > Credo che dopo il voto di oggi alla Camera ci
    > siano pochi dubbi su cosa varerà
    > l'Agcom.

    In campagna elettorale? Sicuro?
    No, sai, con tre voti non governi e chi pensa di stravincere si sta fregando le mani.
    non+autenticato
  • AGCOM non lederà alcun diritto, più volte è stato dimostrato come nel caso di un minimo dubbio si sia pronti a fermare il tutto e ridiscutere, anche questa volta è stato fatto così, questo garantisce ogni libertà, eccetto quella di scaricare materiale protetto da diritto d'autore.

    Proprio ieri discutevamo dell'impatto sul nostro progetto della nuova normativa.
    non+autenticato
  • Certo certo... non prenderti troppo seriamente mi raccomando
    non+autenticato
  • se non lo credessi seriamente non starei quì.
    non+autenticato
  • - Scritto da: spacevideo
    > AGCOM non lederà alcun diritto, più volte è stato
    > dimostrato come nel caso di un minimo dubbio si
    > sia pronti a fermare il tutto e ridiscutere,
    > anche questa volta è stato fatto così, questo
    > garantisce ogni libertà, eccetto quella di
    > scaricare materiale protetto da diritto
    > d'autore.

    Credici e intanto pensa alla finestra di Tron Occhiolino
    non+autenticato
  • l'accorciamento delle windows è stata una delle prime richieste da noi fatte alle major proprio per contrastare la pirateria, più tempo intercorre fra uscita al cinema e gli altri canali e più spazio ha la pirateria di agire.

    Non vedo comunque come la finestra di Tron sia legata alla discussione.
    non+autenticato
  • Lo vedo io: voi avete cercato di ridurre le window, e non ci siete ancora riusciti.

    Megavideo e il P2P hanno già ottenuto questo risultato (la window è inesistente).

    Quindi, chi offre un servizio migliore? Voi o Megavideo?

    Se noi utenti dobbiamo scegliere (o chiude megavideo, o chiudono le videoteche), scegliamo di chiudere le videoteche, e di tenerci megavideo, perchè megavideo offre un servizio migliore, e a condizioni più convenienti.
    non+autenticato
  • > Se noi utenti dobbiamo scegliere (o chiude
    > megavideo, o chiudono le videoteche), scegliamo
    > di chiudere le videoteche, e di tenerci
    > megavideo, perchè megavideo offre un servizio
    > migliore, e a condizioni più
    > convenienti.

    Infatti: grazie alla pirateria è il consumatore a dettare le regole e le case si devono adeguare per esempio offrendo i prodotti a prezzi più convenienti o più in fretta o gratis con pubblicità o con abbonamenti flat come fanno su Hulu e Netflix.
    non+autenticato
  • - Scritto da: spacevideo
    > l'accorciamento delle windows è stata una delle
    > prime richieste da noi fatte alle major proprio
    > per contrastare la pirateria, più tempo
    > intercorre fra uscita al cinema e gli altri
    > canali e più spazio ha la pirateria di
    > agire.

    Peccato che non lo diano a VOI ma al vod su Internet e di questo vi lamentate perché pretendete di esserci voi dopo il cinema. Addirittura un tuo collega sostiene che senza la pirateria i film andrebbero dopo sulle paytv. Ottima dimostrazione che la pirateria ha avvantaggiato anche
    chi compra. Bravi!Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: 0110
    > - Scritto da: spacevideo
    > > l'accorciamento delle windows è stata una delle
    > > prime richieste da noi fatte alle major proprio
    > > per contrastare la pirateria, più tempo
    > > intercorre fra uscita al cinema e gli altri
    > > canali e più spazio ha la pirateria di
    > > agire.
    >
    > Peccato che non lo diano a VOI ma al vod su
    > Internet e di questo vi lamentate perché
    > pretendete di esserci voi dopo il cinema.
    > Addirittura un tuo collega sostiene che senza la
    > pirateria i film andrebbero dopo sulle paytv.
    > Ottima dimostrazione che la pirateria ha
    > avvantaggiato
    > anche
    > chi compra. Bravi!Sorride

    nonostante tutta la vostra "intelligenza" cibernetica e nonostante tutta la CULtura che vi siete scambiati tra internauti in questo ultimi decennio, mi viene da pensare che, o fate finta di non capire, o non avete capito che, i tanto da voi odiati video-noleggini, vogliono semplicemente che termini il gratis sulla rete, poi se i numeri come te vorranno PAGARE per il VOD, o per le PAYTV, e non andare in VIDEOTECA, ai video-noleggini non gliene frega un emerito caXXo, quello che interessa ai video-noleggini è che i numeri come te COMINCINO AD APRIRE IL PORTAFOGLI !!
    CAPITO MI HAIIIIIIII ?????????????????????
    Ciao Occhiolino
    non+autenticato
  • > non avete capito che, i tanto da
    > voi odiati video-noleggini, vogliono
    > semplicemente che termini il gratis sulla rete,

    Io invece non voglio che termini, perchè a me il gratis piace.

    Perciò, se i videonoleggini cercano di toglierlo, io farò tutto il possibile perchè a terminare non sia il gratis sulla rete, ma l'esistenza dei videonoleggini.

    > poi se i numeri come te vorranno PAGARE per il
    > VOD, o per le PAYTV, e non andare in VIDEOTECA,
    > ai video-noleggini non gliene frega un emerito
    > caXXo, quello che interessa ai video-noleggini è
    > che i numeri come te COMINCINO AD APRIRE IL
    > PORTAFOGLI
    > !!

    E a quelli come me interessa che chi ragiona così COMINCI A CHIUDERE I BATTENTI !!

    > CAPITO MI HAIIIIIIII ?????????????????????

    Certo: grazie per avermi ricordato perchè ce l'ho tanto con voi. Ora non puoi più chiedermi "perchè ce l'hai con le videoteche? cosa ti hanno fatto?", perchè hai dato tu stesso la risposta.

    Il mondo sarà migliore, quando non ci sarete più.
    non+autenticato
  • > semplicemente che termini il gratis sulla rete,
    > poi se i numeri come te vorranno PAGARE per il
    > VOD, o per le PAYTV, e non andare in VIDEOTECA,
    > ai video-noleggini non gliene frega un emerito
    > caXXo, quello che interessa ai video-noleggini è
    > che i numeri come te COMINCINO AD APRIRE IL
    > PORTAFOGLI
    > !!
    > CAPITO MI HAIIIIIIII ?????????????????????
    > Ciao Occhiolino

    Vero tutto vero infatti:
    http://www.videotecheforum.it/index.php?showtopic=...
    http://www.videotecheforum.it/index.php?showtopic=...

    Comunque il gratis sulla Rete non finirà e se dovesse anche finire c'è tanto gratis sul DTT e nelle radio. Di certo a te non verranno soldi.
    non+autenticato
  • Ogni contenuto audiovisivo pubblicato in Rete costituisce, innanzitutto, una forma di manifestazione del pensiero di qualcuno e, dunque, una tessera di quello straordinario puzzle dello spazio pubblico dell'informazione che, probabilmente, rappresenta una delle conquiste più preziose rese possibili attraverso Internet. Si sbaglierebbe, quindi, nel guardare a queste tessere solo come ad un insieme di suoni ed immagini di proprietà di qualcuno e, magari, rubate da qualcun altro.

    Un'orgia di idiozie comuniste incastrate finemente, con l'unico scopo di mascherare una realtß apparentemente intangibile, quale quella virtuale, sotto un velo di romanticismo intellettuale.

    preoccuparsi di scongiurare il rischio che il diritto d'autore divenga strumento - diretto o indiretto - di controllo sull'informazione diffusa nello spazio telematico.

    e per quale motivo temete cosÝ tanto il controllo? una societß plagiata é una societß felice, ordinata, che non puˇ guardare al proprio futuro con occhi negativi, proprio perché convinta indirettamente ad avere una sola giusta visione delle cose.

    nessuno si è preso la briga di indagare a fondo le dinamiche di circolazione dei contenuti audiovisivi nello spazio telematico né di interrogarsi circa le conseguenze negative che tale download effettivamente produce al mercato di riferimento.

    é davvero necessario per capire che se ho scaricato un film dvdrip o un album musicale, poi non avrˇ nessun interesse ad andare a comprare le rispettive copie su supporto fisico? Rotola dal ridere
    il digital delivery mi sta bene, ma i provider dovrebbero essere assorbiti in un unico provider statale, il quale possa controllare che vengano utilizzati servizi a pagamento e non canali pirata.
  • > Un'orgia di idiozie comuniste incastrate
    > finemente, con l'unico scopo di mascherare una
    > realtß apparentemente intangibile, quale quella
    > virtuale, sotto un velo di romanticismo
    > intellettuale.

    [...]


    > il digital delivery mi sta bene, ma i provider
    > dovrebbero essere assorbiti in un unico provider
    > statale, il quale possa controllare che vengano
    > utilizzati servizi a pagamento e non canali
    > pirata.

    Comunista o troll? Occhiolino))
    non+autenticato
  • > Comunista o troll? Occhiolino))

    La seconda.
    non+autenticato
  • Mamma mia i primi tempi era realmente credibile...
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > Mamma mia i primi tempi era realmente credibile...

    Tu ti sei auto convinto che io sia un troll, perché non riesci ad accettare il fatto che esprimo concetti di una lungimiranza disarmante, e non riesci a capirli.
  • Non mi sono auto convinto, i fatti parlano per te, trolli proponendo misure assurde per creare flame.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: ostrega
    > - Scritto da: Sgabbio
    > > Mamma mia i primi tempi era realmente
    > credibile...
    >
    > Tu ti sei auto convinto che io sia un troll,
    > perché non riesci ad accettare il fatto che
    > esprimo concetti di una lungimiranza disarmante,
    > e non riesci a
    > capirli.

    Intanto critichi il comunismo e auspichi soluzioni comuniste.
    non+autenticato
  • > é davvero necessario per capire che se ho
    > scaricato un film dvdrip o un album musicale, poi
    > non avrˇ nessun interesse ad andare a comprare le
    > rispettive copie su supporto fisico?
    > Rotola dal ridere

    E' davvero difficile capire che non tutti hanno le possibilità economiche (soprattutto) per comprare CULTURA su supporto fisico, o di andare al cinema, con la conseguenza che potendo si comprerebbero solo alcuni contenuti di quelli che interessano ad un individuo, ad esempio un troll fascistello come te dovendo sborsare soldi per vedere un film o leggere un libro di sinistra, , anche solo per curiosità, preferirebbe invece comprare solamente "Mein Kampf" e si farebbe una visione sbagliata/distorta/parziale del pensiero di Destra.

    In altre parole l'accesso alla cultura di qualsiasi genere deve essere permessa a tutti in modo facile e conveniente, per non correre il rischio di avere a che fare con persone ignoranti.
    non+autenticato
  • ...persone ignoranti apparentemente più facili da gestire, ma in realtà delle vere e proprie mine vaganti! Aggiungo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: SCF IS EVIL
    >
    > In altre parole l'accesso alla cultura di
    > qualsiasi genere deve essere permessa a tutti in
    > modo facile e conveniente, per non correre il
    > rischio di avere a che fare con persone
    > ignoranti.

    Biblioteche? Un gruppo di persone paga i detentori dei diritti d'autore per avere un accesso condiviso alle informazioni per persone non in grado di pagarne l'accesso diretto. O forse sono pazzo: non pagare per niente chi fa questo lavoro inutile di creare libri, musica, o film e' una soluzione migliore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ostrega
    > Ogni contenuto audiovisivo pubblicato in Rete
    > costituisce, innanzitutto, una forma di
    > manifestazione del pensiero di qualcuno e,
    > dunque, una tessera di quello straordinario
    > puzzle dello spazio pubblico dell'informazione
    > che, probabilmente, rappresenta una delle
    > conquiste più preziose rese possibili attraverso
    > Internet. Si sbaglierebbe, quindi, nel guardare a
    > queste tessere solo come ad un insieme di suoni
    > ed immagini di proprietà di qualcuno e, magari,
    > rubate da qualcun
    > altro.

    >
    > Un'orgia di idiozie comuniste incastrate
    > finemente, con l'unico scopo di mascherare una
    > realtß apparentemente intangibile, quale quella
    > virtuale, sotto un velo di romanticismo
    > intellettuale.
    (cut)
    > é davvero necessario per capire che se ho
    > scaricato un film dvdrip o un album musicale, poi
    > non avrˇ nessun interesse ad andare a comprare le
    > rispettive copie su supporto fisico?
    > Rotola dal ridere
    > il digital delivery mi sta bene, ma i provider
    > dovrebbero essere assorbiti in un unico provider
    > statale, il quale possa controllare che vengano
    > utilizzati servizi a pagamento e non canali
    > pirata.

    Avete dimenticato di aggiungere dei "fortissimamente" nel vostro testo.

    Disprezziamo, alquanto, l'uso di termini anglofoni: invece di "digital delivery" trasporto digitale (poi, cosa si intende con "digitale"? qualcosa riguardante le dita? genere erbaceo della famiglia delle Scrophulariaceae?); invece di "provider" provveditore ed invece di ROTFL RPTDR (Rotolandosi Per Terra Dalle Risate).
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