Mauro Vecchio

Confindustria: fermate subito la pirateria

Urgente appello indirizzato all'Autorità Garante nelle Comunicazioni. Le associazioni dei produttori di contenuti vogliono il provvedimento previsto dal Decreto Romani

Roma - "I più importanti settori dell'industria culturale e d'intrattenimento", recentemente riunitisi presso l'Università Luiss di Roma per discutere di nuovi modelli di business per "lo sviluppo dei contenuti online sulle reti digitali". Confindustria Cultura Italia ha "ribadito con forza la necessità che AGCOM approvi a breve l'annunciato provvedimento che contiene misure incisive contro la pirateria digitale".

Un fenomeno illecito ormai estesosi a dismisura tra i meandri del web, da combattere - almeno secondo le principali associazioni dei produttori di contenuti - con uno specifico e diretto provvedimento. Quello stesso provvedimento in materia di enforcement che dovrebbe venir fuori dopo l'imminente avvio di una consultazione pubblica promossa dall'Autorità Garante nelle Comunicazioni. Come peraltro sarebbe imposto dall'articolo 6 del famigerato Decreto Romani.

"La pirateria digitale rappresenta oggi il principale ostacolo allo sviluppo del mercato legale, al rilancio dell'industria culturale e un freno all'innnovazione e alla creatività nel nostro paese - si può leggere in un comunicato di Confindustria Cultura Italia - È evidente come questo fenomeno sia diventato inaccettabile, divenendo una priorità per la comunità internazionale". Esempi sono stati fatti, in primis Inghilterra, Francia e Stati Uniti.
L'Italia - tramite AGCOM - avrebbe dunque l'opportunità di pronunciarsi con un provvedimento "in grado di tutelare il diritto d'autore sulle reti Internet". Tra queste forme di tutela, il blocco di tutti quei siti web macchiatisi di violazione del copyright. "Auspichiamo che il prossimo 17 dicembre AGCOM si pronunci per un provvedimento inibitorio volto a prevenire la reiterazione della violazione del diritto d'autore, magari seguendo a grandi linee quello già sperimentato con successo dai Monopoli di Stato (AAMS) per il contrasto delle scommesse online".

Secondo la visione delle associazioni riunite in Confindustria Cultura Italia, un simile provvedimento andrebbe "anche nel senso della sentenza della Cassazione sul caso The Pirate Bay che, come è noto, è bloccato dall'inizio del 2010 con un conseguente calo degli accessi dall'Italia di oltre il 60 per cento". Si attende ora l'avvio della consultazione promossa dall'Autorità.

Mauro Vecchio
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62 Commenti alla Notizia Confindustria: fermate subito la pirateria
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  • Non e' la pirateria che blocca o diminuisce le vendite.
    Sono gli alti costi di film videogiochi e quant'altro.
    Un gioco per la ps3 a 100 euro...ma sono pazzi?
    Quante persone possono permetterselo?
    Un film a 30 euro...ma sono tutti capolavori?
    Lo stato dovrebbe anche indagare sulle societa' discografiche e cinematografiche, andiamo a vedere quanto prendono i dirigenti di queste societa', quanti sono, cosa fanno....vediamo un po' i loro bilanci....quante auto di rappresentanza hanno, quanti viaggi di rappresentanza fanno, le spese rimborsate dalla societa'....
    Altro che scandalo...altro che casta !!!
    Con i livelli di vendita che hanno ed una gestione onesta ci sarebbe un dignitoso margine di profitto e prezzi onesti per noi.
    Il problema e' che non si accontentano mai e vogliono sempre di piu', a spese di noi consumatori....
    Andate a****** tenetevi i vostri prodotti, non compro piu' niente.
    non+autenticato
  • Negli USA: abbonamento di 8$/mese, enorme catalogo di film e serie TV in
    streaming 24h/24. Altro che Sky.
    Vogliamo qualcosa del genere pure in Italia, e poi possiamo parlare di acquistare in maniera legale.
    Ovviamente, vogliamo anche una connessione adatta.

    Non se ne parla nemmeno di sottostare a palinsesti, cataloghi meno che onni-comprensivi, limitazioni territoriali e stron*ate simili del secolo scorso, che su Internet ormai non hanno più nessunissima ragione di esistere.
    Funz
    13021
  • Parole Sante!
    Ma qua siamo in Itaglia, non in America...
    Se volevi effetti speciali dovevi nascere in quel luogo...
    Sorride
    non+autenticato
  • Inoltre, non vogliamo sentir parlare di drm, limitazioni all'uso, o "noleggio" con limiti di tempo. Se pensano di fare una cosa del genere, si meritano di stare a guardare impotenti mentre la vendita di contenuti crolla.
    non+autenticato
  • buuahahahhahahahaha
    che pindolotti questi qua!
    Ma veramente credo che con qualche legge si possa arginare il fenomeno pirataria?
    Iniziare a ripensare al modello di business attuale sarebbe già una grande vittoria mentale per questi caproni!
  • Non ci deve essere mercato, per i beni digitali. I beni digitali devono essere gratuiti.

    Chi lavora nella vendita dei contenuti non va tutelato, perchè fa un lavoro inutile: per definizione, infatti, pagare qualcuno per fare qualcosa che può essere fatto gratuitamente con meno sforzo è solo uno spreco. E gli sprechi vanno eliminati.
    non+autenticato
  • Bò io non la vedo così.
    Alla fine...se tutti scaricassero un film o una canzone...che senso avrebbe crearla e spenderci milionate di dollari per farne un capolavoro??
    Perchè creare Matrix, buttare milionidi dollari nel cesso se poi so che non mi ritornerebbe nulla in tasca?
    Cioè...state cercando di far passare la pirateria come una pratica giusta e normale.
    Non so che lavoro fate, ma se costruisse mobili a regola d'arte e di alta qualità trovereste normale che qualcuno entra, si prende due sedie e se le porta a casa sua senza pagare??
    Parlate di opere DIGITALI, ma per crearle mica hanno usato mezzi e soldi digitali!!!
    Questo non vuol dire che io sia pulito, ma avessi la possibilità di farlo mi comprerei ogni singola cosa legalmente piuttosto che scaricandola.

    I miei progetti, planimetrie, rendering ecc sono tutti digitali....e quindi?? Quindi il mio cliente può prendersi i miei disegni e mesi di lavoro gratis solo perchè sono digitali??

    Ma non dite cazzate perfavore!
    non+autenticato
  • - Scritto da: kaiserxol
    > Bò io non la vedo così.
    > Alla fine...se tutti scaricassero un film o una
    > canzone...che senso avrebbe crearla e spenderci
    > milionate di dollari per farne un capolavoro??
    > Perchè creare Matrix, buttare milionidi dollari
    > nel cesso se poi so che non mi ritornerebbe nulla
    > in tasca?

    Sbaglio o solo l'ultimo matrix uscito nei cinema in contemporanea in 109 paesi, ha incassato 204 milioni di dollari nei primi 5 giorni di programmazione ?

    > Cioè...state cercando di far passare la pirateria
    > come una pratica giusta e normale.

    No, si sta cercando di far passare la vendita della copia a bassa qualita' come una cosa ingiusta.

    > Non so che lavoro fate, ma se costruisse mobili a
    > regola d'arte e di alta qualità trovereste
    > normale che qualcuno entra, si prende due sedie e
    > se le porta a casa sua senza pagare??

    No, perche' sottrae qualcosa, nella copia non c'e' sottrazione, non mi sembra che i contadini si lamentino se io dal seme di un loro frutto mi faccio una pianta, sono le grandi industrie che si sono inventate le piante senza semi.

    > Parlate di opere DIGITALI, ma per crearle mica
    > hanno usato mezzi e soldi digitali!!!

    Appunto quindi io li pago se mi danno cose non digitali come la qualita' del cinema o il sudore del cantante in un concerto.

    > Questo non vuol dire che io sia pulito, ma avessi
    > la possibilità di farlo mi comprerei ogni singola
    > cosa legalmente piuttosto che scaricandola.

    Per me puoi anche pagare l'odore che esce da una panetteria o la visione di una vetrina, ma io non sono disposto a fare altrettanto.

    > I miei progetti, planimetrie, rendering ecc sono
    > tutti digitali....e quindi?? Quindi il mio
    > cliente può prendersi i miei disegni e mesi di
    > lavoro gratis solo perchè sono digitali??

    Il tuo cliente se ne farebbe poco di 4 disegnetti, quello che tu vendi e' l'interfacciarti con lui per trasformare un'idea in progetto.

    > Ma non dite cazzate perfavore!

    Non dare del tuo agli altri.
    krane
    22544
  • >Perchè creare Matrix, buttare milionidi dollari nel
    >cesso se poi so che non mi ritornerebbe nulla in tasca?

    Falso, non ti tornerebbe in tasca l'introito del mercato DVD. Al cinema non cambierebbe niente. Hai letto l'articolo della WB?

    >Non so che lavoro fate, ma se costruisse mobili a regola d'arte
    >e di alta qualità trovereste normale che qualcuno entra, si prende
    >due sedie e se le porta a casa sua senza pagare??

    Lo denuncio, io ora ho due sedie in meno e non posso venderle, ho perso dei soldi.

    >I miei progetti, planimetrie, rendering ecc sono tutti digitali....
    >e quindi?? Quindi il mio cliente può prendersi i miei disegni e mesi
    >di lavoro gratis solo perchè sono digitali??

    Non gratis, ti avrà pagato per farli no? Semplicemente, una volta che ti ha pagato per farli, sono suoi. Ci fa quello che vuole, sin quando non sono iniziative commerciali. Da i files ad un suo amico, li copia, li stampa e li usa come poster, quello che gli pare. Tu sei stato pagato per fare un lavoro, l'hai fatto, fine.

    Se i poster prodotti li vuole vendere, hai diritto ad una percentuale, se li passa agli amici fatti suoi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Talking Head

    > Lo denuncio, io ora ho due sedie in meno e non
    > posso venderle, ho perso dei
    > soldi.

    Mettila così: tu hai una macchina che, inserite 2 assi, sforna 2 sedie senza fare niente. Io vengo lì, prendo 2 sedie, ti lascio 2 assi e siamo pari, dal tuo ragionamento, visto che le rifai senza fatica o, al massimo, premendo il pulsante "copia".

    Oppure:
    Io produco un pezzo (musicale) mio. A te interessa e lo scarichi. Io a te non venderò mai quel pezzo perchè ce l'hai già e (ti cito) "ho perso dei soldi". Seguendo il tuo ragionamento, ti denuncio.

    > Non gratis, ti avrà pagato per farli no?

    Esatto, ma il produttore musicale e i musicisti sono allo stesso modo pagati dalla casa discografica, il programmatore dalla software house e via dicendo. Se queste (casa discografica e sw house, ma sono solo 2 esempi) non vedono i soldi perchè "nulla di fisico è stato utilizzato per creare la hit o il programma", chi li paga i musicisti e il programmatore?

    > Semplicemente, una volta che ti ha pagato per
    > farli, sono suoi. Ci fa quello che vuole, sin
    > quando non sono iniziative commerciali. Da i
    > files ad un suo amico, li copia, li stampa e li
    > usa come poster, quello che gli pare. Tu sei
    > stato pagato per fare un lavoro, l'hai fatto,
    > fine.

    Massì, le licenze sw, per dirne una, a cosa servono? Pago una volta e uso sempre, tanto il lavoro è pagato. Anche il cinema, per dirne una, non ha effettivamente dei costi per il fatto che io vada a vedere un film o meno: tanto, che ci siano 100 persone o 100 persone + me non cambia niente a livello di costi, quindi si può anche non pagare.
    Tanto, il lavoro è stato fatto, no?

    Così, "pour parler".
    non+autenticato
  • - Scritto da: mt07
    > - Scritto da: Talking Head
    >
    > > Lo denuncio, io ora ho due sedie in meno e non
    > > posso venderle, ho perso dei
    > > soldi.
    >
    > Mettila così: tu hai una macchina che, inserite 2
    > assi, sforna 2 sedie senza fare niente. Io vengo
    > lì, prendo 2 sedie, ti lascio 2 assi e siamo
    > pari, dal tuo ragionamento, visto che le rifai
    > senza fatica o, al massimo, premendo il pulsante
    > "copia".

    Esatto!

    Del resto, cosa dovrei fare? Starmene a dormire tutto il giorno, e farmi pagare per il lavoro di una macchina? Tu ti compreresti una macchina uguale, ti faresti le sedie a casa tua, e io rimarrei disoccupato comunque.

    I venditori di ghiaccio probabilmente credevano che il loro lavoro sarebbe diventato più facile, con i frigoriferi: invece di dover andare in montagna a cercare il ghiaccio, potevano farselo in casa, e andare a venderlo subito: peccato che poco dopo tutti avevano il frigorifero e il ghiaccio non si vendeva più.

    Se una macchina può rendere il tuo lavoro più facile, può anche renderlo irrilevante

    Clicca per vedere le dimensioni originali

    > > Non gratis, ti avrà pagato per farli no?
    >
    > Esatto, ma il produttore musicale e i musicisti
    > sono allo stesso modo pagati dalla casa
    > discografica, il programmatore dalla software
    > house e via dicendo. Se queste (casa discografica
    > e sw house, ma sono solo 2 esempi) non vedono i
    > soldi perchè "nulla di fisico è stato utilizzato
    > per creare la hit o il programma", chi li paga i
    > musicisti e il
    > programmatore?

    Li paga chi vuole che loro lavorino. Se a nessuno interessa, nessuno li paga.


    >
    > > Semplicemente, una volta che ti ha pagato per
    > > farli, sono suoi. Ci fa quello che vuole, sin
    > > quando non sono iniziative commerciali. Da i
    > > files ad un suo amico, li copia, li stampa e li
    > > usa come poster, quello che gli pare. Tu sei
    > > stato pagato per fare un lavoro, l'hai fatto,
    > > fine.
    >
    > Massì, le licenze sw, per dirne una, a cosa
    > servono?

    A bidonare il cliente, molto spesso, con giochetti tipo "io ti vendo una cosa, ma resta mia".

    > Pago una volta e uso sempre, tanto il
    > lavoro è pagato. Anche il cinema, per dirne una,
    > non ha effettivamente dei costi per il fatto che
    > io vada a vedere un film o meno: tanto, che ci
    > siano 100 persone o 100 persone + me non cambia
    > niente a livello di costi, quindi si può anche
    > non
    > pagare.

    Vero: e il gestore del cinema può non far partire la proiezione. Come il conducente dell'autobus può fermarsi, se si accorge che uno viaggia senza biglietto.
    Se io voglio che riparta, posso decidere di pagare.


    > Tanto, il lavoro è stato fatto, no?

    Il lavoro di proiettare il film no. Il gestore del cinema può decidere di non farlo, e allora gli spettatori o pagano o vanno a vedersi il film a casa loro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi

    > Esatto!
    >
    > Del resto, cosa dovrei fare? Starmene a dormire
    > tutto il giorno, e farmi pagare per il lavoro di
    > una macchina? Tu ti compreresti una macchina
    > uguale, ti faresti le sedie a casa tua,

    Come no!Sorride
    Tu hai speso milioni per una macchina del genere e la lasci usare al primo "me" che passa. Ok, io son contento, ma tu alla quinta volta hai le palle che girano, credimi!Occhiolino E dalla sesta volta in poi fai pagare 2 soldi per usufruire della macchina, perchè tu ci paghi la corrente, l'assistenza, i ricambi e via dicendo. O, in alternativa, fai pagare 4 soldi la sedia completa (2 soldi per "l'uso macchina", 1 soldo per l'asse, 1 soldo per te). E così si crea il mercato.
    Se poi uno entra di notte a usarsi la tua macchina a sbafo, la cosa inizia a non piacerti più!
    E, nota, non sei l'IKEA (una major del legno, invece che del disco o dei film), sei un onesto Geppetto. E mentre l'IKEA soffre limitatamente della cosa, tu rischi di chiudere baracca.

    > e io rimarrei disoccupato
    > comunque.

    Eh vabbè, a prescindere da tutto questa non è una bella cosa, a prescindere dalla discussione! A bocca storta

    > Li paga chi vuole che loro lavorino. Se a nessuno
    > interessa, nessuno li
    > paga.

    Sacrosanto.
    Ma c'è un problema: se a quelli a cui "interessa pagare i musicisti o i programmatori" (giusto per citare 2 catgorie) non ha più interesse a produrre, musicisti e programmatori cessano di lavorare. Almeno, cessano di farlo quelli che non sono al soldo dei big, a cui comunque la pecunia non manca.
    E uno stop del genere provocherebbe un'enorme stasi: perchè produrre contenuti quando tutti li ottengono gratuitamente? (ok, togli i blockbuster del cinema e le varie Lady Gaga). Meglio coltivare carote, che quelle non si duplicano!A bocca aperta

    > > Massì, le licenze sw, per dirne una, a cosa
    > > servono?
    >
    > A bidonare il cliente, molto spesso, con
    > giochetti tipo "io ti vendo una cosa, ma resta
    > mia".

    Cioè, dici che io potrei comprare una copia di Windows, regolarissima, e successivamente farne quello che voglio? Passarla agli amici, parenti, conoscenti e via dicendo perchè "è mia"?

    > Se io voglio che riparta, posso decidere di
    > pagare.

    Altrimenti costringi gli altri a star lì perchè tu hai deciso che il bus non riparte?

    > > Tanto, il lavoro è stato fatto, no?
    >
    > Il lavoro di proiettare il film no.

    E' giusto il tempo di premere un pulsante, te l'assicuro. Lo stesso tempo che ci vuole per fare un copia-incolla.

    > Il gestore
    > del cinema può decidere di non farlo, e allora
    > gli spettatori o pagano o vanno a vedersi il film
    > a casa
    > loro.

    Rovesciamo la situazione: il film parte anche se uno degli spettatori non ha pagato il biglietto. Qualcuno se ne accorge. Mi pare sia un illecito, no? Semplificare con il "vai a vederti il film a casa tua" è un po' semplice come soluzione.

    O sbaglio?
    non+autenticato
  • > Come no!Sorride
    > Tu hai speso milioni per una macchina del genere
    > e la lasci usare al primo "me" che passa. Ok, io
    > son contento, ma tu alla quinta volta hai le
    > palle che girano, credimi!Occhiolino E dalla sesta volta
    > in poi fai pagare 2 soldi per usufruire della
    > macchina, perchè tu ci paghi la corrente,
    > l'assistenza, i ricambi e via dicendo. O, in
    > alternativa, fai pagare 4 soldi la sedia completa
    > (2 soldi per "l'uso macchina", 1 soldo per
    > l'asse, 1 soldo per te). E così si crea il
    > mercato.

    Certo: le copisterie, infatti, funzionano esattamente così. Io pago per delle fotocopie, e il gestore mi mette la macchina a disposizione. Oppure, posso comprarmi una fotocopiatrice da tenermi in casa, se preferisco.


    > Se poi uno entra di notte a usarsi la tua
    > macchina a sbafo, la cosa inizia a non piacerti
    > più!

    E allora, posso sempre spegnerla

    Ma non posso impedirti di comprartene una uguale. Del resto, io non uso a sbafo il masterizzatore di un altro, uso il mio.

    Se tu compri una sedia in un negozio di mobili, poi la porti a casa tua e con la tua macchina ne fabbrichi altre uguali, non devi pagare nulla (solo le assi, e la corrente)



    > E, nota, non sei l'IKEA (una major del legno,
    > invece che del disco o dei film), sei un onesto
    > Geppetto. E mentre l'IKEA soffre limitatamente
    > della cosa, tu rischi di chiudere
    > baracca.

    No: come ti ho detto, spengo la macchina e la accendo solo quando ci sono io. Nell'esempio che hai fatto, tu non mi stai paragonando ad un autore, ma a una copisteria: io ho una macchina per fare le copie, e la tengo in funzione. Poi, tu copiati quello che vuoi. Non mi importa di dove hai preso l'originale.


    >
    > Sacrosanto.
    > Ma c'è un problema: se a quelli a cui "interessa
    > pagare i musicisti o i programmatori" (giusto per
    > citare 2 catgorie) non ha più interesse a
    > produrre, musicisti e programmatori cessano di
    > lavorare. Almeno, cessano di farlo quelli che non
    > sono al soldo dei big, a cui comunque la pecunia
    > non
    > manca.

    Vero. Del resto, se a nessuno interessa che escano nuove canzoni, non c'è bisogno di produrle.
    In fondo, non si producono nemmeno più molti frustini da calesse: perchè? Perchè a nessuno interessa che vengano prodotti, e nessuno ne sente la mancanza se non vengono prodotti: quindi, vuol dire che produrli è inutile.


    > E uno stop del genere provocherebbe un'enorme
    > stasi: perchè produrre contenuti quando tutti li
    > ottengono gratuitamente? (ok, togli i blockbuster
    > del cinema e le varie Lady Gaga). Meglio
    > coltivare carote, che quelle non si duplicano!

    Vero.
    Allora, non hai che da produrre carote: il tuo lavoro sarà più apprezzato.

    >A bocca aperta
    >
    > > > Massì, le licenze sw, per dirne una, a cosa
    > > > servono?
    > >
    > > A bidonare il cliente, molto spesso, con
    > > giochetti tipo "io ti vendo una cosa, ma resta
    > > mia".
    >
    > Cioè, dici che io potrei comprare una copia di
    > Windows, regolarissima, e successivamente farne
    > quello che voglio? Passarla agli amici, parenti,
    > conoscenti e via dicendo perchè "è
    > mia"?

    Rileggi bene le tue parole: "comprare". Sì, se compro una cosa, mi aspetto che sia mia. Non mi sembra tanto strano. E se è mia, mi aspetto di poterne fare quello che voglio.

    Se io ti vendo una casa, tu poi puoi anche affittarla ad altri. E se io vengo a dirti che non puoi, tu non ti sentiresti imbrogliato?

    >
    > > Se io voglio che riparta, posso decidere di
    > > pagare.
    >
    > Altrimenti costringi gli altri a star lì perchè
    > tu hai deciso che il bus non
    > riparte?

    O saranno gli altri a chiedermi di scendere. Ma quando anche gli altri cominciano a dire che non vogliono più pagare il biglietto, il discorso cambia.

    >
    > > > Tanto, il lavoro è stato fatto, no?
    > >
    > > Il lavoro di proiettare il film no.
    >
    > E' giusto il tempo di premere un pulsante, te
    > l'assicuro. Lo stesso tempo che ci vuole per fare
    > un
    > copia-incolla.

    Me lo assicuri? Fai il proiezionista?

    >
    > > Il gestore
    > > del cinema può decidere di non farlo, e allora
    > > gli spettatori o pagano o vanno a vedersi il
    > film
    > > a casa
    > > loro.
    >
    > Rovesciamo la situazione: il film parte anche se
    > uno degli spettatori non ha pagato il biglietto.
    > Qualcuno se ne accorge. Mi pare sia un illecito,
    > no? Semplificare con il "vai a vederti il film a
    > casa tua" è un po' semplice come
    > soluzione.
    >
    > O sbaglio?

    Se uno solo è entrato senza pagare, puoi farlo uscire. O puoi ignorarlo (tanto, non ti cambia molto). Il discorso cambia quando metà degli spettatori entra senza pagare.

    Anche per la pirateria, quando erano in pochi a scaricare la questione non si poneva. Quando sono in tanti, vuol dire che devi scegliere: o cambi modello di business, o "fermi la proiezione".
    non+autenticato
  • Quoto solo alcune cose, che su altre siamo su posizioni talmente lontane che discuterne è sostanzialmente inutile.


    - Scritto da: uno qualsiasi

    > Vero. Del resto, se a nessuno interessa che
    > escano nuove canzoni, non c'è bisogno di
    > produrle.
    > In fondo, non si producono nemmeno più molti
    > frustini da calesse: perchè? Perchè a nessuno
    > interessa che vengano prodotti, e nessuno ne
    > sente la mancanza se non vengono prodotti:
    > quindi, vuol dire che produrli è
    > inutile.

    Ma tu, scaricandole, dai il segnale opposto, ossia "a me interessano", altrimenti non le scaricheresti. O sbaglio?
    Se poi X nota che a Y interessa qualcosa, la produce e vede che non ci cava 'na lira, smette di produrre (cosa che gli costa soldi). Su scala globale, non so cosa potrebbe succedere, sinceramente!Sorride

    > Vero.
    > Allora, non hai che da produrre carote: il tuo
    > lavoro sarà più
    > apprezzato.

    Ma tu riusciresti a stare senza film, musica, software e quant'altro?

    > Rileggi bene le tue parole: "comprare". Sì, se
    > compro una cosa, mi aspetto che sia mia. Non mi
    > sembra tanto strano. E se è mia, mi aspetto di
    > poterne fare quello che
    > voglio.

    Attenzione: quando compri qualcosa - qualsiasi cosa - ci sono delle regole (che, da legge italiana, non sei tenuto a sapere ma devi comunque rispettare). Se "comprando una tal cosa non puoi fare un'altra cosa", nessuno ti sta fregando, ti sta solo dicendo cosa puoi e non puoi fare con quella determinata cosa (esempio al volo: tempo fa, su un server di una nota marca, un mio conoscente ha dovuto accettare la clausola che non avrebbe usato la potenza di calcolo della macchina per cose tipo terrorismo et similia! Ok, è un caso limite, non per niente l'ho messo fra parentesi!Sorride ). Se a te non sta bene tale clausola, non compri.
    Nessuno ti frega, anzi: è chiarezza nei tuoi confronti (che, beninteso, non sempre c'è).

    > Se io ti vendo una casa, tu poi puoi anche
    > affittarla ad altri. E se io vengo a dirti che
    > non puoi, tu non ti sentiresti
    > imbrogliato?

    Assolutamente sì, perchè ci sono leggi che tutelano la compravendita di determinati beni, e con essi i contratti di locazione. Ma se io come acquirente della tua casa la comprassi per poi darla in affitto con qualche assurda modalità (che ne so: in nero), farei un illecito.

    > O saranno gli altri a chiedermi di scendere. Ma
    > quando anche gli altri cominciano a dire che non
    > vogliono più pagare il biglietto, il discorso
    > cambia.

    D'accordissimo.
    Ma cambia come, mi chiedo?
    Che il tram sia gratis per tutti mi sembra fantascienza, sei davvero disposto a rischiare di dover andare sempre a piedi perchè speri in un cambiamento diverso?
    Chiariamo: avere il "tutto gratis" andrebbe benissimo a chiunque, è folle chi pensa il contrario. Ma o viviamo in una società da cartone animato, dove metti in tasca a tutti tanti bei soldi (o li togli a tutti, che tanto non servono più) e non se ne parla più, oppure è una situazione prossima all'utopia.
    Cosa succederebbe se, dopo il tram gratis, tutti decidessero che non vale più la pena pagare al supermercato o qualsiasi altro bene?

    > Me lo assicuri? Fai il proiezionista?

    No, ma conosco chi gestisce un piccolo cinema che riesce a rimanere ancora in piedi malgrado le grandi catene. Arriva tutto già pronto, per farlo partire si fa la stessa fatica che si fa per far partire un DVD o un qualsiasi filmato.

    > Se uno solo è entrato senza pagare, puoi farlo
    > uscire. O puoi ignorarlo (tanto, non ti cambia
    > molto). Il discorso cambia quando metà degli
    > spettatori entra senza
    > pagare.

    E siamo d'accordo.

    > Anche per la pirateria, quando erano in pochi a
    > scaricare la questione non si poneva.

    Oddio... Contando quanto osteggiati sono stati i primi audiogalaxy o napster, direi che "pochi" è un termine non troppo adatto!Occhiolino

    > Quando sono
    > in tanti, vuol dire che devi scegliere: o cambi
    > modello di business, o "fermi la
    > proiezione".

    Ho capito, ma allora siamo da capo: se si ferma la proiezione ( = produzione) torniamo al discorso fatto sopra.
    E siamo ancora senza una soluzione al problema!Sorride
    non+autenticato
  • > Ma tu, scaricandole, dai il segnale opposto,
    > ossia "a me interessano", altrimenti non le
    > scaricheresti. O
    > sbaglio?

    A me interessano. Ma interessa quell'opera lì, non le altre. E, se pago, non finanzio l'opera che mi interessa (che è già completa, e non ha bisogno di essere finanziata), ma finanzio le successive, di cui magari non mi frega nulla.
    Esempio: mi piace il film matrix: pagando, però, non ne finanziavo la realizzazione (era già stato realizzato!), ma avrei finanziato la realizzazione di matrix 2 (molto meno bello).
    Comprando windows xp, non ne avrei finanziato lo sviluppo, ma avrei finanziato lo sviluppo di vista.
    E così via.


    > Se poi X nota che a Y interessa qualcosa, la
    > produce e vede che non ci cava 'na lira, smette
    > di produrre (cosa che gli costa soldi).

    Vero. Ma a me non interessa quello che produrrà in futuro, interessa quello che ha già prodotto.

    Se Matrix mi era piaciuto, non mi interessava necessariamente che ci fosse un Matrix II. E perchè mai, allora, avrei dovuto finanziarlo?

    > Su scala
    > globale, non so cosa potrebbe succedere,
    > sinceramente!
    >Sorride

    Che la produzione di sequel e remake si fermerebbe.


    > Ma tu riusciresti a stare senza film, musica,
    > software e
    > quant'altro?

    E non è quello che dovrei fare, se decidessi di non scaricare più?
    Se dovessi pagare per tutto, quanta musica potrei ascoltare? Molta meno. Quanti film nuovi potrei vedere al mese? Molti meno. Perchè non potrei certo comprare tutto quello che mi interessa, costerebbe troppo.

    Perciò, la scelta è:
    1) Oggi, vedere pochi film, e pagare; domani, vedere pochi film, e pagare

    oppure

    2) Oggi, vedere tutti i film che voglio, gratis; domani, vedere pochi film, gratis.

    Quale è la scelta più conveniente?


    >
    > > Rileggi bene le tue parole: "comprare". Sì, se
    > > compro una cosa, mi aspetto che sia mia. Non mi
    > > sembra tanto strano. E se è mia, mi aspetto di
    > > poterne fare quello che
    > > voglio.
    >
    > Attenzione: quando compri qualcosa - qualsiasi
    > cosa - ci sono delle regole (che, da legge
    > italiana, non sei tenuto a sapere ma devi
    > comunque rispettare). Se "comprando una tal cosa
    > non puoi fare un'altra cosa", nessuno ti sta
    > fregando, ti sta solo dicendo cosa puoi e non
    > puoi fare con quella determinata cosa (esempio al
    > volo: tempo fa, su un server di una nota marca,
    > un mio conoscente ha dovuto accettare la clausola
    > che non avrebbe usato la potenza di calcolo della
    > macchina per cose tipo terrorismo et similia! Ok,
    > è un caso limite, non per niente l'ho messo fra
    > parentesi!Sorride ). Se a te non sta bene tale
    > clausola, non
    > compri.

    Infatti non compro: scarico. Quando scarico non mi viene richiesta nessuna clausola. Chi mi fornisce il film (megavideo, ad esempio) lo fa volontariamente (quindi, non lo sto rubando), e non mi mette nessun limite.


    > > Se io ti vendo una casa, tu poi puoi anche
    > > affittarla ad altri. E se io vengo a dirti che
    > > non puoi, tu non ti sentiresti
    > > imbrogliato?
    >
    > Assolutamente sì, perchè ci sono leggi che
    > tutelano la compravendita di determinati beni, e
    > con essi i contratti di locazione. Ma se io come
    > acquirente della tua casa la comprassi per poi
    > darla in affitto con qualche assurda modalità
    > (che ne so: in nero), farei un
    > illecito.

    Non c'entra nulla: se la affitti in nero io non c'entro più. Anche se compri un'auto e poi ti metti a fare corse clandestine commetti un illecito, ma la violazione non è nei confronti di chi te l'ha venduta: è nei confronti del codice stradale.
    Anche se ti vendo un coltello, non puoi usarlo per accoltellare qualcuno. Ma non è una clausola che metto io, è una legge (e vale anche se il coltello te lo sei fabbricato tu)

    >
    > > O saranno gli altri a chiedermi di scendere. Ma
    > > quando anche gli altri cominciano a dire che non
    > > vogliono più pagare il biglietto, il discorso
    > > cambia.
    >
    > D'accordissimo.
    > Ma cambia come, mi chiedo?
    > Che il tram sia gratis per tutti mi sembra
    > fantascienza, sei davvero disposto a rischiare di
    > dover andare sempre a piedi perchè speri in un
    > cambiamento
    > diverso?

    Non lo spero. Ma se posso avere il tram gratis, perchè no? Anche se so che non può durare per sempre, finchè c'è conviene approfittarne.



    > Cosa succederebbe se, dopo il tram gratis, tutti
    > decidessero che non vale più la pena pagare al
    > supermercato o qualsiasi altro
    > bene?

    Che sparirebbero i supermercati e si tornerebbe alle classiche bancarelle. Poi, l'evoluzione prenderebbe una linea diversa.

    >
    > > Me lo assicuri? Fai il proiezionista?
    >
    > No, ma conosco chi gestisce un piccolo cinema che
    > riesce a rimanere ancora in piedi malgrado le
    > grandi catene. Arriva tutto già pronto, per farlo
    > partire si fa la stessa fatica che si fa per far
    > partire un DVD o un qualsiasi
    > filmato.

    E allora perchè prende uno stipendio? Se è così facile, non sta lavorando.
    non+autenticato
  • > A me interessano. Ma interessa quell'opera lì,
    > non le altre. E, se pago, non finanzio l'opera
    > che mi interessa (che è già completa, e non ha
    > bisogno di essere finanziata), ma finanzio le
    > successive, di cui magari non mi frega
    > nulla.

    Inutile rispondere, a questo punto: hai una visione che è tutta tua!Sorride
    (hint: non è che quando un film arriva al cinema l'investimento è già stato pagato. Idem con musica e quant'altro)

    Ti auguro di trovar lavoro presto, magari non nella produzione di "cose digitali" visto che, probabilmente, prenderesti una nasata proprio contro le tue affermazioni!Occhiolino
    Piuttosto, nel campo della vendita delle carote!Con la lingua fuori

    Ciao!
    non+autenticato
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