Alfonso Maruccia

USA, la Costituzione tutela le email

Importante vittoria dei difensori dei diritti civili digitali, che incassano la sentenza di un giudice di appello sull'illegittimità delle intercettazioni governative nelle comunicazioni elettroniche senza mandato

Roma - Il governo federale non ha alcun diritto di ficcare il naso nelle email degli utenti in regime di totale segretezza, senza aver prima richiesto un'opportuna autorizzazione all'autorità giudiziaria. È quanto è stato stabilito in merito al caso U.S. v Warshak, ristabilendo un'importante sentenza di qualche anno fa e denunciando l'illegittimità dell'attuale legislazione federale contro i principi di garanzia vergati nella Costituzione a stelle e strisce.

Il caso ha come oggetto le accuse di frode e appropriazione indebita rivolte contro Steven Warshak, mercante di prodotti erotici che si è visto violare la propria corrispondenza virtuale - salvata presumibilmente su webmail - con la giustificazione di poter intercettare le comunicazioni elettroniche grazie a quanto stabilito dallo Stored Communications Act.

La legge federale SCA risale al 1986 e stabilisce la possibilità, per le autorità governative, di leggere le comunicazioni private contenute in messaggi email più vecchi di 180 giorni. Una prassi bocciata clamorosamente già nella precedente sentenza del caso Warshak, e ora messa ulteriormente in discussione dalla nuova risoluzione della Corte di Appello federale.
La sentenza precedente era infatti stata invalidata a causa di presunti errori procedurali, ma l'imputato era ricorso in appello con il contributo di un nuovo amicus brief redatto da Electronic Frontier Foundation. Ed è proprio EFF ad annunciare la nuova sentenza esultando per la decisione della corte: la Costituzione americana protegge anche la posta elettronica, dunque gli agenti di polizia hanno bisogno di un mandato per leggere le email private qualsiasi sia la loro "età".

"Viste le fondamentali rassomiglianze tra l'email e le forme di comunicazione tradizionali - scrive la Corte di Appello - sarebbe una prassi contraria al senso comune concedere alle email una protezione ridotta rispetto al Quarto Emendamento... Ne consegue che le email esigono una forte protezione sotto il Quarto Emendamento, che altrimenti si dimostrerebbe essere un guardiano inefficace delle comunicazioni private, un obiettivo essenziale per cui è stato da lungo tempo riconosciuto come una protezione valida...". E lo Stored Communications Act? Il Congresso dovrà mettervi mano e modificarlo radicalmente in senso maggiormente garantista.

Alfonso Maruccia
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