Claudio Tamburrino

Voyager, dove muore il vento solare

La sonda con oltre sei lustri alle spalle arriva ai confini del Sistema Solare. La Soyuz parte dal cosmodromo di Baikonur con a bordo un italiano

Roma - Dopo 33 anni la navicella spaziale Voyager 1 ha raggiunto un punto dell'eliosfera dove il vento solare rallenta fino a spengersi, punto conosciuto con il nome di eliopausa.

L'eliopausa è, per l'appunto, la regione dove il vento solare (un flusso continuo di particelle tutte cariche elettricamente che partono dal Sole verso ogni direzione) si scontra con la materia interstellare e da questa viene deviata e rallentata fino a zero.

Proseguendo nel suo viaggio verso i confini del nostro sistema stellare, Voyager 1 ha continuato a misurare la velocità del vento solare e ha rilevato che allontanandosi questo continuava a rallentare ad un ritmo sempre maggiore, che da agosto 2007 diventava di circa 60 chilometri al secondo. Fino a toccare quota zero a giugno 2010 e a oltre 17 miliardi di chilometri dal Sole, sulla strada verso lo spazio interstellare.
Voyager, in ogni caso, non sembrerebbe ancora aver superato i confini dell'eliosfera arrivando nello spazio interstellare, ma ora gli scienziati parlano di appena altri 4 anni di viaggio. L'eliopausa si estenderebbe secondo alcuni dati per 21 unità astronomiche (con una tolleranza di più o meno 6UA), la distanza media tra Sole e Terra: con i dati acquisiti nel frattempo, gli scienziati del progetto Voyager avranno numerose verifiche da effettuare per arricchire la conoscenza dello spazio e costruire un modello più accurato.

Nella notte infine la Soyuz sta ha portato tre nuovi membri a bordo dell'International Space Station (ISS): l'astronauta della NASA Catherine Coleman, il cosmonauta russo Dmitry Kondratyev e l'italiano Paolo Nespoli.

Claudio Tamburrino
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