Alfonso Maruccia

Novell e il consorzio dei brevetti

Sollevati i veli sul consorzio che ha acquistato quasi 900 brevetti da Novell: assieme a Microsoft sono della partita anche Apple e Oracle. Per imbottire il portfolio della proprietÓ intellettuale da sfoderare in tribunale

Roma - No, CPTN Holding non è "solo" affare di Microsoft: il consorzio che ha acquistato gli 882 brevetti di Novell è nato da una partnership tra Redmond, Apple, EMC e Oracle, e ognuna di queste aziende dovrebbe in futuro giovare di protezione aggiuntiva (o di una capacità offensiva superiore) nell'ambito del burrascoso settore delle proprietà intellettuali high-tech.

I soci fondatori di CPTN Holding sono stati comunicati alle autorità federali tedesche e in particolare alla autorità antitrust Bundeskartellamt. Neanche a dirlo, dai documenti forniti alla Germania emerge come il business principale del consorzio siano i "brevetti", e in particolare quelli messi in vendita in occasione dell'acquisto miliardario di Novell da parte di Attachmate.

Apple, Microsoft e Oracle avranno anche obiettivi discordanti quando si tratta di business e tecnologia, ma se si parla di brevetti gli interessi tendono a convergere in una comune familiarità con le aule di tribunale: Microsoft ha denunciato Motorola, Oracle ha chiamato in causa Google, e Apple è l'azienda più bersagliata (e litigiosa) dalla commercializzazione di iPhone in poi.
Il tratto caratteristico comune a tutte queste vicende è il fatto che le suddette aziende sembrano avere lo stesso nemico, vale a dire Android di Google e i partner che lo usano sui loro smartphone - Motorola in primis. Ed è per questo che aziende così diverse tra loro si sarebbero consorziate in un unico soggetto, mettendo le mani su una serie di brevetti potenzialmente molto utili a rafforzare la rispettiva posizione nei dibattimenti giudiziari in corso o da avviarsi entro breve.

Stabilita quella che dovrebbe essere la motivazione alla base della partnership, resta da capire a cosa gli 882 brevetti di Novell si riferiscano in concreto: l'azienda ha già detto chiaramente che UNIX non c'entra niente con le proprietà intelletuali messe in vendita, mentre le tecnologie coperte dai succitati brevetti potrebbero includere la virtualizzazione e le suite di produttività.

Alfonso Maruccia
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