Alfonso Maruccia

Greenpeace: RAEE, il grande inganno

Una nuova inchiesta di Greenpeace punta il dito contro i distributori e le istituzioni locali, colpevoli di inadempienza nel rispetto delle norme sullo smaltimento dei rifiuti tecnologici

Greenpeace: RAEE, il grande ingannoRoma - Greenpeace torna a parlare di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), e lo fa con una nuova inchiesta tesa a denunciare il mancato rispetto del decreto che regola lo smaltimento dei rifiuti ad alta tecnologia. In particolare l'organizzazione non profit si scaglia contro l'inadempienza dei negozi appartenenti alle grosse catene di elettronica nel ritiro gratuito dei prodotti usati in sostituzione dei nuovi acquisti.

La videoinchiesta di Greenpeace capita in un periodo - quello delle festività natalizie - in cui il 70 per cento degli italiani si dice orientato verso l'acquisto di prodotti tecnologici per regali ad amici e parenti. Il decreto sui RAEE n.65 del 2010 impone ai negozianti di ritirare l'usato secondo la regola dell'"uno contro uno", ma Greenpeace sostiene che il 51% dei rivenditori continui a non rispettare la norma.

A oltre sei mesi di distanza dall'approvazione del decreto, le grandi catene non ne vorrebbero sapere di rispettare la legge sui RAEE: Greenpeace ha preso in esame 107 negozi di elettronica in 31 città italiane, esercizi commerciali facenti parte delle catene di distribuzione (Euronics, Eldo, Mediaworld, Trony, Unieuro) che detengono il 70 per cento del mercato nazionale.
Armati di telecamere nascoste, gli attivisti di Greenpeace sono entrati nei negozi per verificare il comportamento dei titolari in merito alla regola di ritiro dell'usato "uno contro uno", stilando una classifica delle catene di elettronica che meglio si comportano in merito alla norma di legge: Eldo è risultata essere la catena più virtuosa con il 60 per cento dei negozi risposti a ritirare gratuitamente l'usato, seguita a ruota da Mediaworld, Trony, Unieuro e con Euronics come fanalino di coda (45 per cento).

Stando a quanto sostiene la responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia Vittoria Polidori, "questi risultati ci confermano che l'Italia è ancora indietro nella gestione dei rifiuti elettronici, nonostante la direttiva comunitaria risalga al 2002". "Ancora la metà dei negozi, fra quelli intervistati - commenta ancora Polidori - non è in linea con la legge e nel 63 per cento dei casi non viene fornita la giusta informazione ai clienti sulla gratuità del ritiro, nonostante il decreto parli chiaro".

Nel 25 per cento dei casi Greenpeace ha individuato persino un aumento nei costi di consegna dei prodotti nuovi come compensazione occulta del ritiro dell'usato, mentre nel 12 per cento dei casi i negozianti si sono limitati a consigliare una telefonata all'azienda locale di gestione dei rifiuti o il trasporto dei RAEE - sempre a opera del cliente - direttamente nei centri di raccolta specifici organizzati dal comune di appartenenza.

Neanche a dirlo, i suddetti centri di raccolta rappresentano l'ennesima conferma del fatto che l'Italia sia ancora indietro nella gestione dei RAEE: "Su circa 3.000 centri di raccolta - dice Greenpeace - il 70 per cento circa è localizzato in sole quattro regioni d'Italia (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto)" e non è sempre accessibile alla grande distribuzione di prodotti CE. I centri di raccolta sono insufficienti e la colpa principale andrebbe ascritta ai comuni, soggetti istituzionali che vengono forniti di appositi fondi "per migliorare le condizioni infrastrutturali dei centri stessi".

Alfonso Maruccia
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22 Commenti alla Notizia Greenpeace: RAEE, il grande inganno
Ordina
  • Sono un commerciante che vende prodotti per illuminazione.
    Premetto che applico il RAEE correttamente e ritiro tubi fluorescenti e lampade varie con la regola dell'uno a uno.

    Il problema sorge quando devo smaltirli, in quanto il comune ed il consorzio locale si rifiutano di ritirare i prodotti a meno che io non paghi (ulteriormente al RAEE) una cifra (Pizzo, tangente o come volete chiamarla, in quanto ricevono già dai consorzi RAEE i fondi per lo smaltimento) che supera il prezzo di vendita di tali prodotti.

    Secondo voi cosa dovrei fare?
  • denunciarli?
    non+autenticato
  • Non fosse che il consorzio locale si trova già in amministrazione controllata, vi sono stati vari arresti nei dirigenti per vari motivi.
    Un gestore di benzina gestito da loro, con 6 pompe e 4 piazzole autolavaggio aveva nel registro 42 dipendenti quando c'è stato l'ultimo blitz della guardia di finanza.
    Il debito creato all'ultima pubblicazione è risultato di più di 80 milioni di euro.
    Hanno iniziato (Spendendo i soldi dei comuni e quindi dei cittadini) teleriscaldamento ovunque senza farlo funzionare quasi da nessuna parte in quanto essendo troppo insolventi nessun fornitore gli da più fiducia.
    Promisero che avrebbero usato biomasse, poi non c'era il personale e l'organizzazione per gestirle e sono dovuti ricorrere al gas lasciando lì come relitti le caldaie a biomasse che hanno pagato carissime e usando un combustibile tutt'altro che economico per i cittadini.
    Che equitalia ha già provveduto al pignoramento delle bollette rifiuti ed anziché essere pagate a loro i soldi vengono direttamente prelevati dallo stato con cui ne deduco siano insolventi.
    Che da quando eravamo gestiti dal comune per la raccolta rifiuti a quando siamo gestiti da loro in 5 anni la mia realtà è passata dal pagare 900€ per lo smaltimento a pagare 4200€ senza nemmeno saperne il motivo in quanto noi produciamo prevalentemente plastica e cartone su cui ci riguadagnano ulteriormente.

    Denunciarli?
    Credo che sarebbe solo una goccia in un oceano di guai!
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    Modificato dall' autore il 23 dicembre 2010 09.35
    -----------------------------------------------------------
  • beh direi che sarebbe un altro capo di imputazione!Sorride

    spero che le cose per te si sistemino. ma non è andando avanti a pagare queste tangenti come le chiami tu, che si risolve il problema.
    Se poi a te va bene cosi perchè tanto hanno gia un sacco di problemi, ("poverini"), allora ok.
    però la denuncia non è una cosa rivolta solo a punirli per la loro pratica disonesta, ma serve anche a chi se ne deve occupare, per creare un nuovo soggetto che si occupi dei raee in modo legale e corretto.
    se il comune è colluso...si passa al livello superiore o alla magistratura.
    non+autenticato
  • - Scritto da: xbomber
    > Sono un commerciante che vende prodotti per
    > illuminazione.
    > Premetto che applico il RAEE correttamente e
    > ritiro tubi fluorescenti e lampade varie con la
    > regola dell'uno a
    > uno.
    >
    > Il problema sorge quando devo smaltirli, in
    > quanto il comune ed il consorzio locale si
    > rifiutano di ritirare i prodotti a meno che io
    > non paghi (ulteriormente al RAEE) una cifra
    > (Pizzo, tangente o come volete chiamarla, in
    > quanto ricevono già dai consorzi RAEE i fondi per
    > lo smaltimento) che supera il prezzo di vendita
    > di tali
    > prodotti.
    >
    > Secondo voi cosa dovrei fare?
    Chiama i Carabinieri del Nucleo di Tutela Ambientale e chiedi se la csa è regolare.
    non+autenticato
  • Tutti questi Verdi non sanno il perche' succeda questo!
    Il raee si paga all'acquisto, come lo pagano gli utenti finali.
    In negoziante, come l'utente, ha gia' saldato la tassa e i costi... APPARENTEMENTE.
    Pero' succede che per smaltire la roba bisogna pagare una serie di
    personaggi AUTORIZZATI ad un prezzo che e' simile al guadagno sul nuovo!
    Gia', non e' possibile portare la "roba" ai centri di raccolta.


    un aumento nei costi di consegna dei prodotti nuovi come compensazione occulta del ritiro dell'usato Permette di fasi carico dei costi aggiuntivi occulti della nuova legislazione.


    nel 12 per cento dei casi i negozianti si sono limitati a consigliare una telefonata all'azienda locale di gestione dei rifiuti che, sui privati, viene a prendere l'elettrodomestico a domicilio facendo funzionare la tassa.

    il trasporto dei RAEE - sempre a opera del cliente - direttamente nei centri di raccolta specifici organizzati dal comune di appartenenza E' possibile in quei comuni che non hanno la raccolta domiciliare a richiesta.
    OVVIAMENTE AL CENTRO DI RACCOLTA E' VIETATO L'INGRESSO DEL NEGOZIANTE.

    La domanda e'
    Cosa dovrebbe fare il negoziante per non essere fuori mercato (alias chiudere) in un mercato competitivo (non vende magliettine al 100% di ricarico)?
    1) non ritirare nulla
    2) smaltire fuori legge
    3) evadere le tasse
    4) fingersi peones e con una station wagon comprata appositamente andare ai centri di raccolta, bustarellando di tanto in tanto il personale perche' non trovi strano che buttate 2 frigo al di'.
    5) io ho visto le prime 4 voi?


    se voi riuscite ad evitare di pagare 2 volte una tassa fate un fischio ma non incolpate che non ci azzecca

    http://allarovescia.blogspot.com/
    non+autenticato
  • Il negoziante DEVE rispettare la legge, punto. Non gli va? Cambia mestiere. Visto? Non era poi così difficile.
    non+autenticato
  • Scusa, ripensandoci l'ho messa giù troppo polemica.
    Se tutti i negozianti rispettano la legge, il costo della merce sale: alla fine è il consumatore, a pagare lo smaltimento. Per questo occorrerebbe prediligere quegli esercizi che non violino le regole, anche se magari il negozietto losco riesce a spuntare qualcosa sul prezzo (e poi getta nel Naviglio il frigo usato, invece di smaltirlo).
    Al Mediaworld sul cartellino del prezzo compare la dicitura "comprensivo di oneri smaltimento RAEE", e alla cassa centrale è esposta la normativa sul ritiro. Questo io lo apprezzo.
    Del resto, se si accetta il principio per cui un negoziante sarebbe "obbligato" a non ritirare per non andare in rovina, allora dovremmo accettare anche il fatto che industriali e costruttori scarichino rifiuti pericolosi dovunque capiti perché la raccolta specializzata costa troppo, non ti pare? Purtroppo in tanti lo fanno; io personalmente sarei felice di vederli in gabbia (quelli che scaricano sostanze pericolose) finché gliene passi la voglia.
    non+autenticato
  • > personalmente sarei felice di vederli in gabbia

    Pero' in italia non si finisce in gabbia, anzi i posti "grossi" hanno molti sistemi per aggirare gli oneri...
    Quindi la concorrenza FAVORISCE i pocodibuono.
    non+autenticato
  • - Scritto da: claudio
    > Cosa dovrebbe fare il negoziante per non essere
    > fuori mercato (alias chiudere) in un mercato
    > competitivo

    certo certo. Mediaworld, Euronics & C. sono dei poveri innocenti gruppi multinazionali sfruttati da quei pezzi di merda di Verdi.A bocca aperta
    non+autenticato
  • Veramente non si parlava di Verdi (queli italiani sono talmente spazzatura che sono praticamente spariti) ma di Greenpeace ed è effettivamente una multinazionale che non produce nulla ma vende propaganda.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Surak 2.0
    > Veramente non si parlava di Verdi

    Emh... nell'articolo

    >(queli

    quelli
    non+autenticato
  • - Scritto da: zap
    > - Scritto da: claudio
    > > Cosa dovrebbe fare il negoziante per non essere
    > > fuori mercato (alias chiudere) in un mercato
    > > competitivo
    >
    > certo certo. Mediaworld, Euronics & C. sono dei
    > poveri innocenti gruppi multinazionali sfruttati
    > da quei pezzi di merda di Verdi.
    >A bocca aperta

    No semplicemente ti domando: visto che il 40% dei telefonini dell'anno 2002 (dati certificati da un produttore) erano di contrabbando (a occhio la percentuale e' salita) e a tutt'oggi le cifre sono consistenti:
    Sei felice di PAGARE INDIRETTAMENTE lo smaltimento di terzi attraverso il tuo reddito poiche' la RAEE e' stata mal progettata?
    non+autenticato
  • - Scritto da: claudio
    > Tutti questi Verdi non sanno il perche' succeda
    > questo!
    > Il raee si paga all'acquisto, come lo pagano gli
    > utenti
    > finali.
    > In negoziante, come l'utente, ha gia' saldato la
    > tassa e i costi...
    > APPARENTEMENTE.
    > Pero' succede che per smaltire la roba bisogna
    > pagare una serie di
    >
    > personaggi AUTORIZZATI ad un prezzo che e' simile
    > al guadagno sul
    > nuovo!
    > Gia', non e' possibile portare la "roba" ai
    > centri di
    > raccolta.
    >
    >
    > un aumento nei costi di consegna dei prodotti
    > nuovi come compensazione occulta del ritiro
    > dell'usato Permette di fasi carico dei costi
    > aggiuntivi occulti della nuova
    > legislazione.
    >
    >
    > nel 12 per cento dei casi i negozianti si sono
    > limitati a consigliare una telefonata all'azienda
    > locale di gestione dei rifiuti che, sui privati,
    > viene a prendere l'elettrodomestico a domicilio
    > facendo funzionare la
    > tassa.
    >
    > il trasporto dei RAEE - sempre a opera del
    > cliente - direttamente nei centri di raccolta
    > specifici organizzati dal comune di appartenenza
    > E' possibile in quei comuni che non hanno la
    > raccolta domiciliare a
    > richiesta.
    > OVVIAMENTE AL CENTRO DI RACCOLTA E' VIETATO
    > L'INGRESSO DEL
    > NEGOZIANTE.
    >
    > La domanda e'
    > Cosa dovrebbe fare il negoziante per non essere
    > fuori mercato (alias chiudere) in un mercato
    > competitivo (non vende magliettine al 100% di
    > ricarico)?
    > 1) non ritirare nulla
    > 2) smaltire fuori legge
    > 3) evadere le tasse
    > 4) fingersi peones e con una station wagon
    > comprata appositamente andare ai centri di
    > raccolta, bustarellando di tanto in tanto il
    > personale perche' non trovi strano che buttate 2
    > frigo al
    > di'.
    > 5) io ho visto le prime 4 voi?
    >
    >
    > se voi riuscite ad evitare di pagare 2 volte una
    > tassa fate un fischio ma non incolpate che non ci
    > azzecca
    >
    > http://allarovescia.blogspot.com/
    Il negoziante DEVE:

    1. Informare i consumatori sulla gratuità del ritiro con modalità chiare e di immediata percezione anche tramite avvisi posti nei locali commerciali con caratteri facilmente leggibili.
    2. Iscriversi all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per le attività di raccolta e trasporto dei RAEE domestici
    3. Ritirare gratuitamente una apparecchiatura usata o non più funzionante a fronte della vendita di una apparecchiatura nuova, in ragione di uno contro uno, a condizione che la stessa sia di tipo equivalente e abbia svolto le stesse funzioni della nuova apparecchiatura fornita
    4. Trasportare i RAEE ritirati, presso il centro comunale del comune ove è stato effettuato il ritiro o, in alternativa, presso la propria sede o un magazzino per effettuarne il raggruppamento prima di trasportarli al centro comunale competente per territorio
    5. Nel caso effettuino il raggruppamento dei RAEE compilare uno schedario numerato progressivamente (vedi allegato 1 al DM 65/2010) dal quale risultino il nominativo e l'indirizzo del consumatore che conferisce il rifiuto e la tipologia del RAEE. Il distributore deve custodire la copia del documento di trasporto insieme allo schedario. Lo schedario deve essere conservato per tre anni dalla data dell'ultima registrazione
    6. Accompagnare il trasporto dei RAEE con un documento di trasporto (vedi allegato 2 al DM 65/2010), numerato, in tre esemplari. Il documento di trasporto è compilato, datato e firmato dal distributore. Nel caso il trasporto riferito alla movimentazione dei RAEE dal locale del punto vendita al luogo ove è effettuato il raggruppamento, anziché compilare il documento di trasporto è sufficiente accompagnare il trasporto con una fotocopia, firmata dal distributore, delle pagine dello schedario relative ai rifiuti trasportati, compilate con la data e l'ora di inizio del trasporto dal punto di vendita al luogo di raggruppamento. Dette copie sono conservate presso il luogo di raggruppamento sino al trasporto dei rifiuti cui si riferiscono presso il centro di raccolta comunale.

    Quello che invece NON DEVE e NON PUO' pretendere di fare è ribaltare sul cliente l'obbligo di conferimento del RAEE. Solo in un paese di cialtroni un negoziante può ritenere che sia un suo diritto, in virtù della concorrenza e del mercato quella di sbattersene dei diritti del consumatore stabiliti in modo così chiaro dal legislatore.
    non+autenticato
  • 1) OK

    > 2. Iscriversi all’Albo Nazionale Gestori
    > Ambientali per le attività di raccolta e
    > trasporto dei RAEE

    gli albi sono molti e per ognuno, oltre ad una quantita' di carta &permessi non ovvi, e' necessario pagare ALTRI SOLDI
    Una quantita' superiore al RAEE stesso: allora cosa serve?



    > 3. Ritirare gratuitamente
    Basta che non si trovi dopo 5 piani di scale a chiocciola e sia possibile l'immediato smaltimento.
    Invece il ritiro e' MENSILE e capisci che 30 frigo...
    Inoltre il cliente pensa che la gente che trasporta su per le scale il tv sia GRATIS. Tu lavori gratis?



    > 4. Trasportare i RAEE ritirati, presso il centro
    > comunale del comune ove è stato effettuato il
    > ritiro

    Questo e' vietato!!


    > o un magazzino per effettuarne il raggruppamento
    > prima di trasportarli al centro
    > competente per
    > territorio
    Dove ancora una volta si paga: Perche' non aunmentiamo il RAEE e incorporiamo TUTTO?



    > 5. Nel caso effettuino il raggruppamento dei RAEE
    > compilare uno schedario numerato progressivamente
    > (vedi allegato 1 al DM 65/2010) dal quale
    > risultino il nominativo e l'indirizzo del
    > consumatore che conferisce il rifiuto e la
    > tipologia del RAEE.

    E il consumatore, persona ovviamente e' troppo per un microcefalo, non vuole farti fotocopiare la CI!!!
    invocano privacy&c


    > custodire la copia del documento....
    > 6. Accompagnare il trasporto dei RAEE con un
    > documento di trasporto (vedi allegato 2 al DM
    > 65/2010), numerato, in tre esemplari....

    > con una fotocopia, firmata dal distributore....
    > trasportati, compilate con la data e l'ora di....

    Carta, carta, carta, carat= costi, costi, costi..
    Chi sei Prodi?
    MA E' UN TV O E' CRIPTONITE?
    cosa faranno con gli olii usati: un trasporto blindato?

    Solo in un paese di cialtroni si pensa che aumentando la carta si aumenti la qualtita': solitamente e' il contrario!!!!
    non+autenticato
  • Che ritirino o meno gratuitamente i RAEE nei negozi, o che li si porti direttamente nei centri di raccolta, quello che conta veramente è che fine fanno poi quei RAEE.
    Il riutilizzo, nel senso più generale delle cose, significa "trasformare" qualcosa non più (relativamente) utile in qualcos'altro invece di utile.
    Tanto più ingente è la trasformazione, tanta maggiore è l'"energia" contenuta originariamente nel rifiuto che viene sprecata e tanto minore è quella che "rimane" nell'oggetto trasformato.
    Per questo motivo, buttare tutto in un inceneritore produce calore/energia, ma il bilancio energetico totale è più sfavorevole di quello che invece c'è nel trasformare i rifiuti in "eco-sabbia" da utilizzare nella manifattura. Così come, nel caso dei RAEE, smontare i singoli componenti (diodi, condensatori, solenoidi, resistenze, PCR e quello che vi pare) per riutilizzarli così come sono, ha un bilancio energetico ancora più favorevole.
    Nei centri di raccolta italiani tutti questi RAEE, parliamoci francamente, che fine fanno? Rimangono lì a marcire. Però almeno quando li porti lì, dal punto di vista legale fai "la cosa giusta". Che poi finiscano sempre per essere materiale inquinante non importa a nessuno.

    Il modo più ecosostenibile in assoluto per riciclare qualcosa è non trasformarlo per niente, e continuare ad usarlo così com'è (se è ancora possibile), e questo è in primis vero per i dispositivi tecnologici ultra-obsoleti che però sono ancora funzionanti.
    Quello che manca è però la "forma mentis" delle persone, che invece è più votata al motto "butta via, cosa te ne frega, tanto ormai non ci fai niente".
    Quando invece si comincerà, anche un po' alla volta, a pensare "io non ci faccio niente, ma mi dispiace buttarlo nel cassonetto (perché alla fine quello succede), magari serve a qualcun altro, mettiamo un annuncio di regalo su un sito di riciclo (tipo il mioCon la lingua fuori)", allora probabilmente il problema inizierà ad autorisolversi, anche se purtroppo credo che sarà sempre troppo tardi.
    ______________
    http://www.reecycle.it il freecycling italiano
  • discorso condivisibie, però con un occhio ai consumi generali.. esempio: si legge spesso: recuperate i vostri vecchi pc! Diventano degli ottimi router... si bello, un router da 250 watt... solo un imbecille se lo metterebbe in casa, oppure uno che se ne frega proprio del risparmio energetico...
    non+autenticato
  • parole sante... cioè, un p3 headless forse arriva ad assorbire non più di 80W invece che 250 (credo di meno), ma sono sempre un'enormità se lo usi come firewallCon la lingua fuori
    Nella biblioteca di un paesino sperduto invece ci sta, o magari nella sala d'attesa di un ufficio pubblico, o che ne so... hai capito il concettoOcchiolino
  • 1) Il ritiro NON è gratuito, nel senso che pagando il nuovo elettrodomestico si paga sempre e comunque già il prezzo di smaltimento RAEE per cui il negoziante che non ritira fa concorrenza sleale agli altri
    2)Omesso ritiro uno a uno: Il distributore che non ritira a titolo gratuito un RAEE domestico a fronte dell’acquisto di un AEE, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 150 euro a 400 euro per ciascuna apparecchiatura non ritirata o ritirata a titolo oneroso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alessio
    > 1) Il ritiro NON è gratuito, nel senso che
    > pagando il nuovo elettrodomestico si paga sempre
    > e comunque già il prezzo di smaltimento RAEE per
    > cui il negoziante che non ritira fa concorrenza
    > sleale agli
    > altri
    > 2)Omesso ritiro uno a uno: Il distributore che
    > non ritira a titolo gratuito un RAEE domestico a
    > fronte dell’acquisto di un AEE, è punito con la
    > sanzione amministrativa pecuniaria da 150 euro a
    > 400 euro per ciascuna apparecchiatura non
    > ritirata o ritirata a titolo
    > oneroso.

    Il raee che e' stato pagato non e' quello che pensi, e' solo una tassa.
    Se devi smaltire hai ALTRI costi.
    Quindi il negoziante e' OBBLIGATO a non ritirare o a buttare
    in maniera fraudolenta.
    Come e' fraudolenta una tassa come il raee.
    non+autenticato
  • - Scritto da: claudio
    > - Scritto da: Alessio
    > > 1) Il ritiro NON è gratuito, nel senso che
    > > pagando il nuovo elettrodomestico si paga sempre
    > > e comunque già il prezzo di smaltimento RAEE per
    > > cui il negoziante che non ritira fa concorrenza
    > > sleale agli
    > > altri
    > > 2)Omesso ritiro uno a uno: Il distributore che
    > > non ritira a titolo gratuito un RAEE domestico a
    > > fronte dell’acquisto di un AEE, è punito con la
    > > sanzione amministrativa pecuniaria da 150 euro a
    > > 400 euro per ciascuna apparecchiatura non
    > > ritirata o ritirata a titolo
    > > oneroso.
    >
    > Il raee che e' stato pagato non e' quello che
    > pensi, e' solo una
    > tassa.
    > Se devi smaltire hai ALTRI costi.
    > Quindi il negoziante e' OBBLIGATO a non ritirare
    > o a
    > buttare
    > in maniera fraudolenta.
    > Come e' fraudolenta una tassa come il raee.

    Dal Dlgs 151/2005:

    "Art. 6 (Raccolta separata)
    1. (omissis)
    a) (omissis)
    b) i distributori assicurano al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura elettrica ed elettronica destinata ad un nucleo domestico, il ritiro gratuito , in ragione di uno contro uno, della apparecchiatura usata, a condizione che la stessa sia di tipo equivalente e abbia svolto le stesse funzioni della nuova apparecchiatura fornita: provvedono, altresì, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), alla verifica del possibile reimpiego delle apparecchiature ritirate ed al trasporto presso i centri istituiti ai sensi delle lettere a) e c) di quelle valutate non suscettibili di reimpiego;

    Art. 16 (Sanzioni)

    1. Il distributore che, nell'ipotesi di cui all'articolo 6, comma 1, lettera b), indebitamente non ritira, a titolo gratuito, una apparecchiatura elettrica od elettronica, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 150 ad euro 400, per ciascuna apparecchiatura non ritirata o ritirata a titolo oneroso."

    Fine delle trasmissioni.

    Ora che decidano se gli conviene di più pagare 133,33 Euro + spese di notifica e procedeimento PER OGNI PEZZO NON RITIRATO (ai sensi della L. 689/1981 è questa la sanzione che poi viene applicata) o ritirare GRATUITAMENTE i RAEE a fronte dei nuovi acquisti analoghi. Certo è che se capitasse a me il diniego al ritiro, oltre a non effettuare più l'acquisto non ci penserei due volte a chiamare i carabinnieri del NTA o la Provincia. Se vogliono fare concorrenza sleale ai loro concorrenti che invece rispettano le leggi è giusto che paghino, possibilmente il più salato possibile, così forse un giorno questo paese la finirà di essere la repubblica delle banane.
    non+autenticato
  • Si rifiutano di ritirare gratuitamente i vecchi eettrodomestici? Chiamate immediatamente i carabinieri del Nucleo di Tutela Ambientale.
    non+autenticato