Roma -
No al cierre de webs. Il fuoco della protesta
ha soffiato online, alimentato da una nutrita schiera di siti spagnoli legati al file sharing. Una rivolta di massa per svegliare le coscienze circa la possibile implementazione del controverso
disegno di legge sull'economia sostenibile.
La coalizione degli spazi web ha così deciso per
un oscuramento volontario, una sparizione coordinata per protestare contro una modifica sostanziale alla legge iberica
32/2002 sui servizi della società dell'informazione. Che potrebbe di fatto portare le autorità giudiziarie del paese a
chiudere tutti quei siti web ospitanti contenuti protetti dal diritto d'autore.
Il
Congreso spagnolo ha però
bocciato il testo del disegno di legge promosso dal ministro della Cultura Ángeles González-Sinde, che vorrebbe istituire una speciale commissione per la tutela della proprietà intellettuale. La proposta di Sinde è stata bloccata dalla maggior parte dei parlamentari spagnoli,
ad eccezione di quelli facenti capo al partito socialista del primo ministro Zapatero.
Troppe le falle riscontrate nel disegno di legge, con il
Congreso spagnolo preoccupato per un possibile conflitto d'interessi tra il ruolo di regista di Sinde e la mannaia annunciata contro quei siti che permetterebbero il download di film. L'industria di Hollywood aveva più volte indicato la Spagna come una sorta di
porto franco per il P2P selvaggio.
Ad alimentare le critiche ha poi pensato un pugno di
cable recentemente pubblicati da Wikileaks, a sottolineare come il governo spagnolo abbia ricevuto
notevoli pressioni da parte dei signori statunitensi del copyright. Il testo del disegno di legge proposto da Sinde passerà nel corso del prossimo anno al vaglio del Senato.
Mauro Vecchio