Brevetti Web, Amazon tenta la difesa

Secondo Jeff Bezos le critiche e i boicottaggi per i brevetti ottenuti dall'azienda sono ingiusti. Bezos vuol far passare la linea che le operazioni compiute sono necessarie e sono una difesa

Web (internet) - Il brevetto sul single-click, e quello più recente sui siti affiliati, hanno creato attorno ad Amazon.com un vasto movimento di protesta a cui per primo ha dato voce OReilly.com. E proprio con l'editore Tim O'Reilly, il CEO di Amazon Jeff Bezos è tornato all'attacco, sostenendo che i brevetti ottenuti dall'azienda sono "autodifesa".

Secondo Bezos le critiche ricevute e i boicottaggi sono ingiusti, perché "se Amazon ha iniziato a registrare brevetti su certe pratiche commerciali lo ha fatto per evitare di essere buttata fuori dal mercato da nuovi player senza scrupoli". Bezos poi avrebbe anche detto a O'Reilly: "non vogliamo essere una nuova Netscape"..

O'Reilly si era fatto interprete dei fortissimi malumori sorti sulla rete, relativi alla politica dei brevetti di Amazon e, in una lettera aperta a Bezos, aveva scritto che i brevetti su tecniche web comuni e ovvie minacciano gli standard aperti che dovrebbero essere sempre disponibili per tutti i siti web. Una lettera firmata in pochi giorni da più di 10mila utenti internet.
Nella conversazione con Bezos, però, sono uscite anche una serie di contraddizioni, come quella relativa al fatto che Amazon non si limita a brevettare ma fa anche causa ai competitor che usano le tecniche brevettate. Su questo Bezos ha detto che "ci sono moltissimi che utilizzano il single-click per i propri siti e che noi non abbiamo intenzione di perseguire". Però i competitor maggiori verranno portati in tribunale, come sta accadendo con Barnesandnoble. Questo significa che soltanto chi non mette a rischio il business di Amazon potrà avere il "via libera" nell'uso di comuni sistemi web.