Domenico Galimberti

Apple e la passione per i marketplace

di D. Galimberti - Dopo averne lanciato uno per i cellulari, Cupertino rilancia sui PC. Un rischio calcolato. Che potrebbe fare felici gli utenti, un po' meno gli sviluppatori

Roma - Apre domani il Mac App Store, e vorrei fare una breve riflessione che parte dalla più semplice delle domande, la prima domanda che imparano anche i bambini in tenera età: perché? Perché Apple ha voluto portare sul Mac il concetto di App Store? La risposta non è unica, e probabilmente anche la serie di risposte che mi appresto a ipotizzare non sarà esaustiva, ma quantomeno può aiutare a ragionare sul futuro della piattaforma.

La prima risposta (quella più banale, che è stata data anche da Apple all'annuncio della novità) è che si vuole portare su Mac ciò che di buono c'è su iOS, e l'App Store è stato uno dei maggiori successi di Apple degli ultimi anni, imitato da tutti i concorrenti. Questa risposta però significa tutto e niente: "tutto" perché, al di là della bontà dell'idea, si porta con se numerose altre conseguenze; "niente" perché, al di là delle reali intenzioni di Apple sul futuro di Mac OS X, attualmente il modello è applicabile solo fino ad un certo punto. Ma procediamo per ordine, e analizziamo i vantaggi che potrebbero esserci per utenti, sviluppatori, e per la stessa Apple.

Innanzitutto un Mac App Store consente all'utente di avere un luogo univoco dove cercare software di ogni tipo, un sistema facile per comprare questo software e tenerlo aggiornato, e una autorizzazione all'uso associata al proprio account, senza il "disturbo" di numeri seriali da archiviare, licenze che si perdono o che non si riescono a trasferire sulle nuove macchine, o (peggio ancora) chiavi hardware che si possono guastare. Inoltre, se dovesse accadere quello che è già successo sull'AppStore per iOS, la maggiore concorrenza e l'ampia visibilità (che dovrebbe assicurare più vendite) potrebbero portare a prezzi molto bassi, se non ad applicazioni gratuite che si ripagano con la pubblicità (per chi è disposto a sopportarla).
Lo sviluppatore, a fronte del 30 per cento dei suoi incassi che finiscono nelle tasche di Apple (e del pagamento di una quota annuale di iscrizione), si trova ad usufruire di tutti quei vantaggi già noti per iOS: ha una vetrina dove milioni di persone potranno avere accesso al suo software, non deve allestire un sito o un dominio per mettere in vendita il proprio prodotto (né tantomeno deve trovare una software-house disposta a pubblicarlo) e non deve nemmeno preoccuparsi di questioni legate alle transizioni monetarie. Senza contare che ha già a disposizione, gratuitamente, tutti gli strumenti di sviluppo (ma questo valeva anche prima dell'avvento di AppStore).

Per Apple il vantaggio più evidente è quello di incassare il 30 per cento su ogni software venduto, ma questa è solo la punta dell'iceberg: il sistema del Mac App Store potrebbe attirare molti sviluppatori, il che significherebbe più software per Mac e di riflesso (visto che il software è la vera anima del computer) più Mac venduti. La maggiore diffusione dell'hardware richiamerebbe ancora più sviluppatori interessati alla piattaforma, in un circolo vizioso che abbiamo già visto decretare il successo di iTunes/iPod e di AppStore/iOS (cioè di tutti i device dove iOS è utilizzato: iPhone, iPod Touch e iPad).

Solo vantaggi quindi? Non è detto, ma procediamo ancora per ordine analizzando i possibili svantaggi per utenti, sviluppatori, e per Apple. La critica più gettonata è che Apple voglia creare un sistema chiuso anche su Mac, controllando l'installazione di ogni software e decidendo a monte cosa può essere installato o meno, esattamente come accade oggi sui dispositivi iOS (Jailbreak a parte). Al di là del fatto che una svolta del genere potrebbe provocare l'insurrezione tanto degli utenti quanto degli sviluppatori, si tratta di una possibilità che al momento vedo, se non impraticabile, quantomeno molto remota: il Mac App Store affiancherà i tradizionali metodi di distribuzione del software, sia perché non tutti gli sviluppatori hanno interesse a passare tramite questo canale (colossi quali Adobe o Microsoft non hanno bisogno di un App Store per vendere Photoshop o Office, e nemmeno sono intenzionati a regalare il 30 per cento del loro fatturato ad Apple), sia perché non sarebbe possibile troncare di punto in bianco qualsiasi altro canale di distribuzione o impedire lo sviluppo di software creato ad-hoc per ambiti molto specifici, se non per singoli clienti (e che quindi non avrebbe senso pubblicare sul Mac App Store).

Ci sono poi altre considerazioni che allontanano questa ipotesi, per esempio il fatto che spesso l'installazione di software su Mac OS X si riduce nel copia&incolla dell'eseguibile: a meno di voler impedire una qualsiasi gestione dei file, o di voler instaurare a livello di sistema operativo un controllo preventivo su ogni file eseguibile (cosa che allo stato attuale delle cose non esiste su Snow Leopard e, a quanto ci è dato di sapere, nemmeno sul futuro Lion) è evidente che per ora, ma anche per i prossimi anni, non è pensabile impedire l'installazione delle applicazioni per altre vie.

Fugata l'ipotesi meno felice, quali altri svantaggi potrebbero esserci per l'utente? A parte l'induzione all'acquisto che lo porterebbe a spendere più di quanto spende oggi in software, l'unico altro problema potrebbe essere quello di trovarsi di fronte a 10 prodotti spazzatura a fronte di un solo prodotto buono. Ma questo accade anche oggi, seppure in misura minore.

Qualche problema in più potrebbero averlo invece gli sviluppatori. È vero che hanno la possibilità di pubblicare le proprie applicazioni in una vetrina immediatamente accessibile a milioni di persone, ma è anche vero che stiamo parlando di una vetrina globale dove il singolo software può perdersi in mezzo a decine (se non centinaia) di prodotti simili, e dove la concorrenza spietata porterà probabilmente ad adottare una politica di bassi prezzi, politica che diventa sostenibile solo se si raggiungono determinati volumi di vendita. E spesso la bontà del software non basta ad ottenere buoni volumi. In ogni caso questo è un capitolo ancora tutto da valutare in base a come si svilupperà lo Store.

Infine, Apple: c'è qualche aspetto negativo al quale Apple potrebbe andare incontro? A parte l'eventualità di fare flop, e quindi di rimetterci la faccia (nonché gli investimenti fatti finora in termini di strutture per "contenere" il Mac App Store e la banda che dovrà assicurare agli utenti per usufruirne) non vedo grossi rischi o grossi svantaggi. È ancora presto per tirare le somme, ma complessivamente le premesse per fare bene ci sono, e secondo il mio parere l'unica possibilità di fallimento potrebbe arrivare da scelte sbagliate sul futuro di Mac OS X, più che dal Mac App Store. Ma di questo ne riparleremo tra qualche anno.

Domenico Galimberti
blog puce72

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77 Commenti alla Notizia Apple e la passione per i marketplace
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  • Cito dall'articolo: "colossi quali Adobe o Microsoft non hanno bisogno di un App Store per vendere Photoshop o Office, e nemmeno sono intenzionati a regalare il 30 per cento del loro fatturato ad Apple"

    In realtà anche i colossi dovranno presto rivolgersi a questo canale distributivo, che sia l'app store di Apple o che ne implementino uno in proprio. Il cambiamento radicale rispetto alla distribuzione tradizionale infatti è il taglio degli intermediari. Non si tratta tanto (o solo) di numeri di serie o chiavi hardware ma di consistenti fette di fatturato. Ciò che consente oggi prezzi bassi sull'app store non è né la maggiore concorrenza né l'ampia visibilità, ma l'immediatezza dell'offerta, direttamente dal produttore al consumatore.
    Nella distribuzione tradizionale infatti la maggior parte del fatturato (ben più del 30 per cento) se ne va in costi industriali - produrre fisicamente i cd/dvd, i manuali utente e le confezioni (e produrne in quantità che non si può prevedere in anticipo se e quanto venderanno, generando magazzino e rimanenze, cioè altri costi) - ma soprattutto va in costi commerciali: i margini dei negozi al dettaglio che devono pagare personale, affitti e costi di gestione del punto vendita. Aggiungiamo infine pubblicità e promozione, fiere, trasporti, logistica. Si tratta di una quota ben superiore al 50 per cento del fatturato misurato sul prezzo di vendita al dettaglio.
    L'app store elimina tutto ciò e inoltre rende estremamente efficiente e fluido tutto il processo. Il 30 per cento dei ricavi versati alla piattaforma rappresenta in realtà un risparmio, e permette la discesa del prezzo finale. E' già successo con la musica, sta per succedere con gli ebook ed è naturale che debba accadere anche per il software. Vedremo molto presto - ne sono convinto - store di Microsoft, Adobe e anche dei maggiori produttori di giochi (le console non ci metteranno molto ad adeguarsi a questo business model).
    Infine non penso che possa essere uno svantaggio per gli sviluppatori. Il problema della visibilità esiste - ed è molto maggiore - anche nella distribuzione tradizionale, fisica: occorre trovare un produttore che voglia investire nel nostro prodotto e che sia in grado di farsi spazio sugli scaffali dei negozi o comunque di farsi vedere tra centinaia di programmi, più o meno buoni, analoghi al nostro. Quante volte abbiamo visto software mediocri imporsi e conquistare il mercato solo perché arrivati prima o appoggiati a grandi software house? Semmai il punto critico sarà il controllo di Apple, che potrà scegliere chi entra e chi no nell'app store. Già succede con iPhone e iPad e in modo hard (senza jailbreak non si può accedere ad altre fonti di software); il Mac non può essere "rinchiuso" nello stesso modo, ma il controllo ci sarà, anche se in versione fortunatamente solo 'soft'.
    non+autenticato
  • aggiungerei solo che una delle ragioni del successo di UBUNTU è proprio l'interfaccia UNIFICATA per installare software tramite repository.
    non+autenticato
  • Apple today announced that over one million apps have been downloaded from the Mac App Store in the first day.

    “We’re amazed at the incredible response the Mac App Store is getting,” said Steve Jobs, Apple’s CEO, in the press release. “Developers have done a great job bringing apps to the store and users are loving how easy and fun the Mac App Store is.”


    Pronto Adobe? Avete un problema....

    Fan AppleFan Linux
  • Un milione di mosche ha sentito l'odore...
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Un milione di mosche ha sentito l'odore...

    Cos'è? paura di perdere il lavoro? Dolori di stomaco?

    Clicca per vedere le dimensioni originali

    Fan AppleFan Linux
  • > Cos'è? paura di perdere il lavoro?

    Non ti preoccupare... non lavorerei mai per la apple. Non mi abbasserei mai a tanto.

    E hai pagato a ruppolo i diritti per la sua battuta sul maalox?
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Cos'è? paura di perdere il lavoro?
    >
    > Non ti preoccupare... non lavorerei mai per la
    > apple. Non mi abbasserei mai a
    > tanto.

    Capisco, finirai giustamente sotto un ponte o a lavorare nei campi---

    > E hai pagato a ruppolo i diritti per la sua
    > battuta sul
    > maalox?

    In realtà la battuta era mia, ma l'ho rilasciata sotto licenza GPL

    Fan AppleFan Linux
  • - Scritto da: FinalCut
    > - Scritto da: uno qualsiasi
    > > > Cos'è? paura di perdere il lavoro?
    > >
    > > Non ti preoccupare... non lavorerei mai per la
    > > apple. Non mi abbasserei mai a
    > > tanto.
    >
    > Capisco, finirai giustamente sotto un ponte o a
    > lavorare nei
    > campi---
    >

    Io così avrò da mangiare quello che ho coltivato... tu ti accorgerai che non potrai mangiarti le pellicole dei tuoi documentari, che nessuno vorrà più comprare perchè si trovano tutti sul mulo....
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Un milione di mosche ha sentito l'odore...

    puzzi?
  • Già, non dovevo chiederti in prestito la giacca.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Già, non dovevo chiederti in prestito la giacca.

    infatti: ora hai impestato anche la mia giacca della tua puzza: non preoccuparti, puoi tenertela...
  • io lo avevo detto, improvvisamente cambia tutto.

    • It’s groundbreaking. I think this will be more than just an experiment—I think it’ll be quite successful within the Apple community. Those who are familiar with the Mac way of doing things will easily accept this, and probably embrace it. - Tim Bajarin of Creative Strategies

    • It’s the beginning of the death of packaged software. But it also shows the strength of the Mac platform. I think we’re going to see developers embrace this. - Avi Greengart, research director for consumer devices at Current Analysis

    • This is a way of pointing out that the Mac is ahead of the other platform, and how Apple is making the personal computer experience much more appliance-like. I’d be very surprised if we didn’t see someone attempt to do this on Windows, but it would be much harder to [pull that off]. - Gartner Group analyst Michael Gartenberg

    • This is the atomization of the software market. The Mac App Store means that instead of buying Photoshop for $800, we’ll see a lot more consumers buying an app for cropping photos and maybe two different ones for retouching, each of which will cost about $10. The consumer saves money and the developers can be more focused on things that consumers want instead of kitchen-sink app suites. The winners are independent app developers who have never had the kind of distribution an Adobe had, but now get world-class distribution of their app. Apple also wins, because it starts collecting a 30 percent cut of all software sales. Losers are the traditional software vendors who will be too high-priced for downloadable apps. - Yankee Group analyst Carl Howe


    Ballmerd? com'è andata la presentazione al CES? Cosa sei rimasto senza tavolette? Beh al CES è grave.... poveretto!

    Adobe? Pronto? Avete un serio, serio problema... anzi due: Aperture a 62 € e Pixelmator a 26 € Rotola dal ridereRotola dal ridere

    Fan LinuxFan Apple
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    Modificato dall' autore il 07 gennaio 2011 00.17
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  • ma seriamente tu pensi che chi oggi spende 800$ per photoshop, sia la stessa utenza che spende 26 $ per pixelmator????
    In che mondo vivi?
    E' come dire che la Ferrari ha un problema perché è uscito un nuovo modello di panda.
    Pixelmator si sovrappone a quella fascia di pubblico che
    1. photoshop non l'aveva in modo legale
    2. utilizzava altri software perché aveva necessità di un editor grafico stand alone, senza integrarsi in un sistema produttivo.

    Se sapessi di cosa parliamo, sapresti che la forza dei prodotti Adobe è l'integrazione fra loro, quindi a livello professionale, passare ad un altro prodotto non avrebbe alcun senso in termini di produttività.

    Come ho scritto (ma evidentemente eri distratto):
    Mi permetto di notare come la forza di photoshop (rispetto, ad esempio alle suite di Corel) è la forte integrazione interna fra i prodotti, che permette di ottimizzare in modo automatico i vari passaggi di un lavoro complesso.
    Quindi il problema non è tanto quello di trovare il "photoshop killer", visto che alternative a photoshop, anche economiche e di qualità, ce ne sono parecchie, ma di trovare l'"adobe suite killer", che integri al suo interno sviluppo grafico, fotoritocco, impaginazione avanzata, ed output di stampa, ma anche fotoritocco, importazione in video composing, video editing, audio editing ed auhtoring DVD o blu ray evoluto o sviluppo di grafica per il web, importazione in compilatore per web dinamico, server di prova inline... insomma photoshop è parte di un sistema molto solido che permette di lavorare in ambiti diversi (grafica, web, animazioni, videocomposing, editing video, authoring multimediale...), il fatto che tu lo consideri un semplice programma di fotoritocco, mi dà l'idea che tu abbia una conoscenza vaga del mezzo e del SUO ecosistema.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Santo Subito
    > ma seriamente tu pensi che chi oggi spende 800$
    > per photoshop, sia la stessa utenza che spende 26
    > $ per
    > pixelmator????
    > In che mondo vivi?
    > E' come dire che la Ferrari ha un problema perché
    > è uscito un nuovo modello di
    > panda.
    > Pixelmator si sovrappone a quella fascia di
    > pubblico che
    >
    > 1. photoshop non l'aveva in modo legale
    > 2. utilizzava altri software perché aveva
    > necessità di un editor grafico stand alone, senza
    > integrarsi in un sistema
    > produttivo.

    dissento fortemente.. se uno pirata photoshop non va certo a pagare per pixelmator

    >
    > Se sapessi di cosa parliamo, sapresti che la
    > forza dei prodotti Adobe è l'integrazione fra
    > loro, quindi a livello professionale, passare ad
    > un altro prodotto non avrebbe alcun senso in
    > termini di
    > produttività.

    se è un professionista non gli conviene.. se è un comune utente continuerà a piratarsi photoshop

    >
    > Come ho scritto (ma evidentemente eri distratto):
    > Mi permetto di notare come la forza di photoshop
    > (rispetto, ad esempio alle suite di Corel) è la
    > forte integrazione interna fra i prodotti, che
    > permette di ottimizzare in modo automatico i vari
    > passaggi di un lavoro complesso.
    >
    > Quindi il problema non è tanto quello di trovare
    > il "photoshop killer", visto che alternative a
    > photoshop, anche economiche e di qualità, ce ne
    > sono parecchie, ma di trovare l'"adobe suite
    > killer", che integri al suo interno sviluppo
    > grafico, fotoritocco, impaginazione avanzata, ed
    > output di stampa, ma anche fotoritocco,
    > importazione in video composing, video editing,
    > audio editing ed auhtoring DVD o blu ray evoluto
    > o sviluppo di grafica per il web, importazione in
    > compilatore per web dinamico, server di prova
    > inline... insomma photoshop è parte di un sistema
    > molto solido che permette di lavorare in ambiti
    > diversi (grafica, web, animazioni,
    > videocomposing, editing video, authoring
    > multimediale...), il fatto che tu lo consideri un
    > semplice programma di fotoritocco, mi dà l'idea
    > che tu abbia una conoscenza vaga del mezzo e del
    > SUO
    > ecosistema.
    non+autenticato
  • - Scritto da: lordream
    > - Scritto da: Santo Subito
    > > ma seriamente tu pensi che chi oggi spende 800$
    > > per photoshop, sia la stessa utenza che spende 26
    > > $ per
    > > pixelmator????
    > > In che mondo vivi?
    > > E' come dire che la Ferrari ha un problema
    > perché
    > > è uscito un nuovo modello di
    > > panda.
    > > Pixelmator si sovrappone a quella fascia di
    > > pubblico che
    > >
    > > 1. photoshop non l'aveva in modo legale
    > > 2. utilizzava altri software perché aveva
    > > necessità di un editor grafico stand alone,
    > senza
    > > integrarsi in un sistema
    > > produttivo.
    >
    > dissento fortemente.. se uno pirata photoshop non
    > va certo a pagare per
    > pixelmator

    > se è un professionista non gli conviene.. se è un
    > comune utente continuerà a piratarsi
    > photoshop



    Colgo l'occasione per rispondere a tutti e due.

    Inizio con il dire che in azienda abbiamo 10 licenze CS5 e purtroppo non verrano mai sostituite a breve con nulla, tantomeno Pixelmator che però ha affiancato Photoshop in alcuni compiti per un paio di grafici.

    1) Non ho mai affermato che Pixelmator possa competere ad armi pari con Photoshop, ma in alcuni ambiti è valido. Tanto è vero che i commenti sullo store dicono:

    http://itunes.apple.com/it/app/pixelmator/id407963...

    Una killer app
    Applicazione incredibile. Per molti punti di vista superiore perfino a Photoshop, anche se ovviamente non ne ha tutte le caratteristiche. Conosco parecchi utenti e grafici, me compreso che utilizzano solo PixelMator come strumento di lavoro. Non ne rimarrete delusi sopratutto considerando i continui miglioramenti apportati dal team di sviluppo e il prezzo bassissimo per un'applicazione professionale. Per una lista delle fuznioni e caratteristiche visitate il sito ufficiale, sarebbe troppo lungo elencare tutto. Una cosa che forse non troverete scritta.... e' di una velocità incredibile.

    È un'applicazione davvero notevole, per molti versi superiore a Photoshop Elements. Ovviamente mancano sia le feature professionali del Photoshop "adulto" (che però costa molto di più) sia la potenza di Gimp, rispetto al quale c'è però un'intefraccia decisamente migliore.
    La migrazione su App store poteva però essere gestita in maniera differente per chi aveva già una licenza.


    Applicazione ottima che uso da tempo, ma trovo scandaloso averla dovuta ripagare (do solo 3 stelle per questo motivo, altrimenti ne meriterebbe 5)... speriamo che la versione 2 non mi faccia rimpiangere il ri-acquisto



    Da questo si evince che:
    1) Alcuni professionisti la usano
    2) Personalmente conosco almeno 3 utenti che saranno felici di cancellarsi tutta la zozzeria di Adobe crackata sul loro Mac per fare 4 cavolate amatoriali e prendersi Pixelmator.

    Attualmente Aperture (questo si che dovrebbe impensierire Adobe) è al 7° posto come più acquistate e primo posto come top redditizie. Pixelmator è rispettivamente 10° e 4°.

    QUINDI (nonostante quello che pensiate voi) LA GENTE STÀ COMPRANDO PIXELMATOR (chiaro?)

    Adobe si preoccuperà perché da oggi Pixelmator avrà un discreto successo di vendite che genereranno un cospicuo introito di soldini e con essi lo sviluppo decollerà permettendogli di affiancarsi (nel giro di un paio d'anni) a Photoshop, combattendo ad armi pari. D'altronde io lo avevo scritto qui:
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3065334&m=306...

    Risultato? Software come questo

    http://www.pixelmator.com

    avranno una visibilità maggiore, possibilità di guadagnare 1000 volte più di prima e costi molto contenuti (già oggi Pixelmator costa pochissimo).

    L'utonto non si chiederà più se ci sono i software e non cercherà Photoshop crackato se può comprare regolare licenza di Pixelmator valida per 20$ per TUTTI i suoi Mac.

    Non passerà molto tempo (un paio d'anni?) che Photoshop inizierà a sentirsi minacciato da Pixelmator ed alla Adobe scatterà un attacco di panico.


    Pixelmator sta già incassando un sacco di soldi al giorno zero, Adobe DEVE iniziare a preoccuparsi seriamente. Non mi stupirei di trovare Lightroom e Photoshop Elements su App Store a 62€ nei prossimi mesi.

    Quanto alla fantomatica integrazione della Suite CS tra Photoshop, Illustrator e InDesign è vero soltanto in parte. Per anni i grafici hanno lavorato e lavorano con Xpress che di integrazione ne ha ben poca.

    Lightroom ha una integrazione penosa con Photoshop (si limita ad uno smart object al pari di Aperture che non è Adobe). Adobe Bridge (quello schifo di Abode Bridge) viene usato quasi esclusivamente su Windows per sopperire alle mancanze di Microsoft.

    Adobe stessa spinge anche su Firework invece di Photoshop.

    Integrazione alla Adobe è un concetto che piace ma che viene applicato male.

    Fan AppleFan Linux
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    Modificato dall' autore il 07 gennaio 2011 14.06
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  • il fatto che la gente stia comperando èixelmator, non significa in alcun modo che ci sia un danno per adobe, come invece tu sostieni ai 4 venti da un paio di giorni.
    Chi sostituisce photoshop crackato con pixelmator, non crea un danno all'Adobe, chi sostituisce Gimp con pixelmator, nemmanco ed in utenza professionale, imho, al massimo si potrà pensare di affiancare pixelmator a photoshop, per alcune cose molto specifiche, ma dubito che in ambito professionale qualcuno sano di mente rinunci tout court a photoshop, ai suoi filtri, alle sue "action" preregistrate.
    E tu quanti "smanettoni" NON professionisti conosci che abbiano una versione pagata prezzo pieno di photoshop? Io nemmeno uno.
    IL mercato di Adobe sono i professionisti, i soldi veri gli arrivano da lì.
    Se pixelmator dominerà il mercato consumer, buon per lei, ma sono fasce di mercato completamente diverse.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Santo Subito
    > il fatto che la gente stia comperando èixelmator,
    > non significa in alcun modo che ci sia un danno
    > per adobe, come invece tu sostieni ai 4 venti da
    > un paio di giorni.

    Ma sai leggere quello che scrivo oppure guardi solo i disegnini?

    Ho scritto chiaramente che il "problema vero" Adobe lo ha già con Aperture ai danni di Lightroom.

    Poi ho scritto che Adobe si "preoccuperà" (futuro, hai presente?) per Pixelmator...

    Adobe si preoccuperà perché da oggi Pixelmator avrà un discreto successo di vendite che genereranno un cospicuo introito di soldini e con essi lo sviluppo decollerà permettendogli di affiancarsi (nel giro di un paio d'anni) a Photoshop, combattendo ad armi pari.

    Se Mac App Store ha avuto un milione di download al primo giorno e Pixelmator è al 7° posto per vendite è lecito presumere che avrà avuto avuto almeno un 20.000 download x 20 € fanno 400.000 € !!!!! IL PRIMO GIORNO DI APP STORE!

    Adesso hai capito perché Adobe SI DEVE PREOCCUPARE???

    > Chi sostituisce photoshop crackato con
    > pixelmator, non crea un danno all'Adobe, chi

    Chi sostituisce Photoshop crackato a Pixelmator pagandolo ne finanzia lo sviluppo
    e con lo sviluppo Pixelmator arriverà a preoccupare Adobe nel corso dei prossimi due anni.

    > sostituisce Gimp con pixelmator, nemmanco ed in
    > utenza professionale, imho, al massimo si potrà
    > pensare di affiancare pixelmator a photoshop, per
    > alcune cose molto specifiche, ma dubito che in
    > ambito professionale qualcuno sano di mente
    > rinunci tout court a photoshop, ai suoi filtri,
    > alle sue "action"
    > preregistrate.

    La "Action" sono una minima parte nel lavoro quotidiano di un professionista della grafica, ma ad ogni modo visto che le hai tirate in ballo... balliamo.

    Pixelmator (so quel che dico perché l'ho visto) è davanti a Photoshop in questo campo perché si integra perfettamente con Automator di Mac OS X cosa che Photoshop non fa.
    http://www.macosxautomation.com/automator/

    I vantaggi sono palesi, essendo un tool di scripting di sistema posso realizzare un workflow che mi scarichi in automatico le foto di un cliente da FTP, processarle con Pixelmator come voglio, rinominarlo in maniera automatica seguendo una logica diversa, crearne delle thumbnail da spedire in automatico al cliente per email e riuplodarle in alta definizione su un FTP diverso dal primo. Il tutto mentre io mi sto prendendo un caffè.

    Tutto questo con una facilità che Photoshop CS5 SI SOGNA. A meno che non ti vai a complicare la vita mixando sciprting di sistema con action di Photoshop, ma a quel punto le cose diventamo MOOOLTO più complicate.

    Quanto ai "filtri" sono proprio l'altro punto forte di Pixelmator ma anche questi (se escludi quelli base di sfocatura, contrasto e pochi altri, contano pochino per un grafico professionista.

    Tanto per essere chiari, prova a rifare questo con Photoshop:
    http://www.pixelmator.com/learn/2010/05/speed-of-l.../

    Non ci riesci? Ops! Adobe abbiamo un problema.

    > E tu quanti "smanettoni" NON professionisti
    > conosci che abbiano una versione pagata prezzo
    > pieno di photoshop? Io nemmeno
    > uno.

    Nemmeno io, che pagherebbero 20 € per stare a posto con "la finanza" in caso di visita... parecchi.

    > IL mercato di Adobe sono i professionisti, i
    > soldi veri gli arrivano da lì.

    Il 50% di questi usa un Mac, Adobe si dovrà preoccupare.

    > Se pixelmator dominerà il mercato consumer, buon
    > per lei, ma sono fasce di mercato completamente
    > diverse.

    Tra due anni le due fascie potrebbero essere più sfumate, molto più sfumate...

    Fan AppleFan Linux
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    Modificato dall' autore il 08 gennaio 2011 11.00
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  • quoto... mi sembra di girare per steam una settimana fa.. prezzi da vergognarsi per quanto bassi (e incidentalmente giusti) fossero

    come l'ho aperto ho trovato un software per la notazione musicale in spartito/tablatura in frontpage che non avevmo mai trovato per la rete A per il suo nome e B perché non sapevo cosa cercare.

    8 euro, non da secondo me più di quello che darebbe finale notepad, garage band o guitar pro ma prezzo a parte finale lo odio, garage band è poco pratico e gp mi fa incavolare per quanto male l'hanno aattato (gp5) e quanto si è preso dalla moda della bella interfaccia con tutto spostato alla cazzodicane triplicando la licenza (gp6)... si potessero provare in demo... (devo verificare)
    non+autenticato
  • già.. immagino che in adobe siano preoccupatissimi e vedo già migliaia di studi grafici che abbandonano la suite adobe per comprarsi i 2 software da te citati

    ps. la mia era ironia.. siccome sei un applefan e quindi non dotato di intelletto è meglio spiegarlo nel caso tu capisca male
    non+autenticato
  • - Scritto da: FinalCut
    > Aperture 3 = € 62
    > http://itunes.apple.com/it/app/aperture/id40898142
    >
    > Pixelmator = € 23
    > http://itunes.apple.com/it/app/pixelmator/id407963
    >
    > Pronto Adobe? Avete un problema...
    > Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    >
    > Fan LinuxFan Apple

    http://mytech.it/web/2011/01/07/mac-app-store-larg.../

    era giusto per riportare in tema spalman
    non+autenticato
  • - Scritto da: lordream

    > > Fan LinuxFan Apple
    >
    > http://mytech.it/web/2011/01/07/mac-app-store-larg
    >
    > era giusto per riportare in tema spalman


    Sei proprio un ragazzino di 5 anni. Se Apple non li avesse accettati avresti gridato allo scandalo (cattiva Apple!) che censura le App dei poveri sviluppatori!

    Se invece ammette tutto ..... non va bene nemmeno quello...

    Siete ridicoli, zero argomenti.

    Fan LinuxFan Apple
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