Alfonso Maruccia

La banda del baco e la truffa al casinò

In tre accusati dalle autorità statunitensi di aver barato alle slot di svariate case da gioco. Mettendo a frutto ignoti "errori del software" con vincite fuori del comune

Roma - Vincere troppo, nei casinò di Las Vegas, può essere pericoloso. Lo ha scoperto sulla propria pelle Andre Nestor, accusato - assieme ad altri due uomini - nientemeno che di truffa ai danni di alcune case da gioco sparse per i territori di Pennsylvania e Nevada, con un "piano" che avrebbe fruttato più di un milione di dollari alla piccola banda prima che questa finisse sotto le cure amorevoli della polizia federale USA.

Le autorità statunitensi sostengono che Nestor e i suoi complici - l'ex-ufficiale di polizia Kerry Laverde e Patrick Loushil, già dichiaratisi colpevoli dei reati loro imputati - avrebbero usato e abusato di non meglio specificati "errori" nel software di gestione delle slot-machine con montepremi, facendo incetta di denaro senza sottostare alle comuni leggi del caso come giocatori comuni.

I "jackpot" collezionati da Nestor e soci sarebbero insomma "falsi", dicono i pubblici ministeri, e almeno in un caso la banda di truffatori avrebbe convinto un impiegato di un casinò a modificare un parametro di configurazione delle slot-machine per poter vincere facile.
Considerando la faccenda dal punto di vista di Nestor, le cose sono andate in maniera molto diversa: "Vengo arrestato dai federali per aver vinto su una slot machine", ha dichiarato l'uomo in TV. "Facciamo che tutti vedano le registrazioni della sorveglianza - ha continuato il presunto baro - Io ho premuto bottoni sulla macchinetta nel casino. Non ho fatto altro".

Alfonso Maruccia
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