Claudio Tamburrino

VLC, cacciata da App Store

Questa volta sembrerebbe non essere stata tutta farina del sacco di Cupertino. In ogni caso, restano molti dubbi sulla compatibilitÓ tra GPL, free software e marketplace

Roma - Apple ha rimosso da App Store l'applicazione VLC. Una decisione non certo inaspettata, che però priva iOS di uno strumento di multimedialità considerato molto utile. O almeno toglie la possibilità di utilizzarlo agli utenti che ancora non l'avevano scaricato, mentre per coloro che avevano già provveduto a farlo l'applicazione rimane disponibile.

╚ una notizia che non sorprende, perché divergenze erano già sorte tra uno dei creatori del media player open source e i responsabili dell'applicazione per iOS. E proprio questa vicenda sembra essere il peccato originale che precluderà all'app l'ospitalità nel giardino chiuso di App Store: uno degli sviluppatori del codice open source del software (e impiegato di Nokia), Rémi Denis-Courmont, aveva inviato a Apple una "notifica di infrazione di copyright".

Il programmatore puntava il dito contro l'inadattabilità del DRM di Apple con la licenza GPL del codice VLC: pur essendo distribuita gratuitamente sullo store digitale, le ulteriori condizioni imposte dallo store di Cupertino non permetterebbero la libera condivisione e redistribuzione del software, rendendo (in generale) incompatibile GPL e EULA di App Store.
Insomma, dato il consueto atteggiamento precauzionale di Cupertino, la sua rimozione era scontata.

A complicare la vicenda, tuttavia, il fatto che il responsabile della creazione dell'app, Applidium, abbia ottenuto il permesso di utilizzare il nome proprio dal team di VideoLAN, che sulla questione GPL vs Marketplace non aveva ancora espresso una posizione ufficiale, tanto da far apparire quella di Denis-Courmont come una posizione esclusivamente personale.

Una volta conclusasi la vicenda con la rimozione, come da lui voluto, egli stesso ha gettato dubbi sulla correlazione diretta tra la sua denuncia e l'epurazione: innanzitutto perché dalla sua richiesta sono passati ben due mesi (più del tempo necessario ad una tempestiva soluzione, quale imposta dal diritto d'autore statunitense); secondo perché, pur avendo comunicato per primo proprio a lui l'avvenuta rimozione, Cupertino non ha dato alcuna spiegazione ulteriore della scelta; terzo perché "già quattro anni fa Apple aveva rimosso VLC dal vecchio Mac Store per computer"; infine, perché Apple avrebbe - a suo avviso - potuto considerare la licenza GPL legata a VLC prevalente sulle EULA del suo store (magari con una loro conseguente modifica), risolvendo in modo alternativo lo questione.

Insomma per lui come per altri, la convivenza GPLv2 con le condizioni aggiuntive poste da App Store (così come da altri app store) era una questione fin qui risolta con la tecnica dell'"occhio non vede cuore non duole": una sostanziale incompatibilità che veniva bellamente ignorata.

A sostegno di questa tesi anche Free Software Foundation (FSF), che ha sottolineato come ad imporre ulteriori condizioni alla licenza GPL del software sia in particolare la parte dei termini di utilizzo Apple che proibisce un successivo utilizzo commerciale e una diversa distribuzione generale o modificata. Una presa di posizione, questa, che ha peraltro scatenato la reazione veemente del presidente dell'associazione VideoLAN Jean-Baptiste Kempf, che si è sentito scavalcato e che ha detto che "con amici come questi, non abbiamo bisogno di nemici": FSF si sarebbe dimostrata insensibile alle istanze della sua comunity, chiedendo di fatto di scegliere tra l'appartenenza alla comunity VideoLAN e quello al gruppo che in generale fa riferimento a FSF.

Per coloro che più che alle distinzioni di diritto sono interessati alla disponibilità per il grande pubblico dell'applicazione, invece, il dibattito vede ora sul banco degli imputati lo stesso Denis-Courmont, reo di aver punito (come un adepto troppo zelante) la sua stessa causa per una fine questione di principio. Fra pro e contro, in ogni caso, ormai l'applicazione è uscita da App Store e se gli utenti iOS vogliono dotarsene non possono far altro che rivolgersi al mercato alternativo di Cydia.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
  • AttualitàVLC e App Store, problemi di licenzaUno degli sviluppatori del player denuncia un'infrazione di copyright per la versione iOS. Le condizioni di vendita impediscono la libera circolazione del software. I marketplace violano la GPL?
  • TecnologiaAdobe, ritorno ad iPhoneApplausi per la recente liberazione degli sviluppatori ordinata dalla Mela. L'azienda di San JosÚ riprenderÓ lo sviluppo del Packager per le successive versioni di CS. Elogi anche da Google
177 Commenti alla Notizia VLC, cacciata da App Store
Ordina
  • la notizia oltre ad essere vecchia, e' detta male: sono stati i realizzatori di vlc a chiederne la rimozione, non e' stata apple a dargli il ben servito.
    non+autenticato
  • la faccenda, come spiegato nel pezzo, è ben più complessa
    l'app per iOS è prodotta in licenza, richiesta e concessa, da un privato
    il principale leader dello sviluppo dell'applicazione per PC ha invece posto il problema dell'EULA in rapporto alla licenza GPL
    il risultato è quanto raccontato (ed è successo lo scorso weekend).

    La cosa sta ancora proseguendo, se è per questo: http://www.h-online.com/open/news/item/VLC-iOS-dev...
  • vallo a dire a tutti gli stolti che se nello stesso documento c'è scritto "apple" e poi "vìola" a periodi logici di distanza interpretano come appl'è mal appl'è cacc, solo perché è apple a prescindere dal fatto che ci sia o no la malafede
    non+autenticato
  • Hai mai considerato che c'è anche gente che non si mette a leggere tutti i quotidiani americani come fai te e viene su punto informatico ogni tanto?
  • Mica devi per forza SEMPRE difendere Apple... anche io da fanboy Android quando google fa cappellate lo ammetto... su dai ammetti che questa è una cappellata!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Deus Ex Machina
    > Mica devi per forza SEMPRE difendere Apple...
    > anche io da fanboy Android quando google fa
    > cappellate lo ammetto... su dai ammetti che
    > questa è una
    > cappellata!

    Oramai non ha più argomenti, e risponde solo più a mono-linee o monosillabi.
    Di questo passo tra poco ce lo saremo levati di tornoCon la lingua fuori
    Funz
    13017
  • l'apple pensiero è una religione che ha più potere delle OBSOLETE religioni, è la prima e vera Religione 2.0.
    inutile cercare di controbattere, ogni resistenza è inutile.....
    Be&O
    1122
  • Non vedo l'ora di bestemmiare il nome di Jobs invano, alloraA bocca aperta
    non+autenticato
  • Eretico! Tu non capisci! Jobs è il bene! Jobs è luce! Come osi dubitare di lui? Perdonali! Perdonali Steve perchè i loro occhi sono ottenebrati dal maligno!
    non+autenticato
  • non è una cappellata ne di apple ne degli sviluppatori di vlc, la gpl prevede la ridistribuitabilità dei binari cosa che con app store non è possibile, io perdo il diritto di copiarti il binario (al massimo essendo gratis qua ti potevo dare un link allo store), questa violazione della gpl non è sanabile in nessun modo. (se non prevedere uno store apposito per la distribuzione di applicazioni gpl, in modo che da questo sia possibile recuperare il binario e passarlo ad un altra persona)
    non+autenticato
  • - Scritto da: erik ilrosso
    > non è una cappellata ne di apple ne degli
    > sviluppatori di vlc, la gpl prevede la
    > ridistribuitabilità dei binari cosa che con app
    > store non è possibile, io perdo il diritto di
    > copiarti il binario (al massimo essendo gratis
    > qua ti potevo dare un link allo store), questa
    > violazione della gpl non è sanabile in nessun
    > modo. (se non prevedere uno store apposito per la
    > distribuzione di applicazioni gpl, in modo che da
    > questo sia possibile recuperare il binario e
    > passarlo ad un altra
    > persona)
    La GPL non copre la ridistribuzione dei binari, ma dei sorgenti con le modifiche (se effettuate)
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 15 gennaio 2011 12.24
    -----------------------------------------------------------
    Darwin
    5126
  • Tornate a convertirvi i film per vederli su iQualcosa hahahahahahaha

    ah.. il mio Galaxy S con Android supporta nativamente i Divx/Xvid/....
    non+autenticato
  • Bella cagata
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ciuccellone
    > Bella cagata
    Tipo i macbook che compri, praticamente...
    Darwin
    5126
  • Si ok e applicazioni che fanno pietà... e poi sinceramente la vedo patetica una persona che si guarda un sacco di film su un cellualare.. capisco un paio, ma star li a bullarsi perchè si può buttarci su divx, bhe...
  • Non ci sono solo i cellulari, ma anche i tablet.
    non+autenticato
  • Mi farebbero pena gli utenti Apple, che si auto-infliggono limitazioni assurde alla loro libertà personale di installare quello che gli pare e piace sui loro sistemi.
    Però mi fanno di più incavolare, perché propagano un modello deleterio di computing chiuso e blindato, in cui l'utente non ha nessuna voce in capitolo né libertà di scelta. Palladium portato dal regno dei brutti sogni alla realtà, solo inzuccherato con una GUI luccicante
    Poveretti loro, e poveri noi...Triste
    Funz
    13017
  • - Scritto da: Funz
    > Mi farebbero pena gli utenti Apple, che si
    > auto-infliggono limitazioni assurde alla loro
    > libertà personale di installare quello che gli
    > pare e piace sui loro
    > sistemi.
    > Però mi fanno di più incavolare, perché propagano
    > un modello deleterio di computing chiuso e
    > blindato, in cui l'utente non ha nessuna voce in
    > capitolo né libertà di scelta. Palladium portato
    > dal regno dei brutti sogni alla realtà, solo
    > inzuccherato con una GUI
    > luccicante
    > Poveretti loro, e poveri noi...Triste

    Concordo in pieno con te, tranne che per poveretti noi.... Android e bye bye Mela mozzicata!
    non+autenticato
  • ja

    l'importante imho e' che il modello apple non diventi uno standard anche per le altre aziende.
    finche' riesco a trovare prodotti che mi permettono una maggiore liberta' d'azione con il mio dispositivo non mi turba il sonno sapere che ci sono delle persone che preferiscono non poter usare un programma (per quanto questo possa avere poco senso per me)

    ripeto, l'importante e' che io (ed altri come me) possa avere la possibilita' di scegliere cosa fare con un mio dispositivo
    non+autenticato
  • - Scritto da: formichiere
    [...]
    > ripeto, l'importante e' che io (ed altri come me)
    > possa avere la possibilita' di scegliere cosa
    > fare con un mio
    > dispositivo

    Quoto!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Contrario alla policy
    > - Scritto da: formichiere
    > [...]
    > > ripeto, l'importante e' che io (ed altri come
    > me)
    > > possa avere la possibilita' di scegliere cosa
    > > fare con un mio
    > > dispositivo
    >
    > Quoto!

    Anche io concordo. Finchè ci sarà un alternativa e finchè ci sarà la GNU GPL a proteggere il software libero allora "siamo immuni" da queste aziende..
    Darwin
    5126
  • guarda che hai capito male, non è Apple che ha cacciato VLC, è VLC che se ne è andata in quanto uno degli sviluppatori fa notare che la licenza GPL non è compatibile con la licenza dell'App Store
    MeX
    16902
  • Quale parte di "lo store di Apple viola la GPL" non ti è chiara?
    Ci tengono ad avere VLC e altri sw simili? Che cambino regole nell'AppStore!
    non+autenticato
  • mmmm... io inserisco il mio software in uno store... clicco la casella che dice di dover sottostare ai suoi metodi. il mio software era precedentemente distribuito sotto un'altra licenza, non sono l'unico proprietario quindi non posso sbattermene. la mia licenza è incompatibile con quella dello store. tolgo l'app dallo store. dove sta il difficile e maligno? se non fosse apple o amazon ma fosse un qualunque altro posto non si scalderebbe nessuno
    non+autenticato
  • sono d'accordo che se non fosse apple non si scalderebbe nessuno, le mie ragioni le ho spiegato sopra.

    apple fa tendenza -> la massa segue la tendenza -> le altre aziende si adeguano alla tendenza perche' vogliono raggiungere la massa -> io mi ritrovo senza la possibilita' di poter usare tutti i software che voglio per incompatibilita' di licenze con gli store che in altri sistemi (attuali) non trovo. ma mica perche' i software che vogliono starci sono brutti e cattivi.. al contrario, sono gli store che non vogliono software troppo frikkettoni amici di tuttiSorride e per me questo e' un controsenso. a parer mio non dovremmo neanche dover discutere di argomenti come questo e invece ci siamo convinti che questa sia la normalita'. e' una questione di principio, di anticipare un (possibile) futuro che non auspico, sia da programmatore che da utente.

    se apple avesse una % di utenti ininfluente nel mercato me ne fregherei volentieri delle sue politiche, il mio timore appunto e' la massa, che da per scontate le restrizioni (mi sembra di ritornare a qualche anno fa, quando temevo il (reale) paragone : Internet=m$ explorer)
    non+autenticato
  • quello che dici è giusto e sacrosanto, semplicemente gli utenti quando si svegliano dovrebbero richiedere all'azienda di cambiare le policy, o restituire i dispositivi, senza scannarsi perché io ho apple sono fighetto (qualcuno si ritrova con gli organi vitali nel mio stomaco se ci prova, e così moltissima altra gente) o perché tu hai windows e io che ho apple sono migliore perché si perché no.

    insomma il progetto videolan ha voluto togliere il port di vlc per ios visto che l'app store violava le condizioni di licenza gpl. le soluzioni sono due:
    - videolan decide di rilasciare, magari escludendo qualche feature per farsi riconoscere, la versione sotto un'altra licenza
    - gli utenti che hanno iphone e che, una volta informati della cosa, saranno scontenti di non poter usare le loro applicazioni opensource per questo motivo firmano petizioni o inondano di richieste e domande i mail server apple e i negozi apple finché non cambia qualcosa,o cambiano device. senza sputarsi addosso, seguendo la logita e la razionalità
    non+autenticato
  • ma nello strumento di distribuzione.
    Non c'è scritto da nessuna parte infatti che per distribuire un software si DEBBA usare un unico store. Nè tantomeno che uno store applichi la sua licenza sul software di cui NON è proprietario. Questo è il limite.

    Apple può decidere di applicare tutte le clausole che vuole per i SUOI programmi, ospitati nel SUO store. Non lo può fare sul software altrui, dotato di una licenza diversa da quella che Apple vorrebbe: nemmeno se viene fatto il porting.

    Il dover usare una sola fonte per la fornitura di software non centra nulla con le licenze. E' una scelta, restrittiva e immotivata (se non dalla necessità di gestire i terminali degli utenti), che esclude qualsiasi tipo di sviluppo software indipendente.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 11 gennaio 2011 04.38
    -----------------------------------------------------------
    Ubunto
    1350
  • - Scritto da: Ubunto

    > ma nello strumento di distribuzione.
    > Non c'è scritto da nessuna parte infatti che per
    > distribuire un software si DEBBA usare un unico
    > store. Nè tantomeno che uno store applichi la sua
    > licenza sul software di cui NON è proprietario.
    > Questo è il limite.

    Da che mondo e mondo la licenza parla del software, non del fatto che per averlo hai pagato un servizio postale che impone regole che non ti piacciono.

    Adesso non incominciamo a confondere pere con cavolfiori.
    FDG
    10980
  • - Scritto da: FDG
    > - Scritto da: Ubunto
    >
    > > ma nello strumento di distribuzione.
    > > Non c'è scritto da nessuna parte infatti che per
    > > distribuire un software si DEBBA usare un unico
    > > store. Nè tantomeno che uno store applichi la
    > sua
    > > licenza sul software di cui NON è proprietario.
    > > Questo è il limite.
    >
    > Da che mondo e mondo la licenza parla del
    > software, non del fatto che per averlo hai pagato
    > un servizio postale che impone regole che non ti
    > piacciono.

    La licenza sul software è prerogativa del proprietario di quel software, non del servizio postale.

    Il "settore spedizioni" della Apple invece tende ad applicare licenze software su programmi che non sono di sua proprietà e lo può fare solo perché impedisce agli utenti, programmatori e non, l'utilizzo di altri uffici postali.

    In realtà Apple non gioca il ruolo di servizio postale, ma di editore.
    Un po' come quegli editori che per pubblicare il TUO libro ti chiedono 10.000 euro di anticipo per la stampa e tutti i diritti sull'opera. Se poi riescono a venderla ti danno una percentuale.

    Il punto è che VLC l'editore ce l'ha già, ed Apple non può fare l'editore di una cosa che non gli appartiene.

    In genere se un libro non lo trovo sul catalogo Mondadori posso provare a vedere quello Feltrinelli, non ci sono esclusive su come e dove posso spendere i miei soldi per leggere. Apple vuole l'esclusiva invece.
    Ubunto
    1350
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 10 discussioni)