Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Facebook e la bolla

di M. Calamari - Come si valuta un social network? Economicamente, si intende. E, soprattutto, come si fa a schivare un'altra bolla dot.com? Sempre che ci sia, la bolla: e se questa volta fosse tutto (spaventosamente) più reale?

Roma - I lettori di Punto Informatico non si saranno certo lasciati sfuggire la notizia dell'imminente (ma forse sarebbe meglio dire "nuovamente imminente") quotazione in borsa di Facebook.

L'interessante valutazione di Facebook come dot.com, effettuata dalla serissima Goldman&Sachs, raggiunge infatti la rispettabilissima e paperoniana cifra di 50.000.000.000 dollari (leggasi "cinquanta miliardi di dollari"). Si tratterebbe di una delle più grandi collocazioni in Borsa degli ultimi anni.

Non è qui il caso di ripetere cosa Cassandra pensi di FB e dei suoi 500.000.000 utenti (leggasi "cinquecento milioni di utenti"), perché i miei 24 lettori lo hanno certo già sentito fino alla nausea e non intendo metterne alla prova ulteriormente la pazienza.
Ma 50.000.000.000 diviso 500.000.000 fa 100.

Cento dollari. Non una ricchezza ma nemmeno una cifra da buttare.

Merita perciò interrogarsi sul perchè le partite di Sofia (mia nipote, 9 anni) fatte a TikiFarm o CityVille dovrebbero valere una cifra che le permetterebbe di pagarsi un cellulare nuovo o, meglio, una piccola provvista di libri. Generalizzando, merita chiedersi cosa mai possa far valere 100 rispettabili dollaroni un utente attivo di FB. Oltretutto, considerando che la maggior parte degli "utenti" di Facebook sono inattivi perché account di prova, multipli od abbandonati, la cifra dovrebbe salire di molto, probabilmente verso i 500 o 1.000 dollari.

Cosa rispondersi?

È una nuova bolla speculativa che porta agenzie finanziare come Goldman&Sachs a vaticinare cifre astronomiche sperando di creare una profezia che si auto-avvera? Possibile che nessuno abbia imparato la lezione dell'implosione delle sopravvalutatissime dot.com, che tante vittime ha fatto tra finanzieri e piccoli azionisti? Si tratta allora del valore dei dati personali e della rete di relazioni che un utente regala a FB se utilizzati per fare profilazione e pubblicità mirata? La capacità di acquisto di un utente di FB sembrerebbe smentire senz'altro questa ipotesi.

Ma se non è un abbaglio finanziario od un valore pubblicitario cosa può essere? Possibile che il valore di FB come collettore di dati e relazioni personali abbia una componente nascosta che possa spiegare la paperoniana quotazione? Potrebbe forse essere il valore d'uso per un futuro tecnocontrollo pervasivo, bootstrappato da una massa critica di informazioni che per la prima volta nella storia solo FB è riuscito a raccogliere? O potrebbe piuttosto essere l'utilizzo delle dinamiche sociali come mezzo di controllo dei consumi e degli orientamenti di una fetta consistente di umanità?

Queste ipotesi sembrano assai più credibili. Probabilmente è meglio che provi a distrarre Sofia spiegandole la bellezza nascosta della battaglia navale su carta quadrettata, sperando di allontanarla da FB.

Voi, invece, ne sapete più che abbastanza per capire da soli.

Marco Calamari
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Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
52 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Facebook e la bolla
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  • Ma è la banca dati più grande del mondo!
    Un enorme calderone dei nostri gusti gastronomici, delle nostre velleità più svariate, dai viaggi, alle scarpe a spillo. E' una miniera d'oro per fare pubblicità mirata, per vendere fichiers clienti del giusto target, e tutta la -micro pubblicità- , il costo è minimo per cui accessibile a tutti..e poi presto, presumo, ma questo potrebbe essere un passo duale, le pagine commerciali avranno un costo..etc etc .. L'era del web è iniziata vent'anni fa, ora non può più regredire..
    L'E-commerce ha tolto la catena di vendita, con l'abbattimento vertiginoso del costo dei prodotti.
    Il primo Flop della new economy è avvenuto perchè il mondo non era pronto a raccoglierne i frutti.
    Ora, qualcuno, che ha abusato del net, se ne vorrà allotanare per una sua volontà dettata dalla necessità umana del toccare e annusare la materia.
    Ma i sette miliardi di abitanti di questo mondo, avranno tutto a disposizione usando solo i polpastrelli!
    non+autenticato
  • ...mah... scusa... il punto non è quanti utenti ci sono, ma quante "hit" il sito ha PUNTO.

    FB vende pubblicità e ricava soldi dalla pubblicità, esattamente come Google, la tua analisi mi sembra più una trollata che una analisi, non è che ci volesse molto a capire qual'è il business di FB
    MeX
    16902
  • E' semplicistico affermare che ciascun utente vale X, e lo sarebbe pure affermare che ciascun utente vale _in media_ X. Il valore del network è complessivo, è dato dall'insieme degli utenti ( http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Metcalfe ).
    Ed anche questo è riduttivo: un social network non è equiparabile ad una rete telefonica. Un social network raccoglie connessioni tra i singoli individui, interessi, comunicazioni con altri utenti, partecipazione a gruppi...
  • In primis, condivido in pieno il pensiero di Larry Kind.

    Ciò detto, FB che finisce nella patria dei cracker, delle botnet e della cybermafia mi preoccupa ulteriormente.

    Al momento i dati sono in mano 'soltanto' al DoD americano (OK, non lo si può dire, ma qualcuno ha dei dubbi?).

    Volete crearvi una falsa identità? Quanto potrà costare, una volta che qualcuno avrà accesso a tutti i nostri conoscenti, alle nostre amicizie, il nostro CV, le nostre foto di casa, del gatto dei vicini e dei bagni di Rimini in cui andiamo?

    A pensar male si fa peccato, ma di solito non si sbaglia ...
  • Magari FB si quotasse in borsa... qualche giorno di osservazione... e poi mi posiziono corto pregustandomi i guadagniSorride)
    non+autenticato
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