Cristina Sciannamblo

IBM, il trionfo di Watson alle prove generali

Il supercomputer sconfigge i due avversari durante la prima dimostrazione del celebre quiz show Jeopardy. Appuntamento a febbraio per la partita vera. I pronostici sono per la macchina di Big Blue

Roma - Il duello tra intelletto umano e potenza di calcolo artificiale è appena cominciato. Watson, il supercomputer realizzato da IBM, è pronto ad affrontare i campioni del famoso telequiz statunitense Jeopardy, Ken Jennings e Brad Rutter, nel contesto di una competizione unica nel suo genere che avrà luogo in tre future puntate dello show televisivo previste per il prossimo febbraio. I tre concorrenti si sfideranno per aggiudicarsi il primo premio di un milione di dollari, i 300mila del secondo e i 200mila del terzo.

I pronostici della vigilia sembrano essere tutti a favore della mente artificiale creata da Big Blue. Sembra, infatti, che Watson abbia sconfitto facilmente i due avversari nel corso di una recente dimostrazione della gara, con grande soddisfazione per i suoi sviluppatori. La partecipazione a Jeopardy, infatti, rappresenta una tappa fondamentale nello sviluppo dell'intelligenza artificiale da parte di IBM ed è parte importante della celebrazione dei cento anni di vita di International Business Machines.

"Ci troviamo in un momento davvero speciale", ha detto John E. Kelly III, vicepresidente dell'azienda e direttore del settore ricerca. "Siamo nell'era in cui i computer e le tecnologie informatiche si sono avvicinate agli esseri umani. Abbiamo creato un sistema di computer che presenta l'abilità di comprendere il linguaggio naturale degli uomini, operazione molto difficile da compiere per le macchine".
Il passo in avanti compiuto da Watson consiste nella capacità di analizzare la lingua parlata, inclusi i detti, i giochi di parole e lo slang, per rispondere poi a domande complesse riguardanti l'assistenza sanitaria, il supporto tecnologico o l'analisi economica, sostiene David Ferrucci, capo ricercatore del progetto Watson.

Il modus operandi della macchina consiste nell'esame del linguaggio e nella comprensione della domanda attraverso l'opposizione di parole chiave e, successivamente, nella ricerca dei milioni di pezzi di informazioni immagazzinate per arrivare alla formulazione di una risposta specifica. "La parte forte di Watson consiste nel trovare la risposta corretta, elaborare la giusta sicurezza e fare tutto ciò abbastanza velocemente", conclude Ferrucci.

Il supercomputer, che prende il nome dal leggendario presidente di IBM Thomas Watson, presenta un'intelligenza molto più evoluta rispetto a quella di Deep Blue, altro esemplare di cervello artificiale che, nel 1997, sfidò a scacchi il campione mondiale Garry Kasparov. La difficoltà più grande per gli scienziati, infatti, è stata proprio quella di insegnare alla macchina a individuare la differenza tra il linguaggio letterale e le espressioni metaforiche.

Qualsiasi sarà l'esito del match di Jeopardy, non c'è dubbio che i progressi compiuti nel campo dell'AI siano significativi. Michael Littman, ricercatore sull'apprendimento delle macchine presso la Rutgers University, afferma che anche se Watson non dovesse vincere la partita, il fatto di essersi avvicinato all'elaborazione mentale dei campioni del quiz rappresenta un traguardo impressionante: fino a ora, i computer hanno affrontato gli esseri umani solo in giochi come gli scacchi o backgammon, sfide che riducono le scelte logiche.

Se, invece, Watson dovesse trionfare, IBM ha deciso di devolvere l'intera vincita in beneficenza.

Cristina Sciannamblo
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10 Commenti alla Notizia IBM, il trionfo di Watson alle prove generali
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  • Un tale lavoro non può essere liquidato con il termine usato dall'anonimo primo commentatore. Occorre solo dargli la giusta dimensione.
    Esistono persone che possiedono un sapere enciclopdico e una memoria prodigiosa: la Scienza non sa spiegare il funzionamento del loro cervello e li chiama "idiots savants". Appellativo dovuto al fatto che queste persone non sono in grado svolgere un lavoro o badare a se stesse (devono essere assistite nei compiti più elementari, come lavarsi o bere una birra).

    Bene, Watson è l'idiota sapiente artificiale. L'azienda chiamata IBM ha creato la versione cibernetica dell'idiot savant e i giornalisti non hanno capito niente. Non furono in grado - all'epoca - di spiegare ai loro lettori il funzionamento di un computer digitale. Figuriamoci - oggi - spiegare un computer che pretende di avere un cervello.

    Forse questo video http://www.youtube.com/watch?v=wM5gIuIkelU o questo sito http://www.semplicity.com possono aiutare a capire.
    non+autenticato
  • non ho visto nulla all'opera nel tuo video.
    non+autenticato
  • Professore premetto che non sono assolutamente d'accordo con lei.
    Semplicity è una cosa piuttosto stupida (se mi permette) dato che secondo le parole inserite risponde: progetti del genere sono già stati fatti a partire dal 97 (mi riccordo un programma simile).
    Comunque mi piacerebbe sapere l'algoritmo da lei usato in Semplicity: ma dato che suppongo faccendoci vedere l'algoritmo svelerebbe tutta la "intelligenza" di questa belezza di semplicity non ci resta che ipotizzare: vb o c# con uso di espressioni regolari asp.net... Come è chiaro a seconda delle parole inserisce delle frasi che si trovano in un db. Quando cerca, fa lo stesso va su bing e prende il primo risultato.
    E' utile: no. E' bello: no.
    Professore non si monti troppo la testa.
    non+autenticato
  • Ciao "nome cognome",
    grazie per le tue osservazioni. Potresti essere più preciso riguardo ai "progetti del genere" da te conosciuti? Naturalmente sono interessato a conoscere progetti simili o magari migliori.
    Però c'è una cosa che non capisco: se Semplicity ti pare così stupido, che te ne fai dell'algoritmo? E se basta un po' di vb o c# (con una spruzzatina di espressioni regolari e asp.net), che ci vuole a fare 10, 100, 1000 Semplicity che vanno su Bing e prendono il primo risultato?
    Dai, anche se sei un programmatore della domenica (mia ipotesi) puoi farcela anche tu.

    A questo punto il commento di un vero programmatore sarebbe davvero gradito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome cognome
    > Professore premetto che non sono assolutamente
    > d'accordo con
    > lei.
    > Semplicity è una cosa piuttosto stupida (se mi
    > permette) dato che secondo le parole inserite
    > risponde: progetti del genere sono già stati
    > fatti a partire dal 97 (mi riccordo un programma
    > simile).
    > Comunque mi piacerebbe sapere l'algoritmo da lei
    > usato in Semplicity: ma dato che suppongo
    > faccendoci vedere l'algoritmo svelerebbe tutta la
    > "intelligenza" di questa belezza di semplicity
    > non ci resta che ipotizzare: vb o c# con uso di
    > espressioni regolari asp.net... Come è chiaro a
    > seconda delle parole inserisce delle frasi che si
    > trovano in un db. Quando cerca, fa lo stesso va
    > su bing e prende il primo
    > risultato.
    > E' utile: no. E' bello: no.
    > Professore non si monti troppo la testa.


    "ricordo" si scrive con una "C" e "facendoci" pure...
    non+autenticato
  • D: come si chiama il mio cane?
    R: Se hai un cane, cerca di non fargli fare una vita da cani...

    D: come posso chiamare il mio cane?
    R: Vuoi sapere come fare per mettermi sul tuo blog?

    D: mi serve un sito che suggerisce nomi per cani
    R: Quello che ti serve è un'amica che ti dia certezze, in pratica un'amica usa-e-getta...

    D: non mi serve un' amica ma un nome per il mio can (la e non ci stava...)
    R: Ho già sentito una cosa del genere e ti ho dato una risposta... Se hai un cane, cerca di non fargli fare una vita da cani...

    D: nome per cane
    R: Vuoi dire che ho uno strano nome?

    ...e io che pensavo di trovarmi davanti al prototipo di Multivac!!!...o sono io che non ho capito come funziona ed ho impostato male le domande?

    Vado ad importunare Doretta, ciao.
    non+autenticato
  • Hai impostato benissimo le domande, purtroppo Semplicity non sa "di suo" come soddisfare la richiesta. Allora devi digitare semplicemente: CERCA. Una ricerca in rete, pilotata da Semplicity e supportata da Bing, ti consentirà di ottenere l'informazione cercata.
    Semplicity attualmente funziona così, nulla tuttavia impedisce di istruire una futura versione sulla razza canina e sui possibili nomi da dare al proprio bastardino. Capirai però che lo scibile umano è così vasto che conviene concentrarsi sugli argomenti più gettonati, lasciando fare il resto ai motori di ricerca.
    E allora... perchè non andare direttamente su Bing o su Google? Bene, quello che penso di Google l'ho scritto tempo fa da qualche parte http://blog.tagliaerbe.com/2010/04/perche-odio-goo... e non serve ripetere, vorrei solo dire che Semplicity, dopo una ricerca, torna alla conversazione, poi può farti una nuova ricerca, e così via, senza soluzione di continuità.
    A questo punto, se ti piace google o doretta o altri, buon divertimento. Se invece volessimo fare un discorso serio, come tornare a parlare di Watson - o magari di Watson vs. Semplicity - che era l'oggetto del mio post - io ci sono.
    non+autenticato
  • ma la gente non ha di meglio da fare?
    non+autenticato
  • - Scritto da: maaah
    > ma la gente non ha di meglio da fare?

    Inutile opporsi
    verremo tutti assimilati. Cylon
  • - Scritto da: maaah
    > ma la gente non ha di meglio da fare?
    che commento da ignorante.
    credi che un progetto del genere non avrà nessuna ripercussione o utilità nella ricerca e sull'evoluzione della tecnologia e delle conoscenze?
    non+autenticato