mafe de baggis

NoLogo/ Febbre da startup

di M. De Baggis - Chi l'ha detto che per fare l'imprenditore si debba andare negli USA. Si può fare anche nel Belpaese. Basta tenere presente che la strada è in salita, e non ci sono scorciatoie

Roma - Il problema con le generalizzazioni è che ci portano a pensare che le eccezioni confermino la regola, mentre invece dovremmo muoverci per far diventare le eccezioni la normalità: se c'è riuscito qualcuno vuol dire che si può fare, se si può fare vuol dire che possiamo farlo, se possiamo farlo vuol dire che se non lo facciamo è colpa nostra e non possiamo lamentarci.

Pensiamo a due generalizzazioni tipiche e cioè: "è impossibile parlare di qualcosa di serio e articolato su Facebook" e "in Italia non ci sono speranze per le startup". Siamo sicuri? Il seed program] di H-Farm aspetta idee fino al 28 febbraio, Working Capital riparte il 18 marzo. e c'è già chi sta pensando a una Startup School. Poi pensi (tra gli altri) a Blogo e al gruppo Facebook Italian Startup Scene e c'è poco da fare, arriva il momento di tagliar corto con il piagnisteo e di provarci sul serio.

Per chi non lo sapesse, Blogo, il network di nanopublishing internazionale già partecipato da Dada, è stato acquistato da Populis. Il racconto di Marco Magnocavallo, CEO e co-fondatore, ci aiuta a capire perché in Italia le startup che in sei anni passano dal niente ai risultati siano così rare: oltre al capitale di rischio spesso manca una seria motivazione a lavorare tanto, tanto, tantissimo. Ma anche questa potrebbe essere una generalizzazione, perché a ben guardare anche da noi comincia a muoversi qualcosa e il confronto serio - strano ma vero - si muove soprattutto su Facebook.
Abbiamo chiesto a Marco Magnocavallo di raccontarci come è nato il gruppo Italian Startup Scene, di cui lui è un frequentatore abituale:
È nato da un'idea di Stefano Bernardi di dPixel, che voleva un ambiente dove unire la piccola e frammentata community di startupper italiani. A soli due mesi dalla partenza sono attive quasi 1.000 persone che si confrontano sui trend del settore, condividono idee, le commentano e si scambiano informazioni.
Il tutto con lo spirito del "fare": poche chiacchiere, dall'idea alla realizzazione in qualche giorno.

All'interno del gruppo sono già nati diversi progetti partiti con un semplice post e poi lanciati nei giorni successivi: da instadiary.com (un diario web per gli utenti di Instagr.am), a startupscene.it (un sito di appoggio per il gruppo) fino a savemyinbox.com (una piccola applicazione web che salva in automatico gli allegati da gmail a dropbox).
A questo punto ci si domanda: Marco, tu hai creato (e venduto) Blogo, e adesso? Sei un imprenditore seriale o vuoi solo andare in pensione?
Credo di avere una forte sindrome da startup, ho provato a curarla ma purtroppo ogni anno peggioro. Blogo è stata la mia quinta in 15 anni, il ritmo però con l'età accelera e ne ho già quattro in rampa di lancio per i prossimi mesi. Inoltre nel tempo libero sto iniziando a supportare qualche giovane iniziativa con piccoli capitali di rischio, facendo quello che in america chiamano Angel Investor.
Cinque startup in quindici anni: e tu?

Mafe de Baggis
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58 Commenti alla Notizia NoLogo/ Febbre da startup
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  • Ciao a Tutti !

    L' articolo dice che è difficile fare impresa in italia.
    A leggere i post sembra che solo un pazzo farebbe una impresa in Italia perché è l' anticamera dell' inferno.

    Non lo discuto.

    Ma se è davvero così terrificate fare impresa in Italia, perché siamo uno dei paesi AL MONDO con il più alto numero di imprese ? Il tasso di "imprenditorialità" italiana è di circa il 32% ... il TRIPLO della media europea.

    http://www.miolegale.it/notizia/879-Aumento-impres...

    http://www.businessonline.it/news/9740/Imprese-in-...
  • - Scritto da: The_GEZ
    > Ciao a Tutti !
    >
    > L' articolo dice che è difficile fare impresa in
    > italia.
    > A leggere i post sembra che solo un pazzo farebbe
    > una impresa in Italia perché è l' anticamera
    > dell'
    > inferno.
    >
    > Non lo discuto.
    >
    > Ma se è davvero così terrificate fare impresa in
    > Italia, perché siamo uno dei paesi AL MONDO con
    > il più alto numero di imprese ? Il tasso di
    > "imprenditorialità" italiana è di circa il 32%
    > ... il TRIPLO della media
    > europea.
    >
    > http://www.miolegale.it/notizia/879-Aumento-impres
    >
    > http://www.businessonline.it/news/9740/Imprese-in-

    Se devi aprire un ristorante, una tabaccheria ecc... vai dal commercialista con un po' di dati e ti dice se conviene aprirla oppure no.
    Discorso diverso con un'attività meno tradizionale come una start-up su Internet, anche perché sono imprese ad alto rischio e solo una su non so quante riesce a fare profitti. Sono aziende che in teoria dovrebbero essere aperte da gente giovane, magari studenti universitari che non hanno tante risorse.
    In america per aprirne una spendi circa 130 dollari e sei attivo il giorno stesso, poi puoi andare dai vari VC a proporti. Da noi per partire tra contributi e tutto il resto ti servono 5000 euro. Cioè anche solo per vendere un'applicazione su appstore devi spendere questa cifra. Anche se c'è chi se ne frega e fa a modo suo.
    non+autenticato
  • Ciao anonimo !

    > Da noi per partire
    > tra contributi e tutto il resto ti servono 5000
    > euro. Cioè anche solo per vendere un'applicazione
    > su appstore devi spendere questa cifra. Anche se
    > c'è chi se ne frega e fa a modo
    > suo.

    Sicuro ?
    http://www.studiamo.it/avviare-nuova-impresa.html#...

    Comunque, torno a ripetere la mia domanda, perché a fronte di così tante difficoltà (che non conosco, chiedo a voi) in Italia ci sono così tante imprese ?
    Ammetterai che è un controsenso.
  • - Scritto da: The_GEZ
    > Ciao anonimo !
    >
    > > Da noi per partire
    > > tra contributi e tutto il resto ti servono 5000
    > > euro. Cioè anche solo per vendere
    > un'applicazione
    > > su appstore devi spendere questa cifra. Anche se
    > > c'è chi se ne frega e fa a modo
    > > suo.
    >
    > Sicuro ?
    > http://www.studiamo.it/avviare-nuova-impresa.html#

    OK, facciamo i conti:

    Apertura di una snc (prezzi dal link indicato):

    Spese notarili: 1,500
    Spese di costituzione: 179
    Spese di gestione: 2,781
    Commercialista: 800 presunti (riportato come 'variabile' al link)
    Totale: 5,260 €

    Si, è sicuro...


    >
    > Comunque, torno a ripetere la mia domanda, perché
    > a fronte di così tante difficoltà (che non
    > conosco, chiedo a voi) in Italia ci sono così
    > tante imprese ?
    > Ammetterai che è un controsenso.

    Come ti è stato spiegato, una cosa è una startup ed un'altra è una tabaccheria, ma risultano entrambe imprese.
    non+autenticato
  • - Scritto da: The_GEZ
    > Ciao anonimo !
    >
    > > Da noi per partire
    > > tra contributi e tutto il resto ti servono 5000
    > > euro. Cioè anche solo per vendere
    > un'applicazione
    > > su appstore devi spendere questa cifra. Anche se
    > > c'è chi se ne frega e fa a modo
    > > suo.
    >
    > Sicuro ?
    > http://www.studiamo.it/avviare-nuova-impresa.html#
    >

    Sì non si scappa, infatti c'è scritto Minimo, non Massimo. Molte imprese tradizionali hanno una contabilità molto semplice da gestire, mentre quella di un sito internet che offre servizi ti viene a costare cara, specie perché da noi tutta la parte legale burocratica è pensata per le attività tradizionali e non per i nuovi business presenti in rete.


    > Comunque, torno a ripetere la mia domanda, perché
    > a fronte di così tante difficoltà (che non
    > conosco, chiedo a voi) in Italia ci sono così
    > tante imprese
    > ?
    > Ammetterai che è un controsenso.

    Te l'ho già spiegato. Se vai da un commercialista non è in grado di dirti se conviene aprirla o no. Sia perché da noi pochi commercialisti si occupano di cose di rete, sia perché anche quelli che se ne occupano non hanno la sfera di cristallo. Quindi tu sei lì che devi pensare se ti conviene spendere biglietti da mille euro e anche preoccuparti di capire come funziona tutto l'ambaradan, quando hai dall'altra parte dell'oceano dei ragazzi che con un centinaio di dollari sono già lì pronti per partire e con molte meno preoccupazioni.
    Aggiungiamo poi che loro vivono in una realtà dove è facile trovare finanziatori tipo Investor Angels o VC. I VC finanziano in genere solo attività vicino alla città dove hanno la sede perché vogliono controllare periodicamente come vanno le cose e parlare con gli imprenditori a cui hanno dato i soldi. In Italia i VC si contano sulle dita di una mano.
    non+autenticato
  • > Te l'ho già spiegato. Se vai da un commercialista
    > non è in grado di dirti se conviene aprirla o no.
    > Sia perché da noi pochi commercialisti si
    > occupano di cose di rete, sia perché anche quelli
    > che se ne occupano non hanno la sfera di
    > cristallo.

    mi sembra anche logico, il commercialista dovrebbe occuparsi dei tuoi conti e di consigliarti secondo la sua esperienza quali siano i comportamenti fiscali più azzeccati, consigli che partono dalla tua conoscenza dell'ambiente in cui andrai ad operare. Le indagini di mercato costano.


    > Quindi tu sei lì che devi pensare se
    > ti conviene spendere biglietti da mille euro e
    > anche preoccuparti di capire come funziona tutto
    > l'ambaradan, quando hai dall'altra parte
    > dell'oceano dei ragazzi che con un centinaio di
    > dollari sono già lì pronti per partire e con
    > molte meno preoccupazioni.
    >
    mi sembra logico: sei tu che vuoi investire e quindi un minimo di conoscenza di cosa si sta andando a fare mi sembra il minimo. Durante la bolla della niu economy molti volevano buttarsi a fare ecommerce senza porsi alcune domande come: cosa vendo, perché dovrebbero acquistarlo da me e come cavolo faccio a far arrivare la merce al cliente.


    > Aggiungiamo poi che loro vivono in una realtà
    > dove è facile trovare finanziatori tipo Investor
    > Angels o VC. I VC finanziano in genere solo
    > attività vicino alla città dove hanno la sede
    > perché vogliono controllare periodicamente come
    > vanno le cose e parlare con gli imprenditori a
    > cui hanno dato i soldi. In Italia i VC si
    > contano sulle dita di una
    > mano.

    mah i VC sono squali non enti di beneficienza, se puntano su di te è perché credono che imprese come la tua possano crescere rapidamente e consentirgli di realizzare profitti in tempi rapidi. Non sono dei fessi che regalano soldi al primo che passa.
  • - Scritto da: shevathas
    > mi sembra anche logico, il commercialista
    > dovrebbe occuparsi dei tuoi conti e di
    > consigliarti secondo la sua esperienza quali
    > siano i comportamenti fiscali più azzeccati,
    > consigli che partono dalla tua conoscenza
    > dell'ambiente in cui andrai ad operare. Le
    > indagini di mercato
    > costano.

    Certo è logico da noi, ma perché da noi l'investimento su cui devi rischiare è più alto.

    > mi sembra logico: sei tu che vuoi investire e
    > quindi un minimo di conoscenza di cosa si sta
    > andando a fare mi sembra il minimo. Durante la
    > bolla della niu economy molti volevano buttarsi a
    > fare ecommerce senza porsi alcune domande come:
    > cosa vendo, perché dovrebbero acquistarlo da me e
    > come cavolo faccio a far arrivare la merce al
    > cliente.

    Certo che uno deve sapere cosa sta andando a fare, ma un conto è rischiare un centone e un'altra biglietti da mille.

    > mah i VC sono squali non enti di beneficienza, se
    > puntano su di te è perché credono che imprese
    > come la tua possano crescere rapidamente e
    > consentirgli di realizzare profitti in tempi
    > rapidi. Non sono dei fessi che regalano soldi al
    > primo che
    > passa.

    Chi ha detto che regalano soldi? Però intanto ci sono e investono.
    non+autenticato
  • - Scritto da: The_GEZ
    > Ciao anonimo !
    >
    > > Da noi per partire
    > > tra contributi e tutto il resto ti servono 5000
    > > euro. Cioè anche solo per vendere
    > un'applicazione
    > > su appstore devi spendere questa cifra. Anche se
    > > c'è chi se ne frega e fa a modo
    > > suo.
    >
    > Sicuro ?
    > http://www.studiamo.it/avviare-nuova-impresa.html#
    >
    > Comunque, torno a ripetere la mia domanda, perché
    > a fronte di così tante difficoltà (che non
    > conosco, chiedo a voi) in Italia ci sono così
    > tante imprese
    > ?
    > Ammetterai che è un controsenso.

    Società create come "scatole cinesi" ?
    Aprire 2 e chiudere 1 continuamente attività ?
    Per operare in ambito di contratti-somministrazioni statali ?
    Legge sul rientro di capitali dall'estero ?
    Poi sai dati 2009 quasi 2 anni fa....
    non+autenticato
  • - Scritto da: The_GEZ
    > Ma se è davvero così terrificate fare impresa in
    > Italia, perché siamo uno dei paesi AL MONDO con
    > il più alto numero di imprese ?

    Lavoratori a partita iva?
    non+autenticato
  • ...Questa volta l'articolo mi ha fatto scendere il latte
    alle ginocchia. Proprio tu che sei nata al Sud (e quindi
    conosci la terribile piaga della disoccupazione che regna
    incontrastata) vieni ad esaltare isolati successi aventi
    come humus Milano e dintorni. E' chiaro che lì circola più grano, quindi
    la vita ed il lavoro sono totalmente diversi dal resto d'Italia.
    Non c'è nessuna novità.
  • E giù a piangersi addosso
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    Modificato dall' autore il 24 gennaio 2011 09.24
    -----------------------------------------------------------
  • ..e poi al limite i giovani possono andare a Londra dove prendono il triplo di stipendio e se sono bravi ricevono pure soddisfazioni dal loro lavoro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luca Righetto
    > ..e poi al limite i giovani possono andare a
    > Londra dove prendono il triplo di stipendio e se
    > sono bravi ricevono pure soddisfazioni dal loro
    > lavoro.

    A Londra però è tutto carissimo e sinceramente a parte questo non ho un gran bel ricordo di quella città.
    non+autenticato
  • Personalmente non penso che nel nostro Paese non ci siano più i vari Fermi, Volta, i fratelli Bernardi, Matta, Leonardo da Vinci o Federico Faggin ma è la cultura dell'innovazione che manca tra gli imprenditori italiani. I video su youtube di Massimo Marchiori, praticamente ideatore di Google fanno capire molto. Sono comunque contento di questo articolo, gli innovatori devono essere ottimisti, si prova e si riprova, senza perdere troppo tempo se qualche potenziale finanziatore non si decide.
    non+autenticato
  • maxciociola.tumblr.com

    Un'altra testimonianza ke in Italia le cose vanno
    non+autenticato
  • Sono contento che la tua nuova impresa vada bene, ma il mischiare inglese ed italiano non rende ciò che scrivi più interessante o più intelligente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: max Ciociola
    > maxciociola.tumblr.com
    >
    > Un'altra testimonianza ke in Italia le cose vanno

    Ma è una roba tipo gracenote?
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo
    > - Scritto da: max Ciociola
    > > maxciociola.tumblr.com
    > >
    > > Un'altra testimonianza ke in Italia le cose
    > vanno
    >
    > Ma è una roba tipo gracenote?

    Macchè, niente di tutto questo, è solo un "aggregatore" e distributore di lyrics
    http://www.rockol.it/news-146545/musiXmatch,-la-pi...'
    non+autenticato
  • - Scritto da: embe
    > - Scritto da: anonimo
    > > - Scritto da: max Ciociola
    > > > maxciociola.tumblr.com
    > > >
    > > > Un'altra testimonianza ke in Italia le cose
    > > vanno
    > >
    > > Ma è una roba tipo gracenote?
    >
    > Macchè, niente di tutto questo, è solo un
    > "aggregatore" e distributore di
    > lyrics
    > http://www.rockol.it/news-146545/musiXmatch,-la-pi

    Gracenote è proprietaria di http://www.metrolyrics.com/:

    http://www.gracenote.com/casestudies/lyrics/

    Allora fa trovare i testi delle canzoni e fa i soldi con la pubblicità? Certo che con Adblock che diventa sempre più popolare non so questi business come faranno in futuro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo
    > - Scritto da: embe
    > > - Scritto da: anonimo
    > > > - Scritto da: max Ciociola
    > > > > maxciociola.tumblr.com
    > > > >
    > > > > Un'altra testimonianza ke in Italia le cose
    > > > vanno
    > > >
    > > > Ma è una roba tipo gracenote?
    > >
    > > Macchè, niente di tutto questo, è solo un
    > > "aggregatore" e distributore di
    > > lyrics
    > >
    > http://www.rockol.it/news-146545/musiXmatch,-la-pi
    >
    > Gracenote è proprietaria di
    > http://www.metrolyrics.com/:
    >
    > http://www.gracenote.com/casestudies/lyrics/

    Certo, ma Gracenote fa anche molto altro, e mi pare lo faccia anche bene
    http://www.gracenote.com/solutions/
    http://en.wikipedia.org/wiki/Gracenote#Products


    > Allora fa trovare i testi delle canzoni e fa i
    > soldi con la pubblicità? Certo che con Adblock
    > che diventa sempre più popolare non so questi
    > business come faranno in
    > futuro.
    non+autenticato
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