Roma - Depositato in Tribunale a Milano (e notificato a Microsoft) l'
atto di citazione della class action di ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) per il rimborso dei software Windows preinstallati sul PC.
L'Associazione dei consumatori aveva
vinto una prima causa "pilota" contro un produttore di PC presso il Tribunale di Firenze. In seguito a questa
si è rivolta direttamente contro Microsoft presso il Tribunale di Milano sfruttato il mezzo della class action, messo da poco a disposizione in Italia dall'art. 140 bis del Codice del consumo.
Possono aderire alla campagna lanciata dall'ADUC
tutti gli acquirenti privati di PC con sistemi operativi preinstallati e che
non abbiano accettato la licenza d'uso del software ne l'abbiano mai utilizzato.
Al primo avvio di un PC appare una schermata che contiene la licenza OEM Windows: se lo si vuole utilizzare si procede con la sottoscrizione del contratto, in alternativa la pagina avverte che è possibile procedere alla restituzione e al rimborso rivolgendosi al produttore di hardware. Il problema, secondo l'associazione dei consumatori, è che
raramente le case produttrici ottemperano a questo obbligo contrattuale, adducendo come scuse ostacoli pratici o chiedendo che il cliente si rivolga direttamente a Microsoft.
"Anche noi -
scrive ADUC - crediamo che, pur non essendo il produttore dell'hardware incolpevole, principale responsabile dell'inadempimento è Microsoft stessa, che usa la propria posizione di forza sul mercato per diffondere i propri prodotti in modo illegittimo, ai danni degli utenti e della concorrenza".
Claudio Tamburrino