Cristina Sciannamblo

Twitter, eclissi totale in Egitto

Il popolare servizio di microblogging sarebbe stato bloccato dalle autorità governative per evitare la diffusione di immagini e notizie sui disordini scoppiati di recente. Twitter conferma l'interruzione dei cinguettii

Roma - Dopo l'offensiva nei confronti degli utenti Facebook e di alcuni blogger dissidenti, l'Egitto apre un altro spiacevole capitolo della repressione online. Secondo diverse fonti di informazione, il governo nazionale avrebbe intrapreso una forte azione di censura nei confronti di Twitter e di altri siti Web, colpevoli di aver mostrato le immagini e pubblicato i resoconti sugli scontri antigovernativi che in questi giorni stanno interessando Il Cairo.

La notizia aspettava solo la conferma ufficiale da parte del servizio di microblogging, che non si è fatta attendere: "Confermiamo che Twitter in Egitto è stato bloccato. Il blocco ha riguardato sia Twitter.com sia le applicazioni", si legge in un cinguettio del capo delle comunicazioni Sean Garrett. E aggiunge: "Noi crediamo che il libero scambio delle informazioni e dei punti di vista facciano bene alle società e aiutino i governi a essere meglio connessi con i propri cittadini".

I manifestanti sono scesi nelle strade per chiedere la fine dell'egemonia del presidente Mubarak, alla guida del paese dal 1981. Nel corso degli scontri con la polizia avrebbero perso la vita almeno tre persone. La segnalazione sul blocco di Twitter è partita da alcuni utenti che hanno trovato sbarrate le porte di accesso alla piattaforma cinguettante e, successivamente, amplificato da Herdict, sito che si occupa di monitorare l'accessibilità alle pagine Web.
Nonostante la conferma del blocco da parte di Twitter, Vodafone Egitto afferma di non poter supportare la tesi sull'intenzionalità del governo nell'intralciare le comunicazioni social. Secondo la compagnia telefonica, molti utenti sarebbero in grado di usufruire del servizio attraverso gli SMS e le app.

Gli osservatori internazionali hanno sottolineato la similarità tra il comportamento del governo egiziano e quello di altri regimi ostili alla libera circolazione delle informazioni come Tunisia e Iran. Secondo molti, infatti, le proteste in Egitto sarebbero state ispirate dai recenti disordini scoppiati in Tunisia, che hanno condotto alla fuga il Presidente Ben Ali e in carcere gli attivisti che hanno sfidato la censura pubblicando sui blog le immagini degli scontri. La stessa operazione di chiusura forzata dei social network fu compiuta dal regime iraniano in occasione delle elezioni presidenziali del 2009.

Cristina Sciannamblo
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14 Commenti alla Notizia Twitter, eclissi totale in Egitto
Ordina
  • i "fratelli musulmani" sono pronti a pronti a togliere il potere dalle mani di Baradei, caso volesse che il disastro succedesse, ovvero che Mubarak dovesse capitolare, accadrebbe un nuovo caso iran-khomeini: era il '79 e l'iman era coccolato in Francia dalle sinistre di mezza Europa, il nemico era lo Scià, colpevole di voler modernizzare il paese e di perseguire duramente quelli che sarebbero diventate i pasdaran, le milizie nere buoncostume che negli ultimi anni hanno arrestato, torturato e ucciso un numero imprecisato di studenti e riformisti iraniani; dunque era il '79 e il popolo buttava giù lo scià, il popolo finalmente libero... di cadere dalla padella nella brace della teocrazia islamica che per prima cosa fece piazza pulita dell'alleato laico e di sinistra Bakhtiar e di tutti quelli come lui: fu la diaspora degli iraniani laci, intellettuali e di sinistra. La situazione egiziana è spaventosamente simile, abbiamo i potentissimi "Fratelli Musulmani" (la stragrande parte dei leader e ideologi dei terroristi fondamentalisti sunniti proviene dalle loro file) che stanno usando il popolo per i propri fini:l'Egitto è in un delicato equilibrio che solo Mubarak può al momento mantenere, qui non centrano libertà-regimi-ideali o altro, qui è politica, una dritta: avete sentito qualche rumor dai sauditi?
    non+autenticato
  • ... che l'Egitto (=il Cairo) fosse un posto civile.
    Sotto Nasser sarebbe successo tutto questo?
  • Noi potremmo passarcela meglio, ma ogni volta che ci lamnetiamo del nostro paese dovremmo avere ben chiara la situazione internazionale e sapere che ci sono (purtroppo) troppi paesi in cui la parola libertà non ha alcun valore...
    non+autenticato
  • citando una nota frase:

    Meglio essere Egiziani che come silvio..



    ricorda
    non+autenticato
  • Lui ha già la nipote di Mubarak
    non+autenticato
  • Mentre sto aspettando ancora i soldi da papy, mi collego col mio samsung galaxy e leggo sta cosa di mubarak, io non l'ho mai detto di nessere la nipote, è stato papy a dirlo
    non+autenticato
  • - Scritto da: xxx
    > Noi potremmo passarcela meglio, ma ogni volta che
    > ci lamnetiamo del nostro paese dovremmo avere ben
    > chiara la situazione internazionale e sapere che
    > ci sono (purtroppo) troppi paesi in cui la parola
    > libertà non ha alcun
    > valore...

    questo discorso può valere forse per la ricchezza materiale, ma quando si parla di libertà non si dovrebbe mai smettere di chiederne. Non importa se ci sono paesi in asia o in africa dove la libertà di espressione viene soppressa (e spesso anche le persone stesse), questo non deve essere usato come scusa da chi ci governa per attuare la sua "piccola" repressione.
  • Ovvio.

    - Scritto da: Sonocomeson o
    > solo che sono servi dell'occidente.
    non+autenticato
  • sull'egitto non ne sarei sicuro. Difatti nella guerra del Kippur ha ( assieme alla siria) attaccato israele, noto protettorato USA.
  • 'Mazza! Sei rimasto indietro a Storia, neh!?
    Più o meno, facendola breve e restando nei "tempi moderni":
    L'Egitto era un protettorato inglese fino a Nasser.
    Alla dichiarazione d'indipendenza unilaterale israeliana, contro ogni accordo internazionale, l'Egitto (nei limiti da protettorato) interviene in favore dei palestinesi insieme ad altri Paesi arabi (Guerra d'indipendenza d'Israele).
    Le potenze occidentali avevano armato pesantemente Israele e la loro preparazione (molti avevano combattutto nella II guerra mondiale sotto gli inglesi in cambio di appoggio alla fondazione di Israele)gli permette il sopravvento.
    All'arrivo di Nasser, l'Egitto ottiene una reale indipendenza e nazionalizza lo Stretto di Suez.
    A quel punto la GB si accorda con Israele e gli fa attaccare l'Egitto (Guerra dei 6 giorni) insieme a loro e Francia.
    In questa occasione Israele occupa il Sinai.
    Muore Nasser e arriva Sadat
    Dopo pochi anni l'Egitto tenta la riconquista insieme alla Siria (Guerra del Kippur) ma finisce con una corta avanzata..
    Sadat a quel punto cerca di tornare nelle grazie occidentali (durante gli scontri precendenti era interessatamente protetto dall'URSS) e visto che non riesce a riprendere il controllo totale della Penisola del Sinai con le armi arriva ad una Pace con Israele a Camp David.
    Questo creà a Sadat molti nemici nella popolazione egiziana e inizia pesanti repressioni.
    A quel punto rientra nelle file dei "buoni", però Sadat muore in un attentato ed arriva il "nostro" Mubarak.
    Negli anni si è sempre più americanizzato in cambio di nessuna interferenza su come gestiva il potere e agli americani non poteva fregare di meno.
    In sostanza ad oggi l'Egitto è tra i "buoni"...per il momento
    non+autenticato
  • eh beh, non e' che dell'egitto e di quella parte di storia contemporanea ne mastichi tutti i giorni .. ;D
  • tu non sei occidentale, spero... se lo fossi saresti come quello che si da le martellate sui coglioni! preferisci tifare per una bella repubblica islamica, un'altra bella rivoluzione con milioni di morti e la fine delle libertà che adesso, ora sotto mubarak sono assicurate (conosco bene l'egitto, ci sarà un presidente/padrone, ma è sempre meglio di un nuovo talebanistan sul mediterraneo, non trovi)?
    non+autenticato
  • Da notare come nel caso iraniano si fece fare pure gli straordinari a Twitter e gli iraniani riuscirono a bloccare ben poco nonostante gli iraniani siano tecnologicamente più avanzati dell'Egitto.
    Invece in Egitto è bastato dirlo e Facebook e Twitter si sono spenti (Facebook è tornato ma quanto censurato?).
    Sarà mica perchè il regime egiziano sta a cuore agli Stati Uniti e
    le due reti sociali sono loro emanazioni?
    Sì vabbè, poi c'è la storiella del garage, ma cambia poco.
    Il Garrett diceva quella frase mentre premeva l'interruttore o dopo?
    non+autenticato