Gabriele Niola

WebTheatre/ BlackBoxTV ai confini della realtà

di Gabriele Niola - Piccole storie deviate e intime, brividi interattivi per la rete conditi da attività collaterali. BlackBoxTV è horror in pillole

Roma - Ad andare a scavare nel mondo della produzione horror o fantastica che viene pensata per Internet c'è da impazzire. Non tanto per i contenuti disturbanti in cui si rischia di imbattersi (quello è veramente raro) quanto per la quantità di materiale presente. Pochi generi come l'horror infatti incrociano una folta schiera di appassionati vogliosi di produrre, basso budget e la facile creazione di trame alla buona. L'altro lato della medaglia è che poi quando si incontrano progetti validi sono mediamente più interessanti di quelli appartenenti ad altri generi.

BlackBoxTV


Con il nome ambizioso e forse fuorviante di BlackBoxTV, Tony Valenzuela ha messo in piedi una serie dagli episodi slegati con in comune solo la tematica: paura, perdita, morte e "tutto ciò che mi ha fatto guardare dietro le spalle con timore per tutta la mia vita". A leggerla così sembrerebbe la descrizione di Ai confini della realtà ma con la famosa serie di metà secolo scorso BlackBoxTV non ha troppo in comune.
Se si esclude l'idea base, storie brevi e abbozzate, che mirano a dipingere in fretta contesti tra l'horror e il fantastico poggiando più sull'ambientazione e sullo spunto (data la brevità) che sui personaggi (che cambiano di volta in volta), la serie per la rete si concentra molto di più sul quotidiano, come compete al mezzo. Niente apocalisse, niente fine del mondo, niente grande scenario ma incidenti personali, labirinti mentali e storie talmente piccole e individuali che non avranno altri cantori se non quelli che l'hanno vissuta (sempre ammesso che sopravvivano per raccontarla).
È nella solitudine della città o nell'isolamento di avventure intraprese sventuratamente da soli che prendono vita le paura materiali e sovrannaturali a cui accenna nella presentazione Tony Valenzuela, che di BlackBoxTV è autore unico e totale. L'idea infatti non è solo una serie ma un progetto un po' più ampio per raccontare e coinvolgere in modi inusuali.
Sul canale YouTube e sul sito di BlackBoxTV i contenuti si sprecano. Ogni episodio ha una versione normale, una commentata e un backstage (le ultime due ospitate tutte insieme in un altro canale apposito) nelle quali si approfondiscono i temi e le suggestioni proposti e si racconta la lavorazione: quali tecniche, quali economie e via dicendo.
In più il canale organizza interviste (ce n'è una a Wes Craven molto bella), contest e video interattivi, di quelli che guidano l'evolvere della storia. Nulla di eccezionale, la serie standard rimane il contenuto più interessante e pregiato, ma sono segni di un'attività che si spinge più in là della proposizione di contenuti audiovideo per andare ad aggregare appassionati. Non a caso quelli interattivi sono poi i video più visti.

Inutile dire che la produzione è di un livello qualitativo molto alto. Le puntate non sono sempre scritte benissimo ma è costante la qualità di riprese, interpretazione e montaggio, tutto ad opera della medesima troupe che di volta in volta applica stili e idee diverse.
C'è il racconto di detour urbano quasi tutto chiuso in una macchina con protagonista Jessica Rose (lonelygirl15), quello più da j-horror classico della visita nella casa abbandonata e quello con il detour effettivo nelle ampie e desolate lande americane.
Ci sono molti traumi mentali che causano percezioni errate della realtà o problemi nel ricordare, ci sono atti efferati e un monte spropositato di finali a sorpresa. Non sempre BlackBoxTV riesce a mantenere quel rigido controllo della materia raccontata che l'horror o il fantastico richiedono e spesso si lascia andare sfociando nella banalità. Tuttavia in certi casi mette a segno dei colpi che valgono la visione di tutti e 8 gli episodi. Parlo di Leave me alone o She Deserved It, che osa anche giocare in maniera non nuova ma comunque piacevole con i sottotitoli.

BLACKBOXTV - LEAVE ME ALONE


BLACKBOXTV - SHE DESERVED IT


Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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