Claudio Tamburrino

Agcom, petizione contro le rimozioni

Inaugurata un'iniziativa per raccogliere firme contro l'iniziativa dell'autorità in materia di enforcement della tutela del diritto d'autore. Giudicata troppo sbilanciata a favore dei detentori dei diritti

Roma - Con il periodo di consultazione pubblica (60 giorni prima che entri in vigore il 3 marzo) sono arrivate anche le iniziative per cercare di fermare la delibera con cui Agcom riorganizza la tutela del diritto d'autore online.

All'indirizzo sitononraggiungibile-e-policy.it è possibile aderire alla petizione sostenuta da Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider e lo studio legale Sarzana: la raccolta firme ha come obiettivo una "moratoria alle nuove regole per la Rete, finché il Parlamento non deciderà in maniera esplicita sull'equilibrio tra diritto d'autore, accesso alla conoscenza e pericolo di nuove censure".
In essa si legge che "se il diritto d'autore non sarà regolamentato in modo da garantire che anche nella sfera digitale ci sia il giusto equilibrio tra i diversi interessi presenti nella società, da strumento di emancipazione dei produttori di contenuti, esso diverrà inevitabilmente un sistema di controllo e censura pervasivo."

La delibera Agcom 668/2010, infatti, pone in consultazione, spiega la petizione, "un testo che mira ad introdurre un meccanismo che le consentirà di inibire completamente l'accessibilità ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d'autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell'Autorità giudiziaria.".
In base alla delibera intitolata Lineamenti di provvedimento concernente l'esercizio delle competenze dell'autorità nell'attività di tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica si instaurerebbe un sistema di cancellazione e di inibizione di siti Internet sospettati di violare il diritto d'autore, anche solo in uno dei file contenuti al suo interno. Di cui Agcom diverrebbe "garante".

Nel concreto, si articola in quattro fasi l'azione dell'autorità in caso di contenuto in sospetta violazione del diritto d'autore trovato su un sito (anche se sito privato o blog senza fini di lucro, superando di fatto le limitazioni operate dall'art. 2, comma 1 del decreto Romani): segnalazione con richiesta di rimozione al gestore del sito o al fornitore del servizio di media audiovisivo da parte del titolare del diritto; 48 ore di tempo per la rimozione dei contenuti sospetti; verifica della situazione con un breve contraddittorio tra le parti; infine provvedimento inibitorio "qualora risulti l'illegittima pubblicazione di contenuti protetti da copyright".

Anche se nel testo Agcom dice di essersi ispirata più al sistema di notice and takedown statunitense che alla dottrina dei tre colpi francese, e nonostante le smentite a tal proposito del presidente Corrado Calabrò, i dubbi circa l'attribuzione di poteri da sceriffo del Web all'Autorità delle telecomunicazioni non appaiono affatto dissipati.

Il problema, secondo la petizione, risiede innanzitutto nel fatto che siano attribuiti all'Agcom ambiti "che la Costituzione affida al potere legislativo e al potere giudiziario".

Inoltre, anche praticamente, il nuovo sistema previsto è ritenuto inattuabile dai firmatari della petizione: "compiti che la regolamentazione affiderebbe all'Autorità Garante - si denuncia - assumeranno dimensioni difficilmente gestibili dalla stessa Autorità e porteranno presto ad una congestione a cui seguirà probabilmente approssimazione o mera discrezionalità".

Claudio Tamburrino
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25 Commenti alla Notizia Agcom, petizione contro le rimozioni
Ordina
  • http://www.bolognanotizie.com/video/2011/02/01/356.../

    Cosa ci dovremmo mai aspettare da un'organo come l'agcom ?
  • Con l'inizio del nuovo anno speravano che le cose migliorassero, ma niente da fare, il negozio gli rimane vuoto. E ora vengono messi in dubbio i pochi strumenti contro gli scariconi: delibera agcom oggetto di petizioni, in europa alcuni ISP si mettono ad offrire le VPN ai clienti privati...ahia...tira una brutta aria.

    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • ...se sono sospettato di aver pubblicato sul mio sito materiale "illegale", passo un brutto periodo tra oscuramenti, accuse di essere fuorilegge, eventuali avvocati e processi.
    E se invece salta tutto? Perché dovrei accontentarmi solo del rimborso delle eventuali spese legali? Stabilissero una -salata- contromulta per "lite temeraria" o simile, che ricade su chi richiede senza motivi fondati l'oscuramento di una mia personale opera di ingegno che libertariamente ho deciso di pubblicare a beneficio di tutti.
  • E meno male che c'e' ancora qualcuno che si ricorda che il sultanato del bunga bunga e' ancora formalmente una democrazia.

    Attribuire ad un organo di servi quale e' l'agcom, il ruolo che istituzionalmente appartiene alla magistratura, sarebbe un altro passo nella direzione di un totalitarismo.

    Occorre assoluta garanzia, e, qualora vi siano dubbi circa l'attribuzione dei diritti di un contenuto, questo NON DEVE ASSOLUTAMENTE ESSERE OSCURATO, fino a che non si sia fatta chiarezza.

    Anzi, sarebbe molto bello se, quando un contenuto fosse soggetto a giudizio, compaia una sorta di bollino: "Attenzione, questo contenuto e' soggetto a controllo, e quindi potrebbe venire oscurato a breve: affrettatevi a fruirne, ed eventualmente mirrorate altrove!"
  • MA VOLETE METTERVI IN QUELLE CAZZO DI TESTE CHE SE IO REALIZZO UN OPERA E LA REGISTRO NE SONO L'UNICO E INSINDACABILE PROPRIETARIO E IO E NON TU DECIDO I TERMINI DI UTILIZZO SE TI STANNO BENE OK SE NO CAZZI TUOI.P.S.RUBARE E TRARRE PROFITTO DAL LAVORO ALTRUI NON E' DEMOCRAZIA!!!!!!!!
    non+autenticato
  • Non esattamente: ad oggi autori e proprietari dei diritti raramente sono le stesse persone.
    Inoltre, sebbene il furto non c'entri nulla, anche volendo considerare reato la violazione del diritto d'autore, proprio in quanto reato DEVE essere prerogativa solo ed esclusivamente della magistratura occuparsene; questo almeno in una democrazia.
    non+autenticato
  • Se...io youtube non lo rimuovo di mia spontanea volontà, così poi la denuncia me la prendo io (vedasi Mediaset) e ne pago solo io le conseguenze, non chi ha caricato il video.

    GENIALE!!!

    "anche volendo considerare reato la violazione del diritto d'autore" non è che lo decidiamo noi cosa è reato e cosa no...e direi anche MENO MALE visto che per alcuni VIVERE delle proprie opere è l'unica fonte di reddito, secondo voi Ken Follett dee scrivere e vivere di questo o "chissenefrega" me lo scarico e voglio pure che sia legale.
    Bò.... a volte mi chiedo come possiate avere certe idee in testa
    non+autenticato
  • youtube, come tu dici, rischia solo a causa di una legislazione estremamente confusa, che non stabilisce chiaramente responsabilità e competenze, e di questo si discuteva: le responsabilità dovrebbero essere solo dell'uploader (a meno che, è ovviamente, il sito su cui il contenuto si trova si rifiuti di rimuoverlo anche a fronte di una esplicita richiesta di chi ne ha competenza) e la competenza può essere solo ed esclusivamente della magistratura, visto che si parla di reato.

    Quanto alla legge: beh non che sia proprio esatto che non decidiamo noi; non direttamente magari, ma le leggi le fa il parlamento, espressione (più o meno diretta) della volontà popolare, quindi... Da questo ne viene che se una legge non piace alla maggior parte della popolazione, semplicemente la si cambia. E onestamente non me ne frega nulla se alcune categorie ci perdono , almeno finchè la maggioranza ci guadagna. Anche sul piano etico poi, che in ogni caso non ha e non deve avere alcuna rilevanza sul piano legale, (come per altro già sottolineato da un altro utente qualche post fa) l'attuale legge sul diritto d'autore è semplicemente ributtante per quanto sbilanciata contro il consumatore: capisco di dare agli autori (e solo al loro, non trasferibili, nominali come le licenze che ci impongono con i software) i diritti delle loro opere, ma per non più di cinque anni, poi di nuovo al lavoro, come tutti gli altri, e per la pensione, ne facciano una privata, come ogni altro libero professionista.

    PS: e guarda che da consumatore "consumo" anche tanto (vado al cinema circa due volte a settimana, ma a 3,5 € a biglietto, perché tanto vale, non di più; compro molto molto spesso cd originali, ma a non più di 5€, perché di solito tanto valgono e perché non ho bisogno di avere subito l'ultima uscita, che in ogni caso al massimo comprerei on line a un prezzo un po' più onesto, e potrei continuare) a dimostrazione del fatto che se un prodotto valido è offerto ad un prezzo onesto vende anche se è disponibile su altri canali.
    non+autenticato
  • "ma che cos'à ma che cos'à ma che cos'à questa robina qua?"
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alberto Enghel
    > MA VOLETE METTERVI IN QUELLE CAZZO DI TESTE CHE
    > SE IO REALIZZO UN OPERA E LA REGISTRO NE SONO
    > L'UNICO E INSINDACABILE PROPRIETARIO E IO E NON
    > TU DECIDO I TERMINI DI UTILIZZO SE TI STANNO BENE
    > OK SE NO CAZZI TUOI.P.S.RUBARE E TRARRE PROFITTO
    > DAL LAVORO ALTRUI NON E'
    > DEMOCRAZIA!!!!!!!!

    A me non sta bene il fatto che una legge scritta in epoca fascista e mai abrogata, consenta di estendere i diritti fino a 70 anni oltre la morte dell'autore.

    Tu crei un'opera? Benissimo.
    Intendi sfruttarla commercialmente? Altrettanto benissimo.
    Ma per un tempo limitato.
    Poi basta. Perche' altrimenti stai mettendo un bavaglio alla cultura.

    Tanto si prospettano due scenari:
    o l'opera e' un capolavoro, e quindi nel tempo limitato otterrai il tuo giusto riconoscimento,
    o l'opera e' una porcheria, e quindi finirebbe comunque dimenticata.

    P.S. Il turpiloquio e i caratteri maiuscoli sono contrari alla netiquette.
  • Oh! Qualcuno che scrive qualcosa di sensato!
    L'unico problema però sarebbe poi stabilire chi stabilisce ( A bocca aperta ) quale opera sia fenomenale e possa godere di X anni in più di copyright e quale no.

    Il discorso però è minato alla base: io ho scritto il libro e io impongo che se vuoi "conoscere" lo compri e lo usi come dico e io e non come vuoi tu.

    COmunque il problema è ovviamente di tipo economico, ma con che coraggio posso dire ad uno scrittore "senti per 4 anni ci guadagni, dopo son fatti tuoi"?
    Non so...sono perplesso in entrambi i casi
    non+autenticato
  • ma io mi accontenterei se per i film ci sia un massimo di 10 anni e per musica e libri fino la morte dell'autore, il vero problema è che ormai i diritti non sono più dell'autore ma di qualche riccone, che continua a piangere miseria ma vive in villone più grandi di quelle degli artisti stessi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: kaiserxol
    > Oh! Qualcuno che scrive qualcosa di sensato!
    > L'unico problema però sarebbe poi stabilire chi
    > stabilisce ( A bocca aperta ) quale opera sia fenomenale e
    > possa godere di X anni in più di copyright e
    > quale
    > no.
    >
    > Il discorso però è minato alla base: io ho
    > scritto il libro e io impongo che se vuoi
    > "conoscere" lo compri e lo usi come dico e io e
    > non come vuoi
    > tu.

    Di solito, anzi praticamente sempre, funziona che lo scrittore scrive un'opera prima per piacer suo, e poi l'editore GLI COMMISSIONA altre opere.

    Poi l'accrocchio legislativo attuale consente creste, e magna magna, ma in un mondo perfetto l'editore paga l'opera e la pubblica su bei libri rilegati, che rivende a chi vuole il libro rilegato.

    Oggi che si puo' fare a meno del libro, chi e' ancora interessato al libro passa per l'editore, chi non e' interessato e si accontenta dell'opera e basta, senza la carta, no.

    > COmunque il problema è ovviamente di tipo
    > economico, ma con che coraggio posso dire ad uno
    > scrittore "senti per 4 anni ci guadagni, dopo son
    > fatti tuoi"?

    Saviano ha scritto Gomorra nel 2006.
    Non ci ha forse guadagnato abbastanza?

    Con che coraggio vuoi dire a me che Saviano ha ancora bisogno di guadagnare denaro da Gomorra?

    > Non so...sono perplesso in entrambi i casi

    Ripeto: se l'opera e' degna di interesse si ripaga da se' in pochissimo tempo, se l'opera e' qualcosa di Moccia, preferisco leggere della carta igienica usata.
  • Scusa ma non sono d'accordo (di nuovo, sorry): a me sembra assurdo il contrario, ovvero che qualcuno continui a guadagnare su un lavoro già fatto: se un ingegnere (in questo caso civile, tanto per non complicare il discorso con brevetti e roba varia) fa un progetto, guadagna nel momento in cui lo realizza, poi basta (ed è un opera del suo ingegno, eh). Che gli artisti guadagnino con prestazioni sempre nuove (musica=concerti, film=cinema, libri= non so, conferenze, software=aggiornamenti e nuove funzioni) mi sembra giusto oltre che auspicabile...
    non+autenticato