Claudio Tamburrino

Italia, countdown per il telemarketing

Con febbraio nuove regole per il gioco delle chiamate promozionali a casa: se non si vuole essere disturbati occorre sfruttare l'opzione di opt-out

Roma - È ora attivo (anche se per il momento appare funzionare a singhiozzo) il sito attraverso cui gli abbonati che non desiderano essere disturbati da telefonate pubblicitarie potranno iscriversi al Registro pubblico delle opposizioni.

In concomitanza con l'esordio (dal primo febbraio) del sistema di opt-out previsto dal Registro (affidato al Dipartimento comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico e alla Fondazione Ugo Bordoni) che ha modificato le regole del telemarketing, il Garante della privacy ha fissato i limiti entro i quali gli operatori del settore potranno utilizzare i dati personali degli abbonati presenti negli elenchi telefonici per effettuare chiamate col fine di invio di materiale pubblicitario, vendita diretta, ricerche o comunicazioni commerciali.

Inoltre, a carico delle aziende che operano nel settore del telemarketing vigeranno alcuni obblighi che hanno il suono del buonsenso: limitati gli orari e i giorni a cui i call center possono effettuare le chiamate; l'operatore dovrà comunicare come è venuto a conoscenza del numero e per conto di chi chiama; inoltre, nel caso in cui un abbonato chiede di non essere più disturbato, quell'azienda dovrà rispettarne la volontà pur non essendo egli iscritto nel Registro; viceversa, nel caso l'azienda di telemarketing abbia ricevuto in passato il suo consenso (e fintantoché non lo rimuoverà per iscritto) pur essendo l'utente iscritto al registro potrà essere contattato.
Il mancato rispetto delle prescrizioni dell'Autorità comporta l'applicazione di una sanzione da 30mila a 300mila euro.
Resta il problema dell'utilizzo del numero nel caso in cui sia stato ottenuto non dall'elenco ma da altra fonte, così come la possibilità da parte delle aziende di telemarketing di utilizzare altri mezzi di invadenza.

Contrari alla nuova regolamentazione, le associazioni di consumatori come Adusbef e Ferconsumatori, per cui l'adozione di un sistema opt-out rispetto ad uno opt-in, così come l'assenza di un adeguato periodo transitorio, rischieranno di generare un netto peggioramento della situazione delle chiamate pubblicitarie nella vita delle famiglie italiane: "Se fino ad oggi - spiegano - il telemarketing non era ammesso a meno di un consenso esplicito, da oggi sarà ammesso di fatto per tutti".

Claudio Tamburrino
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