Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Stato non fa rima con IT

di M. Calamari - Gli ultimi anni inanellano uno dopo l'altro diversi smacchi per le Pubbliche Amministrazioni alle prese con l'IT. Colpa dei programmatori? Colpa dei manager? Colpa dell'Italia?

Cassandra Crossing/ Stato non fa rima con ITRoma - Chi ha lavorato professionalmente nell'informatica per un po' di anni ha verificato personalmente una famosa, anzi proverbiale, statistica: e cioè che la metà dei progetti informatici di dimensione medio-grande viene abbandonata perché non arriva a completamento o fallisce totalmente nei suoi obbiettivi.

Il dato può sorprendere i non addetti ai lavori, ma è figlio delle condizioni reali in cui i progetti informatici nascono e si sviluppano, che spesso comprendono fattori come obbiettivi non chiari, risorse economiche insufficienti, risorse umane di scarsa qualità, errori di gestione del progetto, ritardi inaccettabili dalla committenza e così via. Sono condizioni figlie della realtà delle cose, che certo è quantitativamente diversa da paese a paese ma non lo è, ahimè, qualitativamente.

"Bene - penserà qualcuno - finalmente un articolo dove non si tira la croce addosso all'Italia, ma si cerca di parlare in maniera obbiettiva di problemi globali". Mi dispiace disilluderlo, ma non è così. Si perché se parlare di problemi italiani è un tirare la croce addosso all'Italia, è esattamente quello che il lettore perseverante troverà.
L'infelice storia del sito Italia.it, il noto sito del Ministero del Turismo, è l'esempio più "antico" a cui volevo accennare. Nato con finanziamenti enormi ed obbiettivi nulli, si è evoluto come una falena impazzita che sbatte contro la luce e non va da nessuna parte. Con la più totale mancanza di trasparenza sui finanziamenti, che definire stratosferici è poco e chiedersi dove siano finiti è volgare, ha cambiato di babbo (e mamma) più volte, è anche rimasto per un po' orfano, ed infine è diventato quello che tutti possono vedere. L'ottimo Massimo Mantellini ha riassunto questa commedia in bilico tra comicità e tragedia (per le tasche degli italiani) in questo articolo.

Italiapuntoit era un progetto informatico enorme come costo, ma ben poco critico come infrastruttura. Un sito che avrebbe dovuto avere contenuti interessantissimi e di enorme valore, ma con un livello di complessità informatica tipo blog. Il suo attuale stato è figlio del fatto che si tratta un sito sostanzialmente inutile, e quindi appartiene alla tipologia di fallimenti non tecnologici ma per mancanza di obbiettivi certi (a meno di non voler spettegolare su possibili obbiettivi inconfessabili).

Passiamo ora ad una storia più recente: si chiama click-day, ed è una triste gara cui sono stati, sono e saranno costretti gli extracomunitari che in Italia vogliono concorrere all'estrazione di un permesso di lavoro.

Devono collegarsi un certo giorno alle 8 esatte di mattina ed eseguire una procedura di richiesta, che viene servita in ordine di arrivo fino ad esaurimento dei posti disponibili (alcune decine di migliaia). La marea di click e transazioni che si riversa naturalmente sul sito a ciò deputato in quei momenti richiederebbe un'infrastruttura molto sofisticata per riuscire a fornire il servizio. Dai racconti di chi ha dovuto partecipare o di chi ha seguito la cosa emergono storie dell'orrore di pagine irraggiungibili, transazioni rimaste a metà o dall'esito indefinito, mancanza di ricevute, pianti e strepiti, furbetti che promettevano risultati in cambio di soldi, e chi più ne ha più ne metta.

La prima domanda che viene spontanea è: come mai si è scelta la "corsa" invece del sistema a lotteria elettronica usato in altri paesi? Ci si registra con calma alla lotteria, come se si acquistasse un biglietto, e poi sempre con calma si procede ad una estrazione elettronica i cui risultati, sempre senza picchi di lavoro, vengono comunicati agli iscritti. Niente stress ed un'infrastruttura telematica molto meno complessa. Poco più di un blog.

La cosa, diciamo, "curiosa" non è l'apparente e gratuita crudeltà del metodo scelto, quanto il fatto che siti di questo tipo, cioè abbastanza ben progettati da resistere a picchi di click sono ormai realizzabili con metodi standard ed in maniera piuttosto economica (certo, se comprati a prezzi di mercato) e sono alla portata realizzativa di probabilmente decine di software house nella sola Italia. Allora perché oltre che la crudeltà accadono queste figuracce? Perché molti siti italiani collassano appena qualcuno li utilizza come prevedibile e previsto?

E veniamo all'ultima e recentissima storiella italiana. Il Ministero della Semplificazione Normativa, quello della Salute e l'INPS, hanno creato una procedura obbligatoria ad uso dei medici di famiglia per l'invio telematico dei certificati di malattia, e la loro ricezione via Posta Elettronica Certificata da parte dei datori di lavoro.

Apparentemente un progresso per tutti con vantaggi per tutti: certo un progetto complesso, dal punto di vista informatico, ma anche amministrativo, di rapporti con l'utenza (sia pazienti sia medici) e con l'esigenza di una accurata pianificazione e gestione della transizione dalla fase manuale a quella telematica.

Come è andata? Bene, malgrado la rilevanza della questione e la potenza di enti e ministeri coinvolti, è successo di tutto, e le conseguenze maggiori sono state sopportate proprio dai medici di famiglia che, senza un adeguata preparazione e supporto, si sono dall'oggi al domani trovati a dover operare sia in studio che durante le visite solo per via telematica, con sanzioni dopo due mancate presentazioni che arrivavano alla revoca della convenzione (leggi licenziamento). Un '48 che ha portato all'alt di tutta la baracca in attesa di tempi migliori. Ed anche a scioperi dei medici imbufaliti, disagi per i pazienti, confusione e tutto il resto che si è letto in cronaca.

Riassumiamo la situazione.
Un modo di descriverla potrebbe essere "Come mai il rapporto con l'informatica degli Enti e delle Pubbliche Amministrazioni italiane è così cattivo?". Oppure: "Perché all'estero, per esempio in Francia ed in Germania, progetti informatici critici di grandi dimensioni arrivano solitamente (non sempre) alla fine senza catastrofi tecniche ed organizzative, come quelle che ho ricordato e che sembrano invece la regola in Italia?".

Non ho informazioni di prima mano.
Ma la sensazione netta è che come al solito in Italia i mega-progetti ricchi di finanziamenti siano anche ricchissimi di figure manageriali, politiche, amministrative, e che gli esperti informatici e di organizzazione siano relegati in fondo alla piramide decisionale e realizzativa, a spendere gli spiccioli rimasti con risorse insufficienti, carenza di informazioni ed assenza di un reale coordinamento.

È solo una sensazione e non una cronaca provata, ma spiegherebbe perché, in un paese dove le teste dei responsabili pubblici di una catastrofe non rotolano mai, l'evoluzione ed destino dei progettoni informatici sia (ahimè!) così prevedibile.

Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
Notizie collegate
111 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Stato non fa rima con IT
Ordina
  • Sarà ma anche nel privato vedo molte delle cose citate nell'articolo e nei commenti ...
    non+autenticato
  • Nell'organizzazione della cosa pubblica ci sono montagne di adempimenti informatizzabili che ben si presterebbero a semplificare gestione e controllo.
    Molte volte sono cose semplici che lievitano in progetti faraonici.
    Ben vengano le cose semplici ed efficaci meno gli orpelli.

    Quindi si parte con un progetto per farle, ma il progetto lievita, diventa un megaprogetto per cui l'utile si porta dietro l'inutile, la relativa complessità i relativi costi e pericoli di insuccesso.

    Storiella esemplificativa:

    Dobbiamo comprare un armadietto, andiamo allo store, scegliamo quello che ci piace compatibile con il nostro portafoglio, lo portiamo a casa, ci mettiamo su i libri.

    Una pubblica amministrazione si fa fare i preventivi, dato che paga tardi non ci si stupusce se glieli raddoppiano.
    Poi non possiamo comprare il 'modello base', se poi non va ci danno degli incompetenti, per non sbagliare prendiamo l'ultimo modello al titanio.
    Per non avere poi il collega che ti critica perché non ne hai comprato uno in linea con le nuove disposizioni (puro esempio) che entreranno in vigore il prossimo decennio, lo prendi con queste caratteristiche.
    Devi trovare il trasportatore che lo va a prendere e ti devi far fare il preventivo.
    Non lo puoi mettere tu ma devi trovare il posatore di armadietti (per evitare critiche), ti fai fare il preventivo.
    Poi ci sarà sempre il dipendente che lamenterà che un armadietto così difficile da usare richiede un apposito corso, ti fai fare il preventivo.
    Alla fine esce una cifra stratosferica, ma hai dato da lavorare al venditore di armadietti, al trasportatore, al posatore, al formatore, al dipendente che riceverà la formazione.

    Risultati:

    Caso 1:
    paghi un porcaio di soldi dove con un armadietto più semplice trasportato con la tua macchina, avresti avuto gli stessi risultati in un ora spendendo dieci volte meno.

    Caso 2:
    non ci sono soldi per comprare l'armadietto come 'ci serve', appoggiamo i libri per terra.

    Caso 3:
    il trasportatore non ha tempo, si ammala il formatore, fallisce la ditta, insomma avrai l'armadietto quando te ne serviranno quattro o semplicemente non arriverà mai.

    Caso 4:
    finalmente hai l'armadietto ma nessuno lo usa perché agli utenti piaceva giallo ed un armadietto di quel colore non lo useranno mai.
  • Se ad un servizio internet internet creato , corrispondesse ad un servizio fisico spento il giorno dell'avvio (esempio:tutti i servizi al banco del comune sul web = chiudo sportello fisico in comune)
    TUTTI si lamenterebbero del progetto fallito,PERCHE' ne avrebbero bisogno SUBITO ,
    invece così il sito non funziona , i manager hanno preso le loro belle mazzette ,e quelli dello sportello se la ridono,noi vediamo un sito che non va e non possiamo fare niente,se non pagare ogni anno il 40% di tasse.
    Insomma :evviva il paese delle banane.
    non+autenticato
  • dove le mettiamo?

    La procedura obbligatoria ad uso dei medici di famiglia per l'invio telematico dei certificati di malattia implica il trattamento di dati medici, coperti dal D.Lgs. 196/2003 (legge sulla privacy).

    La legge ha messo nelle mani di questo sistema (in realtà di chi è titolare del trattamento gestito attraverso di esso) la responsabilità penale inerente i dati trattati.

    E la legge non parla soltanto di diffusione non autorizzata: la legge copre gli aspetti di riservatezza, integrità e DISPONIBILITÀ.
    I dati devono essere disponibili ai portatori di interesse quando ne hanno bisogno.

    I medici rischiano denunce penali per colpa degli incompetenti che hanno progettato, realizzato e collaudato il sistema.

    E ci sarebbe anche da aggiungerem credo, la responsabilità penale per l'interruzione del pubblico servizio: ribadisco, se un cittadino rischia il penale per la disfunzione del sistema, qualcuno deve assumersi le relative responsabilità.

    Ma finirà come sempre a tarallucci e vino, e poi nel dimenticatoio ...

    In ogni caso il Garante per la Privacy dovrebbe muoversi: il sistema tratta dati sensibili, e deve essere dotato di un DPS che comprovi tutte le misure adeguate adottate per assicurare la disponibilità delle informazioni agli interessati.
  • Sono questi che fanno fallire i progetti. E il Paese.
    ruppolo
    31331
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | Successiva
(pagina 1/6 - 27 discussioni)