Alfonso Maruccia

Mozy: lo storage nelle nuvole non è infinito

La società che voleva fornire spazio senza fine a tutti torna sui suoi passi: lo spazio per i backup costa, online costa volendo anche di più. Cloud computing al tappeto?

Roma - Dopo gli ultimi 4 anni passati a offrire storage illimitato, Mozy cambia passo e riduce enormemente l'offerta di Gigabyte disponibili per i backup dei suoi clienti. Il "sogno" della sussidiaria del colosso EMC si infrange sulle mutate abitudini di archiviazione degli utenti, sempre più affamati di uno spazio digitale che non basta mai.

Il cambiamento nelle policy di Mozy può essere efficacemente sintetizzato con l'espressione "paga di più, ottieni di meno": laddove in precedenza una sottoscrizione mensile da 4,99 dollari prometteva la possibilità di archiviare online una quantità illimitata di dati in formato digitale, ora con 5,99 dollari si ha diritto a 50 Gigabyte, con una opzione "multi-macchina" per il backup di tre computer e 125 GB di spazio a 9,99 dollari mensili.

Nel tentativo di giustificare la nuova policy, Mozy chiama espressamente in causa il cambiamento nelle "abitudini dei consumatori" e l'esplosione delle necessità di storage - remoto o locale che sia - al pari con la diffusione degli apparati fotografici ad alte risoluzioni, l'alta definizione per l'home video e l'apertura di numerosi store telematici specializzati nel digital delivery di ogni genere di contenuti.
Con l'abolizione dello storage illimitato Mozy prova inoltre a incrementare i margini di monetizzazione dei 70 Petabyte e oltre che gli utenti hanno già archiviato sui suoi server. Nel cambio di passo ci perde parecchio il cloud computing, o per meglio dire una delle caratteristiche che a sentire i suoi sostenitori rappresenterebbe un "vantaggio" del computing tra le nuvole rispetto a quello tradizionale.

Lo storage illimitato è infatti da sempre uno dei cavalli di battaglia di Google e gli altri giganti telematici, convinti della consistenza delle tesi che sorreggono il cosiddetto Web 3.0: l'ammissione di fallimento di Mozy, una società specializzata nello storage online, è un colpo durissimo a quanti evangelizzano le folle su un futuro salvifico fatto di enormi server farm interconnesse a cui accedere attraverso terminali "stupidi", gestiti da sistemi operativi talmente minimali da non essere molto più di un browser web e un kernel Linux ridotto all'osso.

Che il cloud computing non sia esattamente rose e fiori, e che anzi tutto sia fuorché una soluzione esente da problemi e potenziali disastri, viene d'altronde confermato da un altro incidente di alto profilo recentemente capitato tra le nuvole dei provider telematici. Se Mozy decreta la morte per stress dello storage illimitato, la presunta superiore affidabilità delle nuvole rispetto agli hard disk locali - un'altra "argomentazione" sbandierata ai quattro venti - è già bella che defunta grazie a Flickr e al suo "piccolo" incidente della cancellazione accidentale di 4.000 mila foto di un account attivo da 5 anni.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
40 Commenti alla Notizia Mozy: lo storage nelle nuvole non è infinito
Ordina
  • Ho molto apprezzato il contributo di Amedeo e Anziano.
    Sono vecchietto anche io, per quanto "signore" con il mio primo HDD, un conner CP3000 da ben 40MB. Dopo quasi 3 anni passati a comprimere, doublespaceare, strizzare e compattare (avevo aumentato di 2/3 la capienza) son passato ad un P133 con 128mb di ram e (ohhh) 2.2GB di HDD (un Quantum Fireball e un Quantum Bigfoot) gongolando tra me e me: "addio zip, addio doublespace, ora ho spazio praticamente illimitato, quando mai lo riempirò?
    Sei mesi dopo stavo cercando un altro disco e da allora, ogni volta che qualche produttore strombazza le uallere del suo bel dispositivo di archiviazione, mi diverto a dire "in quanti mesi lo saturerò?"

    Mi dispiace per gli utenti di Mozy, ma se la son cercata: spazio illimitato? Era più credibile la promessa del Gatto e della Volpe.

    GT
  • Che l'uguaglianza NUOVO = MIGLIORE sia verificata è tutto da dimostrare. E la pratica di solito dimostra che non lo è.

    Eppure i markettari continuano ad insistere. Lungi dai tecnocrati essere nemici del nuovo "perché si" ... ma tutto va vagliato, provato, testato, standardizzato : allora si passa al nuovo.

    Solo se è davvero migliore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: user 239487
    > Che l'uguaglianza NUOVO = MIGLIORE sia verificata
    > è tutto da dimostrare. E la pratica di solito
    > dimostra che non lo
    > è.
    >
    > Eppure i markettari continuano ad insistere.
    > Lungi dai tecnocrati essere nemici del nuovo
    > "perché si" ... ma tutto va vagliato, provato,
    > testato, standardizzato : allora si passa al
    > nuovo.
    >
    > Solo se è davvero migliore.

    In campo informatico vale sempre il teorema:
    Il numero di bachi presenti in un software è inversamente proporzionale all'età meno il numero di "minor version" e direttamente proporzionale al quadrato del numero di patch pubblicate.

    Corollari
    il termine Alpha vicino al numero di versione giustifica qualunque malfunzionamento

    il termine Beta vicino al numero di versione giustifica qualunque funzionamento imprevisto

    Tradotto in italiano significa che un prodotto "nuovo" è pieno di bachi sconosciuti, mentre uno vecchio è pieno di bachi conosciuti.


    GT
  • Personalmente ritengo improponibile un'offerta gratuita di 'spazio illimitato' in base ad alcune semplici considerazioni nate dalla mia esperienza.
    Ricordo che il primo disco fisso che acquistai, era da ben 20MB; per quei tempi era un gran lusso, dato che la media era sui 10MB ma, potendomelo permettere e pensando che non sarebbe mai andato alla fine (nel senso di essere saturato), affrontai la spesa (900.000 lire). Ovviamente arrivò il tempo in cui quei 20MB non bastavano più.
    Col passare degli anni, i dischi hanno aumentato le dimensioni ed abbassato i prezzi; i PC si sono evoluti ed hanno iniziato a trattare dati più ingombranti. Tanto che ora un disco da 160GB (8.000 volte quello di allora) costa 1/10 del prezzo di allora.
    Ma il problema di saturazione rimane, la disponibilità di spazio tende ad abituare l'utente a riempirlo e non preoccuparsi di effettuare selezioni e pulizia, così si accumulano le 300 fotografie scattate durante le ferie (ormai con la digitale non ci si preoccupa di sprecare rullino e sviluppo), che potrebbero essere sfoltite tenendone 30 ma per pigrizia vengono lasciate, si accumulano i filmati ed una quantità industriale di altro materiale digitale che evitiamo accuratamente di selezionare e limitare. Ormai per tanti non è difficile riempire un disco da 1TB.

    Bisogna ricordare che chi offre servizi di storage, utilizza apparecchiature e dischi con tecnologia più avanzata rispetto al mercato consumer (guardate la differenza di costo tra un disco SATA e uno SAS), i dischi hanno una usura maggiore (accesi 24/24 365/365) e vanno sostituiti per obsolescenza e per sicurezza più spesso.
    Regalare spazio si traduce quindi in una spesa costante dovuta ai costi di infrastruttura e di consumi energetici che probabilmente tendono a superare il rientro dovuto a pubblicità ed immagine per l'azienda che offre quel servizio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: amedeo
    > Personalmente ritengo improponibile un'offerta
    > gratuita di 'spazio illimitato' in base ad alcune
    > semplici considerazioni nate dalla mia
    > esperienza.

    sembra simile alla mia, vediamo

    > Ricordo che il primo disco fisso che acquistai,
    > era da ben 20MB;

    si, ne tenevo mezzo in doublespace e l'altro mezzo zippa zippa zippa rezippa ad ogni versione, comprimi, testa, benchmarka chi comprime mezzo byte di più, filldisk, e tanta attenzione

    [...]

    > Col passare degli anni, i dischi hanno aumentato
    > le dimensioni ed abbassato i prezzi; i PC si sono
    > evoluti ed hanno iniziato a trattare dati più
    > ingombranti.

    chiamala evoluzione.
    quello che fa funzionare il pianeta continua a funzionare con manciate di byte.

    >Tanto che ora un disco da 160GB
    > (8.000 volte quello di allora) costa 1/10 del
    > prezzo di
    > allora.

    allora diciamo che il prezzo di produzione, derivante da tecniche e da mercato... ecc ecc.
    ma non è una evoluzione vera e propria

    > Ma il problema di saturazione rimane, la
    > disponibilità di spazio tende ad abituare
    > l'utente a riempirlo e non preoccuparsi di
    > effettuare selezioni e pulizia,

    confermo, sottolineo, piango e concordo

    >così si
    > accumulano le 300 fotografie scattate durante le
    > ferie (ormai con la digitale non ci si preoccupa
    > di sprecare rullino e sviluppo), che potrebbero
    > essere sfoltite tenendone 30 ma per pigrizia
    > vengono lasciate,

    per non parlare di quando questo succede al lavoro con le foto della fiera, del party aziendale e altre str... amberie

    >si accumulano i filmati ed una
    > quantità industriale di altro materiale digitale
    > che evitiamo accuratamente di selezionare e
    > limitare. Ormai per tanti non è difficile
    > riempire un disco da
    > 1TB.

    beh, video allora.

    > Bisogna ricordare che chi offre servizi di
    > storage, utilizza apparecchiature e dischi con
    > tecnologia più avanzata rispetto al mercato
    > consumer (guardate la differenza di costo tra un
    > disco SATA e uno SAS), i dischi hanno una usura
    > maggiore (accesi 24/24 365/365) e vanno
    > sostituiti per obsolescenza e per sicurezza più
    > spesso.

    opinabile che sia così, ma ottimisticamente fiducioso e quindi diciamo che è vero

    > Regalare spazio si traduce quindi in una spesa
    > costante dovuta ai costi di infrastruttura e di
    > consumi energetici che probabilmente tendono a
    > superare il rientro dovuto a pubblicità ed
    > immagine per l'azienda che offre quel
    > servizio.

    ma con roba vecchia puoi garantire ridondanza a pacchi a costi infimi; la velocità di trasferimento su internet sarà sempre più bassa di quella del più vecchio hard disk *ragionevolmente a disposizione*
    non+autenticato
  • Mi scusi sig. Mariuccia, in base a quale razionale Lei associa il cloud computing allo spazio illimitato? In base a quali informazioni associa i servizi di Google /Amzon free o a pagamento allo spazio illimitato? Se così fosse mi può fornire le fonti perchè la cosa mi interessa anche da un punto di vista professionale, perbacco.

    Le chiedo questo perchè l'articolo si basa in qualche modo sull'assunto per cui la revisione di un modello di business da parte di un azienda (legato alla fornitura di spazio illimitato) sia legato a limiti dell'architettura (lei non lo documenta però) . Infine da questo lei arriva a a dire che siccome l'architettura cloud (in un certo senso smarcata da Google) implica la fruizione di spazio illimitato, allora la revisione del business model di Mozy sancisce il fallimento dell'architettura.

    Quindi se ritiene il Suo ragionamento coerente dovrebbe (acciderboli, perdirindina) almeno sentire il dovere di fornire indicazioni su dove,quando e come Amazon e Google abbiano iniziato a fornire spazio illimitato e sulla relazione fra cambiamento di modelli di business e limiti dell'architettura adottata da Mozy (giusto?).Lei è un giornalista, non una persona che propone un argomento di discussione su un forum e quindi mi aspetto proprio che Si documenti e che approfondisca i fatti. Sinceramente irritato da questo articolo pur non avendo posizioni preconette sull'argomento.

    Cordiali Saluti, Federico Buonanno
    non+autenticato
  • Condivido e preciserei che cloud non è solo storage ma molto altro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Zucca Vuota
    > Condivido e preciserei che cloud non è solo
    > storage ma molto
    > altro.

    molto altro che per la maggior parte delle aziende è ancora assai conveniente tenere sotto il proprio diretto controllo.

    e non fare i fighi solo perché è nuovo
    non+autenticato
  • Ma avete scritto voi che le foto sono state recuperate!! allora perché scrivere ancora della perdita (temporanea) delle foto??
    http://punto-informatico.it/3082361/PI/News/flickr...
  • - Scritto da: CapSnake
    > Ma avete scritto voi che le foto sono state
    > recuperate!! allora perché scrivere ancora della
    > perdita (temporanea) delle
    > foto??
    > http://punto-informatico.it/3082361/PI/News/flickr

    Mariuccia è per partito preso contro il cloud computing da quando se ne parla.
    Poi Google non offre lo storage illimitato, quindi nell'articolo di quale cavallo di battaglia parla? Per Gmail c'è un limite, è ampio ma c'è e per Google App Engine devi pagare.
    non+autenticato
  • Nella notizia dicono che gli hanno recuperato gran parte dei dati persi, non hanno recuperato tutto...
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > Nella notizia dicono che gli hanno recuperato
    > gran parte dei dati persi, non hanno recuperato
    > tutto...

    Il gran parte c'è solo nell'articolo di PI, negli articoli in inglese linkati nell'articolo invece pare che le abbiano recuperate tutte. Così come Google che fa dello storage infinito il suo cavallo da battaglia, fai clic sul link presente nell'articolo e non dice questo.
    PI è come Nostradamus, va interpretato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo
    > - Scritto da: Sgabbio
    > > Nella notizia dicono che gli hanno recuperato
    > > gran parte dei dati persi, non hanno recuperato
    > > tutto...
    >
    > Il gran parte c'è solo nell'articolo di PI, negli
    > articoli in inglese linkati nell'articolo invece
    > pare che le abbiano recuperate tutte.

    ma pare o è?

    > Così come
    > Google che fa dello storage infinito il suo
    > cavallo da battaglia, fai clic sul link presente
    > nell'articolo e non dice
    > questo.
    > PI è come Nostradamus, va interpretato.

    ahi ahi ahi ... Maruccia... ma non dici nulla?
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 10 discussioni)