Claudio Tamburrino

Microsoft - i4i, gli schieramenti nello scontro finale

Atteso per aprile l'udienza della Corte Suprema. Intanto le grandi aziende ITC (e non) e i gruppi di interesse chiedono che sia l'occasione per far chiarezza sui brevetti meno chiari. E si schierano con Redmond

Roma - Ad aprile la Corte Suprema degli Stati Uniti ascolterà il caso brevettuale che vede contrapposti Microsoft e i4i in merito ai brevetti software sulla tecnologia Custom XML e in quell'occasione Electronic Frontier Foundation, Apache, Public Knowledge, Red Hat, Google, Dell e altre aziende ICT si schiereranno dalla parte di Microsoft. Con l'obiettivo di ottenere una riforma del sistema brevettuale.

Dal momento che in quell'occasione Redmond chiederà al giudice di abbassare gli attuali standard legali adottati per giudicare le controversie brevettuali in particolare in casi di invalidazione di un titolo conteso, i sei, interessati ad una riforma del sistema brevettuale, non vogliono restare a guardare impotenti lo svolgersi della contesa, e hanno così deciso di intervenire presentando le loro opinioni.

La questione riguarda lo standard della prova su cui si misura un caso di invalidazione di un brevetto contestato, attualmente tarato su "prove chiare e convincenti" (con limitazioni anche circa la valutazione la prior art), un canone molto più alto (e conservativo dei titoli concessi dall'ufficio brevettuale) rispetto alla preponderance of evidence in vigore per le cause civili. Questo livello di prova (che semplicemente mette su una bilancia le ragioni contrastanti, scegliendo a favore di quelle che pesano anche solo leggermente di più) renderebbe molto più semplice dimostrare una violazione o invalidare un brevetto.
EFF (che da tempo ha preso posizione), Apache e Public Knowledge ritengono (ricalcando la posizione di Redmond) che uno standard più basso di invalidazione dei brevetti possa permettere di scremare quelli non validi, rendere il panorama più chiaro e disincentivare i patent troll. Inoltre anche le aziende interessate unicamente ad approfittare della confusione per cercare di ottenere qualche tipo di accordo di licenza ci penserebbero due volte prima di agire, dal momento che, se vigesse il principio di preponderance of evidence, rischierebbero di perdere il brevetto coinvolto quando la controparte decidesse di contrattaccare con un'accusa di non validità.

Sulla stessa linea i commenti depositati da Red Hat insieme a Google, Hewlett-Packard, Dell e ancora Verizon, HTC, LinkedIn, Mastercard, The New York Times, Time Warner, Wal-Mart, e Zynga. "L'onere della prova sembra una cosa tecnica, ma influenza pesantemente l'applicazione della legge - ha commentato Rob Tiller di Red Hat - e l'attuale sistema impedisce l'invalidazione di una serie di brevetti che non sarebbero mai dovuti essere concessi".

Se Microsoft dovesse perdere in quest'ultimo grado di giudizio rischia di vedere confermata la sentenza con cui è stata condannata a pagare 290 milioni di dollari di danni a i4i e a rimuovere dalla vendita Word 2007, Word 2003 e Word for Mac 2008.

Claudio Tamburrino
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15 Commenti alla Notizia Microsoft - i4i, gli schieramenti nello scontro finale
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  • Che il sistema di concessione dei brevetti debba essere pesantemente rivisto, come più in generale quello del copyright, è sacrosanto.

    Per niente corretto, a parer mio, è il farlo retroattivamente.
    I4I si è basata sulle stesse regole su cui si basano Microsoft e tutti gli altri convenuti, ed ha il diritto di vedersi riconosciuto quanto previsto dalla legge.

    Seppoi per il futuro si vogliono cambiare le regole, ben venga, ma questo deve valere dal momento della concessione del brevetto, e non da quando qualcuno scopre di dover pagare cifre astronomiche per non aver correttamente verificato i brevetti già concessi.
  • > Seppoi per il futuro si vogliono cambiare le
    > regole, ben venga, ma questo deve valere dal
    > momento della concessione del brevetto, e non da
    > quando qualcuno scopre di dover pagare cifre
    > astronomiche per non aver correttamente
    > verificato i brevetti già
    > concessi.

    Giustamente.
    Insomma quando si scottano gli altri tutto va bene, quando però ci si scotta ecco che allora si pensa che la legge in vigore non va.
    Quindi prima paghino il dovuto, poi si cambi la legge.
  • - Scritto da: andy61
    > e non da
    > quando qualcuno scopre di dover pagare cifre
    > astronomiche per non aver correttamente
    > verificato i brevetti già
    > concessi.
    Guarda che, nel caso in ogetto, MS sapeva benissimo di chi era il brevetto e quale forma avesse. Se lo sono fatti perfino spiegare da quelli di i4i...

    Per questo entrambi i gradi di giudizio fino ad ora li hanno visti mazziati pesantemente.

    Poi, che i brevetti software siano una cazzata galattica, non ci piove...
    non+autenticato
  • - Scritto da: andy61
    > Che il sistema di concessione dei brevetti debba
    > essere pesantemente rivisto, come più in generale
    > quello del copyright, è
    > sacrosanto.
    >
    > Per niente corretto, a parer mio, è il farlo
    > retroattivamente.
    > I4I si è basata sulle stesse regole su cui si
    > basano Microsoft e tutti gli altri convenuti, ed
    > ha il diritto di vedersi riconosciuto quanto
    > previsto dalla
    > legge.

    non vogliono "regolarizzare retroattivamente" i brevetti di i4i, ma usare princìpi di buon senso (come è la 'preponderance of evidence') quando si stabilisce se c'è una violazione o se il brevetto non è valido, dato che adesso il sistema è pesantemente sbilanciato verso chi ha depositato il brevetto (e abbiamo visto tutti più volte che l'ufficio brevetti per approvarli si benda gli occhi)

    > Seppoi per il futuro si vogliono cambiare le
    > regole, ben venga, ma questo deve valere dal
    > momento della concessione del brevetto, e non da
    > quando qualcuno scopre di dover pagare cifre
    > astronomiche per non aver correttamente
    > verificato i brevetti già
    > concessi.
  • Le stesse regole che Microsoft contesta (o 'vuole vengano applicate con principi di buon senso' le ha invece fatte valere più volte, quando era nel suo interesse.

    Le regole sono sbagliate e devono essere cambiate? OK, ma non retroattivamente.
    Anche perché altrimenti si scoperchierebbe un vaso di pandora, con tutte le aziende che hanno perso contro Microsoft una causa per brevetti, che chiederebbero la riapertura del procedimento e una rivalutazione secondo le nuove regole, in quanto retroattive.
  • ok, ma tecnicamente il fatto di dire "da adesso (leggasi: prima della decisione della corte suprema) si valuta così", non è un intervento retroattivo, e se tu consideri QUELLO retroattivo, vuol dire che si comincerà tra una ventina d'anni col nuovo sistema (prima hai scritto "ma questo deve valere dal momento della concessione del brevetto").

    anche da queste parti sono state fatte leggi entrate in vigore DURANTE un processo e che sono state applicate a quel processo.

    altrimenti dovresti terminare tutte le cause per brevetti col vecchio sistema e non farne partire altre fino all'entrata in vigore della legge.

    se la legge è ingiusta si cambia il prima possibile, non si aspetta che finiscano le cause in corso
  • Posso essere d'accordo sui diritti umani.

    In questo caso se la legge va a riformare le modalità con cui devono essere rilasciati i brevetti, non può andare a mettere in discussione tutti i brevetti già rilasciati con le vecchie regole.

    Altrimenti viene fuori il finimondo.

    Inoltre I4I può (giustamente) affermare che ha chiesto il brevetto proprio perché valevano quelle regole, altrimenti avrebber potuto non essere motivata a farlo.

    I diritti, una volta acquisiti, non possono essere revocati (a meno di creare grave pregiudizio a diritti di rango superiore).

    Qui in Italia, ad esempio, continuano a posticipare l'età per la pensione, ma nessuno ha mai pensato di revocare la pensione a quelli che ci sono andati, ad esempio, con 16 anni, 6 mesi ed 1 giorno di contributi.

    O a quelli che acquisiscono il diritto dopo 2 anni e mezzo di legislatura.

    OK, questi sono esempi italiani, di Diritto Romano e non Anglosassone.

    Comunque vada, sono felice che si inizi a mettere in discussione il concetto di brevetto (seguirà, con il tempo, anche quello sul copyright).
  • - Scritto da: andy61
    > Posso essere d'accordo sui diritti umani.

    ?? O_O

    >
    > In questo caso se la legge va a riformare le
    > modalità con cui devono essere rilasciati i
    > brevetti, non può andare a mettere in discussione
    > tutti i brevetti già rilasciati con le vecchie
    > regole.
    > [...]

    no aspetta, stiamo parlando di 2 cose diverse

    una cosa è la modalità di rilascio, e ovviamente non puoi applicarne una nuova a quelli a cui è già stato rilasciato

    un'altra cosa è il comportamento in caso di contenzioso: esiste già la possibilità dell'annullamento ma a quanto pare la modalità di valutazione non è equa. ed è il caso in questione


    > Comunque vada, sono felice che si inizi a mettere
    > in discussione il concetto di brevetto (seguirà,
    > con il tempo, anche quello sul
    > copyright).

    speriamo
  • - Scritto da: andy61
    > OK, questi sono esempi italiani, di Diritto
    > Romano e non
    > Anglosassone.

    IANAL, ma credo che sia proprio questo il punto. Negli USA sono le sentenze a "fare legislatura" e non c'è una legge specifica che regoli questo tipo di decisioni. Quindi se il giudice decide che in questo caso una prova di un certo tipo è sufficiente, allora questa sentenza potrà essere usata in futuro come precedente.

    In Italia questa cosa non sarebbe possibile perché il giudice ha molta meno discrezionalità, potendo solo applicare quello che sta scritto nella legge.

    F
    non+autenticato
  • Considerando che, per arrivare all'obiettivo finale ideale di eliminare i brevetti software, qualche piccolo passo bisogna pur farlo, quella di aumentare le chance di invalidazione di brevetti farlocchi in sede giudiziaria è un'ottima idea.

    Fa piacere vedere così tante imprese coalizzarsi per ottenere questo risultato. I brevetti software rallentano l'evoluzione e il progresso del settore e distruggono la concorrenza: in un mondo normale il diritto morale e quello economico d'autore sarebbero più che sufficienti.
    non+autenticato
  • la cosa divertente è che i brevetti di i4i sono tra i pochi ad aver senso

    pensare che ms faccia la parte della vittima quando usa brevetti farlocchi basati su cose inesistenti per minacciare a destra e a manca è ridicolo
    non+autenticato
  • è la Giustizia Divina!
    non+autenticato
  • Occhio per Occhio

    Eye for Eye

    I four I

    i4i

    ...nomen, omen Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: KaysiX
    > Occhio per Occhio
    >
    > Eye for Eye
    >
    > I four I
    >
    > i4i
    >
    > ...nomen, omen Occhiolino

    Ma LOL... è ballissima questa!A bocca aperta
    non+autenticato
  • I brevetti hanno senso quando usati come si deve, non quando c'è il patent troll di mezzo.