Alfonso Maruccia

USA e ICANN, prove di censura globale?

Gli Stati Uniti propongono nuove regole per la valutazione dei nomi di dominio generici. Chiunque, di qualunque governo, potrà opporsi a qualunque desinenza senza dare spiegazioni

Roma - La rivoluzione dei domini di primo livello "generici" (gTLD) dovrebbe portare a un'autentica esplosione di nuovi siti web contenenti ogni genere di suffisso tematico, aziendale o personalizzato: ma, a quanto pare, i nuovi gTLD potrebbero soprattutto essere un'arma di censura formidabile in mano ai governi - tutti i governi - desiderosi di arginare la libera espressione e anestetizzare il dissenso.

Il pericolo arriva da una nuova proposta (PDF) del Dipartimento del Commercio USA, per la revisione delle regole che ICANN dovrà in futuro seguire nella gestione dei gTLD: il documento suggerisce che l'organizzazione che "governa" i domini telematici accetti e metta a verbale un eventuale veto di un rappresentate di un qualsiasi paese sull'istituzione di un nuovo nome di dominio, qualsiasi sia il motivo di questo veto.

Se nessuno degli altri paesi membri mettesse in discussione il veto, dice il DoC, allora ICANN sarebbe obbligata a rigettare il gTLD incriminato indipendentemente dal fatto che vi sia una giustificazione legale o semplicemente significativa per i diritti civili, avallando eventualmente gli interessi dei potenti regimi che governano alcune delle economie più importanti del pianeta (un esempio per tutti: la Cina).
Dovessero le proposte del DoC essere accettate, commentatori ed esperti già prefigurano uno scenario in cui TLD come ".humanrights", ".gay" o ".falungong" verrebbero sacrificati agli interessi puritani statunitensi o al potente desiderio di controllo&censura messo quotidianamente in atto dal regime comunista di Pechino.

Sperare che gli Stati Uniti si mettano di traverso contro la censura dei gTLD "imbarazzanti"? Una totale perdita di tempo, dice il professor Milton Mueller della Syracuse University: "Qualsiasi governo che volesse sostenere i diritti individuali non si comporterebbe come gli USA stanno facendo", avverte Mueller. Wikileaks insegna, degli USA non ci si fida più.

Alfonso Maruccia
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22 Commenti alla Notizia USA e ICANN, prove di censura globale?
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  • Mica esiste solo l'ICANN...io ora in questo momento sto adottando come server dns l'Opennic che ha i propri TLD (e che risolve pure i domini Icann)...non vedo quale sia il problema...ritenete l'Icann poco democratica ed inaffidabile?
    Bene...passiamo a qualcosa di alternativo e piu' democratico....:
    http://www.opennicproject.org/
    Io l'avevo gia' fatto...per necessita' perche' gli opendns una volta mi avevano bloccato l'accesso a skytg24 sostenendo che era un sito pornografico...(nonostante io abbia selezionato l'opzione nessun filtro...e nonostante io riescivo ad accedere tranquillamente a tutti i siti porno tradizionali...)...un'altra volta l'altro giorno per la precisione mi hanno bloccato l'accesso ad un sito di fitoterapia ...affidabilissimo e che frequento da anni...perche' lo ritenevano un sito di phishing...stavolta ne ho avuto abbastanza di loro e quindi sono passato agli opennic... che funzionano egregiamente...

    p.s. una volta scelti i vostri dns preferiti dal sito...
    per verificare il funzionamento di opennic provare a visitare i seguenti siti:

    http://repeat.ing/                 --> sito Test per verificare   funzionamento DNS Opennic
    http://grep.geek                   --> motore di ricerca domini opennic
    http://dev.geek/                   --> registrazione domini opennic
    non+autenticato
  • bla bla bla
    basta installarsi un servizio locale (dove ti pare, anche uno straccio di nas con resolver eccetera) per risolvere i DNS in modo indipendente.

    Be smart!

    Ti dice niente 'sta frase? A bocca aperta
    non+autenticato
  • si avete ragione, ma il potere di internet è legato al fatto che fa leva sulla massa

    tutte queste cose da geek alla massa semplicemente non arrivano

    la vostra idea è buona ma solo se vista in un'ottica di cyberdissenso che coinvolge solo coloro con un pò di sale in zucca

    per esempio la vedo vincente come le darknet, ma si tratterà solo di un modo che "chi ha interesse e farlo e ha intelligenza per farlo" potrà usare per creare una rete protetta dagli spioni di Stato
    non+autenticato
  • io i domini di primo livello li abolirei... cazzo servono se non a confondere le idee? ci sono .com non commerciali, .org non di organizazioni .biz non di affari, i domini statali che possono benissimo essere di un'altra nazione... insomma in una rete globale che senso hanno queste desinenze?
    non+autenticato
  • - Scritto da: brontolo
    > io i domini di primo livello li abolirei... cazzo
    > servono se non a confondere le idee? ci sono .com
    > non commerciali, .org non di organizazioni .biz
    > non di affari, i domini statali che possono
    > benissimo essere di un'altra nazione... insomma
    > in una rete globale che senso hanno queste
    > desinenze?

    Come ho risposto a Panda,
    non esistono piu queste regole anni '90.

    Su un ORG puoi anche mettere un sito porno, a ICANN non gliene frega una mazza e nemmeno agli hosters.

    Certo che qui in Itaglia siete rimasti proprio agli anni 90 eh?
    Madonna...
    non+autenticato
  • Cazzo sei di legno... Brontolo dice proprio di abolirli perché hanno perso la loro funzione "anni '90"

    Adesso ti è chiaro il concetto?
    Insomma invece di google.it, google.fr, google.com digitare semplicemente "google"... Tanto anche il classico www è andato a farsi friggere da tempo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Durabo
    > Cazzo sei di legno... Brontolo dice proprio di
    > abolirli perché hanno perso la loro funzione
    > "anni
    > '90"
    >
    > Adesso ti è chiaro il concetto?
    > Insomma invece di google.it, google.fr,
    > google.com digitare semplicemente "google"...
    > Tanto anche il classico www è andato a farsi
    > friggere da
    > tempo...

    è quello che tutti già fanno digitandolo in Google...
    non+autenticato
  • Groan... si va sempre un maggior sfacelo... se si va a vedere i post di tecnici (leggevo quelli di gestore DNS di eunet) a tutti pare una follia questa TOTALE snaturamento dei gTLD (e poi in generale della costruzione del dns)

    Al primo punto c'e': It was all about making money and not about GOOD GOVERNANCE of a delicate engineering marvel.

    Poi ci sono una serie di beghe e problemi tecnici sulla risoluzione corretta dei domini (specie con vecchi resolver), beghe per l'idea DEMENZIALE dell'equiparazione domain=trademark, le mega beghe di censura preventiva citate in questo articolo. Cioe un intero nuovo paradigma di problemi, a fronte di far succhiare nuovi soldi all'ICANN e a i tanti cybersquatter legalizzati in giro per il pianeta.
    non+autenticato
  • Difficilmente ci saranno moltissimi cybersquatter, da quello che so io, i nuovi domini costeranno anche 100.000 €... poichè non sarai titolare di un "nome a dominio" normale, ma di un tld vero e proprio, quindi probabilmente chi vorrà registrare che ne so: www.pasta.pizza dovrà acquistarlo da chi detiene il tld .pizza sempre che qualcuno l'abbia comprato, altrimenti non penso sia alla portata di tutti, io sono rimasto comunque alle ultime informazioni lette tempo fa, quindi correggetemi se sbaglio o ho capito male.
  • Non ho letto l'articolo ma mi pare sia il solito scivolamento verso la Cina che è il faro dell'occidente e delle democrazie più evolute.

    P.S. e adesso ditemi "leggilo!".
  • - Scritto da: Sandro kensan
    > Non ho letto l'articolo ma mi pare sia il solito
    > scivolamento verso la Cina che è il faro
    > dell'occidente e delle democrazie più
    > evolute.
    >
    > P.S. e adesso ditemi "leggilo!".

    No, dico...

    che vuoi che ti si risponda...

    vabbè, va'...

    LEGGILO!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sandro kensan
    > Non ho letto l'articolo ma mi pare sia il solito
    > scivolamento verso la Cina che è il faro
    > dell'occidente e delle democrazie più
    > evolute.

    no... non il faro... semmai un degnissimo compare
    non+autenticato
  • Cioe' fatemi capire: se io intendo rilasciare in rete informazioni sui diritti civili, ben sapendo che tali informazioni pesterebbero piu' di un callo a quelli che comandano, vado a farlo su un dominio .humanrights secondo loro?

    A me pare fin troppo ovvio che io aprirei un sito .org

    Che cosa mi sfugge?
  • - Scritto da: panda rossa
    > Cioe' fatemi capire: se io intendo rilasciare in
    > rete informazioni sui diritti civili, ben sapendo
    > che tali informazioni pesterebbero piu' di un
    > callo a quelli che comandano, vado a farlo su un
    > dominio .humanrights secondo
    > loro?
    >
    > A me pare fin troppo ovvio che io aprirei un sito
    > .org
    >
    > Che cosa mi sfugge?
    non molto... e' semplicemente UNO dei tanti problemini collaterali (veti delle nazioni/organizzazioni per motivi ideologici/politici su un cazzo di mucchietto di lettere in un tld -che uno si chiede che diavolo c'entrano- ) di questa IDIOZIA di voler liberalizzare i gTLD (per motivi puramente economici, a discapito della creazione di un NUOVO set di problemi tecnici e gestionali)
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa

    > A me pare fin troppo ovvio che io aprirei un sito
    > .org
    >
    > Che cosa mi sfugge?

    A prescindere da tutto il resto, oggi le estensioni a dominio non hanno alcun peso.
    Una volta per .org si intendeva un dominio con contenuti gratuiti e privo di pubblicità.
    Oggi gli .ORG sono come tutti quanti gli altri, cioè come i .COM e cosi via.

    Non capisco cosa non capisci, perchè forse non hai capito che le cose sono cambiate da parecchi anni sulle policy delle estensioni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: contrario
    > - Scritto da: panda rossa
    >
    > > A me pare fin troppo ovvio che io aprirei un
    > sito
    > > .org
    > >
    > > Che cosa mi sfugge?
    >
    > A prescindere da tutto il resto, oggi le
    > estensioni a dominio non hanno alcun
    > peso.
    > Una volta per .org si intendeva un dominio con
    > contenuti gratuiti e privo di
    > pubblicità.
    > Oggi gli .ORG sono come tutti quanti gli altri,
    > cioè come i .COM e cosi
    > via.
    >
    > Non capisco cosa non capisci, perchè forse non
    > hai capito che le cose sono cambiate da parecchi
    > anni sulle policy delle
    > estensioni.

    Non capisco perche' uno che avrebbe interesse a pubblicare informazioni tipo wikileaks, dovrebbe farlo su un dominio .humanrights invece che un tradizionale .org

    A prescindere dal fatto che un dominio .humanrights sarebbe facilmente bloccabile dai dns governativi.
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