Claudio Tamburrino

Trento, intesa Telecom-Provincia

Obiettivo: portare la fibra al 60 percento dei nuclei abitativi del montuoso territorio della provincia di Trento. Un progetto che parte con 60 milioni, più 60 di infrastrutture dell'incumbent

Roma - Firmato oggi a Trento un accordo, un memorandum d'intesa, tra Telecom e la Provincia Autonoma che definisce i passaggi per lo sviluppo delle reti di nuova generazione in Trentino, con la futura creazione di una newco a capitale pubblico e privato.

Con esso vengono delineati i primi punti e l'organizzazione necessaria per passare alla seconda fase, quella in cui si delineeranno concretamente risorse e business plan. L'obiettivo - si legge in una nota della Provincia - è di arrivare in pochi mesi ad un accordo definitivo di partnership pubblico-privato per una società a capitale misto (organizzazione di cui si parlava anche nel corso del Tavolo Romani e primo esempio del genere i Italia per un'infrastruttura Ngn) per portare la fibra a circa il 60 per cento delle famiglie dell'intera provincia (un totale di 150mila unità immobiliari). Una newco inizialmente al 51 percento alla Provincia, con la possibilità per Telecom Italia di riacquistare l'intera nuova rete.

Si parla di un progetto di rete per un totale di 400 milioni di euro, a partire da una prima capitalizzazione a favore di Trentino Ngn Srl (la società costituita a dicembre per gestire il progetto) di 60 milioni di euro messi a disposizione dalla Provincia. A questi si aggiungeranno altrettanti milioni da parte di Telecom sotto forma di opere e infrastrutture passive.
"In una prima fase che termina nel 2012", ha spiegato ancora Bernabè, "gli interventi previsti su 217 comuni comprenderanno oneri per 160 milioni di euro". Un investimento ulteriore che riguarderà il raggiungimento delle abitazioni con l'Adsl+, con banda fino a 20Mb, passo necessario, secondo Bernabè, "per eliminare il digital divide".

La vicenda ha una velenosa coda polemica: subito dopo la firma le parti dichiaravano che, pur non essendo chiusa agli altri operatori la possibilità di inserirsi nel progetto, Telecom Italia era stato l'unico operatore ad interessarsi all'operazione con i suoi assett e le sue risorse. Poche ore dopo, tuttavia, gli operatori alternativi Fastweb, Vodafone e Wind hanno comunicato di aver aperto anche loro un dialogo con la Provincia di Trento che Bernabé ha etichettato come "un'iniziativa mediatica, questa rete è aperta a tutti ma oggi siamo solo noi a firmare".

Gli Olo, da parte loro, hanno sottolineato la trasparenza dell'operazione, ricollegandola al discorso portato avanti attorno al Tavolo Romani: "Costituisce un importante passo avanti con la Provincia di Trento per garantire a tutti gli attori una partecipazione aperta e trasparente alla realizzazione del progetto, nel pieno rispetto della vigente regolamentazione nazionale e comunitaria, e delle iniziative di cooperazione già avviate dal ministero per lo Sviluppo Economico con il Tavolo Romani".

L'accordo, comunque, permette già di avviare una seconda fase che ha lo scopo di definire nel dettaglio quali saranno le principali linee di azione e le forme di partecipazione. Verranno in questa regolate le modalità di partecipazione a Trentino NGN (partecipazione con liquidità, assets), il business plan e il piano di rete (con cui verrà individuato il mercato di riferimento di Trentino NGN), gli Investimenti previsti, il perimetro obiettivo della rete e la struttura di governance.

"Il futuro del Trentino - ha detto il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai - passa attraverso le autostrade digitali che miglioreranno la competitività del territorio grazie alla connettività e ai nuovi servizi garantiti alla pubblica amministrazione, alle imprese e ai privati cittadini".

Laura Rovizzi, AD di Open Gate Italia, società consulente della Provincia Autonoma di Trento, mette in luce come la provincia autonoma rappresenti un'eccezione positiva viste anche le condizioni geografiche a cui doveva porre rimedio: "Si tratta di un'importante base da cui partire nell'ulteriore sviluppo di una Provincia che, in anticipo rispetto al resto dell'Italia e già dal 2004, ha avviato un percorso volto a dotare di infrastrutture in fibra ottica il proprio territorio che, essendo prevalentemente montano, richiede grandi sforzi e determinazione per realizzare un accesso diffuso e capillare alle reti di nuova generazione".

Claudio Tamburrino
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17 Commenti alla Notizia Trento, intesa Telecom-Provincia
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  • Sembra che tale accordo sia avvenuto senza il rispetto delle principali norme della libera concorrenza, nonostante fossero state avanzate altre proposte da concorrenti di Telecom Italia economicamente più vantaggiose, anche (e soprattutto) come costo finale al cittadino.
    Non c'è da meravgliarsi! Viva l'Italia!

    ecco qui i dettagli:

    http://www.consiglio.provincia.tn.it/banche_dati/a...
    non+autenticato
  • Provare per credere, o volete continuare con questa Italia decrepita e senza speranza. Un briciolo di ottimismo non guasterebbe, ammenocchè qualcuno in questa situazione "non ci marci", ed allora qualsiasi proposta non gli va mai bene e tutte le scuse sono buone.
    non+autenticato
  • Bravi in Trentino per carità. Ma metti gli stessi soldi pro capite che sono finiti in Trentino in una qualunque altra regione del Nord dalla creazione della repubblica e tutto sommato la situazione sarebbe analoga.

    Ricordiamoci sempre che le uniche regioni a saldo positivo in Italia per le casse dello stato sono, in ordine di contribuzione non preciso: Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte.

    Tutte le altre, tutte. Incassano più di quanto versano.
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    Modificato dall' autore il 09 febbraio 2011 00.51
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  • Il federalismo forse non risolverà tutto, ma va approvato al più presto per garantire ai Siciliani, Calabresi, Pugliesi e così via un governo locale più attento al territorio.

    C'è chi vuole bloccare il federalismo perché si ipotizzano aumenti delle tasse, non è così: le tasse aumenteranno dove i governi locali non saranno in grado di amministrare il loro territorio. Questi saranno puniti dai propri elettori nelle successive votazioni e questo meccanismo permetterà nel tempo di avere finanze più in ordine.
    non+autenticato
  • Si peccato che come tutte le altre volte si pagheranno nuove tasse al comune e rimarranno le vecchie allo stato, così saranno doppie; il solito magna magna all' Itagliana e quelli che ci rimettono sono sempre i soliti coglioni che le tasse le pagano mentre quelli che prima non le pagavano continueranno a non pagarle anche dopo e si avrà quindi un federalismo delle evasioni....ognuno in "casa" propria !!!
    Se le tasse le pagassero tutti ma proprio tutti e in modo proporzionale al reddito non avremmo bisogno di nessun federalismo...
    non+autenticato
  • Non tiriamo in ballo le solite scuse per non fare il federalismo. Esso serve soprattutto per responsabilizzare gli amministratori ed evitare gli sprechi. Solo così si pagheranno meno tasse.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Maffei
    > Il federalismo forse non risolverà tutto, ma va
    > approvato al più presto per garantire ai
    > Siciliani, Calabresi, Pugliesi e così via un
    > governo locale più attento al
    > territorio.
    >
    > C'è chi vuole bloccare il federalismo perché si
    > ipotizzano aumenti delle tasse, non è così: le
    > tasse aumenteranno dove i governi locali non
    > saranno in grado di amministrare il loro
    > territorio. Questi saranno puniti dai propri
    > elettori nelle successive votazioni e questo
    > meccanismo permetterà nel tempo di avere finanze
    > più in
    > ordine.

    Sarebbe tutto molto bello, se fosse vero.
    Ma non ci crede nessuno.
    Alla fine si pagheranno più tasse locali, e non si pagheranno meno tasse allo Stato centrale. E saremo amministrati male come sempre. Non è che quelli della Lega siano migliori del resto degli italiani... anzi!
    E' ovvio che sarà così, se credi diversamente sei un povero illuso o uno appena disceso da qualche altro pianeta (o qualche Paese del nord Europa).
    Funz
    13032
  • - Scritto da: Funz
    > E' ovvio che sarà così, se credi diversamente sei
    > un povero illuso o uno appena disceso da qualche
    > altro pianeta (o qualche Paese del nord
    > Europa).

    No, è solo sceso dal Nord ItaliaCon la lingua fuori
    In Trentino funziona veramente come l'ha descritto
    Prozac
    5083
  • Le Marche hanno un saldo positivo di 2,2 miliardi di euro secondo i dati che tu citi, nonchè una contribuzione PROCAPITE maggiore del PIEMONTE.
    non+autenticato
  • E' molto semplice: le Province autonome Trentino ed Alto Adige ricevono finanziamenti pari al triplo delle regioni a statuno ordinario. Non per niente molti comuni limitrofi desiderano passare a questa regione ed indicono referendum a tale scopo. Se per esempio il Veneto o la Lombardia ricevessero simili importi, state sicuri che si vivrebbe meglio anche li. Mentre in Sicilia, pur godento delle stesse facilitazioni, i finanziamenti vengono in larga misura sprecati, e questo purtroppo non è pensiero razzista, ma dati inconfutabili. Per questo motivo ci vuole un federalismo responsabilizzante ed equitario.
    non+autenticato
  • Posso confermarti che riceviamo più finanziamenti delle regioni ordinarie, ma è anche vero che nella nostra provincia (Bolzano), la competenza su scuola e viabilità, ad esempio, è tutta a carico della provincia, sono stati passati finanziamenti, ma di conseguenza anche COMPETENZE. Che poi da noi riusciamo a farli funzionare meglio che nel resto d'Italia, è tutto un altro discorso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ScorpioBZ
    >la competenza
    > su scuola e viabilità, ad esempio, è tutta a
    > carico della provincia, sono stati passati
    > finanziamenti, ma di conseguenza anche
    > COMPETENZE.

    in realtà i "finanziamenti" sono i contributi (tasse dirette e indirette) che "vengono" dalle due provincie:come dire,ri-prendiamo(noi trentini e altotesini) quello che in realtà paghiamo di tasse.
    un'aggiunta: tra le competenze c'è anche la sanità.
    non+autenticato
  • Non è del tutto esatto. Prendiamo le nostre tasse, più una certa quantità di contributi, variabile di anno in anno e decisa nella manovra finanziaria. Secondo voi come si sono comprati il voto di fiducia da parte dell'SVP?
    non+autenticato
  • - Scritto da: silvan
    > E' molto semplice: le Province autonome Trentino
    > ed Alto Adige ricevono finanziamenti pari al
    > triplo delle regioni a statuno ordinario. Non per
    > niente molti comuni limitrofi desiderano passare
    > a questa regione ed indicono referendum a tale
    > scopo. Se per esempio il Veneto o la Lombardia
    > ricevessero simili importi, state sicuri che si
    > vivrebbe meglio anche li

    Nein, nein, nein! Arrabbiato
    non+autenticato
  • Non sembra di essere in Italia... ed infatti si vive decisamente meglio.
    non+autenticato
  • Questo perché non siamo in Italia, siamo in provincia autonoma. Con ciò non voglio dire che ci vuole la secessione o strxxxate del genere, ma solo che l'autonomia amministrativa trentina (e altoatesina) è talmente estesa da rendere le due province praticamente separate dal resto del paese. Se sia un bene o un male, ai posteri l'ardua sentenza
    non+autenticato
  • Si beh con gli occhi foderati di prosciutto è semplice affermare ciò
    senza entrare in merito di ulteriori dettagli che conosco su qualunque tipo di business, visto dop oaltrimenti dovrei prendermi la scorta a vita come saviano
    dico solo
    i dslam trentini e le sue condizioni le hai mai viste?

    Tralascio pure il fatto se vuoi che la velocità di una 100megabit non potrà mai essere mai raggiunta da chi ha i doppini in rame nelle proprie case anche se dal dslam alla centrale è tutta fibra

    visto l'ho detto in altro forum
    qualcuno vuole forse smentire l'ultima frase citata in wiki?
    http://it.wikipedia.org/wiki/Doppino#Confronto_tra...
    dove dice appunto
    "La fibra ottica richiede inoltre una certa manutenzione della rete, in particolare per quanto riguarda la pulizia periodica dei terminali di connessione"

    Il fatto che il concetto di manutenzione non esista ne in trentino nel resto d'italia e per 2 motivi principalmente:
    - la preparazione di un tecnico grazie al sistema del precariato è scadente
    - gli investimenti nella manutenzione da sempre sono stati pari a 0

    in futuro saremo qui ancora a parlare di digital divede
    dopotutto riprendendo i giornali di 50 anni fa fino a oggi non sembra forse di sentire le stesse cose dalla politica?
    Un motivo ci sarà ma di sicuro non sarà questa la svolta visto ci sono sempre le stesse persone o meglio loro discendenti con la stessa mentalità oggi