Claudio Tamburrino

Nokia: non ci resta che saltare

Elop incita gli impiegati: Apple ha ridefinito il mercato, ma noi possiamo rimboccarci le maniche per recuperare la situazione. Tagliando Symbian, per esempio

Roma - È un'analisi spietata quella che traspare dalle parole del memo scritto da Stephen Elop ai dipendenti Nokia: "Il primo iPhone è stato venduto nel 2007 e noi ancora non abbiamo un prodotto che possa avvicinarsi a quel tipo di esperienza. Android, arrivato appena 2 anni fa, questa settimana ci ha superato per quanto riguarda i volumi di smartphone venduti. Incredibile". Il nuovo CEO della finlandese arriva addirittura a parlare di un'azienda "in piedi su una piattaforma in fiamme". Da cui non può far altro che saltare.

Le 1.300 parole (la cui autenticità è stata confermata da più fonti) indirizzate ai dipendenti, e filtrate ai media, mostrano un Elop deciso a dare una scossa all'azienda che è stato chiamato a dirigere e rilanciare lo scorso settembre.

Il nuvo CEO mette il luce in poche righe cosa ha portato l'azienda finlandese che governava il mercato ad essere relegata ad un ruolo marginale nel settore degli smartphone: "Apple ha rivoluzionato il mercato e ne ha conquistato la fascia alta attraendo gli sviluppatori con un ecosistema chiuso ma molto potente. Google è diventato una forza gravitazionale attraendo le principali risorse innovative del settore. Noi, pur avendo brillanti fonti di innovazione all'interno di Nokia non stiamo invece riuscendo a portarle sul mercato in maniera sufficientemente veloce". E in questo modo l'azienda ha perso una serie di occasioni importanti. Inoltre, altre posizioni sono state perse per non aver pensato (o non essere riusciti) a creare un ecosistema che risponda a tutte le esigenze degli utenti: dall'hardware alle applicazioni, passando per gli elementi social e i servizi location-based.
Il destino di Symbian, poi, sembra chiaramente segnato: "Si sta dimostrando - dice il nuovo CEO - un ambiente sempre più difficile in cui sviluppare per seguire le richieste in continua evoluzione dei consumatori, con conseguente lentezza nello sviluppo dei prodotti e svantaggi quando cerchiamo di introdurre le innovazioni hardware sulle nostre piattaforme".

Che ci fosse aria di grandi cambiamenti a Espoo, d'altronde, era già noto: borsa e osservatori erano concordi nell'attendere a breve un'ulteriore serie di avvicendamenti al vertice, la possibilità di collaborazione con agenti esterni, come Android o Windows Phone 7, e la sempre maggiore importanza del campus Nokia nella Silicon Valley.

Claudio Tamburrino
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