Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Le nuvole minacciose di Internet

di M. Calamari - Il cloud come l'outsourcing. Vecchi stereotipi e paradigmi di business che invadono le stanze dei bottoni. E che lasciano gli utenti in balia di chi può staccare la spina alla Rete

Cassandra Crossing/ Le nuvole minacciose di InternetRoma - All'orizzonte dell'Information Technology si addensano le nubi. Secondo la letteratura e la stampa che ne tratta tecnicamente, economicamente e come motore di progresso, sono senz'altro nubi leggere, rinfrescanti, che recano pioggerelline benefiche per le margherite e rinfrescano la calura estiva.

Sarà.

Certo la migrazione di applicazioni e servizi IT dai datacenter delle aziende al cloud permette indubbiamente risparmi e flessibilità. Da questo punto di vista tanti piccoli e medi datacenter migreranno nella nuvola, che dovrà però essere "alimentata" da grandi datacenter create dai fornitori di applicazioni e servizi cloud.
Un bilancio green positivo. Una creazione di nuovo business che per le aziende è ancora meglio. Una grande flessibilità e concorrenza nell'acquisto di servizi per le piccole aziende ed i privati.

Tutto bene dunque. Beh, Cassandra deve fare il suo mestiere. Per prima cosa un sguardo al passato: una quindicina di anni fa il nome di un'altra panacea cominciò a rimbalzare negli ambienti aziendali, soprattutto tecnologici, "outsourcing".

Il razionale della cosa era potente e semplice: le aziende si devono concentrare sul loro core business, tutte le risorse economiche, umane ed organizzative, e delegare tutte le altre attività ad aziende esterne, specializzate nella fornitura di servizi. Queste, a loro volta, avrebbero potuto usare la specializzazione su un solo servizio per realizzare economie di scala, creando business per loro e risparmi per le loro clienti.

È andata proprio così?
Beh, certo su questo si è innestata la globalizzazione selvaggia, che ha da una parte potenziato e dall'altra distorto questo meccanismo in teoria solo virtuoso.

E quello che spesso è successo è che i servizi di outsourcing si sono ridotti a servizi rigidi e di qualità medio bassa, che ove possibile hanno spostato posti di lavoro nei paesi emergenti (dove pensate stiano le persone che fanno assistenza telefonica ed help desk? Se va bene almeno in Polonia). È successo che le aziende si sono ritrovate piene di costi "nascosti" che i bilanci non riuscivano ad evidenziare. Fino a quando i costi della cattiva qualità e della complessità di gestione dei servizi comprati in outsourcing ha reso necessario inventare una parola nuova: "backsourcing".

Tecniche e metodi per riportarsi i servizi in casa, almeno quelli che visibilmente incasinavano l'organizzazione. E lasciando l'outsourcing per i servizi di pulizie, cosa che qualsiasi condominio fa da sempre senza aver bisogno di esperti di organizzazione.

Ma torniamo al cloud.

Anche il cloud, oltre che sembrare un toccasana, è diventato termine di moda. E pur vero che nell'IT le mode possono durare pochissimo, e che le discariche semantiche sono piene delle parole di moda del recente passato dell'IT. Persino i fornitori di antivirus parlano di "cloud" per dei semplici prodotti che si scaricano dalla Rete e che si autoaggiornano "telefonando a casa" (purtroppo!). Siamo tutti nel cloud e non ce ne eravamo nemmeno accorti. Allora forse non è una rivoluzione ma solo un'evoluzione. Che apre nuove possibilità, ma anche nuove complessità e nuovi problemi.

Usare servizi essenziali nel cloud, come ad esempio i più classici servizi IT, database, servizi Internet, CMS, servizi contabili, EMS, crea problemi interamente nuovi. Affidabilità e disponibilità. Protezione e sicurezzà dei dati, responsabilità e solvibilità dei fornitori di cloud. Sicurezza, segretezza e privacy. Creazione di cartelli e quasi-monopoli. Controllo dei prezzi.

Si tratta di preoccupazioni e problemi appena accennati nelle prime offerte commerciali di cloud, e che stanno solo cominciando ad essere trattati nelle offerte, ma solo in termini di contrattualistica e di ridondanza. Verrebbe da pensare che queste nuove "attenzioni" non nascano come prodotto dalle considerazioni industriali di chi fornisce i servizi, ma piuttosto come presa di coscienza dei primi clienti che cominciano a riconoscere, nella forma della nuvola, vecchi e nuovi problemi.

Verrebbe da dire che i fornitori di cloud, partiti alla rincorsa dei potenziali fatturati di un nuovo business, siano adesso alla rincorsa dei problemi posti dai più analitici dei loro clienti. Una corsa dura. Ma tutto questo riguarda le aziende, il mondo economico. Il cloud deve essere anche esaminato da una prospettiva ortogonale.

Cosa significa per le persone? Cosa per i loro diritti digitali, per la loro privacy, per il loro futuro in Rete? Cosa significa per il controllo sociale, non solo in Cina od in Egitto ma anche nei paesi a vocazione democratica?

L'Egitto, cosa che è sfuggita ai più, ci ha insegnato cosa succede della Rete quando lo Stato ha dei problemi. Altro che una rivoluzione nata dalle reti sociali. La Rete è fragile, anche ora che è costituita quasi esclusivamente da connettività. Basta che chi ne ha il potere decida di "staccare la spina" e si rimane con pochi telefoni satellitari, pochi come i piccioni viaggiatori.

E quando la Nuvola conterrà tutto, dalla musica alla contabilità?

Quanto potere ci sarà nella mano che può staccare la spina?

Marco Calamari
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29 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Le nuvole minacciose di Internet
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  • poco tempo fa Google aveva fatto Gears (se non sbaglio) proprio per duplicare in locale le info in cloud (funzionava per la posta mi pare e c'erano idee per gdocs). Poi gear è stato disabilitato ed è ora difficile avere i propri documenti in locale. Non penso sia una questione di data "retention" fatta ad arte, penso siano più i problemi tecnici di esecuzione in locale e di sincronizzazione ad avere bloccato tutto.
    Con la consapevolezza che i propri dati dovrebbero comunque essere anche replicati in locale (come i buoni backup di cui diceva qualcuno sopra) si può pensare ad un cloud computing a minor rischio di scollegamento della spina.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luca Tognoli
    > poco tempo fa Google aveva fatto Gears (se non
    > sbaglio) proprio per duplicare in locale le info
    > in cloud

    Quando il servizio è stato dismesso è stato in favore della funzione local storage di HTML5 (almeno così annunciavano). Non so a che punto siano.
    Teo_
    2644
  • - Scritto da: Teo_
    > - Scritto da: Luca Tognoli
    > > poco tempo fa Google aveva fatto Gears (se non
    > > sbaglio) proprio per duplicare in locale le info
    > > in cloud
    >
    > Quando il servizio è stato dismesso è stato in
    > favore della funzione local storage di HTML5
    > (almeno così annunciavano). Non so a che punto
    > siano.
    Quella che se svuoti la cache del browser sparisce?
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippO
    > - Scritto da: Teo_
    > > - Scritto da: Luca Tognoli
    > > > poco tempo fa Google aveva fatto Gears (se non
    > > > sbaglio) proprio per duplicare in locale le
    > info
    > > > in cloud
    > >
    > > Quando il servizio è stato dismesso è stato in
    > > favore della funzione local storage di HTML5
    > > (almeno così annunciavano). Non so a che punto
    > > siano.
    > Quella che se svuoti la cache del browser
    > sparisce?

    No, quella su cui lavori anche senza connessione (es. : http://demo.nithinbekal.com/html5todo/v1/)
    Teo_
    2644
  • Che ci sia gente non dell'IT che di notte pensa e cerca in tutti i modi di ridurre i costi questo è un dato di fatto, che il metodo ultimo per ottenere questo risultato sia di ridurre all'osso il più possibile chi lavora nell' IT questo è un altro dato di fatto.
    Nel mio lungo elemosinare (perchè di questo ormai si tratta) di contratti di consulenza le ho viste praticamente tutte.
    Lavoravo in banca in poco meno di un mese decisione di fare outsourcing e addio lavoro per me altri come me.
    Lavoravo in ambito industriale, all'improvviso decisione di spostare tutto l'R&D in india e in poco meno di un anno via il lavoro a me e ad altri (anche dipendenti).
    Quello che mi manca è che dove lavoro attualmente spostino tutto su cloud e abbiamo fatto l'amplein.

    Ma i guru del risparmio capiscono fino in fondo cosa significa applicare scelte di questo tipo? non credo a loro interessa solo abbassare i costi.

    Ovviamente spostare lo sviluppo in india migliora i conti, ma a lungo andare il tempo di latenza, i costi accessori e nascosti, fanno cadere a picco i guadagni.

    Metterci giorni, settimane, mesi per risolvere un problema ad un cliente (l'india non e poi cosi vicina e muovere un loro programmatore e a dir poco impossibile) ha come risultato perdere installazioni e ritrovarsi con un prodotto si concorrenziale nel costo ma poco desiderato perchè non gestibile in emergenza dal cliente.

    Essere dipendente dalla società a cui ti sei affidato come outsourcing, ti mette a rischio di problemi inaspettati, come la piccola modifica quotata a peso d'oro, la perdita di competenze fino all'impossibilità di sostituire la società in questione quando le sue richieste diventano esose, o la richiesta di modifica e correzione finiscono in coda con il rischio di aspettare mesi per modificare una stampa.
  • - Scritto da: leonestupidocane

    > Essere dipendente dalla società a cui ti sei
    > affidato come outsourcing, ti mette a rischio di
    > problemi inaspettati, come la piccola modifica
    > quotata a peso d'oro, la perdita di competenze
    > fino all'impossibilità di sostituire la società
    > in questione quando le sue richieste diventano
    > esose, o la richiesta di modifica e correzione
    > finiscono in coda con il rischio di aspettare
    > mesi per modificare una
    > stampa.

    Pienamente d'accordo , ma finche' le scelte vengono operate da "manager" a contratto di max max due anni appena usciti dalle università ...
    Questo in ambito software ... senza contare che i contratti per la manutenzione dell'hardware non vengono piu' rinnovati...
    non+autenticato
  • Forse sembrerò "luddista" ma, oltre agli (ovvi) problemi citati da Calamari, io ravviso serie difficoltà per i professionisti dell'IT: quante possibilità rimarranno al di fuori dei pochissimi fornitori di cloud?
    non+autenticato
  • la tendenza che vedo è che le aziende tendono a demandare in outsourcing il comparto IT, ormai diventato troppo oneroso, anche le apparecchiature sono sempre più spesso in noleggio, questo sia per un discorso fiscale, sia per affidabilità.

    Anche le verticalizzazioni hanno cambiato forma, solitamente consiglio sempre di personalizzare il meno possibile, ormai il mercato software offre tante possibilità, maglio adeguare per quanto possibile i processi, si ha un notevole risparmio, senza considerare che molto spesso i processi in essere presso le aziende se variati secondo alcuni software risultano più efficaci.
  • il lavoro IT comunque è oggi un punto centrale, buone scelte IT fanno risparmiare molto, alcuni investimenti si ripagano in poco tempo semplicemente con risparmio sul personale (il rovescio della medaglia naturalmente è l'occupazione)

    Ultima esperienza avuta con l'automazione del picking in un magazzino, è stata la sostituzione dei semplici lettori di barcode con terminali "intelligenti" il costo dell'operazione si ripagherà in 1 anno grazie all'ottimizzazione dei processi, un magazziniere riesce a prelevare il materiale 3 volte più rapidamente del vecchio sistema.
  • Ero un po' prevenuto. Mi aspettavo una visione catastrofica, e invece ho letto un articolo misurato che descrive i nuovi orizzonti con i loro pregi e i loro difetti, cioè con i vantaggi (oltre a quelli presunti ce ne saranno alcuni reali, no?) e i pericoli che ne derivano. Insomma, iniziare senza sostenere che il cloud è il male assoluto è un buon punto di partenza. Tutto il resto si può discutere, e Calamari lo fa bene.
    Vorrei approfittare per segnalare a Calamari e agli altri che uso un servizio di cui non potrei (quasi) fare più a meno: Crashplan per la gestione dei miei backup in rete /criptati/. Non si tratta di cloud puro, ma di cloud+p2p. Ecco, se ci fosse qualche programmatore di buona volontà che fosse disponibile a farlo migrare nel p2p puro, sarei felice di contribuire economicamente anch'io, con una piccola quota. Nel frattempo, ringrazio il cloud che (insieme al p2p) mi pemette di fare molto meglio che rispetto alle mie sole risorse individuali.
  • - Scritto da: reXistenZ
    > Ero un po' prevenuto. Mi aspettavo una visione
    > catastrofica, e invece ho letto un articolo
    > misurato che descrive i nuovi orizzonti con i
    > loro pregi e i loro difetti, cioè con i vantaggi
    > (oltre a quelli presunti ce ne saranno alcuni
    > reali, no?)

    decisamente NO

    > e i pericoli che ne derivano.
    > Insomma, iniziare senza sostenere che il cloud è
    > il male assoluto è un buon punto di partenza.

    semmai è l'unica "critica" che si può fare all'articolo di calamari

    > Vorrei approfittare per segnalare a Calamari e
    > agli altri che uso un servizio di cui non potrei
    > (quasi) fare più a meno: Crashplan per la
    > gestione dei miei backup in rete /criptati/.

    criptati o no... che fai se di punto in bianco gli va a fuoco la serverfarm o se chiudono il servizio o se qualche polizia di turno va lì e si porta via i dischi?

    hai anche un backup locale?

    e allora a che ti serve quel "servizio"?

    > Non
    > si tratta di cloud puro, ma di cloud+p2p. Ecco,
    > se ci fosse qualche programmatore di buona
    > volontà che fosse disponibile a farlo migrare nel
    > p2p puro, sarei felice di contribuire
    > economicamente anch'io, con una piccola quota.

    queste cose già si possono fare tranquillamente oggi... basta volerlo fare (ma questo costa fatica e impegno personale) e fare "massa critica" (e mai la si farà se la gente preferisce pagare per farsi prendere per il c..o)...

    > Nel frattempo, ringrazio il cloud che (insieme al
    > p2p) mi pemette di fare molto meglio che rispetto
    > alle mie sole risorse individuali.

    sicuro sicuro? permettimi ma ne dubito fortemente
    non+autenticato
  • appoggio in pieno quello detto sopra.
    Non sono assolutamente d'accordo con il cloud.
    Oltre ha quello citato sopra, cioè che per un motivo o per un'altro tutti i dischi vengono sequestrati, il cloud è una fonte gratuita per gli scrocconi di grosso taglio, come google per esempio.

    In pratica: come ottenere del codice gratis da appassionati programmatori e sfruttarlo per applicativi commerciali.

    Non è la prima volta che succede.
    Hanno solo rettificato vecchi modelli di outsourcing, tutto li.

    Bon, chi ne è convinto, faccia pure, ma poi non venite qui o in altri forum a piagnucolare che qualcuno vi ha ciulato l'idea e i sorgenti per farne una bella app, perchè a quel punto è chiaro che siete stati solo degli idioti.
    Uomo avvisato...
    non+autenticato
  • Mai lavorato ad un progetto serio eh ?
    Con persone situate a centinaia di km da te o anche di più.
    non+autenticato
  • Ah una cosa.. più che Google, come possibilità di scrocco come sostieni tu (e ciò non avviene) ben maggiori, ci sarebbe GitHub e SourceForge tanto per citane un paio...

    Pensa GitHub è stato voluto da Towards per gestire progetti quali il kernel di Linux... fai un po tu.
    non+autenticato
  • - Scritto da: anti cloud
    > hai anche un backup locale?
    >
    > e allora a che ti serve quel "servizio"?

    I servizi di questo tipo sono molto utili per coprire le distanze fra le persone che partecipano ad un progetto, tanto per citare un esempio, facendo risparmiare alle aziende una barcata di soldi.

    Coud o no cloud le copie locali sono assolutamente necessarie e vanno fatte in qualunque caso. Ne più ne meno come farebbe qualunque persona con um minimo di cervello e magari anche più di una copia.

    Ecco a cosa servono i servizi cloud.
    non+autenticato
  • Oggi molti hanno 2 pc un desktop e un portatile o un portatile e un netbook o più ancora, e magari pure un nas dove parcheggiare i file, ma non molto tempo fa molti piangevano il giorno che si accorgevano che anche gli HD si rompono ... ogni tanto.

    Se l'ADSL si ferma attacchi un cellulare HSDPA e navighi di nuovo in 5 minuti.
    Se oggi dipendiamo dalla rete è solo perché fa comodo e se uno vuole erogare i servizi in rete e bene che ridondi le sue nuvole possibilmente in località geograficamente distinte.
    A già ma e circa 40 anni che le banche fanno backup in siti geograficamente distinti....
    non+autenticato
  • > Se oggi dipendiamo dalla rete è solo perché fa
    > comodo e se uno vuole erogare i servizi in rete e
    > bene che ridondi le sue nuvole possibilmente in
    > località geograficamente
    > distinte.

    irrilevante. il tuo fornitore di nuvole puù anche avere i dischi sparpagliati fra 30 paesi del globo e i tuoi dati duplicati per 100 volte. Il problema è che se ti chiude la porta in faccia son rogne cloud o non cloud.

    > A già ma e circa 40 anni che le banche fanno
    > backup in siti geograficamente
    > distinti....

    certo, ma si tengono "in casa" i loro dati critici.
  • - Scritto da: Grullo
    > Oggi molti hanno 2 pc un desktop e un portatile o
    > un portatile e un netbook o più ancora, e magari
    > pure un nas dove parcheggiare i file, ma non
    > molto tempo fa molti piangevano il giorno che si
    > accorgevano che anche gli HD si rompono ... ogni
    > tanto.

    Esistono anche i NAS a doppio HDD, ma l'utonto preferisce configurarli per un RAID0 o un JBOD invece di un piu' affidabile RAID1. Forse i dati che mettono su tali periferiche non sono poi cosi' importanti...

    > Se l'ADSL si ferma attacchi un cellulare HSDPA e
    > navighi di nuovo in 5
    > minuti.
    > Se oggi dipendiamo dalla rete è solo perché fa
    > comodo e se uno vuole erogare i servizi in rete e
    > bene che ridondi le sue nuvole possibilmente in
    > località geograficamente
    > distinte.
    > A già ma e circa 40 anni che le banche fanno
    > backup in siti geograficamente
    > distinti....

    Solo che in tal caso i dati erano(sono) fisicamente in diverse filiali dello stesso gruppo bancario proprietario dei dati medesimi.
    non+autenticato
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