Claudio Tamburrino

Dada, l'addio di Paolo Barberis

L'azienda si prepara al futuro senza il suo fondatore. RCS aumenta la sua quota di maggioranza. Buongiorno ha quarantacinque giorni per formalizzare l'offerta per la divisione Dada.net

Roma - Dada perde la testa: il fondatore Paolo Barberis si è dimesso dal consiglio d'amministrazione e dal ruolo di presidente. Mentre continuano ad arrivare manifestazioni d'interesse per la webcompany italiana da parte di diversi operatori industriali, tuttavia, grazie all'uscita di Barberis RCS amplia la sua quota di maggioranza.

Il consiglio di amministrazione di Dada ha preso atto delle dimissioni del presidente e fondatore Paolo Barberis "in seguito a divergenze sulla strategia aziendale". Cooptato per sostituirlo l'avv. Alberto Bianchi.

"Dada è un progetto, ha bisogno di essere tenuta in movimento - ha detto Barberis a proposito del futuro dell'azienda senza di lui - Non so se ci sarà la voglia, più che la capacità, di immettere energia per farla continuare a viaggiare. Ogni realtà ha la sua storia e il suo destino. Dada ha il suo e nessuno può conoscerlo ma so chi è stata e chi potrebbe essere".
Barberis ha quindi comunicato alla Società di aver ceduto 630mila azioni e che, di conseguenza, la sua partecipazione è scesa al di sotto del 2 percento del capitale sociale.
Ad acquistare le sue azioni (8,9 euro l'una) il gruppo editoriale RCS, il cui controllo su Dada passa così dal 50,74 al 54,63 percento. La decisione di ampliare il suo pacchetto di maggioranza si lega anche all'esclusione, per il momento, di ipotesi di cessione della sua intera partecipazione in Dada.

Possibile acquirente era il gruppo Clessidra, che però ora ha dichiarato di aver rinunciato a fare un'offerta (si parlava di 50 milioni in azioni), "siccome si tratta solo del 50 percento" dice una fonte vicina alla situazione

Lo stesso consiglio d'amministrazione che ha dovuto prendere atto dell'avvicendamento al vertice dell'azienda ha anche presentato i risultati preliminari al 31 dicembre: i ricavi si attestano intorno a 151,5 milioni di Euro, una flessione rispetto all'esercizio precedente (155,1 milioni di Euro nel 2009).
Ad influenzare maggiormente i risultati l'andamento dei ricavi della divisione Dada.net, mentre si riscontra una crescita del fatturato della divisione Dada.pro nel settore dei servizi professionali per la registrazione di domini e hosting e dell'advertising online (register.it). La Posizione Finanziaria Netta consolidata al 31 dicembre 2010 è pari a circa meno 50,6 milioni di Euro, rispetto ai meno 36,7 milioni di Euro al 31 dicembre 2009: l'evoluzione della PFN ha risentito in particolare delle attività di investimento in immobilizzazioni e in partecipazioni effettuate, solo parzialmente compensate dalla generazione di cassa della gestione operativa dell'esercizio.

Nel complesso una situazione non confortante, che ha spinto le azioni a scendere del 2,7 percento, fino a 4,45 euro.

Una delle scelte strategiche prese dal consiglio di amministrazione è quella di procedere alla valorizzazione della divisione Dada.net, permettendo così alla società di perseguire le necessarie azioni di razionalizzazione del portafoglio di attività ed una più efficace focalizzazione delle proprie risorse finanziarie e manageriali.

Per farlo ha concesso a Buongiorno S.p.A. un accordo di esclusiva della durata di 45 giorni, finalizzato allo svolgimento della due diligence e, subordinatamente agli esiti della stessa, alla eventuale negoziazione tra le parti di un accordo di cessione a Buongiorno della partecipazione in Dada.net.
Una nota Buongiorno dice che l'acquisizione di Dada.net "consoliderebbe ulteriormente la leadership su scala mondiale nel segmento B2C del mobile content".
Si è tirato in ballo un possibile interesse anche di Aruba, la cui offerta, tuttavia, per il momento non sembra essere stata presa in considerazione.

Claudio Tamburrino
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